Lezioni di psicologia dinamica: Sigmund Freud (prof. Garbarini)
Cap.1 - Freud e la psicoanalisi
La tecnica psicoanalitica venne applicata per la prima volta nel 1880 da Joseph Breuer su una paziente con patologia isterica. Breuer scoprì che il ricordo consente di comprendere l’etiologia psicologica del disturbo e che il discorso è lo strumento per risalire alla causa dei sintomi. Attraverso l’opera di Breuer, Freud capì che ogni sintomo ha la sua storia e per individuarne la causa bisogna lavorare retroattivamente sulla vita del paziente.
Principio fondamentale della psicoanalisi è il considerare dotato di senso e significato qualunque azione umana. Gradualmente Freud arrivò ad elaborare il concetto di trasfert tramite il quale avviene lo spostamento sull’analista di sentimenti ed emozioni vissute dal paziente durante l’infanzia nei confronti delle figure fondamentali.
Psicologia dinamica e concetti fondamentali
- La psicologia dinamica considera la personalità come il risultato di un insieme di forze che possono interagire o essere in conflitto tra loro
- Concetti fondamentali della psicoanalisi:
- Il principio del determinismo psichico o causalità
- Il principio che la coscienza è un attributo eccezionale
Per questo principio nella mente nulla avviene per caso: ogni evento psichico è determinato da quelli che lo hanno preceduto e influenza quelli che lo seguono. I sintomi e i comportamenti sono manifestazioni esterne di processi inconsci. La maggior parte dei processi mentali sono inconsci, di conseguenza l’inconscio è un fenomeno stabile e permanente a differenza della coscienza.
Stimolo e pulsione
- Stimolo: Lo stimolo è un evento del mondo esterno che provoca un’esperienza sensoriale e induce una risposta.
- Pulsione: La pulsione per Freud è un concetto limite tra lo psichico e il somatico. Rappresenta la risposta psichica agli stimoli. Essa non include la risposta motoria ma solo lo stato di eccitamento in risposta alla stimolazione. La pulsione spinge l’individuo ad agire, al fine di far cessare lo stato di eccitazione somatica prodotto dalla pulsione stessa. La pulsione, a differenza dello stimolo, non può essere controllata in quanto inconscia.
Per Freud la pulsione si caratterizza per una fonte, una spinta, una meta e un oggetto:
- Fonte: È il punto in cui si manifesta l’eccitazione.
- Spinta: È la quantità di energia valida per ottenere il soddisfacimento.
- Meta: È il risultato finale a cui mira la pulsione e che porta ad uno scarico della tensione interna. La meta primaria di ogni pulsione è la riduzione dell’eccitamento.
- Oggetto: È il mezzo con cui la pulsione cerca di raggiungere la meta. Può essere esterno se appartiene al mondo reale, oppure interno se è la rappresentazione dell’oggetto interiorizzato.
Inoltre è parziale se rappresentato da una parte del corpo (es. seno) o da un suo equivalente simbolico (es. la madre vista solo come oggetto di soddisfacimento del bisogno), mentre è totale se rappresentato da una persona con cui l’individuo entra in relazione. Le pulsioni parziali, tipiche delle prime fasi dello sviluppo, utilizzano oggetti parziali.
Attività autoerotica e narcisismo
- Attività autoerotica: Si ha quando il soddisfacimento pulsionale si esaurisce attraverso la stimolazione di una zona erogena, senza la presenza di un oggetto esterno.
Dal momento in cui il bambino introietta nell’Io gli oggetti che aveva caricato di energia pulsionale, si passa al narcisismo. Secondo Freud le pulsioni hanno una natura sessuale o aggressiva. La prima dà origine alla componente erotica dell’attività mentale e prende il nome di libido, la seconda alimenta le componenti aggressive e distruttive della mente.
La metapsicologia
Secondo Freud rappresenta il sistema di osservazione dei processi psichici che vengono esaminati attraverso coordinate dinamiche, economiche e topologiche. La componente dinamica si occupa di analizzare tutti i processi psichici che si intrecciano in modo causale tra loro. La componente economica si occupa dell’energia psichica. La componente topologica si occupa di distinguere la psiche in tre sistemi: inconscio, preconscio e conscio.
Cap.2 - Come funziona la mente
L’individuo è continuamente soggetto alla formazione di cariche psichiche che sono connesse a rappresentazioni e che danno origine ad un desiderio di scarica. L’apparato psichico cerca di mantenere al minimo il livello di carica energetica dato che secondo Freud l’eccitamento causa dispiacere; il piacere è dunque legato alla riduzione al minimo della tensione energetica.
Il principio del piacere è uno dei regolatori delle funzioni mentali; a livello inconscio le pulsioni premono per un soddisfacimento immediato. Non a caso tale principio è utilizzato enormemente nel primo periodo evolutivo nel quale il bambino, quando si trova impossibilitato a soddisfare immediatamente un bisogno, passa ad adottare un fenomeno allucinatorio per compensare il soddisfacimento.
Con la crescita e lo sviluppo delle funzioni coscienti, il bambino si rende conto che i desideri non possono sempre essere subito soddisfatti, e il principio del piacere lascia il posto al principio di realtà. Il bambino impara quindi a scegliere la soluzione più appropriata ed efficace per rispondere al suo bisogno o a tollerare la frustrazione nel caso in cui quest’ultimo non può essere soddisfatto in alcun modo.
Con l’acquisizione del principio di realtà si sviluppa la capacità di dilazionare il soddisfacimento, incanalando quindi l’energia pulsionale in varie attività mentali. Secondo Freud sia il principio del piacere, sia il principio di realtà hanno l’obiettivo di ottenere il piacere e ridurre il dolore.
Il processo primario e il processo secondario
Questi due processi sono alla base del funzionamento dell’apparato psichico, e sono legati rispettivamente al principio del piacere e al principio di realtà. L'Es utilizza stabilmente il processo primario, mentre l’Io lo utilizza nella prima infanzia. Il processo primario si caratterizza per la facilità con la quale l’energia può scaricarsi o spostarsi su altre rappresentazioni; nell’adulto è evidenziabile nell’attività onirica ed è presente in molte patologie.
Il processo secondario è caratteristico dell’Io maturo e si sviluppa con la crescita del bambino. L’energia psichica viene incanalata e fatta scorrere in modo controllato. Viene maggiormente utilizzato il pensiero logico e aumenta la capacità di tollerare la frustrazione.
La struttura della mente
- Il modello telescopico: In questo modello (l’Interpretazione dei sogni) le componenti psichiche sono viste come funzionali e collegate tra loro in modo energetico. Ad un’estremità l’apparato reagisce agli stimoli sensoriali e all’altra estremità vi è la coscienza.
- Il modello topografico: Con questo modello Freud intuì la divisione dell’apparato psichico in tre strutture o sistemi: il sistema inconscio (Ucs), preconscio (Pcs) e conscio (Cs).
L’inconscio: Esso raggruppa i contenuti psichici non presenti nella coscienza, ed è la parte dell’apparato psichico più vicina alle pulsioni che danno luogo alle rappresentazioni, il cui funzionamento è caratterizzato dal processo primario. In tale sistema l’energia è mobile e può essere spostata, anche attraverso percorsi allucinatori (es. il bambino che si succhia il pollice). Tale mobilità energetica è dovuta al fatto che nel sistema inconscio viene applicato il principio del piacere. I contenuti inconsci cercano di emergere alla coscienza affinché i relativi bisogni pulsionali possano essere soddisfatti ma essi non sono tollerati da quest’ultima e per potervi accedere vengono deformati e resi irriconoscibili dalla cosiddetta censura. Tali contenuti sono rappresentati principalmente da fantasie originarie tramandate geneticamente dall’essere umano e che compensano la mancanza di esperienze personali del bambino. Accanto ad essi si trovano poi tutti quei contenuti che inizialmente consci sono stati poi respinti dalla coscienza, divenendo a lungo andare forze inconsce.
Il preconscio: Esso è separato dal sistema inconscio tramite la barriera della censura. I contenuti del preconscio sono rappresentati in parte dai contenuti inconsci “trasformati” dalla barriera, e in parte dai contenuti espulsi dalla coscienza. Tra coscienza e preconscio esiste infatti un’altra barriera che anziché deformare i contenuti li seleziona. Essi sono rappresentati da immagini mentali. Con l’acquisizione della capacità del linguaggio, i contenuti rappresentati da stimoli associati al ricordo, vengono registrati nel preconscio dando luogo a tracce mnestiche che dopo un’attenta selezione possono risalire alla coscienza.
La coscienza: Esso è anche detto sistema percezione – coscienza, e riceve le informazioni del mondo esterno e interno. In esso non viene registrata alcuna traccia durevole degli eccitamenti ed è presente una certa quantità di energia mobile che può essere investita in un contenuto attraverso il meccanismo dell’attenzione.
Il modello strutturale
Con questo modello Freud stabilisce che il funzionamento psichico è determinato dalla contrapposizione dei desideri pulsionali con le regole morali e della realtà. La struttura psichica si compone quindi di tre istanze: l’Es, l’Io e il Super-io.
- L’Es: È il serbatoio dei contenuti inconsci e pulsionali; essi sono disorganizzati, funzionano secondo il principio del piacere e sono in parte ereditari e in parte elementi espulsi dalla coscienza. All’inizio tutta la psiche è Es, successivamente con il passare del tempo da esso si costituiranno l’Io e il Super-io, entrambi in conflitto con l’Es.
- L’Io: È l’istanza psichica che si rapporta con la realtà esterna. Vive un destino di compromesso tra le spinte dell’Es, ed i divieti del Super-io. L’Io si forma in relazione ai rapporti che il neonato ha con le persone a lui vicine. Queste persone costituiranno i primi oggetti d’amore interiorizzati e caricati di energia pulsionale. Per fronteggiare le richieste dell’Es e della realtà esterna, l’Io ricorre a dei meccanismi di difesa. Inoltre deve inibire i processi primari, perciò esso funziona con il meccanismo di realtà. Una parte dell’Io è inconscia, ed è essa che agisce nei confronti dell’Es attraverso la censura.
- Il Super-io: Il suo funzionamento è legato alle costrizioni morali e sociali che limitano le scariche pulsionali. Modifica le istanze dell’Es adeguandole ai criteri sociali ed esercita l’autoriflessione sull’Io. Perciò il Super-io sarà tanto più severo quanto più temibili saranno le spinte pulsionali che il bambino avverte. Il Super-io racchiude tutte le norme sociali interiorizzate, non è ne innato ne ereditario ma si costituisce con il tipo di crescita del bambino. Il Super-io è legato al rapporto che il bambino ha con i genitori, è all’origine della sicurezza o insicurezza dell’individuo e costituisce un sistema difensivo che ha lo scopo di impedire il soddisfacimento degli impulsi considerato pericolosi. Ogni oggetto di investimento pulsionale, come anche i genitori, prevede una componente libidica e aggressiva. Attraverso tale introiezione delle figure parentali il Super-Io si sdoppia in un’istanza aggressiva-vientante e in un’istanza libidico-narcisistica; quest’ultimo aspetto del Super-io è detto ideale dell’Io, ed è quello a cui il soggetto tenta di conformarsi. Nel confronto del Super-io vientante l’Io si sente giudicato e nei confronti dell’ideale dell’Io si sente inferiore. La rigidità o permissività del Super-io non è direttamente collegata al reale atteggiamento dei genitori, quanto piuttosto all’aggressività che ha caratterizzato l’investimento e l’introiezione delle figure genitoriali. Tanto più queste sono state vissute come aggressive tanto più sono state introiettate come sadiche e non permissive, dando origine a un Super-io spietato e rigido. Esso si rapporta sia con l’Es sia con l’Io con quest’ultimo facente funzioni di mediatore. Un Io debole può portare a una prevalenza dell’Es o del Super-io. Nel primo caso ci sarà una perdita dell’esame di realtà, nel secondo caso il predominio di sensi di colpa distruttivi, oppure il verificarsi di entrambe le situazioni.
L’economia della mente
- Il conflitto: Il conflitto è il risultato di forze contrapposte che scatenano una lotta nelle strutture mentali all’interno della personalità. Esso può essere: esterno, manifesto, latente. Il conflitto tra Es e Io è una costante della vita psichica dell’uomo e può dar luogo a patologie nel momento in cui la rappresentazione pulsionale esercita una pressione eccessiva contro la censura, oppure quando l’Io è debole. Il conflitto può essere intersistemico o intrasistemico a seconda che si riferisca a scontri tra sistemi psichici separati o medesimi.
- L’angoscia: (ansia= malessere generale; angoscia= ansia ad un grado più elevato; paura= l’oggetto è noto) L’angoscia è una reazione emotiva che provoca frustrazione e insicurezza rispetto a situazioni traumatizzanti o all’attesa di un pericolo. È un fenomeno psicologico che provoca disturbi organici e che spesso è del tutto soggettivo. È una reazione innescata dall’Io per contrastare l’emergere delle cariche pulsionali provenienti dall’Es, ma dato che la parte inconscia dell’Io funziona secondo il principio di piacere, il segnale d’angoscia tende poi ad essere eliminato e viene sostituito dai meccanismi di difesa.
- I meccanismi di difesa: Servono a preservare l’equilibrio dell’apparato psichico, si costituiscono durante lo sviluppo dal momento in cui l’individuo adotta delle strategie per evitare l’emergere dell’ansia. Nascono dal contrasto tra l’Es e l’Io inconscio e quindi sono anch’essi inconsci.
(Investimento= quantità di energia pulsionale utilizzata nei confronti di un oggetto interno o esterno. Se l’oggetto è investito con una carica aggressiva è considerato cattivo, se è investito con una carica libidica è considerato buono; disinvestimento= sottrarre e quindi liberare una carica energetica legata ad una rappresentazione; controinvestimento= l’Io utilizza)
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