Neuropatologia
Modulo I (3CFU)
Prof. Fabio Blandini
Roberta Trovato
NEUROPATOLOGIA
Prof. F. Blandini (3CFU)
16/10/2019
Neurobiologia e neuropatologia delle malattie neurodegenerative malattie neurodegenerative
Si tratta di degenerazioni progressive, inarrestabili, di una o più aree cerebrali, spesso a carico di
popolazioni neuronali specifiche. A seconda dell’area colpita, si avranno diversi quadri clinici, con
sintomi motori o cognitivi, o entrambi.
Le malattie più frequenti sono:
• Malattia di Alzheimer
• Malattia di Parkinson
• Sclerosi laterale amiotrofica
• Malattia di Huntington
La malattia di Alzheimer è il disturbo neurodegenerativo più frequente nella popolazione generale.
• Oltre 26 milioni di persone colpite in tutto il mondo.
• La forma più comune di demenza irreversibile.
• L'età è il principale fattore di rischio per questa malattia: la probabilità di sviluppare AD
dopo i 65 anni raddoppia quasi ogni cinque anni.
La malattia di Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa più comune.
- È il disordine del movimento prototipico.
- Come in AD, l'età è il principale fattore di rischio per PD.
AD e PD: malattie della terza età
- AD colpisce circa il 2-3% della popolazione con età >65 anni e arriva al 15% degli over 85;
- PD colpisce circa l’1% della popolazione con età >65 anni e arriva al 3-5% degli over 85.
In una popolazione che tende costantemente ad invecchiare l’incidenza di queste due malattie è
destinata ad aumentare progressivamente.
Due concetti di epidemiologia da introdurre sono:
a) Prevalenza, è la proporzione di “eventi” presenti in una popolazione in dato momento (es.
% di soggetti con AD, rispetto al totale della popolazione, oggi in Italia misura statica);
b) Incidenza, è la proporzione di nuovi casi che si verificano in un popolazione in un dato
lasso di tempo (es.: % di soggetti che hanno sviluppato AD, rispetto al totale della
popolazione, nel 2016 misura dinamica).
Malattia di Parkinson: generalità 1
La m. di Parkinson (Parkinson’s
disease) viene descritta per la prima
volta nel 1817 da James Parkinson,
medico londinese, che conia il
termine di “shaking palsy” o
“paralysis agitans” (non più
utilizzato).
Si ha un progressivo invecchiamento
della popolazione e a ciò corrisponde
ad una maggiore frequenza della
malattia
Epidemiologia della malattia di parkinson
È una malattia tipica delle aree
industrializzate.
Sintomi motori (classici)
- Tremore: a riposo, inizialmente unilaterale;
- Rigidità: colpisce tutti i distretti muscolari; resistenza plastica alla mobilizzazione passiva;
- Bradicinesia: deambulazione a piccoli passi, micrografia, facies ipomimica, ipofonia;
- Instabilità posturale: difficoltà a mantenere l’equilibrio (rischio cadute);
- Atteggiamento “camptocormico” dal greco kamptos: piegare e kormos: tronco, cioè
piegamento del tronco.
A questi vanno aggiunti sintomi non legati al movimento, alcuni anche predittivi. 2
Seria difficoltà di
mantenere costante la
pressione arteriosa
In particolare, la costipazione colpisce fino all'80% dei pazienti con PD e può precedere
l'insorgenza dei sintomi motori per anni. La costipazione idiopatica è uno dei più forti fattori di
rischio per la malattia di Parkinson.
I corpi di Lewy possono anche essere trovati nel tratto gastrointestinale.
Il Parkinson può essere considerata come una malattia sistemica?
• PD è una malattia sporadica (nessun altro caso in famiglia);
• Tuttavia, il 5-10% dei casi è collegato a specifiche mutazioni genetiche à PD familiare
(monogenico);
• Prima mutazione identificata nel 1997: gene α-sinucleina (SNCA) PARK1;
• Il parkinson è una malattia genetica? Nella maggior parte dei casi no;
• Esiste un 10-15% di forme familiari legate a mutazioni di geni specifici. 3
"... Le varianti polimorfiche in SNCA, MAPT, LRRK2 e le mutazioni di perdita delle offese nel
GBA stanno emergendo come fattori di suscettibilità per la PD sporadica".
La malattia di Parkinson è una
malattia complessa, dal punto
di vista della sintomatologia,
molto più varia ed articolata di
quanto si pensasse fino a pochi
anni fa.
Il parkinson è una malattia
progressiva, che tende a
complicarsi col passare del
tempo.
PD: patologia dei nuclei della base
• Anatomia funzionale e sistemi di neurotrasmissione
• Ipotesi patogenetiche e meccanismi di danno neuronale
• Aspetti neuropatologici della malattia
• Terapia
• Modelli sperimentali e nuove ipotesi
1°elemento patognomonico : lesione
anatomo-patologica 4
Degenerazione progressiva della substantia nigra (pars compacta): scomparsa dei neuroni
dopaminergici contenenti melanina.
La SNc invia proiezioni dopaminergiche al corpo striato. Entrambi fanno parte del circuito dei
nuclei della base, che insieme al talamo motorio ed alla corteccia motoria regolano la corretta
esecuzione dei movimenti volontari.
La degenerazione della SNc provoca un deficit nigro-striatale di dopamina (Ehringer &
Hornykiewicz, 1960), cui fa seguito una cascata di alterazioni funzionali che conduce
all’espressione dei sintomi motori.
2° elemento patognomonico : presenza di inclusioni citoplasmatiche (c. di Lewy)
I corpi di Lewy
Morfologia
Inclusioni sferica, diametro 8–30 μm,
eosinofile.
• Core: parte densa, costituito da
aggregati granulari di proteine
ubiquitinate;
• Alone periferico: α-sinucleina
fibrillare e neurofilamenti.
Biochimica
I corpi di Lewy sono aggregati proteici composti da: α-sinucleina, torsinA, sinfilina-1,
neurofilamenti, componenti del sistema di degradazione proteica ubiquitina-proteasoma (ubiquitina,
parkina, subunità proteasomiche ed attivatori del proteasoma), heat shock proteins, quali HSP70 ed
HSP90, implicate nei processi di “folding”, trasporto e degradazione proteica.
α-sinucleina: passaggio dal "vecchio" al "nuovo" PD 5
L’α-sinucleina è una piccola
proteina (140 aa), struttura
dell'α-elica, abbondante nel
citoplasma e terminali
presinaptici dei neuroni
dopaminergici.
L' α-sinucleina può essere
"trasmessa" ai neuroni vicini:
vari meccanismi possono
mediare il trasferimento da
cellula a cellula dell' α-
sinucleina.
La presenza dei c. di Lewy non è limitata alla via nigro-striatale, ma interessa numerose aree non
dopaminergiche, con una progressione ascendente (staging) che inizia in fase precoce (pre-
sintomatica), a livello bulbare (man mano che la malattia progredisce i corpi di Lewy si trovano
sempre più in alto)- Studi effettuati da Braak.
Si tratta di una malattia complessa: il deficit dopaminergico comporta dei sintomi motori che, però,
rappresentano solo punta dell’iceberg dei sintomi della malattia di Parkinson.
Il fattore età
Si iniziano a perdere i neuroni SNc
con l'età, ma i sintomi della PD
non si manifestano fino a quando
la perdita neuronale non supera il
70-80% dei neuroni dopaminergici
totali. Ipoteticamente, se
vivessimo tutti 120 anni, tutti
svilupperebbero la PD.
PD: patologia dei nuclei della base 6
I gangli della base si trovano nel telencefalo basale e sono costituiti da 5 nuclei interconnessi: il
nucleo caudato, il putamen, il globus pallidus, la substantia nigra e il nucleo subtalamico.
Caudato-putamen o Striato
Nei primati, il nucleo caudato e il putamen sono parzialmente separati dalla capsula interna, ma
diversi ponti di cellule collegano i due nuclei, che sono simili in termini di caratteristiche
anatomiche e funzionali. Pertanto, le due strutture insieme sono generalmente indicate come corpo
striato o striato. Nei roditori lo striato si presenta come una struttura anatomicamente omogenea.
Le popolazioni neuronali che li caratterizzano sono: neuroni spinosi di proiezione (95% delle
cellule striatali totali) che usano l'acido gamma-amino-butirrico (GABA) come neurotrasmettitore.
Il GABA può essere colocalizzato, in alternativa, con la sostanza P/dinorfina, nei neuroni che
esprimono i recettori D1, o con l'encefalina nei neuroni che esprimono i recettori D2: queste due
sottopopolazioni sono costituite da neuroni di proiezione. Il rimanente 5% è rappresentato da
interneuroni aspinosi, principalmente contenenti acetilcolina.
Globo pallido
Due segmenti nei primati: globus pallidus mediale (interno) e globus pallidus laterale (esterno).
Nei roditori:
- Globo pallido mediale = nucleo entopeduncolare;
- Globo pallido laterale = globo pallido.
Entrambi i segmenti
pallidali sono popolati
da neuroni GABAergici
(co-localizzazione con
encefaline).
Substantia nigra
È costituita da due strutture distinte: 7
1) Un'area densamente popolata, pigmentata (melanizzata, con melanina) chiamata substantia
nigra pars compacta. I neuroni SNc usano principalmente la dopamina, come
neurotrasmettitore;
2) Una porzione adiacente di cellule sparse, situata ventralmente, denominata sostantia nigra
pars reticulata. Neuroni GABAergici.
Nucleo subtalamico
È popolato da neuroni glutammatergici ed è l'unico nucleo eccitatorio del circuito dei gangli della
base. La corteccia riceve segnali dal talamo
motorio, queste vengono poi incanalate
nello striato.
Si distinguono due vie:
- Via diretta
- Via indiretta.
Nel Parkinson lo striato rimane privato
della dopamina.
Il nucleo subtalamico diventa iperattivo
ed essendo un nucleo eccitatorio iper-
eccita i nuclei in uscita: pallido mediale
e pars reticolata. Questi
però sono nuclei inibitori, che essendo
iper-attivati iper-inibiscono il talamo
motorio gli input motori che arrivano alla
corteccia sono molto deboli. 8
L-DOPA E DOPAMINA
Esiste una terapia farmacologica sostitutiva.
La L-DOPA (3,4-diidrossi-l-fenilalanina o
levodopa) viene somministrata in associazione
con un inibitore periferico della DOPA
decarbossilasi (benserazide o carbidopa) per
bloccarne il catabolismo periferico. Una volta
nel cervello, viene trasformata in dopamina ed
utilizzata dai neuroni nigrostriatali superstiti.
Terapia (dopamino-agonisti + L-Dopa)
Spesso alla L-DOPA vengono associati a farmaci
in grado di stimolare direttamente i recettori per
la dopamina: i dopamino-agonisti, meno potenti
della L-DOPA.
Effetti collaterali a lungo termine:
- Efficacia ridotta ("logoramento");
- Fluttuazioni del motore ("on / off");
- Movimenti involontari (discinesie).
C’è la necessità di trovare terapie alternative alla L-DOPA, in grado di modificare il decorso della
malattia agendo sui meccanismi di morte neuronale: neuroprotezione o qualsiasi terapia che
modifichi il decorso della malattia (disease modifying therapy).
Patogenesi del Parkinson: principali ipotesi
- Neuroinfiammazione
- Stress ossidativo
- Deficit mitocondriale
Genetica e ambiente influenzano tutte queste condizioni.
M. di Parkinson e tossine ambientali
Si è ipotizzato che la via nigrostriatale potrebbe essere il bersaglio preferenziale di una serie di
tossine ambientali.
“... numerose classi di pesticidi furono introdotte nel corso del ventesimo secolo.
Sebbene il PD esistesse molto prima dell'introduzione di questi pesticidi, l'idea è che l'esposizione
ai pesticidi abbia contribuito all'aumento dell'incidenza della malattia. ".
M. di Parkinson e ambiente 9
Epidemiologia
Si pensa che:
- Residenza in aree rurali
- Agricoltura
- Consumo acqua di pozzo
Possano rappresentare un fattore di rischio per la malattia di Parkinson.
Nell’ambito della malattia di Parkinson è importante:
- Individuazione di target per trattamenti volti a modificare (rallentare, arrestare, ripristinare)
la progressione della degenerazione neuronale;
- Migliorare i trattamenti sintomatici;
- Identificazione dei marker per la diagnosi precoce;
- Identificazione di test per una misurazione affidabile della progressione della malattia.
I modelli sperimentali (sia in vivo che in vitro) possono aiutarci a soddisfare queste esigenze.
Modelli animali della malattia di parkinson
Il modello PD "perfetto" dovrebbe riprodurre:
1) Caratteristiche patologiche PD
a) Perdita cellulare nel SNc;
b) Aggregati citoplasmatici di α-sinucleina, eventualmente diffondendosi da una cellula
all'altra.
2) Evoluzione progressiva del danno neuronale e della neuroinfiammazione
3) Sintomi motori PD
4) Sintomi non motori del PD
5) Risposta ai farmaci anti-PD
Un tale modello non esiste, esistono, però, vari ordini di approssimazione.
Modelli animali (mammiferi) del morbo di Parkinson
Tre gruppi principali:
- Neurotossici
- Transgenici
- Prion-like 23/10/2019
Neuroni dopaminergici nella malattia di Parkinson: la vittima principale
Molecular imaging of PD - [18F] FPCIT PET (DAT presinaptico)
- Controllo: assorbimento normale
- Paziente PD, stadio iniziale: riduzione unilaterale
- Paziente PD, stadio avanzato: riduzione bilaterale
Il tracciante marcato si lega al trasportatore presinaptico della dopamina (DAT), in questo modo
permette di valutare la densità di dopamina nel terminale sinaptico. Nel corpo striato in uomo e
scimmia si distinguono bene caudato e putamen. I colori indicano la forza di legame con il
10
tracciante. In un paziente con parkinson in fase iniziale si nota un
coinvolgimento unilaterale.
Con questa metodica non si effettua la diagnosi ma si può accompagnare ad altri esami clinici
(riduzione dopaminergica, corpi di Lewy) che si basano più che altro su studi probabilistici.
Patogenesi del Parkinson: principali ipotesi
Perché ad un certo punto i neuroni iniziano a degenerare
così velocemente?
Il Parkinson è per definizione una malattia multifattoriale, è
un concetto trasversale a tutte le malattie neurodegenerative.
Le cause principali, per cui vi sono dimostrazioni
sperimentali, sono:
- Neuroinfiammazione
- Deficit mitocondriali
- Stress ossidativo
Patogenesi del Parkinson: deficit mitocondriali
Deficit del complesso I nella SNc di pz. Parkinsoniani (Parker, 1989; Schapira, 1990)
La disfunzione mitocondriale è un evento precoce in praticamente
tutte le malattie neurodegenerative comuni, tra cui il morbo di
Parkinson, il morbo di Alzheimer malattia, malattia di Huntington,
amiotrofica sclerosi laterale.
Nel caso del Parkinson gli studi si sono concentrati sul complesso I
della catena di trasporto elettronica. Perché?
MPTP di per sé non è tossica, convertito in
+
MPT che è la vera e propria tossina , entra
nei neuroni dopaminergici perché ha un’alta
affinità per DAT, entra nei mitocondri, lega
il complesso I, blocca la produzione di
energia e la cellula muore. Il complesso I è
stato studiato nelle piastrine.
MPTP viene utilizzato per creare modelli
sperimentali di PD: inibitori del complesso
enzimatico mitocondriale I, come MPTP e
rotenone, causano degenerazione
nigrostriatale e sintomi di PD negli
animali.
In immunoistochimica si valuta
l’immunoreattività della tirosina idrossilasi
nello striato (A) e SNc (B) di un MPTP 11
trattato scimmia, seguendo a destra, iniezione intracarotide o in striato e SNc di un topo reated, per
5 settimane, con rotenone sistemico.
Il concetto di compromissione mitocondriale nel PD si è evoluto da quando è diventato chiaro che i
mitocondri sono organelli dinamici. I mitocondri hanno la capacità di miccia (fusione), divisione
(fissione) e migrazione per fornire energia in tutti gli estesi processi neuronali.
- La fissione mitocondriale è richiesta nelle cellule in divisione per garantire l'ereditarietà di
mitocondri da cellule figlie, ma è anche importante durante la differenziazione, in risposta a
nuove richieste energetiche. La fissione mitocondriale è anche un processo normale in
cellule post-mitotiche come i neuroni.
- La fusione mitocondriale serve a mantenere una rete mitocondriale tubolare e ottimale
funzione mitocondriale. Una rete mitocondriale interconnessa può facilitare il trasferimento
del potenziale della membrana mitocondriale da cellulare ricco di ossigeno a povero di
ossigeno regioni.
Il fabbisogno energetico di assoni e terminali nervosi dipende dalla corretta distribuzione e funzione
mitocondriale. A livello terminale, i mitocondri sono fondamentali per il buffering del calcio e
l'energia per il mantenimento del pool vescicolare. I difetti di fusione/fusione limitano la motilità
mitocondriale, diminuiscono la produzione di energia, promuovono lo stress ossidativo, portano alla
2 +
delezione del mtDNA e compromettono il buffering di Ca .Tutte queste condizioni possono
portare alla morte neuronale 12
Praticamente tutte le proteine coinvolte nella forma genetica del Parkinson sono associate ai
mitocondri.
- LRRK2 (PARK8, forma dominante più
frequente) e α-sinucleina (PARK 1/4) PD)
sono stati trovati associati alla membrana
esterna dei mitocondri.
- DJ-1 (PARK7): proteina citosolica che può
traslocare ai mitocondri in caso di stress
antiossidante).
- PINK1 (PARK6): chinasi mitocondriale,
può localizzarsi sia al citoplasma che ai
mitocondri;
- Parkin (PARK2, forma recessiva più
frequente) è una proteina citosolica
(ubiquitina ligasi), ma può traslocarsi nei
mitocondri dopo la fosforilazione di PINK.
Il pathway PINK1/Parkin regola il controllo della qualità mitocondriale promuovendo la fissione
mitocondriale e,
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.