Letteratura bizantina 2021/2022
La civiltà bizantina
La letteratura bizantina fu l'espressione della vita intellettuale dei popoli di lingua greca dell'Impero Romano d'Oriente durante il Medioevo. L'Impero era un organismo multiforme, una combinazione di civiltà greco-romana e cristiana, basato sulla lingua ellenica come lingua d'uso più diffusa, oltreché ufficiale (fin dal VII secolo), e fondato sul sistema politico e istituzionale romano. La vicinanza geografica e gli stretti contatti con le civiltà orientali lo portarono ad assorbire elementi culturali e stimoli intellettuali siriani, persiani, armeni, copto-egiziani, e, successivamente, anche arabo-islamici. Nell'analisi della letteratura bizantina, perciò, occorre considerare influenze differenti: greche, cristiane, romane e orientali.
La centralità di Bisanzio, sia rispetto allo scacchiere danubiano sia rispetto a quello orientale, attrasse Costantino I che, l'11 maggio 330, la rifondò come "Nova Roma". Presto la città assunse il nome di Costantinopoli, ossia "città di Costantino". La città, divenuta una delle capitali dell'Impero Romano e in seguito capitale dell'Impero Romano d'Oriente, perse definitivamente la denominazione "Bisanzio". È sopravvissuto invece l'aggettivo bizantino, che viene utilizzato con riferimento all'arte, alla storia, alla cultura e allo stesso Impero bizantino, che ebbe Costantinopoli per capitale.
Costantinopoli sorge sulle rive del Bosforo, maggior centro urbano della Turchia. Il nome Costantinopoli fu in particolare tenuto dalla città nel periodo intercorrente tra la rifondazione a opera dell'imperatore romano Costantino I e la conquista da parte del sultano ottomano Maometto II, vale a dire dal 330 al 1453.
La Costantinopoli bizantina
Nel 476 la deposizione dell'ultimo imperatore d'Occidente Romolo Augusto pose fine per sempre alla diarchia tra le due "Rome". Sebbene Costantinopoli continuasse sempre a sentirsi e definirsi romana, così come i suoi abitanti, che si definivano appunto Romei, dal momento della caduta dell'Occidente, la città e il suo impero seguirono uno sviluppo sempre più autonomo da quello dell'occidente latino, assumendo caratteri sempre più peculiari e marcatamente greci e "orientali", che vengono comunemente definiti come bizantini, dall'antico nome della città greca.
Giustiniano
Salito al trono nel 527, fu un sovrano che avrebbe lasciato a lungo impresso il proprio marchio sulla città di Costantinopoli e sull'Impero bizantino. Promosse grandi opere ed ebbe la tenacia e la buona sorte di vedere realizzati gran parte dei suoi progetti, sia in ambito politico-militare, sia negli ambiti religioso, giuridico e architettonico. Le grandi imprese architettoniche per lui, secondo lo storico coevo Procopio di Cesarea, rivestivano la stessa importanza della riconquista della parte occidentale dell'impero, della restaurazione dell'ortodossia religiosa e della codificazione del diritto.
Eraclio e la dinastia eracliana
Eraclio prese il potere nel 610, dopo avere assediato Costantinopoli e rovesciato, con l'aiuto della popolazione, l'impopolare predecessore Foca. Il nuovo sovrano riformò l'organizzazione dell'Impero, imponendo l'uso del greco nella Cancelleria imperiale e riformando la stessa titolatura imperiale, con l'introduzione del titolo di Basileus.
Il periodo iconoclasta
La seconda metà dell'VIII secolo e la prima del IX furono caratterizzati dalle lotte iconoclaste avviate da Leone III l'Isaurico con il decreto del 730 contro le immagini. Nel 754 il Concilio di Hieria convocato da Costantino V nel Palazzo di Hieria, sul lato asiatico del Bosforo, diede il crisma ecclesiastico alla politica iconoclasta. Il secondo Concilio di Nicea ristabilì il culto delle immagini nel 787, ma solo verso l'843 l'iconodulia poté dirsi pienamente ripristinata.
L'età della dinastia macedone
La crescente minaccia costituita dai Bulgari, a nord, si materializzò sulla città nel 907, quando Costantinopoli si vide stretta d'assedio. Nel 977 la città subì l'attacco del ribelle Barda Sclero, che venne però respinto dalla flotta fedele all'imperatore Basilio II Bulgaroctono. Durante il suo regno giunsero a Costantinopoli gli emissari di Vladimir I di Kiev, intenzionati a stringere un fruttuoso rapporto di alleanza, che fornì per la prima volta agli imperatori bizantini il prezioso contributo dei guerrieri variaghi. Fatto non secondario fu che gli ambasciatori, colpiti dalle maestose cerimonie religiose nella basilica di Santa Sofia, convinsero il loro signore a convertirsi al rito cristiano orientale.
Durante l'età della dinastia macedone Costantinopoli si presentava ormai come la più grande e ricca città d'Europa e del Medioriente. Durante il regno di Costantino si consumò il Grande Scisma del 1054 tra la Chiesa ortodossa e la Chiesa cattolica, segnato dalle reciproche scomuniche lanciate nella basilica di Santa Sofia dai legati pontifici e dal patriarca Michele I Cerulario.
L'età comnena
Il nuovo periodo si apriva per Costantinopoli con la disastrosa sconfitta nella battaglia di Manzicerta del 1071. Questa segnava l'apice della crisi strutturale vissuta in quell'epoca dall'impero: la perdita dell'intera Asia Minore portava per la prima volta Costantinopoli a fissare, sulla riva opposta del Bosforo, una terra non più bizantina. Con la Crisobolla emanata nel 1082 da Alessio I Comneno, inoltre, iniziava la colonizzazione latina della stessa città di Costantinopoli. L'imperatore concedeva infatti ai Veneziani, in cambio dell'aiuto prestato nei conflitti contro i Normanni, di possedere un quartiere commerciale nella città, esente da dazi e dal controllo imperiale. Si trattava solamente della prima di numerose concessioni alle repubbliche marinare italiane, che avrebbero portato alla creazione di vere e proprie città nella città, spesso in conflitto tra loro.
Nonostante un simile evento l'impero non solo sopravvisse, ma seppe trovare una nuova stagione di rinascita, segnata dall'arrivo degli eserciti della prima crociata, che, alleati dei bizantini, consentirono la riconquista della riva asiatica, strumento fondamentale per l'avvio dalla ripresa economica e sociale garantito dal nuovo sistema feudale della Pronoia. A Costantinopoli ormai vivevano 80.000 latini che godevano di grandi privilegi, e di questi i Veneziani erano la comunità più numerosa e la più ricca, infatti il commercio bizantino era ormai un monopolio dei mercanti delle tre grandi repubbliche marinare che si stavano contendendo il monopolio del Mediterraneo Orientale.
L'imperatore, che mal sopportava questa presenza, decise, all'inizio del 1171, di passare all'azione. L'occasione propizia si ebbe quando il quartiere genovese di Galata fu attaccato e in gran parte incendiato. L'evento venne imputato ad alcuni cittadini veneziani, probabilmente alleati con la malavita di Costantinopoli: l'imperatore ordinò quindi di imprigionare tutti i 10.000 veneziani presenti.
La dominazione latina
Dotata di un notevole impianto di fortificazioni, la città rimase per secoli inespugnata, fino al 1204, quando venne saccheggiata dagli eserciti della quarta crociata. La conquista latina fu devastante per la città. Un gran numero di tesori e reliquie venne depredato. I conquistatori resero la città capitale del nuovo impero latino, organizzato su base feudale, che sopravvisse per poco più di mezzo secolo, fino a quando nel 1261 la città venne riconquistata dai bizantini niceni.
L'ultimo periodo bizantino
Riconquistata dai bizantini di Michele VIII Paleologo, ci fu parziale ripresa della città dalle devastazioni dei crociati, anche se il processo di decadenza era oramai inarrestabile. Durante il periodo della dinastia dei Paleologi la città dovette subire numerosi assedi e attacchi, sia dai Latini, che se ne contendevano il controllo commerciale, sia dai Turchi, desiderosi di conquistarla. I bizantini riuscirono a tenere la città per ancora un secolo fino a Costantino XI, quando, il 29 maggio 1453, divenuta "una testa senza corpo", capitale di un impero inesistente, ospitava solamente 50.000 abitanti, cadde in mano ai turchi ottomani guidati da Maometto II il Conquistatore, che ne fece la capitale dell'Impero ottomano. La caduta di Costantinopoli, e quindi la fine dell'impero romano d'oriente, è indicata talvolta come l'evento che convenzionalmente chiude il Medioevo e inizia l'evo moderno.
La civiltà bizantina è una civiltà molto lunga, dura 1000 anni e anche più. Essa ha una fine certa, per quanto riguarda il governo politico (29 maggio 1453), il giorno in cui i Turchi ottomani guidati da Maometto II (il conquistatore) conquistano Costantinopoli. Se per noi la fine della civiltà è definita, l'inizio è più complesso: gli studiosi non sono del tutto concordi su quando essa è iniziata. Sono state proposte diverse date:
- Una prima corrente pensa che si possa parlare di civiltà bizantina nel III-IV secolo d.C., nello specifico durante il regno di Diocleziano, che regna dal 284 al 305. Poiché durante il suo regno abbiamo una ristrutturazione della società romana precedente che viene riformata sul piano istituzionale amministrativo.
- Altri studiosi ritengono di porre l'attenzione su Costantino I, che divenne unico imperatore nel 324 (IV secolo), figura più significativa nel dare un inizio alla civiltà bizantina perché: egli scrisse l'editto di Milano nel 313 e con questo editto la religione cristiana ottenne la libertà di culto. È un editto di tolleranza perché dice che la religione cristiana fino a quel momento perseguitata da Diocleziano diventa alla pari con le altre religioni.
- Nel 325 avviene il primo concilio ecumenico della Chiesa il concilio di Nicea (in Asia minore) indetto da Costantino I (lui ha pieni poteri sulla chiesa). Proprio in questo concilio venne battuta l'eresia ariana, secondo la quale il Cristo veniva considerato come una Creatura di Dio e non come Figlio di Dio. Si ribadisce invece che Cristo sia composto della stessa sostanza del padre, il concetto di "Consustanzialità" (che viene anche richiamato nel credo niceno-costantinopolitano). Inoltre Costantinopoli entra a far parte delle grandi città patriarcali come Roma, Gerusalemme, Alessandria, Antiochia.
- La rifondazione della città di Costantinopoli inaugurata l'11 maggio del 330.
- Altri studiosi indicano come l'imperatore più importante per far iniziare la civiltà, Teodosio I. Siamo nel IV secolo. Lui viene ricordato perché nel 395 con la sua morte avviene la divisione tra la pars orientis e la pars occidentis dell'impero romano. La parte orientale viene data al figlio primogenito Arcadio e la parte occidentale al figlio Onorio.
- Altri studiosi invece propongono il VI secolo. Guardando in particolare l'imperatore che regna tra il 527 e il 565. È l'imperatore al quale si deve la restaurazione dell'unità imperiale perché cerca di recuperare tutta quella pars occidentis che era caduta nelle mani dei Barbari ottenendo grande successo.
- Un'altra corrente invece guarda al VII-VIII sec. Guardando a vari imperatori:
- Eraclio regna dal 610 al 641. Imperatore che ha attuato drastici mutamenti nella struttura dell'impero, modificando la struttura voluta da Diocleziano che venne mantenuta anche da Costantino.
- Leone III e Costantino V (VIII sec.), sono degli imperatori legati a una rivolta lunga e crudele ovvero l'iconoclasmo (una lotta verso la distruzione delle icone). È un momento in cui, per diverse motivazioni sia di carattere religioso che politico si distruggono tutte le icone che raffigurano Gesù, i Santi e Maria. Dopo 150 anni viene sconfitto dagli iconoduli (coloro che venerano le icone).
- Rivolgimenti a livello politico e militare con l'arrivo degli slavi da nord, dai Balcani e poi da Est arrivano gli Arabi. Scegliere un periodo significa assumere una prospettiva diversa nei riguardi della civiltà perché chi guarda al terzo-quarto secolo pensa in particolare a vedere una continuità propria di Bisanzio rispetto a quello che era la situazione precedente e nello specifico rispetto a quello che era l'impero romano. Ciò significa puntare al concetto di continuità, si deduce così che l'impero bizantino è una continuazione dell'impero romano. Tale è il pensiero degli storici ma anche di alcuni studiosi di letteratura.
- Chi guarda al V VI secolo con Giustiniano si focalizza su un momento di transizione tra il vecchio e il nuovo, con il ritorno all'unità, alla romanità, all'antico impero romano (parlando di territori).
- Chi guarda al VII-VIII secolo punta a questa idea di frattura, sulla diversità di Bisanzio rispetto a tutto ciò che è stato prima. Ci si focalizza sulla novità assoluta, la frattura dell'impero e della civiltà bizantina. Alcuni studiosi di letteratura bizantina che pongono l'inizio della letteratura nel 650 dicendo che tutta la letteratura precedente è una letteratura tardo-antica. Non abbiamo accordi tra gli studiosi né dal punto di vista storico né dal punto di vista letterario. Noi possiamo adottare come soluzione di comodo quella di guardare alla data di nascita e di morte del fulcro dell'impero bizantino che è Costantinopoli. 11 maggio 330 - 29 maggio 1453 (1123 anni di storia).
Nell'arco di questi anni il territorio di quest'impero è stato esposto a continui mutamenti, i confini definiti "di cenere e polvere". Ci sono due estremi di questa estensione. La massima estensione si realizza nel VI secolo e si estende dallo stretto di Gibilterra (Spagna e Africa) fino all'Eufrate, poi dal Danubio fino alla zona dell'Egitto. Un impero che ha a ovest l'Oceano Atlantico, a sud il Deserto, a Est la zona delle steppe e a Nord zone più coltivate. Questo è il momento di massima espansione. Ma dopo la morte di Giustiniano in soli 50 anni l'impero si riduce. La minima estensione si ha al tempo dei paleologi (ultima dinastia di Bisanzio) nella metà del XV secolo quando arriva Maometto II l'impero bizantino si era già molto ridotto, rimaneva Costantinopoli. L'impero era costituito dalla zona di Costantinopoli vicino al mar Nero; poi altre zone come la Grecia nella zona del Peloponneso (zona chiamata il Despotato di Morea che ha come capitale Mistra, ovvero l'antica Sparta) poi qualcosa nelle isole.
Le perdite di territorio sono state continue, ci sono stati momenti di perdita di territori ai quali sono succeduti momenti di recupero. Ci sono state 3 grandi fasi di alternanza tra perdita e recupero di territori:
- Prima fase vede le invasioni barbariche del V secolo, cade l'impero romano d'occidente. Ma si contrappone a queste perdite le riconquiste di Giustiniano nel VI secolo. Giustiniano aveva il sogno della ricostruzione dell'unità e dell'universalità dell'impero. Il sogno della "renovatio imperi" si concretizzò nelle guerre contro i barbari. Riconquista: il nord Africa, la Spagna e l'Italia (con Roma) e la Dalmazia. Ma Giustiniano sottovaluta il pericolo che stava arrivando da Est gli Arabi e da nord gli Slavi.
- Seconda fase nel VII secolo, perdita a causa degli Slavi e dei Bulgari che creano uno stato indipendente sotto al Danubio. Gli Arabi invece conquistano il territorio che era persiano e sottraggono zone cruciali come la Siria, la Palestina e l'Egitto. (zone molto importanti dal punto di vista economico e religioso). Ma nell'VIII secolo ci sono anche i Longobardi d'Occidente che sottraggono i domini in Italia. Avviene poi il recupero tra il IX e XI secolo grazie alla dinastia Macedone che recuperano i territori a Nord alcune zone della Siria e altri in occidente.
- La terza fase inizia nella metà del XI secolo con la minaccia a ovest dei Normanni, a nord i Peceneghi (popolazione turca proveniente dalla Russia) e da est i Turchi Selgiuchidi. Nel XII secolo abbiamo una grave minaccia da ovest, gli occidentali che dietro la scusa ideologica delle Crociate vanno a conquistare Costantinopoli nel 1204 con la IV crociata. L'ultimo recupero avviene con i Paleologi che con l'imperatore Michele VIII che nel 1261 riconquista la capitale. I Paleologi dal 1261 al 1453 riconquistano alcuni territori e governano l'impero bizantino. Questi ultimi due secoli sono secoli di agonia costretti a lotte civili interne di tipo religioso politico e inoltre ci sono sempre nemici dall'esterno pronti ad attaccare.
Da questo resoconto storico vediamo che:
- Bisanzio è continuamente aggredita, in lotta in guerra.
- La sua storia è scandita da continue aggressioni da parte di popoli anche in maniera simultanea.
- Man mano che l'impero perde i suoi territori, l'impero si sposta sempre più verso est e a gravitare intorno alla sua capitale.
Costantinopoli
La città nasce l'11 maggio del 330 che si può considerare più come data di battesimo perché quando intendiamo data di nascita pensiamo alla costruzione dal nulla di una città. La città preesisteva prima di questa data. Costantinopoli verrà ribattezzata da Costantino I, la città aveva dietro di sé un passato ricco di storia e cultura.
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