Economia e gestione delle imprese
Prof. Antonio Tencati
Testo consigliato: M. Martinelli, L’impresa. Economia e gestione, Torino, Giappichelli, 2006
Esercitazioni prima parte
Mercoledì 19 marzo e mercoledì 26 marzo
Modalità d’esame
L’esame avviene in forma scritta e si articola in tre parti:
- La prima consiste in una domanda aperta (analisi di un argomento teorico).
- La seconda prevede lo svolgimento di un esercizio applicativo.
- La terza è composta da una serie di quesiti, alcuni a risposta aperta e alcuni a risposta chiusa.
Ricevimento
Fino a fine febbraio giovedì dalle 14.30, mentre da marzo il giovedì dalle 17.
Programma
- L’impresa nella teoria del valore
- I modelli di governance: anglosassone, renano, italiano
- Le teorie sugli obiettivi dell’impresa
- Teoria di creazione del valore
- La creazione del valore
- La misura del valore
- La diffusione del valore
- La comunicazione e valutazione delle performance
- I metodi di valutazione delle performance: metodi di tipo finanziario
- Le strategie dell’impresa
- Business e corporate
- Le politiche funzionali: marketing, produzione, finanza
Lezione 1 – 19 febbraio 2014
Capitolo 1 - L’impresa e il suo governo
Concetti introduttivi
- Aziende
- Imprese
- Gruppi d’imprese
Dick Fuld, presidente e amministratore delegato di Lehman Brothers, società attiva nei servizi finanziari a livello globale. Tra il 14 e il 15 settembre del 2008 è fallita la società. Aveva debiti per oltre 600 miliardi di dollari. Da quel momento è cambiato lo scenario. Si è passati da una crisi strutturale a una crisi sistemica. Questa crisi è un indicatore di una crisi più ampia. L’obiettivo era semplicemente quello di massimizzare il valore per gli azionisti. Il sistema è crollato. Si è verificata la crisi di un paradigma introdotto alla metà degli anni ’70 secondo il quale i mercati sono efficienti e bisogna ridurre l’intervento dello stato. Ma per far fronte alla crisi del settore privato deve intervenire lo stato.
Il bar di Helga: una spiegazione della crisi molto efficace
Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti). La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città.
Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora. La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia.
Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond. I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei fondi pensione a comprare, attratti dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond.
Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite. A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi. Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi. Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada. Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%. La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza.
Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%. Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. Per fortuna la banca viene invece salvata da un megaprestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero. Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare.
"L’avidità è buona": messaggio dei ruggenti anni ’80
Ma l’avidità è il motore dell’impresa? C’è un legame tra la condizione di sottosviluppo e la dimensione economica. È necessario cogliere il ruolo innovativo delle imprese.
La norma UNI ISO 26000:2010 per la responsabilità sociale delle organizzazioni
La Linea Guida UNI ISO 26000, pubblicata il 1° novembre 2010, ha rappresentato la fine di un lungo e complesso cammino, avviato dall’ISO nel 2005 con lo scopo di colmare una lacuna, nel sistema ISO, nel campo della responsabilità sociale delle organizzazioni. Essa è infatti il risultato del più ampio consenso internazionale raggiunto tra gli esperti e i principali soggetti interessati ed è stato elaborato con l’intento di incoraggiare l’adozione in tutto il mondo delle migliori pratiche in tema di responsabilità sociale.
La norma raccoglie i frutti di un accordo generale su aspetti rilevanti quali:
- Le definizioni e i principi generali della responsabilità sociale.
- Le questioni cruciali che devono essere affrontate in tema di responsabilità sociale.
- L’integrazione della responsabilità sociale nelle attività complessive di un’organizzazione.
L’intento della norma è quello di “aiutare le organizzazioni a contribuire allo sviluppo sostenibile, di incoraggiarle ad andare al di là del mero rispetto delle leggi, di promuovere una comprensione comune nel campo della responsabilità sociale e di integrare altri strumenti e iniziative per la responsabilità sociale, ma non di sostituirsi a essi”.
Il ruolo dello sviluppo economico
Il ruolo dello sviluppo economico è fondamentale per garantire sviluppo umano. Focalizzarsi sul breve periodo è un errore. Si è persa la ragione d’essere delle imprese come motore di sviluppo positivo e di innovazione. Le imprese sono fondamentali per lo sviluppo del territorio. Si ha successo con un’interazione forte con il territorio. Imprese: attori fondamentali nel sistema economico, sociale, civile. Attraverso la creazione di valore creano opportunità di lavoro, sono un motore di sviluppo e motore di collaborazione. Importante è il concetto di collaborazione: collaborazione tra imprese, soggetti pubblici e cittadini.
Il concetto di "azienda"
Affinché si possa parlare di azienda è necessaria la presenza di queste tre caratteristiche:
- Un processo di trasformazione di input in output destinati ad essere acquistati da singoli individui o a essere inserito in un ulteriore processo produttivo. (produzione)
- Una dimensione organizzativa che può essere molto semplice (piccola azienda con un unico titolare che svolge contemporaneamente più attività) oppure molto complessa (grande azienda senza un titolare identificabile ma la cui gestione è affidata a manager professionisti) combinazione di risorse
- Una gestione basata sul rispetto del principio di economicità, inteso come continua ricerca della massima efficacia ed efficienza possibili.
Impresa = azienda = comunità di persone, dunque necessità di qualità dell’ambiente lavorativo. Produzione economica (distribuzione di beni e servizi) secondo criteri di economicità. L’impresa esiste e si sviluppa in quanto ha la capacità di soddisfare le esigenze del mercato. I processi innovativi vanno oltre i confini dello stabilimento. C’è bisogno di collaborare: concetto di open innovation (innovazione aperta) -> network che coinvolge le risorse più qualificate. L’impresa crea valore per remunerare quei soggetti che contribuiscono allo sviluppo duraturo della stessa.
Def. L’impresa è un istituto economico (soggetto destinato a durare nel tempo) ma anche sociale volto alla produzione di beni e servizi il cui fine ultimo è la creazione di valore volta alla remunerazione di tutti quei soggetti che contribuiscono allo sviluppo duraturo dell’impresa stessa. (Altre caratteristiche: capacità di anticipare i bisogni dei clienti e ruolo fondamentale della comunità)
Lezione 2 – 20 febbraio 2014
Dobbiamo ritrovare il valore dell’impresa. Creazione di valore per chi? Non solo per gli azionisti, ci sono altri soggetti che devono essere remunerati. Senza l’apporto di altri soggetti, l’impresa non può sopravvivere. L’impresa deve avere il consenso ad operare (licenza ad operare). Il settore della chimica ha redatto un programma globale per l’attenzione responsabile (responsible care) per riacquistare consenso. Tra i vari stakeholder ci sono anche le comunità: garantire occupazione, sviluppo, ricchezza sul territorio. Lavorare e supportare il territorio stesso. Se però l’impresa non si regge dal punto di vista economico non riesce a creare valore.
Warning: lo sforzo della misurazione delle performance è di integrare con altri indicatori di tipo sociale (valutare la salute e la sicurezza dei lavoratori) e ambientale -> financial reporting + no financial reporting.
La classificazione delle aziende
In base alla natura pubblica o privata del soggetto proprietario, è possibile distinguere fra:
- Aziende private, controllate cioè da soggetti privati
- Aziende pubbliche, controllate da enti pubblici come Stato, regione, comune, provincia o da aziende facenti capo a tali enti
- Aziende miste, nelle quali il controllo è condiviso da parte privata e da parte pubblica.
Perché esistono le aziende pubbliche? Hanno avuto un ruolo fondamentale nel nostro paese. L’ENEL è nata nel 1962. Perché è stato nazionalizzata? Prima era gestita da tante aziende private ma alcune zone della pianura padana non erano coperte creando così un vincolo allo sviluppo. Si pone dunque l’intervento pubblico che diventa il motore dell’economia. (Lo stato recupera imprese che altrimenti sarebbero fallite)
In base alla presenza o meno di uno scopo di lucro, è possibile distinguere fra:
- Aziende profit (imprese)
- Aziende non profit (non hanno come obiettivo fondamentale il profitto. I profitti sono utili solo per la sostenibilità economica dell’impresa. È l’obiettivo di ordine sociale e morale ad assumere maggiore rilevanza)
Imprese sociali
- 300 000 imprese sociali
- 681 000 collaboratori
- 38 miliardi di euro di vendite
- 4,7 milioni di volontari
- Aspettative future: nascita di 50 000 imprese sociali
La classificazione delle imprese in base all’attività svolta
Imprese industriali
- In base alla destinazione del prodotto realizzato: imprese produttrici di beni finali se il bene realizzato si rivolge direttamente al consumatore finale – produttrici di beni intermedi/strumentali se il bene è invece destinato ad essere inserito in un ulteriore processo produttivo.
- In base alla natura dell’attività svolta: imprese manifatturiere – imprese non manifatturiere (tipicamente imprese estrattive, erogatrici di servizi di pubblica utilità – energia, acqua, gas, termovalorizzatore – e imprese del settore dell’edilizia e delle costruzioni)
Imprese di servizi
- Imprese erogatrici di servizi finanziari (imprese d’intermediazione creditizia, imprese d’intermediazione mobiliare, imprese assicurative)
- Imprese erogatrici di servizi commerciali: le imprese commerciali fungono da anello di congiunzione fra le imprese industriali e i consumatori finali, garantendo la distribuzione fisica del prodotto ai clienti (Coop: primo attore della grande distribuzione organizzata).
- Imprese erogatrici di servizi reali: tutti i servizi forniti alle imprese e alle persone, quindi sia attività destinate alle famiglie (servizi turistici, ricreativi, trasporti) che attività esclusivamente destinate al sistema produttivo (consulenze, pubblicità, commercio, servizi per ricerca e sviluppo)
Le caratteristiche delle imprese di servizi
- Immaterialità (per es. in un volo in aereo quello che viene venduto è la disponibilità. Se non viene più garantita la disponibilità, l’impresa perde il ricavo). L’immaterialità crea problemi dal punto di vista della gestione della domanda. Devo stare molto attento alla dimensione della capacità produttiva per gestire i picchi della domanda (progettazione erogazione dei servizi)
- Impossibilità di accumulo scorte: non esiste lo strumento di gestione intermediaria rappresentato dalle scorte.
- Contestualità produzione e consumo: il servizio è effettuato sulla base delle richieste ed è immediatamente fruito. Il consumatore è un fattore produttivo perché determina le caratteristiche del servizio.
Le peculiarità gestionali dell’impresa di servizi
La gestione della produzione Problemi di dimensionamento della capacità produttiva. Nel caso dei servizi – al contrario di quanto si verifica per la produzione industriale – non esiste la possibilità di accumulare scorte di prodotto da poter utilizzare nei periodi di maggiore afflusso di domanda. Il magazzino, infatti, rappresenta una soluzione per rompere il legame tra i ritmi della produzione e la domanda (saturare la capacità produttiva durante tutto l’anno). È quindi evidente che, per quanto riguarda i servizi, per poter raggiungere un certo equilibrio fra domanda e offerta in ogni singola unità di tempo, si debba ricorrere ad esempio all’assunzione di personale part-time o stagionale, l’adozione di procedure semplificate nello svolgimento delle varie mansioni, etc.
La gestione della qualità Difficoltà a realizzare il controllo preventivo sulla qualità. Controllo preventivo per evitare problemi. Qualità: capacità di gestire la relazione con i clienti. Il personale di contatto determina il successo del business (necessità di formazione).
Politiche di marketing Interazione diretta con il cliente. Il cliente partecipa all’erogazione del servizio. Marketing e produzione sono pertanto un’unica funzione (da modello fordista a modello toyotista).
Le politiche distributive Per i servizi non è possibile distinguere fra produzione e distribuzione vista la contestualità fra produzione e consumo.
La gestione logistica Necessità di decentrare le strutture di erogazione.
La funzione organizzativa Centralità del lavoro e delle risorse umane. Nell’impresa di servizi pare sia il lavoro ad assumere maggiore centralità e questo in virtù del fatto che l’erogazione di servizi comporta la diretta interazione fra il personale e l’utente. È necessario dunque garantire una relazione affidabile (formazione).
La funzione finanziaria La produzione dei servizi richiede una gestione finanziaria meno complessa essendo il ciclo di trasformazione molto breve e non richiedendo cospicui investimenti.
La classificazione delle imprese in base alle dimensioni
- Capitale investito: i valori più spesso impiegati sono il totale dell’attivo patrimoniale e il totale delle immobilizzazioni.
- Limiti: il ricorso al capitale investito non consente di tenere in debita considerazione il tipo di lavorazione effettuata dall’impresa oggetto d’indagine, che può essere caratterizzata dall’impostazione capital intensive o labour intensive. In secondo luogo, il criterio in questione non evidenzia l’eventuale utilizzo di beni acquisiti in locazione o mediante leasing.
- Numero di addetti
- Limiti: anche il numero di addetti non rende conto dell’eventuale appartenenza dell’impresa a un gruppo aziendale; inoltre, esso risulta scarsamente rappresentativo in ipotesi di processi produttivi caratterizzati da elevata intensità di capitale o di manodopera.
- Fatturato: essendo espresso in tutte le imprese con la stessa unità di misura, è quello che permette una più agevole comparazione.
- Limiti: sono legati alla scarsa attitudine a misurare la dimensione di imprese caratterizzate da un difetto di informazioni.
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