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Metodi di indagine in psicologia clinica

Prof. Cosci esame orale

Conoscere, sapere viene da scienza (scire), che è una ricerca sistematica (ovvero che prevede l’uso di un metodo) di conoscenze tramite l’osservazione. Non può prescindere dall’uso di un metodo scientifico: formulare una teoria per sottoporla a verifica mediante la raccolta sistematica dei dati. L'elemento centrale è creare la condizione per creare la verifica. Le teorie devono essere inconfutabili; la forma mentis deve essere rigorosa = sistematica (no distorsioni o omissioni).

Teoria e ipotesi

Teoria: Insieme di proposizioni con cui si intende spiegare una classe di osservazioni (es. identificare una relazione causa-effetto, se c’è un rapporto causale tra a e b). Questa consente di generare ipotesi, ovvero di formulare previsioni posto che la teoria sia vera. La buona teoria è quella che può essere falsificata, confutata ed eventualmente respinta. La scienza progredisce dimostrando l’erroneità delle teorie proposte non provandone la correttezza. Per verificare una teoria è necessario che sia possibile poter replicare i risultati.

La scienza progredisce dimostrando l'erroneità delle teorie proposte NON provandone la correttezza. Accetto il rischio per cui entrambe le situazioni (fallimento e riuscita) possano verificarsi. La probabilità della scoperta innovativa è molto bassa, ma la ricerca non è mai un lavoro individuale (lavoro di squadra tra persone che non si conoscono/non lavorano insieme).

Passaggi della ricerca

  • Letteratura: per poter approcciarsi a una ricerca è necessario prima conoscere la letteratura scientifica dell’argomento attraverso:
    • Banche dati: (es. psychinfo, ISIweb of knowledge, pubmed, sciencedirect) dove si cercano informazioni attraverso parole chiave, le quali danno possibilità di accedere a riviste o articoli che trattano quell’argomento. (vanno scritte con cognizione, possono trovare troppo o niente, posso aver sbagliato keyword. Le parole chiave sono decise da chi pubblica l'articolo. A volte non trovare un lavoro può essere un problema di keyword. Le parole chiave le ha “inventate” pubmed)
  • Idea
  • Ipotesi di ricerca
  • Protocollo di ricerca: Metto nero su bianco la mia ipotesi/ricerca/metodi e strumenti per raccogliere i dati, i quali possono confermare o confutare la mia ipotesi/teoria. Un esempio di protocollo di ricerca può essere riassunto così:
    • Background e obiettivi (titolo, introduzione, estratto e obiettivo)
    • Metodi:
      • Identificare le variabili
      • Disegno dello studio
      • Campione
      • Strumenti
      • Procedura
    • Analisi statistica
    • Sicurezza
    • Note etiche

Variabili

  • Variabile indipendente: condizione manipolata in modo da produrre variazioni e si divide in:
    • Ambientali (o situazionali): condizione manipolata in modo da produrre variazioni
    • Relative alle istruzioni: Trattamento vs Non trattamento
    • Relative al soggetto o alle differenze individuali (es. età, sesso, scolarità)
  • Variabile dipendente: variabile osservata
  • Effetti dovuti alla scelta della VD e della VI:
    • Effetto soffitto (ceiling): limitazione verso l'alto per caratteristiche oggettive della variabile stessa (un esempio può essere la resilienza: propongo una terapia che aumenti la resilienza a soggetti già resilienti... Più di là non si può andare, effetto soffitto) può anche nascondere i possibili effetti negativi/dannosi, oltre che invalidare un qualcosa rischio di sottostimare un problema, oltre a invalidare quella che, in altre condizioni, può essere una buona terapia.
    • Effetto pavimento (floor): limitazione verso il basso. Entrambe sono stime sbagliate, perché si collocano sugli estremi, sono variabili non valide, non è la rappresentatività del campione! Si perdono parte degli effetti di un trattamento se il punteggio o un risultato è prossimo al pavimento (floor) o al soffitto (ceiling), quindi a risultati vicini al minimo o al massimo stabilito.

Disegno dello studio

  • Veri esperimenti: setting di laboratorio, privo di distorsioni, no preselezioni, controllo delle variabili, randomizzazione
  • Quasi esperimenti: la condizione di esperimento non può essere pienamente soddisfatta; si cerca di usarlo il meno possibile, perché è un misto tra il primo e il terzo, per cui si portano dietro entrambi i loro limiti
  • Studi osservazionali: es: osservo cosa le persone mi dicono dal dottore (molto basso se vado solo in uno studio medico) di solito sono gli studi epidemiologici. Quale impostare? In linea teorica il vero esperimento è il migliore da mettere in atto
  • Per gruppo: (si preferisce sempre a quello per caso singolo)(inter – soggetti) > sono i migliori perché guardano a diverse popolazioni (il campione è più rappresentativo e casuale)(intra – soggetti)
    • Longitudinali: valutazioni ripetute del soggetto nel tempo (apprezzati nella ricerca per verificare l'efficacia di un trattamento)
    • Trasversali
    • Unifattoriali: A volte può essere più utile rimanere su livello semplice, perché non ha rischio di artifizi statistici e/o complessità.
    • Multifattoriali: Dei ricercatori lo prediligono, perché più completo. Questa differenziazione è importante da subito, fa sì che si capisca QUANTE variabili usare.
  • Per caso singolo
  • Ricerca applicata
  • Ricerca di laboratorio
  • Ricerca analoga

Disegni sperimentali

In questi disegni è fondamentale capire come strutturare la valutazione e l'intervento (anche i momenti in cui misuro, posso ottenere risultati diversi)

  • Inter-soggetti e pre/post test: è il miglior disegno per il confronto tra almeno 2 gruppi, manipolando variabile indipendente. I soggetti inizialmente randomizzati; poi si misura la variabile dipendente, si manipola la indipendente, e poi si rimisura la dipendente. Il pre-test evita l’effetto ceiling e floor.
    • Randomizzazione > manipolazione VI > misurazione VD con due gruppi (uno di manipolazione e uno di controllo). Si usa quando spesso abbiamo a che fare con un campione già selezionato (es, pazienti di un singolo ambulatorio).
  • Disegni fattoriali
  • Inter-soggetti
  • Intra-soggetti a misure ripetute
  • Basale manipolazione basale
  • Gruppo o caso singolo le VI non agiscono le VI agiscono le VI non agiscono
  • Disegno quasi sperimentale: Nei quasi esperimenti si rinuncia alla randomizzazione, abbiamo sempre due gruppi, ma non possiamo dire che siano randomizzati.
  • Disegno a trattamento multiplo:
    • Incrociato (cross over): invece di avere due gruppi distinti diversi, i soggetti sono gli stessi per entrambe le condizioni e vengono sottoposti a entrambe le manipolazioni. (è la situazione ideale di controllo perché ognuno fa da controllo di se stesso)
    • Bilanciato: ogni trattamento viene presentato lo stesso numero di volte, in ogni ordine e ogni trattamento precede e segue tutti gli altri.

Effetti

  • Effetto ordine: (chi mi dice che dare A prima di B non mi dia effetti diversi se dessi prima B e poi A?)
  • Effetto di trascinamento (carry over): ciò che accade prima può condizionare la performance al test successivo. non solo A prima di B, ma può darsi che a predica effetti più a lungo termine rispetto l'esaurimento della manipolazione che entrano dentro B. (Es. psicoterapia e farmaci)

Campione

  • Assegnazione dei soggetti: CASUALE sull’intera popolazione o su una parte rappresentativa di essa. Eccezione per i campioni clinici. Questa da sola non assicura che i gruppi siano equivalenti. Serve la RANDOMIZZAZIONE.

Equivalenza dei gruppi: Si nota dopo la randomizzazione se i gruppi sono equivalenti; di solito si nota con l'uso di X2 (chi quadro) e t test → cose semplici, necessario che vengano fatte. Si va a ricercare che non ci siano altre variabili intervenienti (spesso: genere, età, educazione, lavoro...)

Se il ricercatore vuole raggruppare i soggetti per caratteristiche simili userà il:

  • Matching (appaiamento): il ricercatore rende i gruppi equivalenti per una o più variabili estremamente connesse alla prestazione che reputa possano influenzare la VD. Si usa per creare due gruppi equivalenti sulla data caratteristica.

Se vorrà raggruppare i soggetti per caratteristiche diverse:

  • Mismatching: i soggetti sono prima accoppiati e poi assegnati casualmente ai gruppi.

Gruppi di controllo

  • Senza trattamento: ovvero senza intervento, serve a valutare gli effetti o meno di un trattamento.
  • In lista d’attesa: si chiede a pazienti in lista d’attesa per ricevere quel trattamento, di poter fare intanto da gruppo di controllo. L’unico svantaggio è quello di poter perdere i soggetti del gruppo di controllo dato che hanno la priorità di ricevere il trattamento, quindi se vengono chiamati devono abbandonare questo gruppo.
  • Senza contatto: gruppi che non sanno di essere tali perché si cerca di controllare senza destare sospetti, per avere una risposta all’indagine più naturale e spontanea
  • Con placebo: attraverso l’effetto placebo (un paziente su tre che riceve una terapia farmacologica risponde per effetto placebo). Il placebo è una sostanza inerte somministrata sotto forma di trattamento, se si tratta di un farmaco si utilizza una molecola inerte, priva di funzione farmacologica. Per effetto placebo si intende una serie di reazioni dell'organismo a una terapia non derivanti dai principi attivi, insiti dalla terapia stessa, ma dalle attese dell'individuo. In altre parole, l'effetto placebo è una conseguenza del fatto che il paziente, specie se favorevolmente condizionato dai benefici di un trattamento precedente, si aspetta o crede che la terapia funzioni, indipendentemente dalla sua efficacia "specifica".
  • Selezionato per una variabile, la stessa del gruppo di trattamento (per non portare a differenze tra i due gruppi)
  • Non assegnato casualmente: (quasi esperimento)
  • Con trattamento standard (più utilizzato rispetto al placebo): per verificare se un nuovo trattamento è efficace lo si confronta con uno standard

Possibili strategie di valutazione dei diversi trattamenti

  • Trattamento a varie componenti: si vuole sapere se il trattamento produce un cambiamento significativo. Requisiti di base: Trattamento vs non trattamento o condizione di controllo in lista di attesa
  • Suddivisione del trattamento: si vuole sapere quali componenti sono necessarie per uno cambiamento terapeutico. ad ogni gruppo viene attribuita una delle componenti del trattamento
  • Trattamento costruttivo: per sapere quali componenti o altri trattamenti possono essere inseriti per migliorare un cambiamento terapeutico. trattamento a componenti multiple a cui se ne aggiungono altre per migliorarlo (es. psicoterapia + AD)
  • Trattamento parametrico: per sapere quali cambiamenti si possono apportare al trattamento per accrescere l’efficacia. variazioni all’interno del trattamento (es. durata)
  • Trattamento comparativo: per sapere quale trattamento è il migliore. confronto di due o più trattamenti diversi
  • In base alle caratteristiche del paziente e del terapeuta: strategia implementata selezionando pazienti e clinici in base a specifiche caratteristiche, trattamento applicato separatamente a diversi casi, terapeuti ecc..

Strumenti e procedura

Scopo della ricerca è raggiungere conclusioni ben fondate (valide) in relazione agli effetti di un dato intervento ed alle condizioni all’interno delle quali esso viene somministrato. Porsi sempre il problema della validità tenendo conto delle sue minacce.

Validità

Lo scopo della ricerca è quello di raggiungere conclusioni valide, fondate in relazione agli effetti di una data variabile o di un dato intervento.

Validità interna

In che modo la VI è responsabile dei risultati. Quando i risultati sono attribuibili in larga parte e senza ambiguità agli effetti della VI l’esperimento può essere considerato Valido Internamente.

Minacce:

  • Storia: fa riferimento a ogni evento che si verifica all’interno o fuori dall’esperimento e possa favorire una spiegazione alternativa dei risultati, alterare la prestazione dei soggetti e determinare errori durante la fase del trattamento
  • Maturazione: modificazione nel tempo di certe caratteristiche dei soggetti, come la crescita, l’invecchiamento, il sentirsi annoiati o stanchi; non è possibile separare gli effetti della maturazione da quelli dell’intervento
  • Effetto delle prove: la prestazione durante la seconda, e successive, sessioni sperimentale potrebbe essere influenzata dalla pratica o familiarità raggiunta durante la prima sessione
  • Strumentazione: riguarda le variazioni nel tempo nella strumentazione utilizzata per misurare la VD o nelle procedure utilizzate per tale misurazione (es, bilancia)
  • Regressione statistica: tendenza osservata per i punteggi estremi di tornare verso la media di una distribuzione quando lo stesso test è effettuato una seconda volta
  • Influenze sui criteri di selezione: riguarda i criteri di selezione dei soggetti sperimentali, che possono portare a differenze tra gruppi sperimentali in cui è necessario selezionare o assegnare i soggetti alle varie condizioni sperimentali (l’assegnazione casuale dei soggetti di solito minimizza queste influenze)
  • Abbandono/mortalità sperimentale: riferita a un reale decesso o rinuncia da parte dei soggetti alla partecipazione che determina una perdita differenziale dei soggetti tra i gruppi
  • Combinazione degli effetti di selezione e altre minacce: combinazione di più minacce (es. selezione x storia/ x maturazione / x strumentazione)
  • Trattamento speciale, reazioni dei controlli: la consapevolezza di partecipare ad un esperimento può influenzare sia il gruppo sperimentale che quello di controllo. Si ha la minaccia quando il livello/tipo di consapevolezza sono diversi fra i due gruppi.

Validità esterna

Fa riferimento alla misura in cui i risultati di un esperimento possono essere generalizzati oltre le condizioni sperimentali. Quando i risultati sono generalizzabili oltre le condizioni sperimentali ad altre popolazioni, ambienti, condizioni sperimentali, l’esperimento può essere considerato Valido Esternamente.

Minacce:

  • Caratteristiche del campione: in che misura i risultati ottenuti possono essere estesi ad altre persone che variano per età, sesso, etnia, livello educativo (es. se studio gli anziani i risultati non saranno estendibili ai giovani)
  • Caratteristiche dello stimolo: le caratteristiche dello stimolo sono quelle caratteristiche che possono essere associate all’intervento, all’ambiente in cui avviene l’esperimento, allo sperimentatore, all’intervistatore e sono quelle che possono restringere la possibilità di generalizzare i risultati.
  • Caratteristiche contestuali: il contesto all’interno del quale viene eseguito l’intervento potrebbe porre una serie di restrizioni alla generalizzazione dei risultati. Il contesto riguarda tutte quelle situazioni in cui si attua un intervento
  • Reattività dell’ambiente sperimentale: influenza che la consapevolezza di partecipare ad una ricerca può avere sui risultati
  • Interferenza dovuta al trattamento multiplo: si applica solo ai disegni sperimentali in cui i soggetti sono esposti a più di una condizione sperimentale ed è necessario trarre conclusioni circa gli effetti di una specifica condizione.
  • Effetti della novità: gli effetti dell’intervento possono dipendere in parte dal senso innovativo o dalla novità di una certa situazione
  • Caratteristiche della valutazione: le diverse condizioni della valutazione potrebbero limitare l’estendibilità dei risultati ottenuti ad altre situazioni
  • Reattività di valutazione: la consapevolezza di essere valutati potrebbe alterare la prestazione dei soggetti
  • Sensibilizzazione al test: somministrazione del pre-test: il test può predisporre i soggetti ad essere più attenti ad un determinato elemento o responsivi ad un intervento. Somministrazione del post-test: può sensibilizzare il soggetto all’intervento precedente.
  • Momento della misurazione

Validità di costrutto

Stabilito che la VI è la principale responsabile della variazione osservata, quali aspetti specifici della VI possono essere considerati l’agente causale? Quando i risultati permettono di identificare uno specifico fattore che varia (covaria) a seguito dell’intervento, l’esperimento può essere considerato valido dal punto di vista di costrutto.

Minacce:

  • Attenzione e rapporti con i soggetti: l’attenzione, il contatto con i soggetti e le loro aspettative potrebbero essere responsabili dei risultati ottenuti
  • Singole operazioni: la sequenza o il modo di condurre gli step della procedura scientifica potrebbero essere responsabili dei risultati
  • Limitazione del campione dello stimolo: è possibile separare l’impatto dei terapeuti/dei terapeuta dal trattamento? Nel caso di più terapeuti, si somministrano almeno due trattamenti diversi
  • Aspettative dello sperimentatore: le aspettative dello sperimentatore possono non far rispettare le procedure previste o variare il tono della voce, la postura, l’eccessiva accortezza o gentilezza, influenzando la risposta del soggetto
  • Segnali provenienti dalla situazione sperimentale: fattori apparentemente ausiliari che associati all’intervento possono contribuire alla definizione dei risultati (es. le informazioni comunicate ai soggetti prima della partecipazione).
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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher bibba4 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Metodi di indagine in psicologia clinica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Cosci Fiammetta.
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