Diritto romano
Il diritto privato romano era in vigore dalla formazione fino all'impero di Giustiniano nel VI secolo d.C. (non finisce il diritto romano ma finisce un'epoca, Giustino si occupa di far codificare il diritto romano nelle sue parti più interessanti e utili). Il diritto romano si studia perché:
- Ha costituito la base storica per tutti i diritti privati dei sistemi giuridici privatistici dell'Europa continentale (non UK) e delle loro colonie (istituti come la proprietà privata e concetti romanistici).
- Attraverso esso, Roma ha potuto estendere il proprio dominio in tutta Europa partendo solamente da un piccolo villaggio (continuità del diritto).
- I Romani sono stati i primi nella storia a fare del diritto una “scienza” nel senso che le leggi c'erano già prima, ma non c'era mai stato prima di loro un gruppo di persone che avessero l'interesse di regolare i rapporti privati tra individui senza vincoli autoritari.
Storia di Roma
Nel corso dell'VIII secolo a.C., su alcuni colli collocati non distanti dal Tevere, si formò una aggregazione di gruppi che esistevano già prima sparsi e che, per ragioni difensive e per l'esigenza di cooperazione tra individui, si sono uniti formando una comunità unica. Il territorio (situato tra gli Appennini e il mare) garantiva una via commerciale che collegava la montagna e il mare, soprattutto per quanto riguardava il commercio del sale.
In Toscana c'era in quel periodo la civiltà etrusca, in Campania vi erano insediamenti greci. Quindi, la vicinanza a un fiume, la posizione tra montagna e mare, e tra Etruschi e Greci, permise lo sviluppo di quella società.
Inizialmente si trattava di una struttura sociale gentilizia in cui persone che si ritenevano provenienti da un unico capostipite prendevano le decisioni. Questa forma di organizzazione presentava:
- Un capo (rex)
- Un gruppo formato da capi delle famiglie (senato)
- Assemblea popolare
La monarchia originaria aveva un forte carattere religioso ed era fortemente influenzata dalle gentes che si riunivano in curie (settori della città in cui risiedevano le varie gentes). Un elemento importante per la storia di Roma arcaica è l'epoca storica degli inizi del VI a.C. in cui il potere a Roma (rex) viene preso da persone provenienti da ambito di civiltà etrusca (tre re etruschi).
Roma, in questo periodo, ha un consolidamento sia dal punto di vista edilizio che (strade, abitazioni, fogne) che militare (esercito a falange) e politico (il re diventa capo dell'esercito). Questo comporta divisione dell'assemblea popolare in classi sensitarie (divise in base al patrimonio). L'assemblea popolare non ha ancora grande potere, ne acquista solo durante la rivoluzione contro l'egemonia etrusca in Roma che comporta la caduta dei sovrani etruschi. Il nuovo assetto politico è caratterizzato dalla presenza di due consoli che ereditano il potere regio diviso però in due. Inoltre, il console è responsabile alla fine del mandato dei fatti causati durante il loro governo.
L'uscita dalla vita politica del potere etrusco causò:
- Internamente: Portò al problema che chi si riteneva direttamente discendente dai fondatori di Roma (patrizi) a ricoprire le cariche pubbliche ed avere il monopolio sacerdotale. Ad opposti c'erano quelli che non potevano provare la discendenza diretta, i cosiddetti plebei, che non potevano ricoprire e scegliere cariche politiche. Fu per questo che la plebe minacciò la secessione (distaccarsi per fondare un'altra entità politica). Naturalmente, i plebei avevano un'arma dalla loro parte perché, siccome facevano parte dell'esercito, significava che nel caso di secessione, l'esercito stesso si sarebbe sfaldato.
- Per più di un secolo, la storia interna è dominata da questa lotta politica tra patrizi e plebei.
- Esternamente: Roma si trova ad essere una città in cui i magistrati sono latini, ma che non era entrata nella lega latina e quindi Roma si scontra contro la stessa nella quale Roma vince e si fa un patto. Roma per tutto il V secolo passa una fase di depressione economica. Intanto dalla Gallia scendono popolazioni che fanno razzie che fanno come vittima anche Roma.
Il momento in cui Roma inizia la propria espansione è quando riesce a sconfiggere Veio, una grande città etrusca, indispensabile per invadere tutto il Lazio. La suddivisione delle terre ai plebei fa sì che ci fosse una certa riconciliazione che fa sì che i patrizi accettino che uno dei consoli possa essere tratto dai plebei. Con le leggi Licinie Sestie si permette ai plebei di partecipare alle magistrature straordinarie e allo sfruttamento delle terre pubbliche, però si destina alla giurisdizione che inizialmente era di nomina patrizia (pretore).
Una volta pacificata la situazione all'interno, Roma può continuare la sua espansione:
- Esternamente Roma fa trattati con Cartagine, combatte e sconfigge la lega latina e poi comincia espansione verso nord e sud, prima in Campania, poi in Puglia, che decidono di chiedere aiuto al re dell'Epiro (Pirro) ma lo stesso, dopo alcune sconfitte, decide di tornare indietro. In questo modo, Roma può invadere Puglia e Campania per passare poi alla Calabria e Sicilia.
- Per ora i romani si fermano in Sicilia perché non avevano una flotta che potesse difendere militarmente lo stretto di Messina. In Sicilia c'era però una situazione che vedeva fronteggiarsi la popolazione greca (Siracusa e Messina) e la parte cartaginese nella parte occidentale. Le città greche erano in continuo conflitto tra loro e i messinesi chiamano i romani a sostenerli nella battaglia, questo fa sì che le popolazioni della Sicilia cartaginea, per paura di un attacco a Cartagine dei romani, inizi la guerra (1ª guerra punica, metà del III secolo, e termina nel 241 con trattato di pace che dà ai romani controllo su Sicilia, Corsica e Sardegna).
- Con la fine della 1 guerra punica finisce il periodo arcaico e inizia il preclassico che corrisponde non a trasformazioni politiche ma a trasformazioni socio economiche.
- Il territorio provinciale viene organizzato come un dominio dal quale si prendevano le tasse, Roma nomina un pretore per ogni provincia che governi.
Fonti del diritto privato
La fonte principale nella Roma arcaica (epoca regia) è la tradizione (mores maiorum) che veniva ritenuta parte costituente del romano (sei romano perché hai quelle tradizioni). Con la fondazione di un'autorità unica (i re), prendono dei provvedimenti (leges regie).
Di maggiore importanza sono le raccolte di norme fatte nella metà del V secolo, nel periodo in cui era più accanita la lotta tra patrizi e plebei. Dieci magistrati redassero un corpus di norme redatte in 12 tavole che contenevano i mores maiorum.
Il diritto delle dodici tavole era un diritto in cui prevalevano gli atti formali. Il diritto romano arcaico è un diritto per cittadini (ex iure) e quindi solo a chi gode della cittadinanza romana. Verso la fine dell'età arcaica c'è un'innovazione del primo pontefice plebeo che risponde alla consultazione in maniera pubblica e questo fa sì che chi ha una domanda da fare al pontefice possa farlo pubblicamente. Chi voleva poteva assistere e così nasce un gruppo di esperti di diritto laici (nel senso che danno risposte ai privati senza essere pontefici).
Periodo preclassico
Dal punto di vista politico esterno c'è un importante scontro con Cartagine (2ª punica). Cartagine volle espandersi fino in Spagna e Annibale decise di partire dalla Spagna con degli elefanti africani, di passare dalla Gallia e scendere fino a Roma. I romani non erano pronti ad un attacco del genere e nelle prime battaglie i romani vennero sconfitti. Annibale faceva conto sul fatto che tutte le città italiche vincolate da trattati con Roma avrebbero rinunciato agli stessi e si sarebbero schierati con Cartagine (questo avvenne solo in parte). Annibale, dopo la battaglia di Canne, poteva provare l'attacco a Roma, ma o per stanchezza o per insicurezza decise di attaccare la Campania. Questo diede ai romani il tempo per riorganizzarsi e il generale romano Scipione decise di lasciare Annibale in Italia e allo stesso tempo attaccare direttamente Cartagine. Nella battaglia di Zama, Roma vince e conclude la 2ª guerra punica. Le condizioni poste dai romani permisero loro di avere il controllo del Mediterraneo occidentale. Cartagine rimase con territorio rimpicciolito e pochissima autorità (venne poi distrutta 60 anni dopo perché tentò di risollevarsi nella 3ª punica).
Essendosi Annibale rifugiato presso Alessandro Magno, si decise di attaccare e si conquistò la zona dell'attuale Siria. I problemi di Roma sono principalmente derivanti dall'interno, in cui si formò una nuova classe dirigente (rapporto delle solite famiglie l'elite nobiliare) che assumeva sempre il potere. Il problema è che la ricchezza proveniente dalle province fa sì che i prezzi dei beni prodotti dagli italiani crollano. Questo porta alla svendita dei terreni dei contadini acquistati dai “nuovi ricchi” e così nascono scontri sociali.
Epoca giustinianea
Giustiniano sale al trono di Costantinopoli nel 527 e muore nel 565. L'impero di Giustiniano è importante perché:
- Dal punto di vista territoriale si interessa delle terre dell'ex impero cercando di riconquistare le terre conquistate dai Germani (tentativo di conquistare l'Italia) riuscendo a riacquistare l'Italia e il Nord Africa e una piccola parte del territorio spagnolo.
- Dal punto di vista religioso si impegna per l'unità religiosa cristiana.
- Dal punto di vista giuridico, sul piano delle fonti non ci sono novità rispetto all'epoca post classica perché l'unica fonte è la legge imperiale insieme alla consuetudine considerata legittima solo se richiamata dalla legge. Molto più importante è l'atto che Giustiniano pensa di raccogliere in un unico corpus (codice) delle leggi imperiali che parte dall'epoca di Adriano (prima metà II secolo d.C.) per passare poi da Diocleziano a Costantino fino a lui, raccogliendo in un unico codice tutto quello che era utile fatto dai giuristi romani nella storia (anteriori di 3 secoli dal momento della stipulazione dello stesso Digesto). Sono importanti perché contengono il metodo, gli istituti senza i quali era impossibile capire e interpretare le costituzioni imperiali adattando i testi originari alla modernità (interpolare).
Giustiniano pensa anche di creare un manuale per gli studenti del primo anno facendo aggiornare quello preesistente con l'inserimento delle principali modifiche normative dello stesso Giustiniano. Dal 535 fino alla fine continua a emanare leggi che portano il nome di Novellae Constitutiones. Il corpus fu poi trasmesso in Italia e poi in Africa (ma non in Gallia) e quindi l'ex impero romano conobbe solo a tratti la legislazione giustinianea, mentre nelle altre parti si usava il codice teodosiano o suoi derivati (come i Visigoti).
Processo civile
Il termine processo indica una serie di atti collegati fra loro e diretti all'accertamento di posizioni giuridiche soggettive o alla loro esecuzione. Il processo privato (civile) riguarda i rapporti tra cittadini ed è caratterizzato da un impulso attribuito al privato stesso, che ritiene di avere l'esigenza di affermare la propria posizione giuridica soggettiva violata. Il processo...
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