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Lezione 6: Diritto alla personalità della carta costituzionale

Riferimento costituzionale: art. 2, diritti inviolabili dell’uomo.

“La Repubblica riconosce i sia come singolo sia nelle formazioni sociali”.

Con la nascita l’uomo acquisisce i diritti inviolabili.

Come può essere suddivisa la costituzione?

Domanda: La costituzione possiamo suddividerla:

  • Prima parte: la prima parte riguarda le libertà sancite dal legislatore costituzionale, principi generali (art. 1-13) sull’ordinamento costituzionale.
  • Seconda parte.

Ritornando all’art. 2 parla di diritti inviolabili.

(La prima cosa che ci potrebbe venire in mente sarebbe quella di prendere il codice civile per andare a vedere se vi fosse una definizione di diritti inviolabili.)

Dove possiamo trovare una definizione di diritti inviolabili?

Domanda: All’interno del codice civile, ci sono alcuni articoli che rimandano a quest’ultimi:

Art. 5 (diritto alla vita): gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica, o quando siano altrimenti contrari alla legge (579 c.p.), all'ordine pubblico o al buon costume (32 Cost.).

Art. 6 diritto al nome: ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito. Nel nome si comprendono il prenome e il cognome. Non sono ammessi cambiamenti, aggiunte o rettifiche al nome, se non nei casi e con le formalità dalla legge indicati.

Art. 7 diritto al nome: la persona, alla quale si contesti il diritto all'uso del proprio nome o che possa risentire pregiudizio dall'uso che altri indebitamente ne faccia, può chiedere giudizialmente la cessazione del fatto lesivo, salvo il risarcimento dei danni. L'autorità giudiziaria può ordinare che la sentenza sia pubblicata in uno o più giornali.

Art. 8: nel caso previsto dall'articolo precedente, l'azione può essere promossa anche da chi, pur non portando il nome contestato o indebitamente usato, abbia alla tutela del nome un interesse fondato su ragioni familiari degne d'essere protette.

Art. 9: lo pseudonimo, usato da una persona in modo che abbia acquistato l'importanza del nome, può essere tutelato ai sensi dell'articolo.

Art. 10 (diritto all’immagine): qualora l'immagine di una persona o dei genitori, del coniuge o dei figli sia stata esposta o pubblicata fuori dei casi in cui l'esposizione o la pubblicazione è dalla legge consentita, ovvero con pregiudizio al decoro o alla reputazione della persona stessa o dei detti congiunti, l'autorità giudiziaria, su richiesta dell'interessato, può disporre che cessi l'abuso, salvo il risarcimento dei danni.

Raggruppando questi articoli si ottiene il diritto alla personalità.

Oltre al codice civile, il riferimento principale resta la carta costituzionale.

Libertà riconosciute dalla costituzione

Per riempire di contenuto l’art. 2 dobbiamo andare prima di tutto a riesaminare la nostra costituzione e prendendone la prima parte possiamo vedere che vengono riconosciute tutta una serie di libertà come:

Art. 13 (libertà personale): la libertà personale è inviolabile.

Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dall'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge [244, 245, 247, 249, 266 ss., 272 ss. c.p.p.; 118, 260 c.p.c.] (2).

In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto [352, 354, 356, 380, 381, 384 c.p.p.] (3).

È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà [606, 607, 608, 609 c.p.] (4).

La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva [137 c.p.; 303 c.p.p.] (5).

Art. 17 (libertà di riunione): i cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi [654, 655] (2).

Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Art. 18 (libertà di associazione): i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente [2, 39, 49], senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale [14 ss. c.c.; 270, 270 bis, 270 ter, 270 quater, 270 quinquies, 270 sexies, 271, 305, 306, 416, 416 bis c.p.; XII disp. fin.] (2).

Sono proibite le associazioni segrete (3) e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Art. 19 (libertà di religione): tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa [2, 3, 7, 8, 20] in qualsiasi forma, individuale o associata [17, 18] (2), di farne propaganda [21] e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Art. 21: libertà di espressione e informazione.

Art. 32 (diritto alla salute, art. sui trattamenti sanitari): la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo [38 2] e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti (1).

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Detto ciò è possibile collocare i diritti alla personalità nelle situazioni giuridiche soggettive: diritto soggettivo, situazione giuridica attiva di vantaggio, diritti della personalità.

Riferimento normativo del nostro ordinamento: carta costituzionale, art. 2 riconosce i diritti inviolabili dell’uomo; prima parte della costituzione elenca una serie di libertà che sono quelle dall’art. 13 all’art. 21 (libertà di espressione e informazione), l’art. 32 (diritto alla salute) e sono previste dalla nostra costituzione.

Normativa internazionale

Attenzione! Essendo l’Italia parte della comunità europea, fa parte di un ordinamento internazionale, non dobbiamo fermarci sull’analisi di quella che è la normativa nazionale, poiché tali diritti inviolabili vengono anche specificati e di per sé riconosciuti in 5 legislazioni di carattere internazionali quali:

  • La dichiarazione internazionale dei diritti dell’uomo (approvata nel 1948).
  • La convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e per le libertà fondamentali.
  • Il patto internazionale sui diritti civili e politici.
  • Il trattato sull’Unione europea.

Riepilogo: diritti inviolabili, diritti dentro i quali rientrano i diritti alla personalità, carta costituzionale, art. 2: riconoscimento delle libertà nella prima parte della costituzione, normativa sovranazionale.

Questi trattati, come quello sull’Unione europea, hanno efficacia nel nostro ordinamento in quanto l’art. 11 della carta costituzionale prevede che la normativa internazionale ha efficacia nel nostro ordinamento.

Caratteristiche dei diritti della personalità

  • Sono necessari, perché vengono acquisiti fin dalla nascita e cessano solo con la morte.
  • Sono imprescrittibili, ovvero che non si prescrivono. Questo significa che anche se un soggetto non usa quel determinato diritto non per quello perde il diritto di poter proporre una domanda a tutela di quel diritto.
  • Sono assoluti poiché c’è un dovere di attenzione da parte di qualsiasi altra persona o anche lo stesso Stato nel non ledere quel determinato diritto che rientra nella categoria dei diritti alla personalità.
  • Le ultime due caratteristiche riguardano l’indisponibilità e la non patrimonialità.

La non patrimonialità si basa sul concetto che non possono essere suscettibili a valutazione economica.

Secondo la dottrina ci sono due teorie:

  • Secondo la teoria pluralista i diritti alla personalità sono quelli che sono di per sé precisati dal dettato legislativo.
  • Secondo quella monista si parla di un unico diritto alla personalità che si evolve secondo le esigenze culturali della società.

Ad esempio: riguarda l’obbligo delle vaccinazioni, riguarda l’argomento dell’eutanasia e il tutto rientra nel diritto alla salute.

Quali possono essere i diritti alla personalità?

Domanda: Quali possono essere i diritti alla personalità?

Diritto alla vita, alla salute, all’integrità morale, tutela dell’immagine, dell’identità personale e diritto alla riservatezza.

Il diritto alla vita

Si parte dal diritto alla vita.

Per quanto riguarda il diritto alla vita: proprio perché il diritto della personalità muta con le esigenze della società, in realtà secondo il nostro ordinamento, già prima che siamo nati esiste il diritto del nascituro, ovviamente il diritto del nascituro era di per sé immaginabile 40 anni fa, in realtà oggi il nostro ordinamento prevede e riconosce anche il diritto al nascituro, è prevista quindi la tutela anche nei confronti di terzi soggetti.

Esempio: nel caso in cui ci fosse un’interruzione della gravidanza provocata da un terzo soggetto, la legge che regola l’interruzione volontaria della gravidanza del 1978 prevede una disciplina dettagliata a seconda che l’interruzione della gravidanza avvenga nei 90 giorni o dopo 90 giorni del concepimento.

Quindi, primo diritto alla salute: il nostro ordinamento riconosce secondo quella che è un’elaborazione giurisprudenziale anche il diritto del nascituro, quindi esiste una tutela anticipata sin prima della nascita.

Esempi di diritto alla salute

Domanda: qual è la legislazione di riferimento del diritto alla salute?

Ad esempio, legge del 1978 che disciplina l’interruzione della gravidanza.

È possibile fare anche l’esempio del suicidio: per chi porta qualcuno alla pratica del suicidio è prevista una norma del settore penale.

Altro argomento recente è quello dell’eutanasia: il nostro ordinamento non contempla tale ipotesi.

Un altro esempio è il rifiuto del trattamento del medico: teniamo presente che se io vengo ricoverato in ospedale e devo essere soggetto ad un trattamento salvavita, io posso rifiutarmi purché nel momento in cui esprimo il mio consenso sia capace di intendere e di volere.

Sotto tale profilo c’è una previsione legislativa chiamata DAT (direttive anticipate di trattamento) che non fanno altro che recepire quello che 10 anni fa si parlava di testamento biologico, ovvero che un soggetto, sulla base di quella che è la previsione legislativa entrata in vigore da poco, può dare delle direttive a proposito di subire o meno un determinato trattamento.

Diritto alla salute e all’integrità fisica

Un’altra sezione del diritto alla personalità è il diritto alla salute e all’integrità fisica (è prevista una disposizione art. 5 del codice civile).

È prevista una tutela per quanto riguarda il nascituro: è riconosciuto il diritto al nascere sani.

Per esempio: una donna porta avanti la gravidanza e non gli sono state fornite tutte le informazioni necessarie oppure c’è un errore medico sotto il profilo della diagnosi del feto.

Io quindi soggetto non sono stato in grado di determinarmi per portare avanti la gravidanza per un errore sanitario: è riconosciuto il diritto a quel bambino a nascere.

Allo stesso tempo è previsto il diritto di non nascere non sano che significa nascere con delle problematiche, non comporta il diritto dei genitori a ottenere un risarcimento del danno.

Perché l’obiettivo è quello di mettere a disposizione la mamma di tutte le info possibili per poter portare avanti o meno la gravidanza. Nel momento in cui la mamma viene a conoscenza di quello che è lo stato del nascituro, poi se il bambino nascesse con delle problematiche non per questo è previsto un diritto a non nascere se non sano.

Trattamenti sanitari obbligatori

Diritto alla salute - trattamenti sanitari obbligatori.

L’articolo di riferimento normativo è l’art. 32 della costituzione.

Tale articolo ha attualmente un riscontro nell’argomento delle vaccinazioni obbligatorie: dall’art. 32, al di là delle opinioni di ciascuno, è previsto che per esigenze di salvaguardia e di tutela della sanità pubblica, lo Stato, per legge, può imporre dei trattamenti obbligatori.

L’esempio è questo delle vaccinazioni: lo Stato ha ritenuto per legge di prevedere l’obbligatorietà della vaccinazione e allo stesso capiamo che può sorgere quindi un conflitto tra il diritto all’istruzione e il diritto alla salute (perché??) 22.07.

Altro esempio: pensiamo di immedesimarci in manager di aziende di smaltimento dei rifiuti e pensiamo di avere, durante il percorso, l’amministrazione di aziende medie o grandi, avendo sotto la nostra direzione anche molti lavoratori, sarà necessario rispettare:

  • Il diritto alla tutela della salute.
  • Il diritto ambientale.
  • Il diritto al lavoro.

Poniamo caso che la nostra azienda non rispetti la normativa prevista a tutela dell’ambiente e di conseguenza ci sia una lesione alla salute della comunità di riferimento dove insiste la nostra azienda, da parte dell’autorità giudiziaria con la problematica potrebbe insorgere un provvedimento con conseguente chiusura temporanea aziendale e così facendo i lavoratori saranno obbligati a sospendere il loro operato.

A questo punto però avremo un conflitto tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro, ma essendo il primo un diritto assoluto prevale su tutte quelle altre attività che lo potrebbero ledere.

Domanda: qual è il limite del diritto alla salute?

Il limite riguarda un principio di autodeterminazione, sebbene ponga alcuni limiti.

Ad esempio: la legislazione prevede la possibilità di alcuni trapianti, come quello del cuore o del fegato, e non devono essere effettuati dietro ad alcun corrispettivo.

Si rientra nel criterio di necessarie, imprescrittibilità, indisponibilità, assolutezza e non patrimonialità del diritto.

Il diritto al nome

Il diritto al nome prevede 3 disposizioni del codice civile (dall’art. 6-7-8 al 9).

È previsto dal dettato legislativo che ciascuno di noi abbia un nome e un prenome.

Di per sé è immodificabile, però si può comunque aggiungere un cognome, sul decreto del ministero degli interni, oppure aggiungere un altro nome, sul decreto della prefettura.

Gli articoli del codice civile che vanno dal 6 al 9 prevedono una tutela specifica per il nome nel caso di:

Contestazione. Esempio: mettiamo caso che una coppia si separi e la moglie continua a portare il cognome maritale, il marito contesta tale prassi da parte dell’ex moglie ma in realtà il codice civile prevede una tutela da parte di quest’ultima, il quale esprime che la moglie, in caso di separazione, è autorizzata ad aggiungere al cognome proprio il cognome maritale.

Usurpazione. Si parla invece di usurpazione nel caso in cui un soggetto si attribuisca il nome di un terzo senza il consenso di questa persona perché ad esempio il primo vuole diventare il manager di livello un’azienda senza autorizzazione, passandosi per un’altra persona.

È prevista una tutela da parte degli articoli 7 e 8 e tale procedura è vietata, purché avete provocato un pregiudizio della persona di cui vi siete appropriati del nome.

Utilizzazione abusiva. Esempio: viene effettuato un messaggio pubblicitario da parte di un’attività appropriandosi del nome di un personaggio famoso o di una marca.

In questo caso è prevista una sanzione da parte del codice civile e un risarcimento da parte dell’azienda colpevole.

Diritto all’integrità morale

È prevista la tutela sia sotto l’autorità penale (595 reato di diffamazione) ma in particolare però viene tutelato l’onore, il decoro e la reputazione.

Onore: per onore si intende la tutela o l’insieme delle doti morali di un determinato soggetto.

Decoro: per decoro l’insieme delle doti intellettuali e fisiche del soggetto nel contesto sociale in cui vive.

Reputazione: la reputazione invece è l’unione del decoro e dell’onore.

Ovviamente anche tale espressione del diritto è mutevole a seconda del contesto sociale.

Un esempio potrebbe essere il seguente: determinate espressioni usate tra compagni non incidono sull’integrità morale, usati in altri contesti invece potrebbero dare diritto alla tutela dell’integrità morale nel caso in cui fosse lesa.

Un esempio simile è il seguente: prendiamo la figura del giornale e quella di un manager di successo. Ad un certo punto ci arriva un avviso di garanzia riguardante il reato di corruzione. Io giornalista faccio un articolo e scrivo “il manager … ha preso una mazzetta, rinvio avviso di garanzia”. Ovviamente il manager, essendo stata leso l’onore, il decoro e la reputazione, potrebbe denunciare il fatto.

Domanda: il problema che si pone è il seguente: prevale il diritto all’informazione o all’integrità morale? Tendenzialmente che prevalga il diritto all’informazione sulla

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher fzemdjio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di istituzioni di diritto privato e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Gremigni Francini Lorenzo.
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