Lezione 3 del 2 ottobre 2015
Caratteristiche dell'equilibrio macroeconomico
Stiamo esaminando le caratteristiche dell’equilibrio macroeconomico nei modelli con capacità produttiva inutilizzata, con disoccupazione involontaria, determinati dal lato della domanda aggregata di carattere keynesiano. Il punto centrale qual è? Che il livello di reddito d’equilibrio non è fissato dal pieno impiego dei fattori produttivi ma dalla domanda aggregata.
Nozione di moltiplicatore
Ora il discorso centrale dei modelli di domanda, dei modelli con capacità produttiva inutilizzata, il nucleo teorico fondamentale del tipo di modello è la nozione di moltiplicatore. Perché la nozione di moltiplicatore? Noi abbiamo uno schema in cui mentre in quello del pieno impiego la causazione va dall’offerta, vediamo cosa determina l’offerta di pieno impiego, ci sarà sicuramente una domanda corrispondente, qui la causazione è invertita, quali sono le componenti della domanda? Ci sarà sicuramente un'offerta che può soddisfare questa domanda perché esiste capacità produttiva inutilizzata.
Il problema nasce dal fatto che la domanda, essa stessa è la componente fondamentale della domanda aggregata, i consumi dipendono dal prodotto quindi da un lato la domanda crea il prodotto, ma dall’altro attraverso la funzione del consumo il prodotto crea la domanda. La domanda crea prodotto, il prodotto crea la domanda, è la nozione di moltiplicatore. Questa influenza reciproca tra domanda e prodotto, prodotto e domanda, domanda prodotto, prodotto domanda non è un processo infinito, vale a dire un processo che ci condurrebbe al pieno impiego.
Propensione marginale al consumo
Per quale motivo? Perché la propensione marginale al consumo è compresa fra 0 e 1, il che significa se è vero che le componenti autonome della domanda aggregata sono in grado di generare i rounds di spesa indotta, sarà necessariamente vero che questi rounds di spesa indotta sono di grandezza decrescente, uno più piccolo dell’altro. La serie geometrica attivata da questo processo di moltiplicazioni è una serie geometrica convergente che ha come soluzione 1/1- cy vale a dire 1/1 meno la propensione marginale al consumo.
Equilibrio macroeconomico
Risolvere questo schema per l’equilibrio macroeconomico significa imporre la condizione domanda programmata uguale domanda realizzata oppure domanda programmata uguale prodotto: 1 y = y.
Domanda programmata e funzione di consumo
Ora a che cosa è uguale la domanda programmata, nel caso semplice che stiamo analizzando cioè di un’economia dove non vi è il settore pubblico e non si intrattengono rapporti con l’estero, la domanda programmata sarà pari alla domanda di consumo più la domanda d’investimento: 2 y = c + i. Famiglie e imprese assorbono le destinazioni finali, le desiderano. Quante destinazioni finali desiderano?
Per quanto riguarda le famiglie a darci una risposta a questa domanda è la funzione del consumo, una quota autonoma indipendente dal livello del reddito e una quota invece che dipende dal livello del reddito in base ad un fattore di proporzionalità cy che come stiamo vedendo riveste un ruolo fondamentale nei modelli di domanda, è la propensione marginale al consumo. Funzione di consumo: 3 c = c + cy * y.
Funzione d'investimento
Per quanto riguarda l’investimento si tratta di individuare una funzione lineare che stabilisca una relazione inversa tra il tasso d’interesse e il livello degli investimenti, pur lasciando tuttavia aperta la possibilità di avere in corrispondenza ad ogni livello del tasso d’interesse qualsivoglia livello d’investimento in base allo stato delle aspettative. Funzione d’investimento: 4 i = i - b * r, dove con r stiamo rappresentando il tasso d’interesse e con b stiamo rappresentando la sensibilità degli investimenti al tasso d’interesse, cioè il parametro che ci traduce una data variazione degli investimenti in una data variazione del tasso d’interesse in una variazione degli investimenti.
Determinazione del reddito d'equilibrio
A questo punto questo schema è determinato, perché non ci resta che sostituire queste espressioni 3 e 4 nella 2 e trovarci in mano con un’equazione in una sola incognita, perché avremmo noti la propensione marginale al consumo (c), la sensibilità degli investimenti al tasso d’interesse (b), tasso d’interesse stesso, i consumi autonomi (c) e gli investimenti autonomi (i). Ci resta una sola variabile da determinare, è l’incognita del nostro modello, è il reddito d’equilibrio (y*).
Equazione ad una sola incognita: y* = 1/1-c * [c + i - b * r]. Reddito d’equilibrio. Di questa condizione di equilibrio abbiamo dato una rappresentazione grafica nel piano prodotto o domanda realizzata e domanda programmata.
Rappresentazione grafica e esempio numerico
Come la rappresentiamo? Vedere grafico 1: poniamo in ascissa la domanda realizzata o la produzione, in ordinata la domanda programmata, la condizione di equilibrio y = y viene individuata dalla semiretta a 45 gradi. In questo piano ci sono infinite coppie prodotto-domanda programmata, quali sono le coppie domanda programmata-prodotto in cui è vero che la domanda programmata è uguale al prodotto e sono individuate dalla semiretta a 45 gradi.
Queste coppie dominio-programma e prodotto in corrispondenza delle quali le famiglie stanno consumando quello che vogliono consumare, quando il prodotto realizzato è dato e le imprese stanno investendo quello che vogliono investire quando il tasso d’interesse è dato. Questa famiglia di coppie è individuata dalla funzione della domanda programmata che è data da un’intercetta sull’ordinata pari a c + i - br, è crescente ed ha un coefficiente angolare pari alla propensione marginale al consumo (cy).
Ora in tutte queste coppie è vero che famiglia e impresa sono contente, su tutte queste coppie è vero che prodotto e domanda programmata sono uguali, su una sola di queste coppie è vero che simultaneamente famiglie e imprese sono contente e prodotto e domanda programmata sono uguali, ecco l’equilibrio macroeconomico, individuato nel punto A e segnato con y* per quanto riguarda la produzione realizzata e y* per quanto riguarda la domanda programmata.
Esempio numerico
Un semplice esempio numerico ci aiuta a chiarire il tutto: le componenti autonome dei consumi c= 50, la componente degli investimenti autonoma rispetto al tasso d’interesse i= 55, la sensibilità degli investimenti al tasso d’interesse b= 100, il tasso d’interesse r = 5% = 0,05, la propensione marginale al consumo c = ¾. Qual è il reddito di equilibrio? È molto semplice rispondere a questa domanda, dobbiamo utilizzare l’espressione del reddito d’equilibrio. Il reddito d’equilibrio y* = 1/1 - ¾ * [50 + 55 - 100 * 0,05]; 1 - ¾ = ¼ quindi il moltiplicatore è pari a 1/1/4 vale a dire che il moltiplicatore è pari a 4. y* = 4 * [50 + 50] quindi y* = 400.
Caratteristica del prodotto di equilibrio
Il reddito o prodotto di equilibrio è uguale a 400. Qual è la caratteristica del prodotto di equilibrio? Che in corrispondenza di un prodotto di 400, famiglie e imprese sono contente, vogliono esattamente domandare cioè hanno una domanda programmata pari a 400.
Verifica dell'equilibrio
Verifichiamolo: gli investimenti in equilibrio i* = 55 - 100 * 0,05 i* = 50; i consumi in equilibrio c* = 50 + ¾ * 400 c* = 350, sto applicando la funzione del consumo. Quindi in equilibrio i consumi delle famiglie valgono 50 di consumi autonomi e 300 di consumi indotti, totale 350. Il totale y* = 50 + 350 = 400.
L'equilibrio macroeconomico
Ecco il significato dell’equilibrio macroeconomico, quando le famiglie e le imprese domandano beni per 400 generano un reddito pari a 400 che generano una domanda pari a 400, siamo in equilibrio e l’unico livello di domanda aggregata e prodotto in corrispondenza del quale accade ciò. Per renderci conto di quanto sto dicendo consideriamo un livello del reddito realizzato non di equilibrio, non il reddito prodotto pari a 400, ma un livello di reddito prodotto che chiamiamo y’ = 440. Vedere grafico punto B.
Punto B del grafico
Ci rendiamo conto immediatamente di una cosa, quando il prodotto è pari a 440 la domanda non è pari a 440, non siamo sulla semiretta a 45 gradi. Quanto vale la domanda programmata quando il reddito di equilibrio è pari a 440? Come individuare l’ammontare della domanda programmata quando il reddito è pari a 440. Vediamo il punto B le cui coordinate sono y’ e y’, quando la domanda programmata generata da un reddito pari a 440, quant’è grande la domanda programmata generata da un reddito pari a 440?
C’è solo un modo per calcolarlo, è trovare i’ e c’ quanto vale. I’ ha sempre lo stesso valore perché gli investimenti stiamo vedendo dipendono dal tasso d’interesse, che per il momento non stiamo facendo variare, quindi i’ = 55 - 100 * 0,05 = 50, c’ = 50 + ¾ * 440 = 380, totale y’ = 380 + 50 = 430.
Squilibri tra domanda e offerta
Allora la questione qual è? Che quando il prodotto è pari a 400 la domanda programmata è pari a 400, quando il prodotto è pari a 440, la domanda programmata è pari a 430, vale a dire che non c’è equilibrio tra domanda e offerta. Non solo non c’è equilibrio tra domanda e offerta, ma si presenta uno squilibrio caratterizzato da un eccesso d’offerta, cioè la produzione che è stata realizzata quando è a un livello 440, il livello di attivazione di lavoro e capitale non viene comprato integralmente. Ora questo è uno schema in cui vale il moltiplicatore, sia nel caso d’incrementi di domanda, cioè quando la domanda programmata è maggiore dell’offerta, sia nei casi di decrementi della domanda, cioè quando è l’offerta ad essere maggiore della domanda programmata; perché una situazione di squilibrio di questo tipo non può che determinare una prima riduzione della produzione, ma questa riduzione della produzione non è sufficiente perché a questo punto opereranno le riduzioni delle componenti autonome della domanda aggregata lungo linee analoghe a quelle analizzate nell’ultima lezione.
Stabilità dell'equilibrio
Stiamo dicendo in altre parole, non solo quest’equilibrio è unico, vi è un solo livello di prodotto in corrispondenza del quale la domanda programmata e domanda realizzata sono uguali, ma quest’equilibrio è un attrattore, cioè se ci troviamo al di sopra una produzione più grande della produzione d’equilibrio si mettono in moto delle forze che tendono a riportare la produzione al livello di equilibrio. L’equilibrio può avere due caratteristiche: uno è che ci sia, è la prima cosa che bisogna verificare e noi abbiamo scoperto che c’è ed è il punto A del grafico 1, poi una seconda caratteristica che interessa lo studio dell’economia è se quest’equilibrio ha elementi di stabilità o se è stabile oppure instabile. Stabile significa che quest’ equilibrio nel punto A non solo esiste, ma qualunque coppia reddito programmato e realizzato, diverso da quello che noi prendiamo, ci sono delle forze che ci portano di nuovo al punto A.
Esempio di stabilità
L’esempio classico che ci fa: un equilibrio stabile è la pallina di ping-pong nella coppa, in qualunque punto della coppa noi mettiamo la pallina di ping-pong alla fine raggiungerà il punto d’equilibrio. Un'altra cosa è la pallina di ping-pong nella coppa girata tutta all’incontrario, la pallina resta in quel punto, nell’ equilibrio solo se la mettiamo nel punto d’equilibrio, se si allontana tende ad allontanarsi non c’è nessuna forza che riporta la pallina in equilibrio sulla coppa.
Forze economiche e matematica
Questo punto qui A è la nostra pallina nella coppa e un esempio di questo lo stiamo vedendo analizzando un punto che non è di equilibrio, il punto B, che tirando in ballo le forze che riconducono il sistema economico all’equilibrio. Queste forze badate bene, noi non le abbiamo descritte in questa equazione, cioè se adesso entrasse qualcuno che si occupa solo di matematica e guardasse questi numeri, senza sapere nulla di che cos’è c i r, guarderebbe quest’equazione e direbbe l’unica cosa che posso fare è trovare il punto d’equilibrio A, che poi questo punto di equilibrio sia stabile o instabile, nessuno di noi lo può dire, perché per effettuare un’analisi di stabilità si deve fare una cosa molto complicata, cioè si devono scrivere delle equazioni con il simboletto ‘t’ vicino, sono delle equazioni alle differenze, bisogna fare un sistema di equazioni cosi semplice, ma un sistema di equazioni differenziali e studiarne le proprietà. Noi non facciamo questo, non lo facciamo in macroeconomia, non lo...
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