Letteratura inglese
John Donne
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John Donne, poeta metafisico nato nel 1572 e morto nel 1631, visse in un periodo molto movimentato della storia inglese. Anche se vissuto più di 400 anni fa, appare un poeta molto moderno e contemporaneo, in quanto nella sua poesia esplora questioni che riguardano grandi problematiche come l'amore, il sesso, la fede, il desiderio di spiritualità, la paura della morte e ciò che c'è al di là della morte. È un poeta che cerca costantemente la verità e, per farlo, mette costantemente in dubbio l'autorità, rifiutandosi di credere in qualunque cosa, anche a Dio.
In un'Inghilterra in cui la messa in discussione della religione era automaticamente anche una sfida all'autorità politica, da Enrico VIII il potere temporale e spirituale erano racchiusi nella persona del re. Questo portava direttamente alla pena di morte. John mette in dubbio l'autorità e Dio, non crede nella parola. La sua poesia è affascinante anche perché permeata da una fortissima passione, coniugata con un'intelligenza raffinata e appassionata. La sua scrittura riflette tutti i cambiamenti dell'epoca in vari ambiti, come la scienza, la religione e la geografia.
Importanza di Lutero
Per la prima volta viene messo in discussione il principio di autorità. Prima la religione cristiana era solo una, la cattolica di Roma. Col protestantesimo questo viene messo in discussione, in quanto non può esserci un soggetto infallibile (Dio) che decide e interpreta. È una grande rivoluzione, lo spirito critico prende il sopravvento. È l'individuo che sfida per la prima volta l'autorità per eccellenza. Ogni individuo deve leggere e interpretare il testo sacro senza mediazioni, dandone una propria interpretazione. Quando Lutero traduce la Bibbia usa un verbo che vorrebbe dire germanizzare, tradurre in tedesco il testo latino.
Nella sua poesia si riflettono questi elementi di novità, come le scoperte astronomiche, la conquista del nuovo mondo, e il teatro elisabettiano. Questa è la grande stagione del teatro, ma anche della poesia. "Il senso della passione", definizione data da Coleridge, rappresenta la tensione costante delle passioni, il tempo interiore, opposto alla poesia dell'epoca che viene definita "zuccherosa". La prima edizione della sua poesia è nel 1633, non viene pubblicata prima in quanto circolava solo manoscritta in ambiti ristretti.
Leggendo Donne, ciò che ha il sopravvento è il ritmo della lingua parlata, non la metrica, con un senso di discorsività, antivirismo, colloquialità, che vanno a chiamare in causa un interlocutore che vive all'interno del testo (non è il lettore). Il destinatario nella poesia amorosa spesso è la donna amata, andando a creare col testo una situazione drammatica, teatrale. L'io lirico parla a un tu muto, ma del quale, tramite le parole del parlante, è possibile intuirne parole e gesti.
L'amore nella poesia di Donne
L'amore è affrontato da tanti punti di vista, la donna amata non è quella distante e irraggiungibile, ma una donna reale che corrisponde l'autore. Poesia anti-petrarchesca, troviamo un amore reciproco e non un amore irraggiungibile. Quest'amore trova il soddisfacimento erotico. Unione del corpo e dell'anima che formano il "we" che si distacca e oppone al resto del mondo. Scrive anche un'elegia, non una poesia funebre, ma una poesia erotica, d'ispirazione ovidiana. Si chiama così perché nel 500 vengono tradotti gli amores di Ovidio, e nella traduzione il titolo amores viene tradotto con elegies.
L'amore viene così celebrato in un testo di cui alcuni ne discutono la provenienza di Donne: "Da Saffo a Filenis", considerata la prima poesia omosessuale scritta in inglese. Si parla di un amore saffico e l'io che parla nel testo è Saffo. Si pensava che non fosse sua in quanto in questa poesia Saffo indirizza un discorso a Filenis che l'ha lasciata per mettersi con un uomo e l'intero discorso si svolge davanti a uno specchio. Nella seconda parte della poesia pare autoerotica. L'io lirico cambia di testo in testo e a volte anche all'interno del testo stesso, grazie all'intervento dell'interlocutore.
La poesia religiosa di Donne
Scrive anche inni sacri, sempre con incipit molto forti in cui l'interlocutore diventa Dio, cercando di rispondere alla domanda sulla salvezza cercando d'imbrogliarlo con argomentazioni che sono falsi sillogismi, per convincere Dio di qualcosa. L'io dagli atteggiamenti prepotenti e sicuri, muta in un io insicuro che riconosce di essere un peccatore e quindi non adatto a questa conversazione.
Tutt'oggi è un poeta molto apprezzato di cui artisti e scrittori sentono l'influenza, come il cantante Van Morrison e Seamus Heaney nella sua "Human Chain". In "Chanson d'aventure" prende alcuni versi della poesia "Ecstasy" di Donne, in cui l'anima dell'io diventa un tutt'uno col creatore. Trascrive due versi della poesia, inoltre fa riferimenti interni con i "raggi degli occhi figli di laser", idea degli occhi degli amanti che s'intrecciano ed è un tipo di John ed è quasi una citazione letterale. Usa gli stessi temi con un tocco di contemporaneità, data dalla velocità del laser. Lo ricorda anche la stessa costruzione del testo con i participi passati.
Tematiche nella poesia di Donne
Varietà di sfumature nella sua poesia, come l'amore, la morte, la sfida alla fede con controversie religiose dell'Inghilterra del tempo. La professione di fede di un personaggio era una questione di fondamentale importanza in quanto il capo dello stato era anche il capo della chiesa. La ribellione alla fede era percepita anche come ribellione alla figura politica.
Donne nasce in una famiglia cattolica che aveva come antenati da parte di madre Tommaso Moro, il quale fu messo a morte nel 1534 in quanto si rifiutò di fare giuramento alla corona che era voluto dall'atto di supremazia di Enrico VIII, quindi indispensabile per la chiesa anglicana con allontanamento dalla chiesa di Roma. Lei era figlia di un noto drammaturgo elisabettiano, mentre il padre era un membro facoltoso della cooperazione dei fabbri. Il padre muore quando Donne era molto giovane e la madre si risposa sempre con matrimonio cattolico. Gli zii materni erano missionari gesuiti costretti a lasciare l'Inghilterra sotto Elisabetta. Un fratello di John muore di peste in carcere per aver dato ospitalità a un prete cattolico.
Per un personaggio ambizioso come lui, ambizioso in quanto aspirava sin dalla giovane età di fare una carriera politica a corte, il fatto di essere un cattolico gli porta diversi problemi. Non si sa molto della prima parte della sua vita, ma si suppone che tenesse un profilo molto basso a causa della sua fede. A un certo punto della sua vita, non si sa quando né le ragioni, abbandona la chiesa cattolica e si converte all'anglicanesimo. Alcuni critici parlano di conversione, quindi un cambiamento radicale, altri parlano di apostasia, ma c'è anche chi dice che questo suo cambiamento di fede religiosa sia dovuto a motivi di opportunismo ai fini della sua carriera. Per un lungo periodo di tempo, per mantenersi, scrive dei trattati anche per altre persone, dedicandosi a lungo a studi teologici, quindi è possibile che queste letture e le controversie che erano in corso all'epoca abbiano fatto sì che maturasse una diversa convinzione religiosa. Nel 1615 prende gli ordini e da lì inizia una sua carriera ecclesiastica che culmina con la nomina a decano della chiesa di San Paolo a Londra e l'ultima parte della sua vita lo vede come noto predicatore ai cui sermoni partecipavano personaggi illustri tra cui il re stesso.
Biografia e influenza
È uno dei primi scrittori di cui viene fatta una biografia qualche decennio dopo la sua morte, fatta da Izaak Walton. È una biografia romanzata, in cui si racconta che le folle accorrevano per la sua capacità d'esporre i concetti nei sermoni. Sono rimasti circa 160 sermoni, con una prosa molto ricca. All'epoca il sermone veniva scritto dopo essere stato pronunciato in pubblico e il più famoso è quello fatto pochi giorni prima dalla sua morte intitolato "Il duello della morte". È sulle uscite dalla morte, per la morte, elaborando in maniera straordinaria un versetto e viene paragonato a una chiesa barocca per la costruzione del sermone.
La carriera di Donne: è un artista innovativo per il tipo di poesia che propone, caratterizzata da discorsività e colloquialità. È una lingua che si avvicina al parlato, alle sue cadenze. Gli incipit folgoranti delle poesie catturano subito il lettore. Incipit drammatico in senso teatrale, in quanto la lingua crea una situazione nella quale si vedono muoversi e interagire molti personaggi. Nella poesia religiosa il discorso si costruisce da far pensare che Dio sia il destinatario finale.
Poesia e comunicazione
Questo, per quanto riguarda la posizione del lettore, la rende particolare in quanto le poesie di Donne chiamano in causa un interlocutore a cui si rivolge l'io lirico, solitamente la donna amata o Dio, rende il lettore non il diretto destinatario del discorso presentato, ma ha una posizione d'ascoltatore, osservatore del discorso.
In inglese si chiama "eaves dropper", che in teatro è un personaggio che ascolta, non visto dai protagonisti, un discorso non indirizzato a lui. (Polonio ascolta il discorso tra Amleto e la madre dietro una tenda). Il lettore si trova in una situazione analoga. Chi scrive, scrive sempre con in mente un pubblico. Quest'universo comunicativo della sua poesia: solitamente si vede un autore che scrive un testo, il quale è destinato alla lettura di un pubblico, quindi il testo letterario come presupposto dallo stesso è il messaggio che un mittente autore manda a un destinatario.
Nella sua poesia i livelli comunicativi sono complicati in quanto abbiamo testi costruiti in modo da avere all'interno del testo, i protagonisti sono costituiti attraverso una finzione, ossia quella di un io che parla a un tu sempre interno al testo e non al lettore e questo io e tu sono entrambi delle costruzioni linguistiche, non sono reali, ma finte. Gli io reali sono solo il lettore e l'autore. Non bisogna confondere l'io dell'autore con l'io che parla in un testo poetico, in quanto non è detto che i due combacino. Nei suoi testi, sia religiosi che amorosi, l'io cambia costantemente e di volta in volta assume un'identità diversa: amante fedele, amante tradito, libertino, è la donna. L'io che parla non è necessariamente di Donne, anzi, è un personaggio fittizio creato dall'autore che può avere punti di contatto con l'autore e le sue esperienze, che però vengono rielaborate, modificate e messe in poesia. Questa trasformazione indica che non c'è più una corrispondenza tra chi ha effettuato quest'esperienza e la sua messa in verso, in poesia.
La complessità della comunicazione poetica
La situazione comunicativa di queste poesie è complessa in quanto abbiamo:
- Poeta
- Poesia (a-io b-tu)
- Lettore/lettrice
All'interno del testo, in "poesia", abbiamo un io che parla a un tu che non sono né il poeta né il lettore, ma due costruzioni fittizie. È la lingua che crea queste costruzioni. Il lettore quindi, che è il destinatario reale, diventa qualcuno che ascolta un testo che non è destinato a egli personalmente. (Poeta/lettore: reale Poesia: fittizio) l'io lirico può essere molto vicino al poeta, ma non è il poeta stesso. Spesso le conversazioni sono molto intime, quindi s'immagina la situazione d'intimità tra i due col lettore che ascolta.
I generi poetici di Donne
Donne fu autore di tanti generi poetici, poeta di canzoni, di liriche, di epigrammi, satire, elegie amorose, epitalami (componimenti scritti per celebrare un matrimonio), epistole in versi, epiceli (poesia funeraria), ma anche di trattati in prosa di carattere religioso. Innovazione della sua poesia: "Song of sonnets" "canzoni e sonetti" anche se sonets non è una traduzione giusta per sonetti. Donne nasce nel 1572, ma le sue poesie non sono datate, eccetto poche eccezioni.
Alcuni manoscritti non sono di suo pugno, non abbiamo manoscritti originali eccetto un paio di testi poetici. Non possiamo essere certi che questi siano i veri scritti di Donne. L'idea di autore è un'idea romantica, la collaborazione e il lavoro a più mani era una consuetudine. Egli non apponeva titoli alle sue composizioni, sono stati aggiunti dopo forse da chi li copiava. Nel songs and sonets sono raccolti quasi 60 componimenti di carattere amoroso, scritti tra fine 500 e inizio 600, alcuni di questi sono facilmente databili dopo il 1603, in quanto si fa riferimento al re e fino a quell'anno sul trono c'è una regina. Dopo Elisabetta I sale Giacomo I Stuart.
La cultura della poesia inglese
In questo periodo, soprattutto l'ultimo decennio del 500, c'è una cultura della poesia inglese e in quegli ultimi 10 anni vengono pubblicati molti canzonieri e raccolte di poesie e sonetti. Donne scrive questi song and sonets, ma di questi circa 57 componimenti, nessuno è un sonetto (14 versi): sin dall'inizio rifiuta di seguire le mode. Il sonetto era una forma di poesia legata alla vita di corte, in quanto portata da Thomas Wyatt dopo un viaggio in Italia. Non segue la moda, tutti questi componimenti sono uno diverso dall'altro, quasi in una sperimentazione formale.
Il termine sonetto aveva due significati: uno, dalla metà del 500, inteso come composizione di 14 versi divisi in tre quartine e a rime alternate e poi baciata finale; inoltre si usava per indicare un componimento di carattere amoroso, lirico ed è quello che corrisponde poi alla poesia contenuta in questo componimento. Donne scriverà sonetti, ma di carattere religioso, anche questi con incipit drammatici.
Metafore e linguaggio nella poesia amorosa e religiosa
Le sue poesie si concludono sempre con un dubbio, il dubbio che Dio davvero intervenga per salvare la sua creatura o che a lui non interessi nulla. Per questo sono molto moderne. Altro elemento che ha scandalizzato i primi critici è il fatto che nella poesia amorosa usa metafore e un linguaggio che appartiene alla sfera religiosa, scivolando a volte nella blasfemia, paragonando l'io a Gesù e la donna a Maria Maddalena. Nella poesia amorosa si usano linguaggio e metafore religiose, in quella religiosa notiamo invece un fenomeno opposto, ossia l'uso del linguaggio e di metafore amorose erotiche in un ambito religioso. Alcuni di questi sono molto forti.
(pag 939) "Batter my heart, three person'd God" è un testo molto forte che è stato anche censurato, usa il termine ravish che però viene anche usato per il rapimento estatico, ma all'epoca si usava anche per indicare uno stupro, quindi gioca su questa ambiguità. Inoltre usa "divorced me", letta quindi come un io peccatore che si pone in posizione femminile. Prima di ravish usa chaste, indicando casto, quindi è come se per essere liberi bisogna prima essere violati. Se tu Dio non fai questo, io non potrò essere libero e casto. Usa quindi un linguaggio della sfera amorosa.
A un certo punto smise di scrivere poesia, nel 1617 alla morte della moglie Anne, dedicandosi esclusivamente alla scrittura di sermoni e trattati, diventando uno scrittore serio. La sua poesia era però conosciuta e alla sua morte la sua innovazione viene riconosciuta. Thomas Carew lo lodò come il monarca più sovrano del Wit. Parola difficile da tradurre, intelligenza, arguzia, capacità di sorprendere. Parla di freschezza della sua scrittura che deriva dall'analisi degli aspetti più importanti dell'esperienza umana, con un rifiuto ad un'unica interpretazione per ogni poesia.
C'è un sonetto sacro che è un assaggio della qualità contraddittoria della poesia di Donne che propone i contrari come caratteristica della poesia "Holy Sonnet XIX. Oh, to vex me, contraries meet in one". È presente la contraddizione così come l'incostanza diventa la caratteristica costante, nata da un conflitto di opposizioni e l'io sembra diviso tra la consapevolezza dolorosa della sua disposizione umorale e un forte desiderio di stabilità e costanza. E questi contraries che s'incontrano in lui definiscono la sua identità, portandola ad essere in conflitto e piena di disagi.
Caratteristiche stilistiche di Donne
Caratteristica stilistica di Donne è l'uso del paradosso, che è una figura retorica auto-contraddittoria in quanto afferma, o sostiene affermazioni che sono sia vere che false allo stesso tempo, contendendo una sorta di contrario. Pur essendo contraddittorie sono simultaneamente vere. Poesia colma di contraddittorietà che è messa al centro della vita umana e del desiderio.
Il corpus poetico di Donne non è molto esteso, anche se molto vario: 5 satire in versi, circa 20 elegie erotiche, alcuni epigrammi, un lungo poema non finito, alcune poesie occasionali e lettere in versi le quali includono tre epitalami, due anniversaries per la morte di Elizabeth qualcosa. Molte di queste lettere in versi furono rivolte a personaggi dell'epoca, alcuni futuri o possibili produttori. Scrisse 35 poesie religiose, di cui 21 sonetti e 3 inni e i songs and sonets, che sono il gruppo più numeroso che sono componimenti ognuno dei quali ha una struttura poetica differente.
Pochissime poesie furono pubblicate durante la sua vita, ma molti testi circolavano manoscritti tra gruppi di persone che lo conoscevano molto bene e potevano apprezzarne le capacità. Solo dopo la sua morte appare una pubblicazione nel 1633. La sua poesia ebbe una certa influenza durante il 17 secolo, alcuni critici affermano che sia stato il capo scuola della poesia metafisica, a cui appartengono anche altri poeti importanti. Nel 18 secolo la sua poesia fu quasi del tutto dimenticata, con una riscoperta nel 19 secolo. Sono importanti spiritualità e sensualità, sia nella sua vita che nella poetica: da una parte amore e dall'altra salvezza.
Nasce da un membro facoltoso della categoria dei fabbri e una pronipote di Tommaso.
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