Prologo: Il trionfo della morte
È il 3 ottobre 1951 e un ragazzino di colore, Cotter Martin (14 anni), bigia la scuola per assistere alla finale del campionato di baseball tra i Giants e i Dodgers. Cotter riesce a entrare senza biglietto scavalcando di corsa i tornelli, insieme ad una quindicina di altri ragazzi. Seminati poliziotti e guardie, arriva sulle tribune e si meraviglia del numero degli spettatori: solo 35.000, quindi circa 20.000 posti vuoti.
Nella cabina radio il tecnico del suono, insieme al commentatore Russ Hodges, fanno delle supposizioni a tal proposito: tira a piovere, non c'è stata nessuna prevendita, il giorno precedente i Giants avevano perso e quindi seminato malumore... le masse non sono mai prevedibili. I Dodgers raggiungono presto i 4 punti, e i tifosi dei Giants cominciano a demoralizzarsi.
Vicino alla panchina dei Giants, nel box personale del loro manager, 4 uomini importanti assistono alla partita: Frank Sinatra, cantante e attore, Jackie Gleason, conduttore comico, attore della sitcom The Honeymooners, Toots Shor, gestore di un nightclub, e J. Edgar Hoover, direttore dell'FBI; gli piace circondarsi di celebrità; ha la fobia dei germi; è suscettibile in fatto di statura, si vede basso e rotondetto, con la testa enorme.
Cotter intanto fa amicizia con l'uomo seduto alla sua sinistra, Bill Waterson, condividendo noccioline e bibite. Sono entrambi tifosi dei Giants. Bill crede nella rimonta, Cotter si sta perdendo d'animo.
Edgar è raggiunto dall'agente speciale Rafferty, che gli comunica in privato un messaggio: l'Unione Sovietica ha condotto un esperimento atomico in una località segreta all'interno dei propri confini, ha fatto esplodere una bomba. Edgar è turbato ma decide di non abbandonare la partita. Per quanto odi Harry Truman, sa che la Casa Bianca darà la notizia tra meno di un'ora; la gente capirà che hanno conservato il controllo sulle notizie, se non sulla bomba, che è già qualcosa. Edgar guardando il pubblico pensa che quelle persone non hanno mai avuto niente che le accomuni più del fatto di essere sedute nel solco della distruzione.
C'è anche un riferimento di Albert Einstein: il produttore radiofonico dice al tecnico del suono che Einstein ha elaborato una teoria delle probabilità del campionato, secondo la quale i Dodgers avrebbero dovuto eliminare i Giants il venerdì precedente (invece questa partita era la decisiva dopo 3 spareggi).
C'è un uomo nelle gradinate scoperte che va su e giù gesticolando e disturbando la gente intorno, come i predicatori in strada che proclamano la fine del mondo. Il tecnico del suono racconta una barzelletta sullo scopatore più veloce del Messico, Speedy Gonzales; citata da Nick alla fine del libro a proposito del tradimento di sua moglie Marian con il suo collega Brian Glassic.
Viene introdotto Nick sedicenne (senza farne il nome), su un tetto nel Bronx a seguire la partita con il suo transistor. In seguito all'infortunio di Mueller, i Dodgers fanno entrare Ralph Branca. I tifosi lanciano carta dalle tribune, e così fa l'uomo nella tribuna superiore che possiede una copia di Life, da cui strappa le pagine. Cade molta pubblicità. Edgar stacca la pagina di una rivista che gli è rimasta appiccicata alla spalla: il dipinto Il trionfo della morte – Bruegel, quadro popolato da figure medievali morte o moribonde in cui gli scheletri dei morti si vendicano dei vivi.
Un uomo viene colto da un infarto nel bel mezzo della partita. Poi Branca, dei Dodgers, fa un lancio alto e intenso; Thomson ruota su se stesso e colpisce la palla con un colpo fortissimo dall'alto in basso, mandandola sugli spalti in direzione di Cotter, nella tribuna inferiore di sinistra. Un fuori campo che fa vincere ai Giants il campionato, con un punteggio di 5 a 4. La partita è finita e Cotter cerca di recuperare la palla sulla tribuna; dopo un po' scopre che l'uomo a cui l'ha strappata di mano era proprio il suo vicino Bill. Questo lo rincorre per un bel pezzo cercando di farsi ridare la palla, ma Cotter riesce a seminarlo e a portarla a casa.
Una volta arrivato a casa confida al padre di avere la palla, e questi aspetta che il figlio si addormenti per prenderla e uscire a cercare di venderla. Il padre è pieno di debiti.
Parte prima: Long Tall Sally. Primavera – Estate 1992
Nick guida la sua Lexus nel deserto per rivedere Klara Sax, che ormai ha 72 anni. Lui aveva 17 anni l'ultima volta che l'aveva vista, e aveva avuto dei rapporti sessuali con lei mentre era sposata con Albert Bronzini, professore di scienze nella scuola di Nick. Adesso è morto da 3 settimane. I due hanno avuto una figlia, Teresa. Klara ha una bocca storta che per Nick è molto erotica, come ripeterà anche verso la fine del libro. Lei rivernicia gli aerei abbandonati, bombardieri B-52, secondo un progetto di pace. Alcuni aerei, durante la guerra, avevano segni distintivi dipinti sul muso, "nose art", emblemi, spesso figure di donne sexy in quanto talismani contro la morte. Una di queste, alta e bionda, aspirante pin-up, aveva un nome: Long Tall Sally. Tutta l'opera di Klara porta il suo nome in ricordo di quella donna e degli uomini che l'hanno dipinta e della canzone che li ha ispirati [di Little Richard]. Klara sta facendo un'intervista per una televisione, adesso è famosa, e cita il Ballo in Bianco & Nero dato da Truman Capote al Plaza Hotel di NY nei giorni della guerra fredda, ballo a cui lei ha partecipato, assieme anche a J. Edgar Hoover [personaggio che verso la fine del romanzo racconterà il ballo dal suo punto di vista].
Nick da giovane viveva nel Bronx, ora abita a Phoenix, con sua moglie Marian, due figli (Jeff e Lainie) e anche con sua madre, che avevano convinto a venire con loro. Nick è un imprenditore della spazzatura e viaggia spesso per lavoro, controlla lo smaltimento dei rifiuti. Spesso imita la voce dei mafiosi al telefono con i colleghi. Lainie adesso vive a Tucson con il marito, e ha una figlia. Fa l'imprenditrice, vende gioielli etnici attraverso un canale televisivo commerciale.
Il padre di Nick, quando lui era un bambino, era uscito a comprare le sigarette e non era più tornato. Fumava Lucky Strike. Si chiamava Jimmy (James) Costanza, e faceva l'allibratore. Nick ha sempre pensato che suo padre fosse stato preso dalla malavita, che lo uccise. E al colpo del proiettile collega il cerchio, il bersaglio, sui pacchetti delle Lucky Strike.
Nick ora è a Los Angeles per lavoro, al Dodger Stadium con Big Sims (Simeon Biggs) e Brian Glassic, suoi colleghi. Big Sims aveva 54 anni, grasso e calvo, dirigeva il settore operativo del loro campus di Los Angeles, progettava discariche. Con loro a pranzo c'è un'inglese, Jane Farish, una produttrice della BBC che voleva fare un programma sui giacimenti di sale che stavano testando per l'immagazzinaggio delle scorie nucleari. I Dodgers stavano giocando contro i Giants. Questa è la prima partita a cui assiste Nick dopo la sconfitta dei Dodgers, sua squadra del cuore, nel 1951. Dopo quel giorno, Nick ha cominciato a vedere ogni tipo di segno che portava al numero 13, annotava i collegamenti occulti che conducevano al 13: per esempio la data della partita, il 3 ottobre, ovvero il 3 del 10 (=13), il numero di Branca, il numero delle lettere di Jimmy Costanza.
Brian Glassic, lentigginoso e disinvolto, uomo dal fascino incerto, era un grande amico di Nick. Dice agli altri che Nick possiede la palla del fuoricampo di Bobby Thomson. Lui, Brian, qualche anno prima era andato dal collezionista che ha venduto la palla a Nick, il quale aveva ricostruito la storia della palla fino quasi al giorno della partita, ed era certo che quella fosse la vera palla. Nick non l'ha comprata per il fuoricampo di Thomson, ma per il lancio di Branca, perché ruota intorno al mistero della sfortuna, il mistero della perdita, l'unica cosa che ha sentito di dover possedere in vita sua.
Jimmy era un allibratore famoso per la sua memoria, non segnava mai un numero su un pezzo di carta, questa era la leggenda del quartiere (ma alla fine la madre svelerà che in realtà era pieno di biglietti). Nick aveva 11 anni quando Jimmy se n'è andato. Sua madre raccontava qualche storia a Marian, la quale era interessata al passato di Nick. Nick porta il cognome della madre perché il padre l'aveva lasciata per un lungo periodo prima che Nick nascesse.
Nick e sua madre ora passano molto tempo guardando The Honeymooners, con Gleason, che ora è morto. Brian spesso chiamava la sera tardi parlando di ufficio, video di armi e droga. Una sera chiama Nick dicendogli di venire subito in un certo posto: era il Paradiso del Profilattico, negozio che vende preservativi di ogni tipo, oltre ad altri accessori. Popolato da ragazzi universitari. Brian e Nick parlano di quando erano ragazzini, quando il preservativo era appena stato inventato; si chiamava "scumbag", sacco di feccia. "Siamo i manager dei rifiuti" dice Nick, "I sacchi di feccia sono esattamente ciò che trattiamo".
Nick torna a casa e trova Marian nella stanza di Jeff a guardare la tele. Nick sospetta che sua moglie lo tradisca con Brian: si ricorda di una festa in cui si erano appartati e ridevano. Chiede a Marian: "Cosa capto? Tra te e Brian?", lei: "Brian mi fa ridere". Nick: "Fa ridere anche sua moglie. Ma tra loro non capto niente". Marian esce dalla stanza.
Jeff sta spesso davanti al computer e guarda il famoso videotape dell'automobilista ucciso a colpi di pistola dal Texas Highway Killer. Marian e Nick sono molto attenti alla raccolta differenziata. Vedono i prodotti in termini di spazzatura anche quando luccicano sugli scaffali dei negozi, nuovi.
Nick a proposito della madre: "Nei corridoi e nei vicoli di notte sentivi rumore di passi e forse ti chiedevi se era Jimmy che tornava. Dal regno dei morti (Underworld?) o dalle tenebre, o forse solo dal New Jersey." Nick e Marian sono su una mongolfiera (presumo). Ridono, mentre salgono verso l'alto. È il regalo di compleanno per Marian. Dall'alto vedono l'opera di Klara, file di velivoli che apparivano come un insieme unico di pezzi a incastro, esplosioni di colore, 230 in tutto.
La sera, a letto, Nick le dice che partirà martedì per Portland. Si addormentano, ma tre ore dopo Nick è seduto in poltrona in un angolo della camera, perché si è svegliato da un sogno tutto sudato e col respiro affannoso, e tiene in mano la palla da baseball, di solito incuneata nella libreria. La stringe al palmo, sente le cuciture in rilievo sulla punta delle dita. L'ha pagata 34.500 dollari. Pensa a Russ Hodges, ormai morto da più di 20 anni. Lui il giorno della partita non aveva ascoltato la stazione dei Dodgers, ma Russ che era la voce dei Giants, per attivare una specie di fortuna alla rovescia. Ma se conti le lettere di Russ Hodges ottieni il numero 13, se ne accorge in quel momento.
Manx Martin 1 [1951]
Cotter è arrivato a casa, tiene la palla nella tasca laterale. Incontra il custode nuovo, che gli dice che ha bisogno di parlare con suo padre, il quale passa ore intere a evitare queste conversazioni. Entra in casa e trova Rosie, sua sorella sedicenne, china sui compiti in cucina. Cotter ha anche 2 fratelli più grandi, uno in Corea con la fanteria e l'altro con i paracadutisti di stanza in Georgia.
Rosie nota una protuberanza dalla sua tasca e crede che sia una mela, quindi pensa che al posto di andare a scuola sia andato nel frutteto. Lui tira fuori la palla mostrandole che si sbagliava. Sa che Rosie non farà la spia. A cena lui, la sorella e la madre Ivie parlano di un uomo che sta in strada a predicare sempre nello stesso posto, dicendo che nessuno conosce il giorno o l'ora (Matteo 24), e che i russi hanno fatto esplodere una bomba atomica. Arriva suo padre, Manx Martin, che fa il traslocatore di mobili e beve whiskey. Cotter chiede al padre di scrivergli una lettera di giustificazione per la scuola, in cui ha perso un giorno per malattia, per 39 e mezzo di febbre. Dice al padre di essere andato al Polo Grounds, alla partita, e di avere la palla del fuoricampo. Manx inizialmente non ci crede, poi lui gliela mostra e si convince. Pensa di andare allo stadio a far vedere la palla, ma Cotter non ha il biglietto e non può certificare di essere stato alla partita. In più sono persone di colore, non verranno mai credute. Cotter però non vuole assolutamente vendere la palla.
Cotter va a letto, si addormenta. Manx entra nella sua stanza, non sa se farlo o no, ma alla fine prende la palla da baseball, ed esce di casa.
Parte seconda: Elegia per sola mano sinistra. Metà anni Ottanta – Primi anni Novanta
La TV mostra un video, che è già stato fatto vedere un sacco di volte. Un uomo è al volante di una Dodge, una ragazzina punta la videocamera oltre il lunotto posteriore della macchina di famiglia verso il parabrezza della macchina dietro di lei, ha 12 anni e non viene detto il suo nome. Inconsapevolmente ha filmato un omicidio. L'uomo guida con una camicia bianca sportiva, è un estraneo, sulla quarantina, e vedendo la bambina fa un breve cenno di saluto. A un certo punto si becca la pallottola: "lo vedi sobbalzare, come colpito da una scarica elettrica, poi si blocca e cade riverso contro la portiera. (...) La macchina rimane sulla corsia a traffico lento. Per un attimo si avvicina, poi resta indietro." La videocamera sobbalza ma continua a filmare. La macchina sbanda verso il guardrail, poi l'immagine diventa confusa e traballante e il nastro finisce.
Si tratta del decimo o undicesimo omicidio commesso dal Texas Highway Killer. Lui (non si fa il suo nome, ma deve essere Matt, il fratello di Nick) lo sta guardando e chiama sua moglie Janet perché vuole che assista al video. Ormai sa esattamente quando aspettarsi lo sparo.
Marian Shay sta andando in macchina per lavoro. Nella piazza del tribunale stava succedendo qualcosa; parcheggia e torna verso la piazza. Riconosce un uomo dai capelli rossi che lavora con Nick alla Waste Containment, e si chiama Brian Glassic. Lui la vede e si salutano. 2 ore dopo si incontrano per pranzare nella sala di un vecchio albergo. Lei è lì per un colloquio di lavoro, vuole mandare avanti a Phoenix uno studio di design. Lui è lì per le macchine, che sono in mostra. I due chiacchierano e bevono, stanno bene insieme ma sono entrambi sposati. Lei gli confessa che quando i suoi figli erano piccoli ha abbandonato il loro cane Dukey perché continuava ad abbaiare, e ha detto loro che era scappato. Inoltre, li ha accompagnati per lunghi pomeriggi a cercarlo e a chiamarlo a gran voce. Poi passeggiano, e infine si scambiano saluti educati e formali, forse sentendosi in colpa per qualcosa, e se ne vanno.
Brian sta raggiungendo nel New Jersey un uomo che aveva contattato al telefono. È Marvin Lundy, sulla settantina, che lo conduce nel suo seminterrato, che conteneva tutti i cimeli del baseball. Lungo la parete in fondo c'era una riproduzione del vecchio tabellone segnapunti e della facciata della clubhouse del vecchio Polo Grounds, per circa 7m di lunghezza e 3,5m di altezza, dal pavimento al soffitto, e comprendeva il cartellone delle Chesterfield con lo slogan, l'orologio Longines, e i cartelli dei punteggi, il resoconto inning per inning della famosa partita di spareggio del 1951.
Brian è lì perché ha letto una sua intervista su una rivista, ed era nei paraggi per lavoro. Marvin crede che la guerra fredda sia l'unico elemento di stabilità. Marvin dice che a quella famosa partita c'erano 20.000 posti vuoti perché la gente aveva intuito la catastrofe nell'aria. Quando fabbricano una bomba atomica, il nucleo radioattivo lo fanno della stessa dimensione di una palla da baseball regolamentare da major league. Parlano della macchia congenita sulla testa di Gorbacev: secondo Marvin è la pianta della Lettonia, quindi il primo segno del collasso totale del sistema sovietico.
Marvin ha passato gli ultimi 22 anni della sua vita a cercare un oggetto, che ora tiene in un baule. L'ha comprata da 18 mesi ed è la palla del fuoricampo. L'ha rintracciata seguendone la storia a ritroso. Aveva guardato un milione di fotografie "perché questa è la teoria della realtà detta dei puntini, cioè la teoria secondo la quale la conoscenza è totalmente disponibile se si analizzano i puntini." Aveva cercato di rintracciare le persone sedute nella sezione dove è atterrata la palla. Aveva fatto lunghi viaggi. Non sapeva perché la desiderava. Insieme alla palla c'erano fotografie, certificati di nascita, passaporti, dichiarazioni giurate, testamenti, indumenti macchiati di sangue dentro buste di plastica. Aveva trovato le foto che mostravano la lotta per la palla, e aveva identificato l'uomo con la camicia bianca, ed è andato a trovarne la moglie, perché nel frattempo lui era morto. Lei non sa niente né della partita né della palla.
C'erano molti indizi che convergevano su di un uomo di nome Jackson, o Judson, ma non riusciva a rintracciarlo né ad accertare il suo nome. Una donna lo chiama a spese sue, giorno e notte, dicendo che una volta ce l'aveva lei la palla, misteriosamente scomparsa da anni dalla piccola cassetta col lucchetto in cui la teneva: Genevieve Rauch. Poi salta fuori che l'uomo ucciso dal Texas Highway Killer nel video era proprio l'ex marito di Genevieve, che si chiama Judson Rauch. Allora era andato in Texas, aveva assunto un avvocato legale per conto di Genevieve, aveva rintracciato la palla da baseball sigillata in un sacchetto, che era stata sequestrata dalla polizia insieme al corpo, alla macchina, a tutte le cose che c'erano in macchina, tra le quali appunto la palla. E alla fine la compra. E ricostruisce la storia fino al 4 ottobre 1951, il giorno dopo la partita. Finanziava le sue ricerche attraverso la catena di lavanderie a secco, che aveva venduto dopo la morte di sua moglie, "Marvin il Re dei Lavasecco".
Tutto è iniziato da Charles Wainwright, un dirigente pubblicitario. Manca l'ultimo anello per collegare lui al giorno prima.
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