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ESTRATTO DOCUMENTO

ancora tutti i capelli bianchi, ma aveva problemi con la memoria

(non ricordava i nomi, il giorno corrente, ecc.).

Jeff, il figli di Nick, è un ragazzo tranquillo di 20 anni, che stava

spesso davanti al computer.

Nick e i suoi colleghi progettavano e gestivano discariche.

Organizzavano trasporti navali di rifiuti pericolosi in tutto il mondo.

Costruivano piramidi di rifiuti sopra e sotto la terra.

Anche le lettere del nome del padre di Nick (Jimmy Costanza) sono

13. Era un allibratore famoso per la sua memoria (la leggenda

diceva che ricordava tutti i numeri a mente, ma in realtà era pieno

di bigliettini). Nick aveva 11 anni quando se ne era andato.

Nick ha il cognome della madre (Shay) perché il padre l’aveva

lasciata per un lungo periodo prima che lui nascesse.

A volte Nick dice di non ricordarsi esattamente quello che accade e

completa i buchi con dei luoghi comuni (es. c’è sempre qualcuno

con una radio accesa o che gioca a carte).

Capitolo quinto

Glassic, il collega e amico di Nick, chiama a casa sua più volte,

anche molto tardi. Parla a Nick dell’ufficio, degli scandali e di cose

quotidiane.

Una sera lo chiamò e gli chiese di raggiungerlo in un posto: “Il

paradiso del profilattico”, un negozio pieno di tutti i tipi possibili di

protezione e tutto quello che si può trovare in un sexy shop.

Brian diffidava della sua famiglia. Nutriva la sensazione che i suoi

famigliari fossero anche i suoi nemici, pronti a prosciugarlo del suo

amor proprio.

Brian dice che da giovane non riusciva a vedere un elemento di

salvezza nel preservativo perché veniva chiamato anche

“scumbag”, cioè sacco di feccia. Ma Nick gli risponde che loro sono i

manager dei rifiuti e i sacchi di feccia sono esattamente quello che

trattano.

Marian era in camera del figlio Jeff a guardare la Tv e Nick vede che

ha ricominciato a fumare. Nick le racconta della serata con Brian e

della giornata di lavoro, ma lei gli risponde di lasciarle guardare il

film che le aveva consigliato Brian e non vuole che Nick lo vada con

lei perché invaderebbe il suo spazio.

Nick dice alla moglie che capta qualcosa tra lei e Brian (pensa che

siano amanti). Lei finge di non capire, dice che Brian la fa ridere, poi

esita a rispondere.

Capitolo sesto 9

Jeff guarda dal suo computer una copia del video dell’automobilista

ucciso dal Texas Higway Killer e cercava possibili informazioni

andate perdute.

A casa di Nick la spazzatura viene divisa e gestita con cura: i

contenitori vengono lavati prima di essere buttati e non vengono

mai mischiati due materiali diversi. Lui e Marian iniziano a pensare

a come dividere la spazzatura già quando vedono i prodotti al

supermercato.

Capitolo settimo

Nick porta la moglie a fare un giro con l’aerostato sopra il deserto

per il suo compleanno e hanno uno sguardo dall’alto dell’opera di

Klara Sax, che è proprio la visione d’insieme che lei vorrebbe

trasmettere.

Marian rimane sbalordita ed entusiasta.

Anche Nick pensa che sia un’opera grandiosa, dipinta per

sottolineare la fine di un’era e l’inizio di qualcosa di tanto diverso

quanto questa visione.

Quella sera Marian racconta entusiasta la sua esperienza a degli

amici che hanno a cena, ma poi la notte non riesce a dormire. Lei e

Nick parlano a letto, continuano ad interrompersi, ognuno con il suo

discorso, e le frasi si accavallano.

Nick si addormenta ma dopo poche ore si sveglia affannato e va a

prendere la palla da baseball dalla libreria, la stringe in mano, sente

le cuciture e gli si gonfiano le vene della mano per lo sforzo. Sente

una piacevole tensione animale tra l’oggetto e la mano.

Ammette solo con se stesso di averla pagata 34.500$.

Si ricorda che una volta Marion l’aveva sorpreso a guardare la palla

e l’aveva paragonato ad Amleto con il teschio in mano o ad

Aristotele che contempla il busto di Omero. Nick aveva trovato

carino il paragone tra l’Omero di rembrant e l’homer (colpo) di

Thompson.

Il giorno della partita del ’51 Nick aveva ascoltato Russel Hodges

sulla stazione radio dei Gyants, per attivare una specie di fortuna

alla rovescia. Russel Hodges è un nome di 13 lettere.

MANX MARTIN 1

È un frammento narrativo che si muove in avanti nel tempo.

Rosie, la sorella di Cotter, ha 16 anni ed è molto studiosa; i suoi 2

fratelli più grandi sono uno in Corea con la fanteria e uno in Georgia

con i paracadutisti. 10

Cotter fa vedere a Rosie la palla della partita, facendola roteare sul

dorso della mano.

A cena stanno in silenzio perché il padre non c’è e sono

preoccupati.

La madre dice di aver visto un predicatore per strada che diceva

“nessuno conosce il giorno e l’ora”.

Il padre di Cotter, Manx Martin, torna a casa. È un traslocatore di

mobili, che lavora e scola whiskey quando non lavora. Non riesce

mai a comunicare veramente con il figlio.

Cotter mostra al padre la palla della partita. Lui inizialmente non gli

crede e soprattutto pensa che nessuno crederà a un ragazzo nero,

se volesse venderla. Ma Cotter non vuole venderla. Manx non

capisce: hanno bisogno di soldi e la palla non serve a nulla.

Cotter non ha il biglietto della partita perché non aveva i soldi ed è

entrato scavalcando, quindi non ha neppure la prova di esserci

stato. Concordano di dormirci sopra.

Manx non dice alla moglie della palla ma poi, prima di dormire,

entra nella stanza di Cotter e la vede di nuovo, lasciata su un letto,

e la prende. Poi si incammina per strada.

PARTE SECONDA – ELOGIA PER SOLA MANO SINISTRA (metà

anni ’80, primi anni ’90)

Capitolo primo

Il titolo richiama quello di una composizione di Ravel per pianoforte,

dedicata a un amico che ha perso la mano destra.

C’è un video di un killer che gira in auto e spara attraverso il

finestrino ad altri automobilisti (non è un fatto di cronaca reale).

Una bambina di 12 anni, in macchina, filma per caso la vittima di un

omicidio. Quel video è una sorta di materializzazione di uno sguardo

inconscio. La bambina non è consapevole di ciò che sta filmando.

Non viene fatto il suo nome. La bambina pensava di fare una cosa

semplice: riprendere un uomo al volante, che la vede e la saluta.

Delillo riflette sul fatto che, nella moderna società occidentale,

viene attribuito un significato a tutto ciò che viene registrato, anche

se è una cosa banale.

La Tv mostra più e più volte il filmato della bambina. È il 10° o l’11°

omicidio del killer (forse 1 è di un imitatore). La registrazione rende

eterno e infinitamente visibile ciò che è successo in pochi secondi.

La gente non riesce a smettere fi guardare il filmato.

Le cose che ci circondano sono meno immediate dei filmati. Il nastro

è iperreale o subreale: è ciò che rimane sul fondo. Questo è uno dei

11

motivi per cui si continua a guardare: il nastro è di un realismo

folgorante.

Se la bambina avesse inquadrato un’altra macchina, avrebbe

filmato l’assassino.

Invece si vede la vittima che viene colpita, sobbalza, cade contro la

portiera. La macchina per un attimo si avvicina, poi resta indietro.

Capitolo secondo

Marian Shay andò in macchina a Prescott per lavoro, fumando una

sola sigaretta in 2 ore.

Vide un uomo dai capelli rossi che le sembrava familiare, che stava

valutando una Buick personalizzata. Era l’uomo che lavorava con

Nick alla “Waste Containment” e si chiamava Brian Glassic.

Pranzarono insieme in un albergo, parlando di lavoro, di progetti e

poi bevendo qualcosa. Brian dice di non amare molto il suo lavoro e

Marian gli risponde che le cose miglioreranno ora che si

trasferiscono in una nuova sede, una torre bronzea.

Marian si apre con Brian: gli racconta di aver abbandonato il cane

dei suoi figli e di avergli detto che era scappato. Gli dice di

rimpiangere il fumo, anche se non è mai riuscita a smettere.

Capitolo terzo

Brian si dirige verso il ponte, con il solito cattivo presagio. Stava

malissimo ogni volta che attraversava un ponte.

Andò a trovare Marvin Lundy, un uomo di 70 anni, ingobbito.

Marvin aveva tantissimi cimeli del baseball (biglietti, tabelloni

segnapunti, ecc.) e si rattristava pensando a Eleanor, la moglie

morta, che gli faceva i biscotti.

Marvin cerca di analizzare Brian: gli dice che è solo e si

autocommisera, anche se ha un lavoro e una famiglia. Gli dice che

prova qualcosa guardando le auto degli anni ’50 perché gli

ricordano uno scopo; che è spaventato perché la guerra fredda sta

per finire e non sa cosa succederà.

Marvin dice che negli anni ’50 c’era la tendenza a restare in casa

perché nell’aria incombeva una minaccia. Dice che il nucleo della

bomba atomica è delle stesse dimensioni di una palla da Baseball e

che sulla fronte di Gorbaciov è stampata la pianta della Lettonia e

che cambia ogni volta.

Alla fine Marvin tira fuori da un baule la palla di Bobby Thompson e

dice di essere riuscito a ricostruire quasi tutta la sua storia,

guardando fotografie, rintracciando testimoni, facendo viaggi. La

tecnologia fa avverare la realtà e redime la confusione del passato.

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Gli manca solo il primo possessore della palla (Cotter), che la tenne

solo un giorno, perché il secondo possessore (Wainwright) è morto e

il figlio (Charles Jr.) è sempre in viaggio e non riesce ad incontrarlo

per stabilire da chi l’hanno avuta.

Marvin dice a Brian che i suoi privilegi dipendono dalla capacità di 2

potenze di tenere il pianeta sotto controllo.

Al ritorno, Brian supera l’aeroporto e si ferma alla discarica di “Fresh

kills”, a Staten Island. Quello era il motivo del suo viaggio a NY ed

era lì che la mattina dopo aveva appuntamento con i tecnici e i

tipografi. Vede squadre e imbarcazioni al lavoro e immagina di

osservare la costruzione della piramide di Giza, solo 25 volte più

grande. Vede le torri del World Trade Center in lontananza e trova

una sorta di equilibrio poetico.

Il nostro mondo, fatto di consumi si basa su 2 monumenti: il World

Trade Center (torri gemelle) che fa nascere i consumi e la piramide

di spazzatura (che ricorda quella di Giza) di Staten Island, dove i

consumi finiscono.

La discarica mostrava chiaramente dove finivano tutti i desideri e i

ripensamenti.

Capitolo quarto

Marvin sta vendendo la casa per andare a vivere con la figlia in un

condominio.

Nick gli telefona e Marvin cerca di inquadrarlo: lo descrive come un

pensionato con un debole per i vecchi tempi, che ha fatto i soldi con

fusioni e acquisizioni ma non è ancora soddisfatto e vuole fare

un’ultima acquisizione personale.

Nick gli dice che il profilo è sbagliato e che non sa nemmeno perché

vuole la palla. Questo piace a Marvin, perché anche lui molto tempo

prima si era trovato in quella situazione.

Marvin si rende conto che tutti i suoi cimeli sono importanti solo

perché gli ricordano Eleanor.

Poi racconta a Nick tutta la storia della palla.

Capitolo quinto

Nick va nel Bronx, a casa del fratello Matt, dove vive anche sua

madre, e vede i nuovi palazzi sorti al posto della case popolari.

Matt ha 45 anni, è basso e tarchiato e con gli occhiali spessi. Lui e

Nick non si sentivano da anni.

Matt dice a Nick che la madre sta bene lì con i suoi amici, la sua

chiesa e tutte le sue cose. Ma Nick vuole portarla via, a Phenix. 13

Matt stava abbandonando il tipo di ricerca a cui si era dedicato negli

anni ’70, un lavoro governativo, per passare alla ricerca per aiutare

i Paesi del terzo mondo.

Nick dice a Matt che suo figlio Jeff ha imparato il gioco dello zio, gli

scacchi, ma gioca con il computer.

Nick cerca di convincere la madre ad andare via con lui. La madre

racconta una storia su loro padre e loro l’ascoltano: Jimmy riuscì ad

avere un piccolo traffico onesto e i fratelli Solomon gli davano una

percentuale. La polizia veniva pagata per lasciarli lavorare e

dissuadere la concorrenza. Ogni tanto dovevano arrestare anche

loro e, anche se bastava pagare la cauzione per uscire, non era una

storia da raccontare.

Matt dice a Nick che Jimmy se n’è andato perché non voleva essere

padre e avere obblighi. Si era messo nei guai per una grossa

scommessa che aveva accettato ed era risultata vincente, quando

Jimmy lavorava già in proprio.

Nick dice che la cosa lo lascia indifferente, poi parlano del suo

lavoro, del business dei rifiuti, che è in pieno boom.

Capitolo sesto

Matt va a trovare Bronzini (ex marito di Klara), il suo vecchio

maestro di scacchi, che vive ancora nel Bronx. Lo trova con il sorriso

e il desiderio di sapere negli occhi, ma vecchio e sparuto, quasi

scarnificato. Adesso vive con la sorella zitella, che parlava per

cantilene.

Quando suo padre se n’era andato, Matt era in prima elementare.

Aveva poi trovato il manuale di scacchi di Jimmy.

Dopo qualche anno di allenamenti con Bronzini, Matt inizia a

perdere e dice al maestro che cominciava a odiare quello che gli

dava piacere, perché a scacchi non si perde, ma si viene annientati,

schiacciati.

Bronzini gli dice che capisce che Matt, rivedendo i posti in cui è

cresciuto, si chieda come poteva vivere senza lamentarsi della

situazione. Bronzini dice che lui è troppo radicato a questo posto

per andarsene, anche la sua mente è aperta; infatti Klara lo

criticava per la sua limitatezza.

Matt torna a casa e trova il televisore accesso e viene trasmesso il

solito omicidio, che lo attira verso lo schermo come sempre (anche

se non ci pensa mai quando non lo vede). Questa volta però si

sente la voce del killer che ha chiamato in diretta e dice di aver

avuto un’infanzia sana. Nel frattempo si vedono ancora le immagini

dell’auto che prima si avvicina alla telecamera e poi resta indietro

(perché l’autista muore). 14

Capitolo settimo

Bronzini, ex professore di scienze, cammina nella neve con

l’occorrente per tagliare i capelli a Eddie, segnato

irriconoscibilmente dalla malattia. La donna che lo aiuta, Mercedes

è pesante e gesticola, ma è molto brava a prendersi cura di Eddie.

Eddie parla a Bronzini di una novità: la sepoltura spaziale. Mandano

le ceneri nello spazio, trasformano i morti in scie impalpabili, in un

nuovo tipo di divinità.

In primavera Albert Bronzini e sua sorella Laura sono ancora lì e lui

si stupisce che nonostante la sua malattia mentale, fisicamente stia

bene.

Bronzini aveva amato diverse donne: l’ex moglie Klara (e lei lo

aveva lasciato), sua madre (e l’aveva vista morire), sua figlia (e lei

se n’era andata), sua sorella (che scivolava dentro e fuori dal

passato).

Albert dice a Laura tutto quello che fa (uscite, telefonate, ecc.) per

coinvolgerla, ma lei se ne dimentica sempre e crede che lui non le

dica nulla.

Mentre sta riportando un libro in biblioteca, Albert vede Suor Edgar

e si stupisce che sia ancora viva. Ricorda che era famosa già molti

anni prima per il terrore che seminava tra i bambini, che picchiava e

insultava. Lui non le aveva mai parlato, ma era fiero di insegnare in

una scuola pubblica, anche se non c’era molta disciplina.

Albert nota che ogni volta che il killer commette un nuovo omicidio

viene trasmesso il solito vecchio filmato, perché non ce ne sono

altri.

Scopre che Eddie è morto e si siede all’ultimo banco della chiesa

vuota per stare un po’ con lui. Dopo la messa funebre, Albert si

rende conto che anche la perdita di un amico, come ogni altra, gli

ricorda l’abbandono di Klara e lo fa stare male. “Se smetti di

camminare, muori”.

Albert è convinto che, anche se noi dipendiamo dal tempo, siamo

noi gli orologi cruciali, con le nostre menti e i nostri corpi.

Capitolo ottavo

Entra in scena suor Alma Edgar, che lavora in una missione nel

Bronx. Si alza all’alba, come fa da moltissimi anni, e si inginocchia

sul pavimento a pregare. Ha i capelli grigi rasati a zero e gli occhi

azzurro-acciaio. Pare che abbia smesso di picchiare i bambini prima

di smettere di insegnare. 15

Anche lei (come Edgar Hover) ha il terrore dei batteri e dubita

perfino che il sapone sia davvero pulito, ma si rende conto che è

una catena infinita.

Insieme alla giovane Suor Grace, con il loro furgoncino nero, Suor

Edgar si dirige verso il Muro che Ismael Muñoz e la sua banda di

graffitari dipingevano con degli angeli ogni volta che moriva un

bambino.

Si fermano al convento dei frati per prendere delle provviste da

distribuire ai poveri.

Quelle strade sono frequentate da adolescenti spacciatori di droga,

armati. I genitori se n’erano andati o stavano peggio di loro.

Ismael offre i suoi uomini alle suore per aiutarle nella distribuzione

del cibo. In cambio le suore gli dicono se vedono della auto

abbandonate nel North Bronx per aiutarlo nel suo “business”.

Segnalando le auto, ricevevano dei soldi che davano ai frati per il

cibo.

Molti abitanti del Muro sono indigenti: non hanno riscaldamento, né

luce, né acqua e frugano nella spazzatura per cibarsi.

Ismael le accoglie con vestiti sgargianti e informali, fumando un

sigaro. Suor Edgar è convinta che abbia l’Aids. Al muro erano

convinti che fosse il governo a diffondere il virus. Edgar pensava

che fosse invece il KGB, per creare una guerra batteriologica e

mettere in cattiva luce il governo.

Ismael aveva avuto una carriera precoce come disegnatore di

graffiti. Era il famigerato Moonman 157 di quasi 20 anni prima e

aveva contrassegnato le carrozze della metropolitana di quasi tutta

la città. Aveva cominciato allora a fare sesso con gli uomini, da

adolescente, nei tunnel.

Quando Ismael tossisce, Edgar si allontana, per paura della

malattia, anche se sa che non è un bel gesto.

Mentre distribuiscono il cibo vedono fermarsi un autobus turistico

con la scritta “South Bronx Surreal”, da cui scendono dei turisti con

le macchine fotografiche. E suor Grace gli grida: “Non è surreale. È

reale, è reale”.

Nel frattempo vedono arrivare dei veicoli di emergenza e capiscono

che c’è stato un incendio nella metropolitana, dovuto a un

cortocircuito.

Vedendo i turisti che scattano foto, suor Edgar pensa a quando ha

visto gli scheletri dei Cappuccini in una cappella romana e aveva

pensato vendicativamente che quei morti sarebbero usciti dalla

terra per punire i peccati dei vivi, “sì, il trionfo della morte”. 16

Qualche settimana dopo, Suor Edgar legge sul Time dell’opera di

Klara Sax e si ricorda che era sposata con uno del posto, l’istruttore

di scacchi degli ex allievi di Suor Edgar. E le viene in mente Matthew

Shay, “uno dei suoi ragazzi più intelligenti, genitore maschio

scomparso”.

Dopo aver pulito tutto con paglietta e disinfettante, Edgar pensa ad

Esmeralda, una bambina del Muro che è rimasta sola e si arrangia

come può. Nessuno riesce ad avvicinarla. Intuisce che è in pericolo.

Capitolo nono

Nick è in viaggio per Houston e cerca il numero del Time con

l’articolo su Klara, che aveva conservato apposta. Negli anni aveva

letto altri articoli sui suoi lavori, ma questa volta sembrava stesse

creando un’opera davvero ambiziosa.

La moglie Marion aveva sempre un aspetto fantastico quando lui

stava per partire e Nick si domandava il perché.

Qualche ora dopo Marian si trova in un edificio con Brian. Sono

amanti. Entrambi concordano sul fatto che non dovrebbero essere

lì. In realtà lei non vuole interrompere la relazione con Brian, perché

poteva manipolarlo come voleva. E poi con lui si sentiva se stessa.

Brian aveva paura che venissero scoperti e la obbligava a farsi

prestare appartamenti sicuri in cui incontrarsi.

Marian è seccata perché Brian non si è innamorato di lei. Lui le dice

che non si innamora di donne della sua età e le dice che dovrebbero

smettere perché è stupido e crudele nei confronti di Nick, che

potrebbe scoprirli. Anzi, teme lo sappia già.

Marian si fa di eroina e dice che è impossibile che Nick sappia, ma

Brian non è convinto e si sente in colpa. Lei gli dice che non è

pronta a farla finita e che deve smetterla.

Capitolo decimo

Richard (il killer!) vive con i genitori e deve dare le medicine al

padre malato.

Decide di fare 50 miglia per andare a trovare il suo amico, Bud.

Quando arriva Bud sta facendo dei lavori di falegnameria. Gli dice

che è passato per vedere se stava bene, dato che il telefono di Bud

è guasto.

Bud gli consiglia di trovarsi una moglie, perché è l’unica cosa che

può salvare tipi come loro, anche se non fa sentire giovani.

Richiard non è mancino ma ha imparato a sparare con la mano

sinistra, perché aveva la teoria che fosse meglio tenere la mano

destra sul volante, in modo che il suo corpo non fosse in mezzo allo

17

sparo. Di questo non parla con Bud, perché lui spesso si lamenta

che Richard deve sempre esternare tutto.

Richard aveva capito subito di dover scegliere autisti che

viaggiavano da soli, ma la teoria della mano sinistra l’aveva

applicata solo 5 o 6 vittime.

Quando aveva chiamato il programma televisivo che trasmetteva il

video dell’omicidio e aveva parlato con la presentatrice, si era

sentito reale ed era riuscito ad aprirsi per la prima volta. Aveva

chiamato da una casa che aveva scassinato e aveva usato un

apparecchio per cambiare la voce.

La sua arma era la vecchia 38 di suo padre.

Richard conferma che uno degli omicidi è stato compiuto da un

copycat (impostore).

PARTE TERZA – LA NUBE DELLA NON CONOSCENZA

(Primavera 1978)

Capitolo primo

Mentre è a L.A., Nick pensa al padre e al fratello Matt, secondo sui

Jimmy si è rifatto una vita sotto falso nome. Guarda le “Watts

Tower” e pensa al padre (Le “Watts Tower” sono torri costruite a Los

Angeles con rifiuti e materiali di scarto. Sono il corrispettivo degli

aerei dei Klara Sacks. La Pop Art si basa proprio su spazzatura e

oggetti di uso comune fatti arte. La nostra società è costruita sul

tabù primordiale della spazzatura come grande metafora di ciò che

decidiamo di non vedere).

Nick vede nelle torri dei materiali di scarto che sembrano lavorati

apposta in un certo modo.

Nick e Big Sims si trovano a Mojave Springs, un centro congressi

vicino a L.A.. Nick è stato assunto da poco alla “Waste

Containment” e cerca di orientarsi con l’aiuto di Simeon Biggs, un

progettatore di discariche.

Mentre corrono insieme, Big Sims spiega che un Paese povero

riceve un compenso pari a 4 volte il suo PIL se accetta un carico di

rifiuti tossici e poi loro se ne lavano le mani. Girano storie su una

nave, che continua a cambiare nome; era partita con la bandiera

liberiana, ma aveva cambiato anche quella.

Nick parla della dietrologia, la scienza di quello che sta dietro a

qualcosa, a un fatto (dice che non sa che farsene di tale scienza,

ma in realtà ne è ossessionato).

Nick ha circa 40 anni e prima di questo lavoro faceva lo scrittori di

discorsi e il PR, mansioni che non lo appassionavano. 18

Insieme a loro al convegno c’è Jesse Detwiler, un teorico dei rifiuti,

con baffi folti, sicuro di sé, che veste firmato. Negli anni ’70 rubava

e analizzava i rifiuti di gente famosa ed era diventato famoso per

aver sottratto la spazzatura a J. Edgar Hoover.

Detwiler sostiene che la spazzatura è nata prima della civiltà e che

l’uomo ha iniziato a costruire per reazione, per autodifesa. L’uomo

si liberava dei rifiuti e la spazzatura si espandeva. Dice di portare i

suoi studenti a vedere le discariche per capire la civiltà in cui

vivono. “Consuma o muori”.

Nick parla del suo precedente lavoro e dice che non gli spiaceva

(c’è un’analessi e qui il racconto è in prima persona, dal punto di

vista di Nick).

Dove fanno il convegno dell’azienda di Nick c’è anche una riunione

di scambisti. Nick attacca bottone con una delle mogli (che stava

guardando uno dei macchinari per il riciclaggio). Parlano un po’ e la

donna capisce che Nick non approva lo scambio di coppia, ma poi

vanno nella stanza di Nick e lei si spoglia. A Nick non piace il modo

in cui gli scambisti rendono pubblica una cosa intima, ma si rende

conto che la donna lo fa sentire avventato come quando era

giovane e faceva cose interssanti.

Nick racconta alla donna di aver letto un libro dal titolo “La nube

della non conoscenza”, scritto da un mistico anonimo; dice che lo

ha fatto “pensare a Dio come una forza che si sottrae alla nostra

conoscenza perché è proprio questa la fonte del suo potere” e che

ha cercato di avvicinarsi a Dio e alla sua inconoscibilità. La nube

raccomanda agli uomini di sviluppare un intento che li ancori

all’idea di Dio intorno a una singola parola. Nick pensò questa

parola è “aiuto” (in Italiano): Jimmy la urlava per scherzare quando i

figli lo infastidivano, ma alla fine ha scelto “todo y nada”, una sorta

di preghiera spontanea. Lo fa pensare al sesso, che è l’unico

segreto che si avvicini a uno stato di esaltazione condivisibile. Per

questo non bisognerebbe sbandierarlo.

Nick ha un rapporto con la donna e le dice che è la sua prima

ricaduta dopo molto tempo.

Le racconta di essere stato in riformatorio per aver ucciso un uomo

(un suo conoscente) a 17 anni e poi in un avamposto gesuita in cui

aiutavano i ragazzi di famiglie bisognose.

Nick si rende conto che “si nascono le cose più intime alle persone

più vicine e poi si parla con un’estranea”.

Capitolo secondo 19

Marvin Lundy è al porto in attesa di Chuckie Wainwright (figlio del

secondo possessore della palla), che dovrebbe arrivare dall’Alaska

con una nave merci, la Lucky Argus, che trasportava un carico di

sabbia e rocce. Chuckie era la chiave per la catena dei passaggi di

proprietà, il collegamento con il Polo Grounds.

L’aveva accompagnato anche Eleanor perché voleva vedere San

Francisco almeno una volta. Era una donna gentile, ma con una

volontà implacabile e aveva quasi sempre ragione. Da quando la

figlia viveva da sola, Eleanor vegliava sull’ossessività di Marvin e sul

suo malumore per quella palla da baseball.

Al porto c’è un odore molto cattivo, che sembra quello degli

escrementi di una persona non in salute e Marvin si ricorda del loro

viaggio di nozze, in cui aveva avuto molti problemi intestinali, che

aumentavano all’avvicinarsi della Russia, dove abitava il fratellastro

di Marvin, scomparso da anni tra gli Urali dopo la fine della guerra.

Riuscì a trovarlo: Avram era un comunista convinto e aveva sputato

parole di disprezzo contro gli USA. Marvin è irritato da quest’uomo

che vive di stenti e critica gli altri.

Marvin ed Eleanor erano in luna di miele, su un treno che

attraversava la svizzera, quando ci fu il fuoricampo di Bobby

Thompson.

La nave arriva all’ora prevista, ma Wainwright non è a bordo.

Si erano conosciuti verso la fine della guerra e Marvin, dopo 27

anni, è ancora innamorato di Eleanor.

Marvin è comunque convinto a comprare la palla, anche se non ha

trovato Chukie.

Marvin porta la moglie a visitare il vecchio quartiere hippy:

visitarono negozi che vendevano autopsie o spazzatura di star

cinematografiche; vanno al caffè Teoria della Cospirazione, dove ci

sono libri, pellicole e rapporti governativi; vanno in un negozio che

vende riviste intestate ad altre persone; poi in un negozio che

vendeva libri, film e accessori solo su donne alte che si chiamava

Long Tall Sally; alla fine fanno visita a un altro collezionista di cimeli

del baseball, che dice a Marvin di lasciar perdere la sua ricerca,

perché non si può ricostruire il passato con precisione. Nel negozio

Marvin compra una scatola vuota per quando acquisterà la palla.

Capitolo terzo

Nick e Sims sono in un bar. Sims ha litigato con la moglie Greta e

non vuole tornare a casa. Nick gli dice di chiamare un taxi e andare

a fare pace, ma invece finiscono di bere e vanno in un altro locale,

dove ci sono dei trombettisti. 20

Pare che la famosa nave col carico che nessuno vuole sia tornata a

San Francisco. Qualcuno dice che trasporta eroina della Cia, ma loro

non ci credono. Sims pensa che l’equivoco sia dovuto al fatto che

l’eroina venga chiamata anche “merda”, che potrebbe essere il vero

carico della nave. Pare che ci sia un cadavere sepolto nel liquame e

il carico non possa essere scaricato. Forse appartiene a un

malavitoso.

Nick continua a dire a Sims di tornare a casa a parlare con sua

moglie.

Sims dice che il governo mente sul numero di neri che ci sono nel

Paese (25 milioni) perché altrimenti i bianchi li temerebbero. Nick

non è d’accordo. Sims insiste: dice che la verità è troppo pericolosa

e che loro dovrebbero avere il diritto di sapere.

All’uscita del locale, mentre aspettano l’auto, Sims dà una testata a

Nick, che reagisce allo stesso modo e si danno molto testate

sempre più violente. “Il dolore, in fondo, è un tipo di informazione

come un altro”.

Il giorno seguente, Nick va a casa di Sims e scopre che la moglie è

ancora arrabbiato, poi riprende l’aereo.

Quando Nick sparò a George Manza fu portato via da un’auto della

polizia e poi fu mandato in un istituto dello stato di NY, in cui c’era

un minigolf.

Appena torna a casa, la moglie gli chiede spiegazioni per la faccia

gonfia a causa delle testate. Nick le racconta cosa è successo la

sera prima e le dice anche della scambista con cui è stato. Marian

capisce che è un episodio concluso, con una sconosciuta.

Il primo sabato libero vanno a Sud con i bambini (Lainie di 8 anni e

Jeff di 6) per vedere un’antica rovina. Nick si chiede se Jesse

Detwiler avrebbe detto che la rovina fosse abbandonata a causa

della spazzatura che toglieva lo spazio per vivere e respirare. Nick si

rende conte che sta iniziando, come i suoi colleghi, a usare la

spazzatura come chiave di lettura.

Al ritorno Marion si mette a piangere mentre guida. Sono tutti

preoccupati, ma poi lei dice che era l’anniversario della morte di

sua madre e si rilassarono un po’.

MANX MARTIN 2

È uno di quei capitoli che non influenzano la storia principale.

Il predicatore di strada dice che solo gli insetti sopravvivranno alle

radiazioni.

I russi hanno appena fatto esplodere una bomba nucleare e le radio

ne parlano. 21

Il predicatore dice che solo i bianchi saranno accolti nei rifugi

atomici, mentre da loro non stanno costruendo nessun rifugio

sicuro.

Manx è abbastanza d’accordo con il predicatore.

Secondo il predicatore, sulle banconote c’è scritto qualcosa con un

linguaggio segreto.

Manx va al bar da Tally, dove c’è più gente del solito a causa della

partita giocata quella mattina.

Antoine Cooper è seduto a un tavolo con 2 pale da neve (le stesse

che il custode aveva accusato Manx di aver rubato). Manx gli dice

che suo fratello Franzo è fuori dal bar e vuole la macchina, ma

Antoine non gliela vuole dare.

Antoine consiglia a Manx di entrare a lavorare nei trasporti a lunga

distanza e “alzare il tiro”. Manx si lamenta perché le pale sono nel

bar invece che nell’auto di Antoine.

Manx mostra la palla del fuoricampo e dice che il figlio l’ha presa

alla partita. Non lascia che Antoine la tocchi.

Antoine dice che non può dare l’auto a Franzo perché si sta

occupando di gestire i rifiuti di un ristorante (che non può lasciarli in

strada di notte). In pratica, Antoine si è caricato in macchina i bidoni

del ristorante e la vuole scaricare nel Bronx. Ovviamente le pale da

neve non ci stavano in macchina. Le hanno lasciate al bar e si

rendono conto che non le ritroveranno.

Manx si fa portare al Polo Grounds e cerca la coda per i biglietti per

la partita del giorno successivo, ma il posto è deserto. Non crede

che il Club del baseball crederà alla sua storia sulla palla e vuole

venderla subito a dei tifosi.

Vicino al ponte sente una moltitudine di voci e capisce che Phil (il

barista) non si era sbagliato sulla coda per i biglietti, ma la cosa era

allo Yankee Stadium, dall’altra parte del fiume. La partita Giants

contro Yakees si sarebbe svolta lì.

Attraversa il ponte e poi inizia a vederli: una massa di gente che in

piena notte aspetta per comprare i biglietti. Manx trova un’euforia

insolita e un desiderio di essere tra loro.

PARTE QUARTA – COCKSUCKER BLUES (Estate 1974)

Anche il padre di “Magnolia” usa sempre la parola “succhiacazzi”. In

Underworld fa riferimento a un documentario del ’74 che mostra 2

tournée dei Rollingstones, due tournée molto movimentate: una fan

è morta.

In questo documentario (non autorizzato dai RS e mai distribuito

ufficialmente) si vede la vita dietro le quinte. Non accade nulla.

22

Anche Andy Warhol faceva un cinema sul nulla, sulla banalità, per

rappresentare la vacuità della società contemporanea.

I RS volevano fare un album pornografico, con all’interno il brano

“Cocksucker blues”, che parla di uno scolaro che decide di andare a

Londra per fare soldi prostituendosi.

Capitolo primo

In Underworld, per tutto il capitolo si ripete che l’estate del ’74 è

stata l’estate dei tetti, come se fosse il ritornello del blues.

Klara Sax è con il nuovo compagno, Miles Lightman, e partecipa a

tutti i party sui tetti di Manhattan. Tutta questa parte del romanzo si

svolge sui tetti.

Il World Trade Center era in construzione (mentre nel capitolo sugli

anni ’90 era già terminato).

Qui il filtro sono gli occhi di Klara. C’è un gioco sui nomi di Klara

(chiara) – Lightman (uomo della luce) e Sax (strumento) – Miles

(saxofonista famoso).

Mancano 15 anni a Long Tall Sally.

Le avanguardie sono tentativi di distaccarsi dal passato, troppo

pesante e carico di aspettative.

Era l’estate dei tetti, per l’aperitivo o la cena, un giardino pensile

incuneato tra i comignoli. Quell’estate Klara Sax scopre una citta

segreta all’altezza dei tetti, sopra le strade.

Klara ha 54 anni ed è alla ricerca di un nuovo lavoro a cui dedicarsi.

Si sente “umanamente invisibile”.

Le torri gemelle sono in costruzione e sono circondate da gru e

montacarichi. Klara dice di vederle come un a singola entità.

Klara ha “la sensazione di essere fortunata, decisamente stimata

per il lavoro recente, di nuovo in buona salute dopo un periodo di

mal di schiena e insonnia, mentalmente lucida dopo una breve

depressione, […] disposta a uscire, […] silenziosamente felice, in

forma come non lo era da anni – così almeno dicevano tutti”.

Era l’epoca delle dimissioni di Nixon, ma Klara non gioiva come gli

altri. Nixon le ricordava suo padre, amaro e distante a volte, con la

postura ingobbita del perdente.

Klara non si sentiva sola e poco amata perché aveva avuto molto

amore intenso e anche doloroso e 2 matrimoni rancorosi che le

avevano reso difficile conquistarsi una solitudine sicura.

Miles Lightman le gira parecchio intorno quell’estate. A lei all’inizio

non piace, poi si abitua a lui e inizia a trovarlo piacevole, anche se

lui è esagitato, irriflessivo e ingenuo. 23

La figlia di Klara e Albert è in città e lei decide di invitarla a pranzo

nel Village e a fare shopping. Era sempre difficile con Teresa: aveva

un’aria ostinatamente trascurata e ordinaria, era sovrappeso e

volutamente brutta e sembrava volesse dire alla madre che solo

Albert le voleva bene per quella che era.

Klara non sente Albert, quindi chiede di lui a Teresa. Albert vive

ancora nel suo vecchio caseggiato e ascolta l’opera per tutta

l’estate; cerca di convincere la sorella Laura a trasferirsi da lui.

C’era ovunque spazzatura ammucchiata in città perché c’era

sciopero da una settimana.

In quegli anni Klara sottraeva colore al suo lavoro. Per un po’ aveva

usato bitume e pittura murale. Non riusciva a seguire l’arte

americana del fallo-adesso, anche se la rispettava. Non era in grado

di mettere mano a un oggetto e farne un “furioso presente”.

Klara chiama l’amica Esther perché vuole ricominciare a lavorare,

ma Esther le propone di andare nel Bronx, alla ricerca di un

ragazzino graffitaro a cui proporre una mostra. Si firma Moonman

157.

Miles ha 8 o 9 anni meno di Klara e sembra più giovane, privo di

responsabilità e impegni. È quasi sempre in ritardo e dà a Klara una

sensazione di leggerezza. Lavora part-time per un distributore

cinematografico che produce anche documentari e deve stare molto

al telefono. Adesso sta cercando fondi per un documentario su una

donna che contrae le malattie delle celebrità.

Miles insegna a Klara a giocare a scopa e si stupisce che lei lavori

dove vive. Ma per Klara lavorare e vivere sono la stessa cosa. Klara

ricorda che anche i ragazzi del Bronx giocavano a scopa quando lei

viveva lì con Albert Bronzini.

Miles invita Klara in un vecchio loft per vedere il documentario su 2

tournée dei RS: “Cocksucker Blues”.

Klara si rende conto che la bocca di Mick Jagger si vedeva ormai

ovunque. La bocca di Mick Jagger diventa la copertina di diversi

album e viene riprodotta ovunque e serializzata. La bocca

spalancata è anche l’ingresso del corpo, la voracità del mondo.

La nostra società è vorace anche di immagini (es. il filmato

dell’assassino fatto dalla bambina si collega con il nostro inconscio

e non riusciamo a smettere di vederlo. Questi filmati ci portano a

prendere coscienza del rimosso).

Nel “documentario” non succede niente: c’è gente che si droga,

frasi a metà, gente addormentata, un tempo-al-limite. Uomini e

24

donne facevano droga, sesso e fotografie, ma gli uomini

rimanevano uomini, mentre le donne diventavano ragazze.

Sempre durante l’estate dei tetti, una domenica compare un uomo

europeo che Klara aveva già incontrato una volta. Si chiama Carlo

Strasser, abita a Park Avenue e colleziona opere d’arte come

dilettante. Ha anche una fattoria, in cui andare a pensare.

Quando arriva Miles, Carlo se ne va con eleganza, unendosi alle

altre persone davanti al tavolo imbandito.

Miles arriva spesso in ritardo alle cene sui tetti, ma porta le

sigarette a Klara e la marijuana.

Klara parla in prima persona senza virgolettato: sono le donne, di

solito, a prendersi la briga di recuperare le carriere perse.

Klara parla con Acey Greene, una giovane ambiziosa artista. Klara

diceva che il suo lavoro era ottimo e Acey era venuta a saperlo.

Klara confida ad Acey che Teresa non odia lei ma probabilmente se

stessa, perché si è sentita parte del fallimento del loro matrimonio.

Poi fanno una passeggiata.

Esther e il marito Jack fanno una festa sulla terrazza. Jack Marshall

non è capace di stare solo; è un uomo alto e florido, un pubblicitario

di Broadway, che fuma e beve pesantemente e non dorme mai.

Klara dice di non aver lasciato Albert per dipingere, ma perché non

voleva più stare con lui.

Acey è sposata, ma ha anche rapporti con le donne e il marito è

eccitato dalla cosa.

Acey porta Klara nel suo studio di Brooklyn, un vecchio magazzino

vicino al ponte. Acey sta facendo una serie sulle Pantere Nere.

Klara e Esther vanno nel Bronx e trovano un treno dipinto da

Moonman, ma non trovano il ragazzo. Lo cercano a un dirizzo che

gli aveva dato un reporter che aveva fatto un articolo sui graffiti.

Esther si rende conto che anche Klara abitava lì vicino anni prima e

pensa che meriti più rispetto e di essere trattata con gentilezza.

Il secondo marito di Klara è stato Jason Vanover, che la chiamava

“la cinesina”.

Quando era piccola, nel 1934, Klara, la madre e una sua amica

erano state nell’atrio del Fred F. French Building, che le aveva

incuriosite, perché non sapevano chi fosse (neppure la madre, che

sapeva tante cose). 25

Adesso Klara pensa che non avrà mai più un’amica come Rochelle o

una madre come la sua e pensa di raccontare questa storia a Miles,

mentre guarda il vecchio grattacielo del ricordo, da una terrazza.

Capitolo secondo

Matt lavora nella base militare del New Mexico chiamata Pocket. Si

occupa di analisi degli effetti, calcola i dati matematici di un

incidente militare o di uno scontro. Nel 1957, ad Albuquerque era

stata sganciata per errore una bomba termonucleare.

Gli uomini e le donne del Pocket vivono in casette bifamiliari ai

margini del poligono missilistico.

Matt fa colazione con Eric Deming, uno dei bombaroli, che gli chiede

quando verrà a trovarlo la sua fidanzata Janet, perché loro non

vedono quasi mai persone esterne. Eric lavora in un settore in cui

Matt non può entrare, anche se i materiali radioattivi sono sigillati.

Si occupa di componenti di bombe.

Vicino al poligono missilistico si appostano dei contestatori con lo

striscione “La Terza Guerra Mondiale comincia qui”. A Matt piace

vederli, conta sulla loro presenza. Vivevano nella carcassa di un

autobus. A Matt piace l’idea di persone che lasciano tutto alle spalle

per perseguire un ideale.

Le parti “bianche” della mappa comprendono la base aerea, la base

dell’esercito, il poligono missilistico e la distesa chiamata Jornada de

Muerto.

Anche se non c’era nessuna guerra avevano sempre delle

scadenze.

Girano voci che piccole comunità agricole sottovento rispetto alla

zona degli esperimenti hanno avuto molti casi di bambini deformi.

Eric non crede a queste storie, ma le racconta lo stesso. Le storie

dicono che gli esperimenti sono stati fatti deliberatamente. Matt

non pensa che sia tutto falso perché in Vietnam aveva scoperto che

molte cose che riteneva impossibili erano vere.

Quando il padre di Matt se n’era andato, lui aveva 6 anni. Aveva

preso tutti gli spiccioli e andò fino al cinema Loew’s Paradise.

Seduto nel cinema, aveva aspettato di vedere lo spettro di suo

padre.

Matt non ha mai fumato, sa guidare poco (perché non gli piace) e

ama un’infermiera di Boston. Deve imparare a guidare bene, per

fare un viaggio con Janet. Matt ha un aspetto tra l’ebreo e

l’ispanico. Da giovane ha fatto sollevamento pesi. 26

Janet Urbaniak è la ragazza di Matt. Si scontrano spesso, ma sono

molto legati e sembrano predestinati.

A Matt piace quando Janet gli parla del suo lavoro e se la immagina.

Eric vuole giocare a scacchi con Matt, ma lui non vuole neanche

parlarne. I suoi scacchi erano una storia vecchia, oscura, difficile e

chiusa.

Matt guarda le foto scattate dal Landsat 2 anni prima. I mosaici

fotografici sembrano rivelare una seconda bellezza nel mondo,

solitamente invisibile. Ogni esplosione termica di colore è

un’emozione complessa che Matt non riesce a identificare.

Molte volte Matt avrebbe voluto chiamare il fratello Nick e parlargli

del suo lavoro, ma non sapeva cosa avrebbe potuto dire degli

esperimenti che facevano. Era sicuro che non lo avrebbe criticato,

ma comunque non lo chiama.

Un giorno Matt si mette a parlare con la donna con lo striscione di

protesta. Le parla della necessità di non farsi illusioni sulle

intenzioni della pare avversa. Le dice che l’equilibrio degli

armamenti è necessario per la salvaguardia da qualunque attacco.

La donna non gli risponde finché non se ne va.

Capitolo terzo

Klara si aggira nel foyer di un palazzo art deco con un affresco, il

Radio City Music Hall. Miles le si avvicina guardando l’ambiente con

occhi sgranati. Sono lì per una proiezione del leggendario (fittizio)

film perduto di Sergej Ejzenstejn intitolato “Unterwelt”,

recentemente ritrovato in Germania, restaurato e portato a N.Y.

dall’associazione di Miles.

È un film fantascientifico girato negli anni ’30. Il titolo è la

traduzione del film americano del ’27 “Underworld” (in riferimento

al mondo sotterraneo dei gangster).

(Nick, da ragazzino, ha vissuto nel sottomondo malavitoso del

Bronx).

Anche Esther partecipa alla proiezione con entusiasmo.

Si aspettano un film pieno di contraddizioni. La prima è la location:

il lavoro di un grande maestro proiettato in un ambiente gay.

Nessuno ha visto il film prima. Miles è un grande appassionato di

Ejzenstejn e conosce a memoria alcune parti delle sue opere. Al

contrario, Esther non ha mai visto le sue opere, ma l’ha conosciuto

di persona. 27

All’inizio dell’opera c’è un’orchestra dal vivo e delle ballerine che

sgambettano sul palco. Poi inizia il film vero e proprio, con la

proiezione del titolo. Il cinema di Ejzenstein si basa sulla

contraddizione e sul conflitto. Il protagonista è uno scienziato pazzo,

che tiene dei prigionieri in un sotterraneo. Alcune delle vittime sono

deformi e Klara pensa ai film fantascientifici giapponesi sulle

radiazioni.

Anche se il film è fantascientifico, tutti trovano qualcosa di strano a

ridere di persone mutilate. La trama è difficile da seguire: parla di

solitudine, di uomini braccati. Klara lo trova deludente perché non

c’è il senso delle motivazioni sociali, né le solite masse enormi di

Ejzenstein. Pensa possa essere una protesta contro il realismo

socialista e il Partito. Miles invece è euforico, in uno stato di

abbandono.

Ismael Muñoz guarda la gente salire a bordo della metropolitana

dipinta da lui. La sua opera copre l’intero treno. Ha 16 anni ed è il

migliore artista della metropolitana della città. Viaggiare su una

carrozza con i suoi graffiti lo fa sentire un eroe in incognito. Va verso

il Bronx.

Il comune vuole eliminare tutti i graffiti dalle metropolitane.

Quando era piccolo, nei tunnel leggeva spesso il nome Bird ed è

venuto a sapere che si trattava di Charlie Parker, un gigante del

jazz. A 13 anni è stato molestato per la prima volta. Da allora

continua a scendere nei tunnel per fare sesso con gli uomini. È

diventata un abitudine. Bird era morto a 34 anni.

Ismael cerca di non farsi vedere dalla polizia perché la sua ragazza

è incinta.

È venuto a sapere delle due donne della galleria d’arte che lo

cercavano, come già avevano fatto altri, ma lui teme che sia una

trappola.

La squadra di Ismael lo aspetta nel Bronx, con la sua acqua

francese, presa durante le scorribande. I suoi apprendisti gli fanno

da palo mentre dipinge.

Uno scrittore anziano gli racconta di aver visto delle carrozze che

venivano pulite con l’acido.

Gli apprendisti gli dicono di aver visto Lourdes, la sua ragazza, ma

lui non vuole parlarne.

Moonman 157: se sommi le cifre ottieni 13.

Per fare un murales impiegava quasi 2 notti e poi gli piaceva

guardare come la gente reagiva al suo lavoro. 28

All’inizio del secondo tempo, Miles decide di rimanere con i cineasti

in un salottino privato. Si assiste a una fuga: le vittime risalgono le

gallerie fino ad uscire nella notte di pioggia. Il sipario si apre e si

vede di nuovo l’orchestra, che suona una marcia che fa da ironico

contrappunto alla fuga delle figure che arrancano. Quella marcie era

la sigla di un vecchio spettacolo radiofonico.

Sorge il sole e il sipario si chiude. Gli uomini deformati non sono più

riconoscibili in base alla classe sociale e sono ugualmente

perseguitati dagli uomini a cavallo.

Klara interpreta tutto ciò con la volontà di Ejzenstein di far capire le

contraddizioni dell’essere: le persone mutilate rappresentano i

desideri mutilati; le divisioni interne ai sistemi e le forze

contrapposte provocano un allontanamento dalla norma che sarà

sempre visibile.

La musica si interrompe di colpo e rimangono solo i primi piani dei

cani, mentre sullo sfondo gli uomini deformi sono in marcia.

Capitolo quarto

Matt Shay è all’aeroporto di Tucson ad aspettare Janet e pensa di

nuovo se chiamare suo fratello, a Phoenix.

Quando arriva Janet, Matt prova una sana contentezza.

Partono per la gita nel deserto, ma Janet gli chiede più volte dove

stanno andando. Non sa come reagire a quell’ambiente troppo

grande, troppo vuoto. Chiede a Matt cosa vanno a fare nel deserto.

Janet guarda un libro invece del paesaggio e Matt la riprende, ma il

paesaggio è vuoto e questo la rende nervosa.

Possono entrare nella riserva, ma devono andarsene prima di 3

giorni, quando ci saranno le esercitazioni aeree. Non possono

toccare nessun oggetto militare e non c’è nessun tipo di servizio

nella riserva. Matt dice tutto a Janet, perché ha il diritto di saperlo.

Non le dice però che questo lo eccita, perché lui stesso non ne

capisce il motivo. Sente un brivido primordiale.

Matt si ricorda una delle storie di Eric, in cui ci sono esperimenti con

i sensitivi: un commandos di sensitivi viene usato per far saltare la

rete informativa e gli armamenti del nemico.

Matt può dire a Janet solo che lavora su meccanismi di sicurezza,

come timer e inneschi, ma per lei non è un problema. Dormono

nelle tende.

Janet lo chiama Matthew, per non ricordargli l’epopea della sua

infanzia. Lui aveva raccontato la sua storia a Janet e anche il fatto

che Nick pensasse che il padre fosse stato ucciso e quando Janet

boccia drasticamente la teoria, Matt difende il fratello dicendo che

all’inizio lo aveva pensato anche lui. 29

Janet dice a Matt di non lasciare il lavoro per motivi di coscienza,

altrimenti dovrebbe farsi le stesse remore per il fatto di lasciarlo.

Janet dice a Matt che vuole vivere con lui e avere un figlio, che

vuole la sicurezza. Ma non vuole che Matt lasci il lavoro nel deserto.

Matt è sempre a suo agio con Janet.

Quando vede un’aquila fulva, Matt non riesce a smettere di parlare

e guardare col binocolo e consultare i libri. Janet non è altrettanto

affascinata: lei vedeva sempre gli uccelli in Tv.

Matt e Janet trovano un bunker di cemento e si arrampicano dentro.

Matt voleva che Janet lo convincesse a cambiare lavoro. Ma Janet

non collaborava. Matt voleva che Janet gli chiedesse di trasferirsi a

Boston e sposarla. Ma lei non glielo chiedeva. Lui non si sentiva

portato per quel lavoro, ma non voleva decidere.

All’Intelligence School dell’esercito, Matt faceva doppi turni di

lezioni, circondato da esperti di ogni tipo. Quando lo mandarono in

Vietnam vide dei graffiti dipinti a spray su un capanno, che

recitavano un mantra. Circolavano voci su bombe sganciate in altri

Paesi, poi arrivarono il caldo e l’eroina e poi il primo morto per

eroina. Lo slogan della guerra era “Resta strafatto amico”. Matt era

venuto volontariamente, non poteva sottrarsi al senso di

responsabilità, svignarsela, come il suo vecchio.

Qualcuno appese una foto di Nixon nella baracca, con 2 uomini al

fianco: Thompson e Branca.

Matt sveglia Janet per dirle che vorrebbe cominciare

immediatamente una vita con lei, piena di cose familiari, ma lei gli

dice di tenere il lavoro ancora per un anno, per vedere cosa

succede.

Al lavoro Matt sta in uno scantinato, chino su un visore luminoso, e

sottolinea le macchioline.

Mentre stanno uscendo dalla riserva arriva un turbine di polvere e

un boato scende su di loro. Il rumore esplode sulle loro teste e poi si

allontana. Poi Matt vede il luccichio di un paio di Phantom F-4.

Capitolo quinto

“Era l’estate delle terrazze sui tetti, l’estate dei fulmini a ciel

sereno, e Klara guardava i tuoni trasformarsi in lampi bianchi”.

Acey e Klara sono in un bar di Soho e la giovane cerca di

persuadere Klara a non sposare Miles, ma lei dice che non le

30

verrebbe mai in mente. Dice che Miles è fantastico, ma non può

pensare a qualcosa di stabile e impegnativo con lui.

Albert sostiene che gli Italiani, in quanto emigranti, diffidano di un

certo tipo di talento, perché hanno “bisogno di protezione contro la

fredda mano della cultura”.

Un giorno, a 13 anni, era tornato a casa e aveva trovato i genitori in

preda a uno dei loro “dolorosi umori meridionali”. Aveva pensato di

essere stato bocciato o espulso, invece era tutto il contrario: non

volevano perderlo.

Acey rivela a Klara che sta lavorando per ottenere “una finta

Marilyn”. Era partita da Marilyn, ma poi si era resa conto che voleva

la Mansfield. Ci aveva messo molto tempo a capirlo.

Era l’estate in cui Nixon gesticolava in Tv nei filmati degli anni ’50 e

salutava da un elicottero.

In un centro commerciale Klara e Miles assistono a un furto di

indumenti da parte di molti ragazzini neri. Ad un segnale, scattano

tutti insieme, con i giubbotti rubati e tutto ciò che potevano

afferrare. Le tre guardie cercarono di fermarli, ma quasi tutti

riuscirono a fuggire.

Klara racconta a Acey della relazione avuta con Nick molti anni

prima, quando lui aveva solo 17 anni e lei era già sposata con

Albert e madre di una bambina piccola. Si saltarono addosso a

vicenda, nella stanza in cui era da poco morta la suocera di Klara.

Esther dice a Klara che sta ancora cercando Moonman e ha

mandato in giro degli agenti.

Lo sciopero degli spazzini continua.

In un giardino pensile Klara incontra Carlo Strasser per la terza

volta. Si ricordava bene della sua fattoria, della sua collezione

dilettantesca e delle sue scarpe italiane.

Miles dice a Klara che sopravvaluta il lavoro di Acey e che è solo

una messa in scena. Klara pensa che in parte potrebbe avere

ragione perché Miles ha spesso delle intuizioni utili sull’arte. Era una

delle cose buone del loro rapporto. O forse Miles si sbagliava

totalmente nel giudicare il lavoro di Acey, ma lei avrebbe voluto che

avesse ragione. 31


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Marlaclo

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marlaclo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione - Iulm o del prof Vittorini Fabio.

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