Don Delillo e le sue origini
Don Delillo è nato nel 1936 nel Bronx, da una famiglia italiana. Si porta dietro la storia della comunità di appartenenza, la storia dell’immigrazione, i caratteri specifici degli italiani immigrati a New York. Delillo, prima di diventare romanziere, è stato un pubblicitario.
La nascita di Internet e il contesto storico
Nel 1994, Netscape è il primo browser. L’anno dopo viene lanciato Explorer. Nel ’93 l’istituto di Ginevra rilascia il World Wide Web. Se “America Oggi” si chiude con il logo di Explorer sulla maglia di Robert Downie Jr., “Underworld” (1997) finisce in rete. Il romanzo parla dell’economia della società dei consumi, che compra e getta di continuo. La spazzatura è ciò che rimane ed è uno dei temi centrali del romanzo. “I desideri su larga scala fanno la storia” (quindi il ciclo del consumo).
Personaggi e temi di Underworld
Uno dei personaggi principali, Nick, si occupa di stoccare spazzatura. Anche per Nick il Bronx è un luogo dell’anima: lì è la sua famiglia e il suo pensiero costante. Come immagina Delillo in questo romanzo, da lì a pochi anni, la rete diventa davvero pervasiva nella vita delle persone. Underworld è un romanzo costruito al contrario: la cronologia visibile nell’indice va all’indietro dal ’92 al ’51. In realtà ci sono capitoli senza date, in mezzo agli altri. 4 si svolgono nel ’51 (i Manx Martin) e l’epilogo nel ’97 (anno di uscita del romanzo), che è un corpo estraneo rispetto agli altri capitoli. I 4 capitoli nel ’51 sono in ordine cronologico, inerenti alla stessa giornata. Negli altri capitoli, all’indietro, alcuni personaggi prima sono morti e poi vivi, prima vecchi e poi giovani. La suspense è perturbata.
Intersezioni narrative e personaggi storici
Ci sono personaggi storici e personaggi fittizi. Le linee narrative si intersecano continuamente, dando una sensazione di contemporaneità (che è comunque un concetto astratto). Negli anni presi in considerazione dal romanzo vengono uccisi John F. Kennedy (’63 – colui che poteva risolvere questioni importanti, come quella razziale) e Martin Luther King. C’è anche la caduta del muro di Berlino (1989) alla fine della guerra fredda (nel romanzo rimane sullo sfondo). Si legge il clima teso della corsa agli armamenti, la paura.
Struttura e stile di Underworld
In “Underworld” i blocchi principali sono divisi da pagine metà bianche e metà nere. I capitoletti “Manx Martin” sono gli unici a seguire il normale corso del tempo, mentre il resto del racconto va all’indietro. Il narratore non segue un percorso logico ma un percorso analogico; l’autore va dove lo porta il suo istinto. “Sansucht”: parola tedesca che indica un senso di emozione e suspense. Delillo prende spunto dalla letteratura classica europea; come Manzoni, mischia vero e verosimile. Anche la Bibbia ha una struttura che porta il lettore ad andare avanti e indietro per raccogliere gli indizi e ricostruire il senso compiuto.
Narratori e flussi di coscienza
Ci sono 2 stili diversi che corrispondono a 2 narratori: quello del prologo è un narratore classico, onnisciente, che non parla in prima persona (extradiegetico ed eterodiegetico); quello della parte prima (intradiegetico e extradiegetico) che è antropomorfo, quindi con visuale limitata. A volte il narratore racconta le storie dei personaggi; a volte cede la parola ai personaggi e quindi diventa un narratore intradiegetico. I 2 narratori si alternano per tutto il romanzo. A volte non è chiaro il soggetto del racconto, perché vengono utilizzati dei pronomi che non sono preceduti da nomi. A volte ci sono flussi di coscienza come nell’Ulisse di James Joyce. Joyce, però, non mette punteggiatura nel flusso: solo parole consecutive e indistinte. Delillo invece riorganizza la materia per temi e paragrafi.
Componenti cinematografiche
Questo romanzo ha una struttura profondamente cinematografica. Le pagine nere tra i capitoli vogliono ricordare il nero tra una scena e l’altra dei film. La copertina di Underworld rappresenta NY vista da Sud verso Nord, con le torri gemelle che sovrastano il paesaggio. Davanti a loro solo una chiesetta. Il resto è coperto dalla nebbia. Le torri sono il simbolo del consumismo americano, che va poi a finire nella spazzatura, nelle discariche (il settore di Nick). Underworld si basa su un paradigma antianalitico. Tutto viene fotografato e lasciato lì. Il narratore non si dispone mai analiticamente nei confronti dei personaggi (al contrario di Roth in Pastorale Americana).
Struttura e capitoli
| Capitolo | Ordine | Durata |
|---|---|---|
| Prologo. Il trionfo della morte | 3 ottobre 1951 | 1 mattina |
| Parte prima. Long tall Sally | Primavera – estate 1992 | 6 mesi |
| Manx Martin 1 | 3 ottobre 1951 | 1 pomeriggio |
| Parte seconda. Elogia per sola mano sinistra | Metà anni ’80 – Primi anni '90 | 7 anni |
| Parte terza. La nube della non conoscenza | Primavera 1978 | 3 mesi |
| Manx Martin 2 | 3 ottobre 1951 | 1 notte |
| Parte quarta. Cocksucker Blues | Estate 1974 | 3 mesi |
| Parte quinta. Cose migliori per una vita migliore grazie alla chimica | Frammenti degli anni ’50 e ‘60 | 21 giorni nell’arco di 20 anni |
| Manx Martin 3 | 3 ottobre 1951 | Qualche ora |
| Parte sesta. Composizione in grigio e in nero | Autunno 1951 – Estate 1952 | 7 mesi |
| Epilogo. Das Kapital | 1997 | Presente dalla durata incerta |
Prologo - Il trionfo della morte (3 ottobre 1951)
Peter Breugel il vecchio ha dipinto una serie di quadri: “Il trionfo della morte” (1572) e “I giochi dei bambini” sono tra i più importanti. Il primo è il titolo del prologo, il secondo ha dei riferimenti nella parte sesta. “Il trionfo della morte” è una rappresentazione dell’apocalisse biblico, della fine del mondo, del giorno del giudizio. Le bocche della terra si apriranno e vivi e morti saranno giudicati. C’è una mescolanza di vivi e di scheletri, che assaltano le persone. Il termine “underworld” fa proprio riferimento a un mondo sotterraneo, a ciò che sta sotto (ma prima o poi deve emergere): i morti, le bombe, le scorie. Nick dice che sottoterra si mettono i segreti.
Pag.47: “Per ogni bomba che esplode, cento segreti vengono sepolti”. Questa frase sottolinea la dialettica della storia in cui alcune cose sono pubbliche, altre restano nascoste; mondo di sopra e mondo di sotto (cioè underworld). Nel quadro c’è una “nave non nave”, che riprende un soggetto molto diffuso nel rinascimento: la nave con cui venivano allontanati i pazzi. La scena iniziale in cui Cotter cerca di entrare allo stadio crea suspense e poi molti fatti avvengono contemporaneamente. Delillo costruisce questa sequenza come una sequenza visiva, cinematografica, come se seguisse una traiettoria, che a volte cambia. Si capisce dalle pause, che descrivono ad esempio il salto di Cotter, come se fosse colto da una cinepresa. Tutto è costruito come se fosse un montaggio di immagini (anche negli altri capitoli).
Cotter, un ragazzo di 14 anni, nero e smilzo, cerca di entrare senza biglietto alla partita di baseball Giants vs. Dodger, la gara decisiva, che si svolge a New York, precisamente nel Bronx. Il commentatore dei Giants è Russ Hodger, che è influenzato, ma non rinuncerebbe mai, perché si sente davvero fortunato. Il manager dei Giants è Leo (la roccia) Durocher, molto grintoso. Nel box personale di Leo ci sono 4 spettatori: 3 sono uomini di spettacolo: Frank Sinatra, Jackie Gleason e Toots Shor; il 4° è Edgar Hoover (capo dell’FBI – personaggio veramente esistito), a cui piace stare tra le star e i pettegolezzi, ma ha il terrore dei microbi e delle malattie. Gleason ha iniziato la carriera facendo satira offensiva e non ha mai veramente smesso. Toots è un ex buttafuori che beve, massiccio, con il gel nei capelli e gli occhi da cinese. L’agente speciale Rafferty arriva per far sapere a Hoover che l’unione sovietica aveva condotto un esperimento atomico e aveva fatto esplodere una bomba nei propri confini.
Un 16enne (che sarebbe poi Nick), nel Bronx, ascolta la radio su un tetto, da solo. È un tifoso dei Dodgers e dà molta importanza alla partita. Branca è un robusto giocatore dei Dodgers e anche grazie a lui Brooklyn conduce per 4 a 2. Thompson è un giocatore dei Giants e alla fine della partita riesce a colpire la palla con un colpo fortissimo: grazie a lui i Giants vincono il campionato per un punto: 5 a 4. Ovunque la gente esce di casa per festeggiare. Gli spettatori lanciano pezzi di carta dagli spalti e ad Hoover arrivano 2 pagine di un giornale che rappresentano “Il trionfo della morte”. Inizialmente è infastidito, ma poi si mette ad osservare il quadro perché non ha mai visto nulla di simile. Lo trova fosco e spaventoso, ma non riesce a distogliere lo sguardo.
Cotter riesce ad insinuarsi nel gruppo di persone che litiga per prendere la palla del fuoricampo e riesce ad avere la meglio. Russ si sente sciocco perché è un uomo di 41 anni con la febbre che attraversa di corsa un campo da Baseball per parlare con gli atleti. Ma è felice perché sa che questa giornata non verrà scordata. Un conoscente di Cotter tenta prima di farsi dare la palla, poi di comprargliela, ma lui rifiuta e corre via dallo stadio, verso casa, con l’uomo che lo insegue, senza riuscire a raggiungerlo.
3 ottobre 1951: la partita di baseball entra nella storia per 2 motivi:
- È uno dei primi eventi di cui esiste una registrazione integrale
- Lo stesso giorno sui giornali compare l’annuncio che l’unione sovietica ha fatto esplodere il primo esperimento nucleare (è uno degli eventi che daranno il via alla guerra fredda)
J. Edgar Hoover è stato il capo dell’FBI dal 1935 al 1972. Nell’epoca della “caccia alle streghe”, durante la guerra fredda, i dossier erano fondamentali per ricercare i comunisti. Hoover diventa un personaggio pilota, che a un certo punto si “sdoppia” quando il narratore fa incontrare lui (reale) con una suora sua omonima (fittizia). I personaggi sono accomunati dal nome e dalla fobia per i germi. Hoover sognava di schedare tutti i cittadini americani per controllare la vita della nazione. L’assenza di germi è metafora di un mondo senza comunisti.
Sul giornale di quel giorno del 3 ottobre ‘51 ci sono 2 eventi: la vittoria dei Giants e lo scoppio della bomba nell’Unione sovietica. Delillo usa spesso il punto di vista dei personaggi e ne riproduce il linguaggio. Ci sono 2 linee narrative nel primo capitolo: quella di Cotter e quella della partita, raccontata dalla cabina di regia. Il filo rosso di Underworld è la traiettoria di una pallina. L’ultimo lancio della partita, un “Homer”, fa uscire la pallina dal campo e Cotter la recupera. Negli anni, la pallina passa di mano fino ad arrivare a Nick (tifoso dei Dodgers). La pallina è un cimelio inutile, un frammento, un brandello di quella stessa spazzatura spesso al centro del romanzo. Quindi, la struttura di Underworld è costruita intorno a un oggetto marginale.
Parte prima – Long tall Sally (primavera – estate 1992)
Capitolo primo
Nick ha noleggiato un’auto e cerca una donna nel deserto. Nel ’51 era sul tetto ad ascoltare la partita e aveva 16 anni. Nello stesso anno finì a letto con la moglie di un suo professore (Klara Sax). Adesso Nick ha 57 anni e non vede Klara da quando ne aveva 17. Ora è un’anziana signora col bastone e sta realizzando delle opere d’arte su degli aerei militari abbandonati (soprattutto B52) insieme a molti volontari. Anche l’esercito li aiuta, donando i propri aerei in disuso. Inoltre hanno sovvenzioni da alcune fondazioni e l’approvazione del Congresso.
Nick arriva mentre una giornalista sta intervistando Klara. Durante la loro chiacchierata, lei spiega il senso della sua opera. Dipingendo questi 230 aerei, essi si diversificano e si interrompe la serialità innaturale (tipo la nose art). Questo gesto è simile a quello con cui l’uomo primitivo dipingeva le caverne, facendo un’operazione di astrazione, dando un senso a quello che vedeva ed esorcizzando la paura degli animali grossi o come buon auspicio per la caccia di quelli piccoli. La stessa cosa fanno i graffitari quando scrivono sui muri e sui vagoni. La nose art era un esorcismo della morte e un inno alla vita e al piacere: i soldati dipingevano pin-up sulla parte davanti degli aerei. Anche nell’antichità venivano poste delle statue di donne davanti alla nave come auspicio di vittoria. Long Tall Sally è una delle pin-up dipinte sugli aerei: una donna “vera” né angelica, né un’amazzone. Viene usato il suo nome per intitolare questo lavoro su tutti gli aerei (il nome deriva da una vecchia canzone – del ’56 – e probabilmente era ispirata a una ragazza vera). Verso la fine del romanzo, ritorna questo aereo, prima che vada in pensione.
Il marito di Klara in questo capitolo è morto, mentre nel quinto è ancora vivo ed è un personaggio fondamentale. Bisogna completare il disegno un po’ per volta perché c’è un certo feticismo tra prima e dopo nella scrittura di Underworld. Nick commenta il lavoro di Klara dicendo che è molto umano vedere qualcosa come qualcos’altro (già prima dice che vediamo le nuvole a forma di animale). Quello di Klara è un progetto d’arte, non un progetto di pace. E il deserto fa parte dell’opera, è lo sfondo.
Nick si rende conto che hanno poco da dirsi, e che non hanno mai avuto una vera relazione. Le dice che si è sentito in dovere di farle questa visita. Lei gli risponde che il passato tira fuori il patriottismo e la fedeltà. Entrambi concordano sul fatto che il Bronx era un posto duro e stridente, ma reale, mentre tutto il resto, da quando ne sono usciti, sembra fittizio. L’ex marito di Klara (Albert) è morto poche settimane prima, ma Nick non lo sapeva.
Klara dice che vuole la consapevolezza alla base del suo lavoro e non cose estreme come “disarmare il mondo”, se non in modo cauto e realistico, valutando le rinunce. Vuole che emerga la vita normale dietro l’opera d’arte. Molti volontari aderiscono all’opera per celebrare la pace, la fine della Guerra Fredda, ma c’è ancora il timore che non sia davvero finita.
Capitolo secondo
Nick parla della sua vita quotidiana, della madre che vive con loro, dopo che l’aveva convinta a lasciare la East Coast (il Bronx). La moglie Marian e sua madre andavano d’accordo: la madre racconta alla nuora dell’infanzia di Nick, di cui lei vorrebbe sapere tutto e lui non vuole mai parlare. E le parlava anche di suo marito Jimmy. Quando Nick prende l’aereo per lavoro sente un senso di liberazione, non dovendo più sentir parlare del padre che li ha abbandonati dopo essere uscito a comprare le Lucky Strike. Nick è un dirigente di un’azienda che smaltisce rifiuti, anche tossici e pericolosi, e a volte deve controllare alcune operazioni delicate.
I Gesuiti gli avevano insegnato a cercare un secondo significato alle cose, collegamenti più profondi, ma probabilmente non pensavano alla spazzatura. Nick e Miriam non parlano più come facevano anni prima, quando i figli stavano crescendo e parlavano sempre di loro. Nick è convinto che il padre sia stato preso e ucciso, per dei debiti di gioco (faceva l’allibratore), e che non se ne sia andato volontariamente.
Capitolo terzo
Nick, Simeon Biggs (detto Big Sims, 55enne grasso, calvo e forte, che dirigeva il settore operativo della ditta di Nick a L.A. e progettava discariche), Brian Glassic e Jane Farish (un’Inglese, produttrice della BBC, che voleva fare un programma su dei giacimenti che avrebbero utilizzato l’immagazzinaggio delle scorie nucleari) stanno pranzando al club dello stadio e stanno guardando la partita, cercando di spiegare le regole alla donna. I Dodgers stavano giocando contro i Giants e Big Sims spiega alla donna che le squadre hanno una lunga storia, entrambe squadre di NY fino agli anni ’50.
Nick racconta di quel giorno nel ’51 in cui sentì alla radio, da solo sul tetto, che i Dodgers avevano perso il campionato e si era sentito morire dentro. Le raccontarono del fuoricampo di Bobby Thompson. Paragonano il ricordo di quel giorno (ricordare dov’erano, cosa facevano) con quello della morte di Kennedy. Ma le due esperienze sono opposte: alla morte di JFK la gente si è rinchiusa in casa a guardare la Tv, mentre dopo il fuoricampo di Thompson la gente usciva per strada per la meraviglia e voleva stare insieme, come una nota a piè di pagina alla fine della guerra.
Nick parla del numero 13, che è presente in molti aspetti che riguardano la partita (data della partita: 3/10; numero di Branca: 13; ecc.) e che lui da allora vede in ogni cosa la riguardi. Glassic rivela che Nick possiede la palla della partita del ’51.
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