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Il nazionalismo e la cultura romantica

11/9/2017 - Il nazionalismo è un concetto romantico che si sviluppa come conseguenza della conquista napoleonica; si basa su elementi quali: l’identità, il territorio (nuove rotte atlantiche e conoscenze), lingua e cultura (latino o lingue parlate internamente).

Il commercio crolla nel 1453, con la fine dell’Impero romano d’Oriente: si verifica così una fuga verso i castelli, al cui interno si sviluppa una cultura di corte (monasteri). Alla fine del Medioevo nascono le Università, alternativa a pagamento dei monasteri. Per favorire la diffusione della cultura, l’imperatore garantisce l’immunità agli studenti (tranne che per l’omicidio); la prima università nasce a Bologna (1088): per aiutarsi reciprocamente, gli studenti si riuniscono in subnationes - divise in ultramontani e citramontani. Si diffonde così un bilinguismo: lingua della cultura e lingua universitaria.

Lev Tolstoy

Lev Tolstoy (1828-1910) - Sicuro di sé, bisex; tende a giudicare ogni popolo: gli italiani si emozionano facilmente, i tedeschi sono repellenti perché pensano di aver reinventato la scienza, i russi sono accusati di essere troppo sicuri di sé perché sanno di non sapere.

Novità romantiche e Leopardi

18/9/2017 - Novità romantiche:

  • Dalle grandi autobiografie del settecento e dal racconto filosofico si passa al romanzo.
  • Aumenta il numero di lettori con l’avvento della società borghese.
  • Opposizione soggetto oggetto in filosofia; si sviluppa la psicologia.
  • Nasce un personaggio con cui ci si identifica, che è padrone del suo destino, che sceglie la sua vita; parla nella lingua romanza.

Leopardi (risorgimentale) nasce sotto lo Stato della Chiesa (con potere temporale), in una famiglia conservatrice; in questo periodo l’esercito amministra il territorio (divisione della società italiana dopo la discesa di Napoleone). Nel 1815 gli austriaci tentano di controllare la comunicazione e pagano gli autori risorgimentali per scrivere articoli. Leopardi fa parte di un nuovo gruppo di rivoluzionari milanesi che vuole riprendere l’avventura napoleonica. Nelle nuove opere gli eroi ribaltano la condizione di essere liberi e da figure passive diventano protagonisti; la grande letteratura è ormai quella in versi, la figura della donna diviene eroica.

Il passaggio stilistico è dovuto al fatto che il potere funzionario si sposta nelle città, dove vengono costruiti nuovi palazzi appositi.

Freud e la crisi

Fasi di sviluppo freudiane: orale (0-1 e mezzo), anale (fino a 3), genitale; fase narcisista omosessuale o latenza (ci si confronta con il bambino dello stesso sesso, 6-14); eterosessuale (14+). Freud è un medico interessato all’energia umana, specializzato nelle malattie nervose; pensa che l’essere umano nasca quando nasce fisicamente. Sono le circostanze che hanno fatto della persona ciò che è, e non ciò che la persona sceglie; il soggetto è “agito”, il vero agente è l’inconscio.

Nell’inconscio il tempo è arbitrario. Florenskij (1882-1937) scrive «Le porte regali»: sostiene che tutti noi crediamo nell’invisibile, e le porte regali ci permettono di accedervi (conducono dietro l’iconostasi, nel mistero). Egli sostiene che in alcune occasioni il tempo proceda alla rovescia, per esempio quando ci si sveglia da un brutto sogno e si rivive l’inizio: nel sogno il tempo non è lineare. L’inconscio (che è sempre un’ipotesi) non ha tempo: l’infanzia è sempre presente e alle volte riemerge.

Gilles Deleuze scrive «l’Antiedipo»: l’inconscio è rizomatico, ovvero si diffonde orizzontalmente e gemma di tanto in tanto; i suoi contenuti sono inaccessibili. Il potere decisionale, però, è in mano all’inconscio. Freud parla dell’impotenza: nel matrimonio la posizione della donna slitta da quella di oggetto a quella materna, perché sono più importanti le preoccupazioni comuni alla coppia piuttosto che il desiderio; l’uomo diviene impotente perché interviene il meccanismo di proibizione dell’incesto.

Contrasti e fenomenologia nell'Ottocento

Contrasto, spaccatura tra forma/contenuti (fenomenologia): nell’Ottocento la pressione formale diventa molto forte. Mentre nei movimenti è chiaro, nei singoli autori questo contrasto non è sempre facilmente visibile: solo Joyce è campione nel romanzo sperimentale. L’inconscio parla in modo incomprensibile (sogni, lapsus, stato di ubriachezza). Realismo: imitazione di una condizione sociale, descrizione della realtà.

Nella musica: Verdi, Linzetti adottano delle strutture basi comuni, invece con Guccini anche i dialoghi - prima teatrali - divengono estremamente musicali. Opposizione tra superficie testuale e contenuto: con l’avvento delle Avanguardie, ci si stacca dal passato per proiettarsi in un futuro nuovo (concezione lineare della storia); i contenuti vengono spezzati e non vengono più descritti. Con gli inizi del Novecento nasce il primo cinema, fatto di singoli fotogrammi: il cubismo è figlio del suo tempo, in quanto si basa su successioni di immagini, insiemi di sguardi successivi. Saussure pone l'attenzione sulle forme del significante e del significato, ovvero sulla distinzione tra il concetto e come viene espresso.

Joyce e la letteratura del Novecento

2/10/2017 - Joyce (1882-1941) - Nel 1905 conosce Svevo a Trieste, che inizialmente è verista, ha problemi economici; quando sarà molto anziano, conoscerà Samuel Beckett, a Parigi.

Svevo: pseudonimo di Hector Schmitz, bilingue perché fa un collegio in Baviera (tedesco), primi romanzi (Una vita, Senilità) ignorati dalla critica e dal pubblico, si fa curare da un medico freudiano, scrive La coscienza di Zeno che non ha successo, ma Joyce la fa leggere a degli intellettuali francesi: scoppia il “caso Svevo”; solo Montale si era accorto di lui prima. Deve la sua fortuna a Joyce, perché viene pubblicato a Parigi: l’Italia fascista reagisce male al fatto che questo autore triestino - e dunque periferico - abbia tutto questo successo nella capitale francese. Egli è triestino, scrive male in toscano ma benissimo in italiano; si tratta di un italiano sporco, da un certo punto di vista; Joyce vede in lui l’influsso della psicanalisi. I critici si chiedono perché dovrebbero occuparsi di protagonisti (Alfonso Nitti ed Emilio Brentani, inetti, falliti, perdenti) così deboli e inetti: gli eroi del 900 sono anti-eroi; ritraggono una diversa faccia umana e periodo storico: i personaggi di Kafka ci comunicano tantissimo del periodo in cui egli vive, così come le opere di Svevo. Egli è culturalmente parte del mondo dell’Europa centrale (Vienna), a differenza del resto dell’Italia.

La coscienza di Zeno: Wikipedia. Zeno si innamora di una delle sorelle, ma tutte hanno il nome che comincia per “A” (associazioni psicanaliste); tutti i suoi progetti sono fallimentari, ma poi ha delle fortune inaspettate; sposa l’ultima delle quattro (quella che voleva di meno) però poi in realtà ne è felicissimo. Fa un gran successo in Francia, l’Italia è imbarazzata perché la critica l’ha respinto: l’unico che se n’è accorto è Montale.

Ulysses: In Irlanda viene pubblicato solo nel 1966 (pubb. nel 1922). Leopold Bloom è ebreo; è una persona che sente umiliazione e una certa pressione inflittagli dai maschi, principalmente. Un elemento fondamentale è l’erotismo di Molly; a lei Joyce dedica ben otto monologhi senza punteggiatura; la proposta di matrimonio coincide con quella di consumarlo. L’opera si svolge interamente in un solo giorno, il 16 giugno; il protagonista, la mattina, porta la colazione alla moglie Molly e comprende che lo tradirà. Leopold Bloom è modellato su Svevo: egli la mattina porta la colazione alla moglie; Joyce descrive gli odori delle frattaglie, poi Leopold va in giardino per defecare e ogni cosa viene descritta con precisione.

Virginia Woolf: dice che le è difficilissimo leggerlo; per lei è “come schiacciare i brufoli di un usciere”: ma in realtà sono proprio i brufoli la forza del libro; Joyce fa agire persone ordinarie, di una certa volgarità, persone comuni. Il romanzo è sempre accompagnato da una grande presenza del corpo, “summa corporea” come dice Joyce; si parla anche di malattie; è chiaro il motivo per cui tutto questo fosse difficile per la Woolf: ella sostiene che si tratta di un linguaggio troppo crudo; gli altri critici inglesi rispondono che è lei ad essere troppo cotta.

Bacon (?): «siccome non c'è nulla di nuovo sotto il sole, ogni cosa nuova è una dimenticanza». Musica della prima metà del Novecento: non c'è più l’idea dello sviluppo, si lavora in modo indipendente su ogni segmento musicale.

Joyce lavora contro le convenzioni, contro la lingua che gli è stata insegnata; a Parigi Joyce si immerge nel clima delle avanguardie: porta all’interno del romanzo tutto ciò che nel tempo ne è rimasto fuori (il corpo) e abolisce la punteggiatura (=intellettualizzazione del flusso, artificiosa interruzione), come nel mongolo di Molly; in realtà un ritmo c’è; interior monologue (modo di scrivere lo stream of consciousness).

Nella frase latina la struttura sintattica è talmente precisa che non c'è bisogno della punteggiatura; Molly parla senza punteggiatura perché è in dormiveglia: pensa al suo passato ma è quasi addormentata, e dunque più sciolta, e tutto viene mescolato in un unico flusso; non si può leggere ad alta voce.

Joyce è testimone di un universo che si sta spezzando; prova una fortissima infelicità (per via della figlia Lucia), e dunque tutto questo potrebbe smarrirlo; è ciò che accade al suo personaggio, ma Molly raccoglie Leopold - con tutti i suoi guai - e lo fa suo marito (nel monologo mette insieme tutti i pezzi).

Penelope: Monologo di Molly: L’ultima parte del romanzo si chiama vi si trova una grande affermazione della femminilità, della sessualità (questo “Yes” ripetuto molte volte); “proposal” significa sia proposta di una relazione sessuale, sia proposta di matrimonio.

Quando Joyce conosce Beckett, Lucia perde la testa per lui e Nora dice a Joyce di non farlo più venire; Lucia finirà la vita come una paziente psichiatrica, perché vuole diventare danzatrice ma non ci riesce, essendo già troppo grande; il fratello Steven sposa una miliardaria americana che in realtà vuole soltanto stare vicino a Joyce, e lo schiaccerà.

Jung crede che l’inconscio sia universale, e non soggettivo come pensava Freud; Beckett va in analisi con un seguace di Jung; comincia a scrivere molto tardi, ha difficili malattie dermatologiche, è stato respinto dal padre (sempre in giro) ed ha una madre molto violenta, ma riesce a vederla in modo positivo; verrà respinto anche da Joyce, per via della figlia, e per lui sarà un colpo terribile.

Moodle e influenze culturali

9/10/2017 - Moodle: Un Levi, Joyce, Austerlitz e poi l’opera d'arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica: Benjamin si innamora della moglie di Adorno, molto più marxista, che va in America e diventerà famoso, mentre B. è poverissimo, fine è letterato, cerca una sua identità senza trovarla; cosa cambia nell’arte e nella vita prima e dopo la sua riproducibilità (per esempio, musica)? Cambia che scompare l’aura; è un bene che tutti possano accedervi, però non è più percepibile quest’aura, l’hic te nunc; contrasto tra riproducibilità e irripetibilità; alla pagina di Marinetti che esalta la guerra, Benjamin dice: l’umanità è diventata uno spettacolo per sé stessa, e il fascismo è l’estetizzazione della politica stessa, ma l’estetizzazione non è la verità, perché per rendere bello qualcosa, già lo si falsifica parzialmente; il comunismo risponde con la politicizzazione dell’arte.

Le radici ideologiche del fascismo

Il positivismo e il romanticismo hanno contribuito alla formazione dell’idea di Nazione: la grande guerra scoppia infatti con grande entusiasmo. La guerra costruisce per la prima volta le masse: gruppi di persone da zone e condizioni sociali differenti. Marx aveva teorizzato questa grande massa armata che avrebbe cambiato il corso della storia; la Gran Bretagna è il modello economico su cui egli si basa.

In Gran Bretagna c'è un forte conflitto tra le colonie vicine e lontane: in Scozia i seguaci cattolici degli Stuart sono un grande problema per l’Inghilterra, rimangono non-inglesi; poi, in seguito a una battaglia-strage gli inglesi prevalgono e devono espellere i ribelli: trasformano il territorio in una landa pastorizia, perché così necessita di molte meno persone; agli scozzesi vengono bruciate le case, così come loro le bruceranno ai nativi americani poi; queste persone hanno solo il proprio tempo, da vendere, essendo state private dei propri mezzi di produzione: sono perfette, dunque, per entrare nella rivoluzione industriale. Marx sostiene che essendoci un surplus di manodopera umana, lo Stato dovrà impossessarsi dei mezzi di produzione.

Nella letteratura questa situazione sostiene una visione più democratica e collettiva della realtà: in Verga, Zola, i protagonisti sono i soggetti di questa trasformazione sociale; poi in guerra queste masse nascono davvero: per 4 anni, queste persone si trovano armate le une accanto alle altre, imbevute di queste ideologie.

In Italia il partito socialista, dopo anni di scioperi intensi (biennio rosso), si spacca nel ’21 a Livorno: i comunisti vogliono un’azione violenta, militare per cambiare il destino dell’Italia, e formano il Partito Comunista Italiano; i socialisti riformisti di Turati danno vita al Partito Socialista Unitario, mentre rimangono nel PSI i massimalisti. I proprietari terrieri sono preoccupatissimi e inseriscono Mussolini nella spaccatura, in modo da proteggersi da questo pericolo. Dalla prima guerra mondiale, per via della presenza di grandi masse armate, nascono due movimenti: fascismo e nazismo. Führer, Duce: un comandante militare su cui viene costruita una grande enfasi; gli stati totalitari eliminano le opposizioni (fisicamente); in passato il sovrano era scelto per volere divino: da Gesù che sceglie Pietro, e poi il Vaticano è il “mezzo” affinché questa successione continui ad avvenire; la sovranità deve quindi trovare il modo per sganciarsi dal potere papale.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

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