LETTERATURE COMPARATE ALONGE
IL TEATRO
Il teatro è l’arte dello spettacolo dal vivo. Nel cinema invece tutto viene filmato e poi
montato. Non c’è la struttura vitale, ossia l’attore in carne ed ossa. Il cinema nasce a
fine ‘800, il teatro invece nasce nel mondo occidentale nell’antica Grecia (V secolo
AC) circa 2500 anni fa ad Atene sul mare (in conflitto con Sparta, dentro al
Peloponneso).
Tra le due città esisteva una contrapposizione nei modi di vivere. La civiltà spartana
era perlopiù incentrata sul mondo militare (tant’è che SPARTANO agg. significa
essenziale).
La civiltà spartana era più aperta alle novità dall’esterno, essendo una civiltà
mercantile. Atene sviluppa qualità relative al bello e al sapere, lì nasce la
DEMOCRAZIA (= potere del popolo) molto diversa da quella di oggi: società
maschilista, non favorevole ai diritti delle donne. Gli uomini, oltre alle mogli, si
intrattenevano con:
I. CORTIGIANE, prostitute di alto borgo che si facevano mantenere (idea che
ritorna nell’800 nella Traviata di Verdi).
II. CONCUBINE, figura femminile che poteva dormire nel letto del padrone di casa.
Infine c’era la MOGLIE considerata come padrona del GINECEO (parte della casa
dove stavano le ancelle e le donne). la donna non usciva dalla casa, era
letteralmente prigioniera.
Nell’antica Grecia accanto al potere politico vi erano il tempio (potere religioso) e il
teatro.
Il teatro era una struttura fatta inizialmente in legno e poi in cemento. Veniva
costruito di solito vicino ad una collina per la risonanza (acustica).
Capienza media oggi: 900-1000 posti
Capienza in Grecia: circa 15000 posti
Erano edifici costruiti all’aperto a causa del clima caldo. Gli uomini greci non
investivano molto nell’estetica della casa perchè non erano quasi mai a casa.
Mogli di Ibsen = frustrate, ma almeno avevano una bella casa.
I greci avevano costruito una delle MASCHERE che facilitavano l’emissione del suono
(una sorta di megafono) e dei TRAMPOLI per essere slanciati e visibili.
Non c’erano attrici donne: gli attori maschi riproducono le figure femminili. Il teatro
era l’unica forma di intrattenimento, ma anche un modo per ritrovare la propria
IDENTITA’ CULTURALE.
ILIADE = (trama) I personaggi di quest’epoca cantano l’identità dei Greci. I VALORI
sono l’ASTUZIA e l’INTELLIGENZA. I personaggi di questo poema epico diventano
personaggi delle varie tragedie. I Greci andando a teatro si ritrovano nei loro
personaggi.
MITO DI TEBE = Edipo (trama) Il mito viene ripreso da Freud, il quale lavorò sulle
nevrosi. Egli sosteneva che l’infelicità umana ha sempre delle ragioni sessuali.
Il meccanismo della crescita del maschio = egli desidera l’affetto della madre e
sviluppa un antagonismo nei confronti del padre: Edipo modello perfetto.
Cfr mito di Fedra, Minotauro, Medea.
Edipo apre un concetto fondamentale della civiltà greca: il FATO, ossia il destino.
Eschilo - Sofocle (Edipo) - Euripide (Ippolito)
Trilogia di Eschilo, tre tragedie concatenate: Trilogia dell’Orestia (fondamento civiltà
greca) cfr trame:
Cassandra = profetessa mai creduta 1. Agamennone
more uxorio (La convivenza more uxorio è il rapporto 2. Le Eumenedi
affettivo che lega due persone in comunione di vita, cioè 3. Coefore
per la convivenza more uxorio senza il vincolo del matrimonio.)
2. Eumenedi = Erinni: divinità minori che proteggono la figura materna
1) si svolge all’aperto
.. per riassumere: il teatro greco 2) tratta vicende che interessano l’intera comunità
ETA’ ROMANA
> ai romani interessava solo la commedia (Plauto e Terenzio)
> per loro il teatro non aveva dignità culturale
MEDIOEVO
I Barbari cancellano tutto. Nella chiesa nasce una forma di teatro religioso legato al
culto (storie di Cristo e dei santi).
Le sacre rappresentazioni sono di nuovo teatro di comunità: tutta la comunità
interclassista (nobili + poveri + clero) si trova a condividere perchè la religione nel
Medioevo era fonte di unità.
> non c’erano edifici, venivano rappresentati davanti alle chiese,...
> non è importante il teatro, era un modo per fare religione
QUATTROCENTO
> Umanesimo: l’Italia come battistrada. Viene ripreso il patrimonio classico (resti di
testi classici ricopiati dagli amanuensi e messi al sicuro nei conventi).
Questo patrimonio culturale viene riscoperto dagli intellettuali.
> Arte della stampa (italiana). Le editorie stampano questa cultura.
Nasce il fenomeno del Rinascimento (= nascita dello spirito classico). Si formano le
corti sopratutto nel centro-nord, dove si verifica un fiorire dei commerci. Le città si
danno una struttura signorile: forme repubblicane come Venezia (oligarchia) e
Firenze (alternanza di Medici-repubblica).
Il duca d’Este organizza il festival plautini (mette in scene le Commedie di Plauto +
lettura).
L’Italia non riesce a produrre autori tragici: l’unico è Macchiavelli con una commedia
tragica, La Mandragola. - solo commedie
Con questi limiti la corte ripropone il teatro classico: - preferiscono fare teatro nei saloni dei
palazzi principeschi, rifiutando di costruire
edifici teatrali = non è un teatro di comunità
ma bensì uno status symbol. Spettatori,
Contemporaneità : il vecchio teatro delle sacre rappresentazioni per il popolo
ospiti, amici, invitati.
(all’esterno). Nel palazzo del principe il teatro diventa di nicchia, per pochi.
(Plauto, tradotto, imitato)
La commedia dell’arte è la commedia che fanno gli artigiani del teatro, è la nascita
del professionismo.
CINQUECENTO
Intorno alla metà del ‘500, i borghesi decidono di formare un’associazione per
mettere insieme tutti i guadagni e dividerseli alla fine del mese. La compagnia
teatrale che nasce in questo periodo capisce che deve diventare per forza itinerante,
deve avere l’esigenza di girare. Inoltre, avevano capito subito che l’elemento
importante che poteva far guadagnare loro dei soldi era la donna, poco presente in
scena inizialmente ma attraeva moltissimi spettatori (come adesso nelle pubblicità).
SEICENTO
Il Seicento è il Rinascimento della Francia: Corneille e Racine scrivono tragedie. La
Francia imita l’Italia e il risultato è che l’unità dell’Europa si rompe: Italia e Francia si
muovono verso il mondo greco-latino, mentre in UK e in Spagna vi è una
laicizzazione del teatro, che però mantiene la struttura medievale.
Non c’è più la sacra rappresentazione. Tutto ciò avviene su una runa medievale:
siccome in origine era la storia della vita di Cristo, la durata era libera (+ lunga) e lo
spazio era più ampio (largo).
La scena classica seguiva le 3 unità aristoteliche: AZIONE, LUOGO, TEMPO.
Nella ‘poetica’ Aristotele esamina le tragedie ed evidenzia questi tre fattori (non
sempre è così, ad esempio non accade nell’Agamennone). Tuttavia, Aristotele non
stabilisce una norma.
Gli intellettuali aristotelici costruiscono questa “legge”.
Shakespeare NON segue questa norma: nel teatro elisabettiano c’era libertà di
tempo e spazio.
Nelle tragedie di Shakespeare ci sono anche momenti comici,
es. (nell’Amleto ci sono momenti in cui lo stile non è aulico, come nelle avance di
Amleto ad Ofelia);
Es. Ofello: Desdemona subisce battute da parte di Iago (trivialità e volgari). Abbiamo
un’ALTERNANZA DEGLI STILI: lo stile alto si può invertire con lo stile basso della
commedia. Lo schema delle rappresentazioni religione ha intermezzi con personaggi
che parlavano tra di loro per alleggerire il tono.
La tragedia ha uno stile aulico, no battute ironiche o allusioni volgari.
La commedia ha una visione classica.
In questo periodo la Chiesa condannava il teatro non per quello che metteva in scena
ma perchè era considerato un luogo di perdizione e trasgressivo: per esempio,
faceva venire in mente strane idee alle contadine che volevano diventare attrici e
proprio quest’ultime hanno un modello di vita alternativo e troppo volgare.
SETTECENTO
UK: rivoluzione industriale
FR: rivoluzione francese, conquista del potere da parte della borghesia che si rende
conto di essere sfruttata
> Illuminismo: lumi della ragione (legati alla borghesia)
Il teatro diventa strumento di COMUNICAZIONE e PROPAGANDA della borghesia.
La cultura francese conosce bene commedia e tragedia. La prima riguardo l’abito
troppo stretto, storie basse di giovini, vecchi, servi. La seconda riguarda l’abito
troppo largo, personaggi sociologici, principi, condottieri. La borghesia si rende conto
di avere due estremi non adatti.
E’ qui che nasce il DRAMMA. Abbiamo personaggi borghesi, non c’è lesito funebre
come nella tragedie e nemmeno il lieto fine come nella commedia.
Diderot scrive commedie dove mette in scena borghesi con problemi economici,
sentimentali,..
Goldoni scrive dei testi teatrali dove vengono fuori problemi che colpiscono le
borghesia: trilogia della villegiatura (i borghesi vogliono imitare un pallino degli
aristocratici).
Goldoni è il vero fondatore dei drammi borghesi in Italia, equivalente di Diderot.
Ecco le differenze:
DIDEROT costruisce meglio le sue “pièce”, scenografie. Inventore dello spazio
borghese (nasce come immaginato dentro il SALOTTO, con tappeti, quadri,
pianoforte,..). Sceglie il salotto perchè è la sala di rappresentanza dei borghesi, la
stanza meglio curata, dove si ricevevano gli ospiti.
GOLDONI non cura l’ambiente: non viene precisato come deve essere la stanza.
La donna comincia ad essere considerata come un individuo con dei valori e che
merita dei diritti: si crea il fenomeno del cicisbeo. Era colui che accompagnava le
donne aristocratiche in giro al posto del marito poichè i matrimoni, all’epoca,
avvenivano solamente per fattori economici e non per amore e per questo al marito
non interessava nulla della moglie e la lasciava col cavalier servante.
Il 1700 corrisponde al mondo libertino, una persona che il lusso della libertà come
veniva considerato Molière che stava con due donne contemporaneamente.
Tra il 1800-1900 lo scopo del teatro era quello di rappresentare la realtà borghese.
Gli autori più influenti di questo tempo sono: Ibsen, norvegese, Strindberg, svedese,
Cechov, russo, e Pirandello, siciliano. Nonostante non facessero parte dei paesi
economicamente più influenti (Germania, Francia e Inghilterra) , riescono a mettere
in scena i drammi della realtà borhese. Ci si può rifare all’”elogio della presbite”: così
come il presbite, la drammaturgia vede bene se lontana, a livello letterario i grandi
autori sono così marginali.
Il teatro era diviso in scompartimenti: il pubblico più ricco andava sugli spalti e quello
povero nella platea. Il teatro di opera lirica consentiva agli spettatori di andare a
visitare gli amici negli spalti vicini. Nacque in Italia proprio per far sentire la
superiorità al pubblico raffinato che aveva dei posti anche “sul” palco facendoli
sentire, in qualche modo, degli attori.
Il teatro aveva due funzioni:
I. Mondano/edonistico: è uno specchio in cui la borghesia si guarda, per
compiacersi e migliorarsi.
II. Riflessiva: è uno specchio in cui la borghesia si guarda per compiacersi e
risolvere i suoi problemi.
IBSEN
Ibsen è un drammaturgo norvegese che nasce nel 1828. I drammi più importanti
vanno dal 1879 al 1899. Ventennio in cui scrive questi drammi con grande risonanza
in Europa.
Il teatro borghese dell’800 ha come massimi autori a livello europeo due scrittori di
Norvegia e Svezia (Strindberg), paesi più marginali. Anche un altro grande
drammaturgo è Cechov, russo. In Italia c’è Pirandello, scrittore siciliano.
CASA DI BAMBOLA
Il titolo è “UNA casa di bambola”. Ibsen racconta i tre atti: scansione naturale del
testo teatrale. La tragedia ha sempre 3 atti. L’azione si svolge in una casa.
Mentre Goldoni scrive in modo generico “Una stanza di lunario”, Ibsen precisa in
maniera dettagliata la stanza (sulla linea di Diderot).
Il borghese attraverso il teatro si specchia nella sua realtà ed esibisce il proprio lusso.
Coppia familiare di un certo benessere, medio agiata, che aspira a qualcosa di
meglio.
TORVALD HEIMER: appena nominato direttore di banca.
Nello schema ottocentesco la moglie non lavorava, era una scelta: l’uomo preferiva
che la moglia non lavorasse. Il reddito di un uomo nel mondo borghese era
abbastanza alto. La donna portava la dote che l’uomo incamerava.
L’uomo preferisce avere una persona che si dedichi solo a lui, alla casa e ai figli.
L’idea è che l’uomo esce di casa, si stressa e quando torna a casa vuole tranquillità
ed essere “accudito”.
NORA: è la moglie; c’è tensione tra marito e moglie. Proprio perchè si sente trattata
come una bambolina, lei vuole dimostrare che è di più. Nora chiede un prestito a
Krogstad per “salvare” il marito che ha bisogno di una vacanza perchè si è ammalato
per il troppo lavoro. Fa tutto di nascosto da lui, perchè è troppo rigido e la donna
non poteva chiedere denaro da sola, senza l’autorizzazione del marito o del padre.
Lei sceglie per lui e lo salva.
Negli otto anni successivi hanno dei figli. Diventato direttore di banca, Torvald vuole
cacciare Krogstad, personaggio equivoco che va contro i suoi ideali di moralità e che
ha avuto in passato dei problemi con delle firme false (è lo stesso che ha fatto fare la
firma falsa a Nora). Quando Krogstad viene a sapere ciò, va da Nora per dirle che
nella Norvegia del tempo le donne non potevano prendere soldi in prestito senza la
firma (= lavallo) del marito o del padre. Nora deve rivolgersi al padre che al tempo
stava morendo così lei decide di falsificare la firma. Krogstad la minaccia,
ricattandola e volendo che lei persuada il marito a fargli tenere il posto; in caso
contrario, avrebbe fatto scoppiare lo scandalo della firma.
MOMENTO CRITICO, Nora confessa di aver falsificato la firma. Siccome soffre di non
essere considerata abbastanza dal marito lei vuole attraversare questo Purgatorio e
ci tiene a valorizzarsi, con una SFIDA AL MARITO. Lei sostiene che lui la proteggerà e
si assumerà tutte le colpe. Ciò rivela che Nora ha nella testa delle fantasie di miti ed
eroi, il marito è un eroe ma lo è anche lei che lo ha salvato. Vive in una dimensione
romanzesca.
Il marito quando viene a sapere questa storia anzichè ringraziarla per avergli salvato
la vita, lui reagisce in modo diverso e si arrabbia con lei. E’ una minaccia di scandalo
che rovinerebbe la sua carriera appena iniziata. Nora ci rimane di sasso inizialmente,
colpita dalle parole dure che il marito le ha rivolto.
Nella loro casa arriva Kristine, amica di Nora, che vuole ottenere l’impiego nella
banca di Torvald perchè è rimasta vedova ed ha bisogno di soldi. In questo modo, è
lei che sottrae il posto di lavoro a Kongstrad. Sempre Kristine, della quale Kongstrad
è innamorato, decide di dare una nuova possibilità al loro rapporto.
Successivamente, quando Kongstrad dice loro che non vuole più creare questo
scandalo nella loro famiglia poichè ha trovato felicità nel rapporto con Kristine,
Torvald torna a trattare la moglie di nuovo come prima.
Nell’ultima scena Ibsen esagera un po’: lei si siede e parla con Torvald. Lo rimprovera
per averla trattata come una bambolina e scopre di avere dei doveri con sè stessa;
lascia lui e i figli e si sfila l’anello: da bambola a donna emancipata.
E’ un testo considerato PROTOFEMMINNISTA, che precede lo sviluppo del
femminismo (fine XIX secolo).
Non è molto convincente perchè non c’è una gradazione nello sviluppo di Nora (nel
terzo atto sembra avere una vera e propria ILLUMINAZIONE).
C’è un gioco di ruoli della società borghese: l’uomo è colui che si occupa del
mantenimento di tutto.
SCENE PERTURBANTI 1) soldi (carriera)
Il teatro borghese rispecchia i problemi della società borghese: 2) rapporti uomo-donna
In “Casa di Bambola” tutto ruota intorno ai soldi e ai problemi della coppia che
apparentemente non esistono ma scavando si trovano.
I. Senza insistere molto, Ibsen apre una finestra sul passato: noi veniamo a sapere
che il padre di Nora era un pasticcione col denaro (finale).
II. (inizio) Si viene a capire che il padre di Nora aveva pasticciato con i soldi e c’era
stata un’inchiesta. L’avvocato che fa l’indagine era proprio Helmer, che conosce
in quell’occasione Nora. Salva il padre, il quale spinge la figlia nelle braccia
dell’avvocato (Ibsen non lo dice mai espressamente). Ciò dimostra che anche
Torvald è stato disonesto, salvando il padre di Nora solo perchè innamorato
della figlia.
Nora accetta di buttarsi nelle sue braccia perchè lo vede come salvatore del padre.
Nora era orfana di madre, morta di parto. Figlia unica di padre vedovo. Si stabilisce
una relazione forte e morbosa quando Nora cresce con il padre (come una sorta di
“moglie”), cfr Otello e Desdemona.
Ciò fa capire che Nora sta bene nel ruolo di figlia-moglie del padre. Lei accetta la
proposta di Torvald in modo spontaneo perchè passa dalle braccia di uno all’altro, lei
è conformata a stare con uno più vecchio.
La figlia di papà passa nelle braccia di Torvald che diventa marito-padre. Protesta
della donna che ha capito che deve crescere, quando vede la vigliaccheria dell’uomo
che non la protegge, scopre la propria eman
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Letterature Comparate, prof Alonge (Ibsen e Pirandello)