Romanticismo
Il romanticismo è una corrente letteraria sviluppatasi nell’800. In questo periodo la rivoluzione francese e industriale stravolsero il clima europeo. Questa corrente si divideva in due gruppi: i conservatori (chiusi e tradizionalisti) e i liberali (aperti e rivoluzionari, che promuovevano la libertà dell’individuo).
Questa epoca andava contro il periodo dell’Illuminismo (700) nel quale tutto veniva posto sotto il giudizio della ragione, non si parlava di ciò che non poteva essere compreso con l’intelletto, a differenza di ciò che viene fatto dai romantici, i quali hanno un particolare interesse per le emozioni e le sensazioni che muovono l’anima umana.
Il pubblico era formato dal popolo e da persone appartenenti a classi sociali inferiori che spesso scatenarono movimenti di protesta con tendenze socialiste accompagnate da scioperi e violenze. Si aveva interesse per ciò che andava oltre la ragione (come il mistero, i fantasmi, l’horror), l’individuo lottava contro una realtà che non piaceva, ma questa lotta era persa già in partenza, infatti molti scrittori di questo secolo decidevano di uccidersi per liberarsi dalle aspirazioni dell’esistenza per affermare la propria libertà (come Larra).
Teatro romantico
Il teatro romantico rappresentava scene di lotta e di amore rappresentati in 3, 5 o anche 7 atti, tramite il prosimetro (uso di prosa e rime). Si ritornava indietro nel tempo al medioevo con castelli e conventi. Prenderà il sopravvento il dramma romantico in cui le figure centrali danno il titolo alle opere; viene utilizzato il linguaggio della borghesia spagnola dell’epoca.
Gli eroi sono circondati dal mistero o ci sono fatti avversi che ostacolano i piani amorosi dell’eroe e dell’eroina. Il dramma in sé racchiude un’idea di finale tragico, la felicità esiste solo nei ricordi legati a momenti passati. L’uomo non si affida alla fede, non esiste una felicità ultraterrena.
Duca di Rivas
Autore della famosa opera ‘Don Alvaro o la fuerza del sino’ (1831). La storia è composta da una sequenza di esagerazioni con tratti intensi e suggestivi, che ne fanno uno dei drammi migliori dell’epoca.
Trama
Don Alvaro è un ricco pretendente alla mano di Leonor, ma il padre di lei, il marchese di Calatrava, non vuole acconsentire al matrimonio, poiché il giovane non è nobile. In effetti la gente vede in Alvaro un certo mistero: lo si vede camminare senza che si sappia dove va, e senza dare confidenza a nessuno. Il marchese vorrebbe meritare la figlia con uno dei due pretendenti, Carlos e Alfonso, ma lei non è d’accordo.
Così Alvaro e Leonor decidono di fuggire, ma al momento della fuga il marchese li scopre e insulta pesantemente Alvaro, quest’ultimo decide di non intervenire, gettando così in terra la pistola ma disgraziatamente da questa parte un colpo che ferisce a morte il padre dell’amata. Questa beffa del destino avvia una catena di sangue che sembra essere una maledizione.
Alvaro e Leonor fuggono, ricercati dai fratelli di lei, che vogliono vendicarne la morte. Nella fuga, i due si perdono di vista, costretti a separarsi: Leonor decide di rinchiudersi in convento, mentre Alvaro si arruola nell’esercito, per espiare la sua colpa, andando in cerca della morte in situazioni pericolose.
Dopo tempo Don Carlos (fratello di Leonor) incontra Alvaro accidentalmente e dopo aver appreso la sua vera identità lo sfida a duello, e viene ucciso da Alvaro. Quest’ultimo continua cercare la morte in situazioni di pericolo, finché, dopo qualche anno, Alvaro incontra anche l’altro fratello di Leonor, che ancora una volta sfida e ferisce a morte.
Alvaro consapevole del suo stato, chiama un eremita per confessarsi, e lì si presenta Leonor. Lei cerca di salvare il fratello che si toglie il pugnale dal petto e uccide sua sorella. Alvaro sentendosi in colpa per tutte le morti, muore suicida buttandosi da un precipizio. In quest’opera la morte è considerata liberazione, tanto ricercata da Alvaro ma anche tanto temuta, proprio come se fosse condannato a vivere.
Poesia romantica
Nella poesia romantica si ha musicalità grazie all’utilizzo di figure retoriche; vengono ripresi gli elementi romantici della tristezza del vivere.
José de Espronceda
È il poeta romantico per eccellenza della letteratura spagnola. La sua poesia riflette il suo forte temperamento vitale e la sua ricca immaginazione. I suoi scritti presentano aspetti fortemente romantici come l’irrequietezza dell’amore, la passione sregolata e la morte tragica e prematura.
Nel suo poema incompiuto, “El Diablo Mundo”, sono trattati i temi filosofici: una sua sezione, il canto Teresa, racconta la storia dell’amore tra il poeta stesso e Teresa, una donna conosciuta nell’esilio che non volle seguirlo nel rientro in Spagna e lo abbandonò. In questo poema parla di gioventù perduta, della ricerca dell’innocenza, della fiacchezza dell’intelligenza e degli abissi delle differenze sociali nella nuova società.
Altro poema narrativo è “El Estudiante de Salamanca” in cui racconta i crimini di Don Félix de Montemar, un giovane nobile, studente di Salamanca, con costumi corrotti: altezzoso e irriverente, si innamora di Elvira che dopo essere stata abbandonata da lui impazzisce e muore d’amore. Per vendicare la morte della sorella, Don Diego sfida Don Felix e viene ucciso.
Quest’ultimo fugge con la spada insanguinata in mano e nel mentre gli appare una figura femminile misteriosa in vesti bianche che prega davanti a un’immagine di Gesù. Don Felix crede che sia una nuova relazione amorosa, ma questo finirà per essere un incontro con la morte. La misteriosa signora conduce il ragazzo in un palazzo infernale custodito da fantasmi. Lei lo conduce in una tomba che allo stesso tempo è un talamo nuziale. Don Felix quando scopre il velo che copre il viso della donna che ha seguito, sembra stupito che sia il teschio di Elvira. Lo scheletro abbraccia saldamente Don Felix e muore senza pentimento. Con l’alba scompaiono le visioni infernali e si vocifera che per le strade di Salamanca quella notte si è arrivato il diavolo per portare all’inferno Don Felix.
Prosa romantica
La prosa si sviluppa soprattutto negli articoli di giornale che in questo periodo si sviluppano per dare informazioni e news alla popolazione. Per attirare più gente, gli articoli di giornale vengono romanzati e si usa il costumbrismo: esso si contraddistingue per l’interesse nel creare un’opera d’arte prendendo spunto dai costumi e dalle usanze popolari.
Il costumbrista si sente conquistato dal costume che descrive, nell’aspetto pittoresco che vi avverte e infine dalla certezza che questa pratica sociale sia destinata a scomparire. È da considerare costumbrismo anche la notizia e la descrizione di un monumento, gli appunti di viaggio, le evocazioni dei momenti storici del passato, i racconti di leggende o tradizioni. Il luogo naturale di un costumbrista era il giornale e quindi la condizione di comunicazione fissa con il lettore.
Mariano José de Larra
È uno degli autori più importanti del romantico e del costumbrismo. Scrive articoli di critica sociale, politica e letteraria. Egli esige l’esistenza di una classe media istruita e imprenditrice, come primo gradino della modernizzazione nell’Europa moderna.
Lottò contro la stratificazione sociale, per lui due borghesi di città diverse avevano più cose in comune rispetto a due concittadini degli strati sociali diversi. Egli evidenzia la situazione della Spagna dell’epoca, critica aspetti come la nullafacente, l’apatia, l’egoismo e l’arretratezza del popolo ma ciò che più lo preoccupa è l’ozio, la brutalità e la mancanza di igiene.
- Un reo se muerte: Larra critica la società, il fatto di vivere uno spettacolo in cui alcuni partecipano come attori (le persone comuni) e altri come spettatori (il potere). Egli critica la censura o libertà negata attraverso l’ironia e la parodia, come risorse grazie alle quali poteva esprimere le sue critiche e idee indirettamente (pronunciandosi contro la pena di morte, ormai spettacolarizzata e normale fra le persone).
- La nochebuena del 1836: Critica e costumi della società che lo circonda, sottostimando anche il suo servo (rappresentazione della sua coscienza). Una volta a casa, il servitore ubriaco (il suo pensiero) inizia a dirgli che dovrebbe avere più pietà di se stesso che non di tutte le persone che lo criticano, poiché mentre lui è infelice e soffre cercando la verità, gli altri stanno vivendo tranquillamente i loro problemi. È un articolo molto romantico che mostra l’intimità ed esprime i sentimenti più profondi dell’autore.
Postromanticismo
Vengono ripresi gli ideali romantici e in particolare quello della morte come affermazione di sé.
Gustavo Adolfo Bécquer
Muore giovane dopo una lunga malattia. Un anno dopo, i suoi amici, pubblicano il manoscritto Rimas, si tratta di poesie malinconiche, che cercano la sincerità, la brevità e il libero fluire dell’ispirazione; tema principale: l’amore.
Bécquer ha sentito il fascino delle leggende popolari, e ha dedicato una raccolta di Leyendas, componimenti in prosa, appartenenti al filone gotico, abbozzi di prosa poetica e avventurosa. Temi fondamentali sono la morte, il trascendente, la magia, la religione.
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