Russia: una panoramica storica e geografica
Geografia e clima
Si diceva fosse la sesta parte del mondo; la Russia, ovviamente poco densamente abitata, presenta pianure, quindi si è espansa ad oriente perché non ci sono barriere naturali né popoli che hanno resistito. A sud: Caucaso, Himalaya e popoli, così come a occidente (con popolazioni organizzate). Molti fiumi: utili come via di comunicazione (la principale). Clima: continentale, stato chiuso, non ci sono correnti a mitigarlo, ci sono tre biomi (fasce) che lo caratterizzano: tundra (artica, ghiacci perenni, muschi e licheni) a nord, taiga (foreste di alberi ad alto fusto, aghifoglie più betulle, inverni molto freddi -meno trenta- ed estati calde -trenta-, animali da pelliccia) in mezzo, e steppa (letteralmente pianura secca, scarsa vegetazione, roditori, rettili, insetti, inverni rigidi ma estati molto torride e spesso piovose). Zona felice: Ucraina, zona delle terre nere = friabile e fertile.
Ricchezza e risorse
Ricchezza russa: per risorse animali e materie prime, in cambio di materie già lavorate (artigianato): ancora oggi apprezzano l’artigianato di altri Paesi.
La Federazione Russa
Federazione: 83 (85 se conto anche la Crimea e la città federale di Sebastopoli); federazione asimmetrica perché firmata da soggetti diversi che hanno rapporti diversi con il centro. Quelle in verde sono Repubbliche, 21 (o 22 con Crimea), sono più autonome degli altri perché ci vivono delle etnie non russe, quindi le lingue ufficiali sono sia quella russa sia quella nazionale, la Repubblica dei Tartari, e quella dei Baschiri, che estraggono petrolio e sono ricche; la Repubblica dei Calmucchi: di religione buddista; le Repubbliche di Carelia e Komi sono abitate da popolazioni ugrofinniche.
Poi ci sono le Regioni (oblast'): grigio scuro, sono 46, prendono il nome dalla città principale, ma poi c'è la Regione Autonoma Ebraica: solo l’un per cento della popolazione è ebraica, nel 1928 Stalin la crea, ma poi tantissimi muoiono, comunque il nome rimane. Territori di confine (grigio chiaro), che amministrativamente sono come le Regioni; in arancione: Circondari Autonomi, quasi tutte a nord, che sono quasi disabitate, quindi sono autogestite ma rispondono a regioni che gli stanno accanto.
Relazioni internazionali e storia recente
Altre regioni più generali: organi di supervisione che controllano che tutti rispettino certi iter. L’Europa toglie potere agli Stati Nazionali, invece qui sono tutti soggetti paritari, non c'è un organo che decide le politiche dei vari Stati, ma il centro può dettare legge. Nel 2009 è uscita la Georgia dopo essere stata invasa dall’esercito russo. 2014: in seguito ai fatti di Crimea ha dichiarato di voler uscire dal CSI, ma ancora formalmente ci è dentro, sebbene non abbia commerci con la Russia (non si sa ora).
Origini e sviluppo degli slavi orientali
Slavi orientali: intorno al V-VII secolo -incalzati dalle invasioni barbariche e dall’incremento demografico- dal nucleo originario tra Polonia e Ucraina si spostano a sud, ovest, est; oggi quelli orientali sono russi, ucraini e bielorussi. Vanno a nord nella taiga e si scontrano con popolazioni ugrofinniche che al tempo occupavano tutta la fascia di Finlandia, Estonia: c'è spazio per tutti, quindi si riesce abbastanza bene a convivere, c'è un’assimilazione, infatti quando la Finlandia passa sotto l’Impero non ci sono scontri; al sud invece incontrano popolazioni nomadi, pastori, nella steppa perché le foreste sono un limite invalicabile; gli slavi all'inizio vivevano in città, non avevano unità politica o città e nemmeno un vero capo.
La parola “мир” = mondo e pace, inizialmente indicava il villaggio contadino, perché per una popolazione sedentaria il villaggio è tutto il loro mondo, e sottolinea la concordia che vige all’interno della comunità. Vivevano in delle tribù = associazioni di clan, nei primi secoli dopo cristo si dice fossero un’etnia di orientamento matriarcale (e non patriarcale, dove vige la regola del più forte), dove quindi prevale il principio collettivo su quello individuale-egoista. Uniti in comunità senza un capo militare, si ha un consortium tenuto da una donna o un membro anziano dove si prendono le decisioni collettive, mentre nel patriarcato si ha la proprietà privata, e passa tutto al figlio maschio; con la conversione al cristianesimo si abbandona questa cosa del matriarcato; ma nelle campagne fino a due secoli fa c'era il diritto del suocero di giacere con la nuora, nel caso in cui l’uomo fosse stato via per guerra, in modo da ripopolare le campagne: questo in una società patriarcale è impensabile, mentre per quella matriarcale sì, dove vige il collettivismo.
Cultura e religione
Tutti gli slavi erano agricoltori: culto della madre terra, che è madre di tutti, in linea col matriarcato. Dei ricorrenti: Perùn, dio del tuono e della guerra, Veles dio del bestiame, Mokoš della terra, della pioggia, raccolto, cucito; vampiri: uomini morti di morte tabù (in periodo in cui non si poteva morire) oppure di morte violenta, o prima del tempo (non si dovrebbe): non si decompone nella tomba, e quindi succhia sangue (liquido della vita) e ha tendenze cannibali, quindi vengono lasciati per strada e non si seppelliscono, poi si bruciano; le Russalki sono una sorta di sirene (corrispettivo femminile del vampiro) ma riunisce le ragazze morte vergini, che sono le morte tabù per eccellenza perché la fertilità è importantissima, e fanno sviare i viandanti, sono cannibali, oppure ragazze innamorate ma non ricambiate che si uccidono; Baba Jaga: strega che svia i viandanti con porte che conducono nell’aldilà; con l’avvento del cristianesimo gli Dei o diventano demoni, o si identificano con dei santi; Lešij: Dio della caccia, col cristianesimo diventa un demone necrofilo; Domovoj: spirito protettore della casa, col cristianesimo demone oscuro che infesta le case.
Storia della scrittura e della cristianizzazione
Nel IX secolo: sistema di scrittura; col cristianesimo, questa scrittura slava si diffonde in tutta l’area. Le Cronache dei Tempi Passati: ci sono dei litigi nelle terre ugrofinniche e dintorni, quindi vengono chiamati tre fratelli per mettere fine alle discordie, che prendono il potere (simile a Romolo e Remo). Si insedia così la casata dei Rjurikidi che arriva al sedicesimo secolo. Storicamente si sa che attorno al IX secolo gli uomini del nord (vichinghi, normanni) cominciano a transitare per questa zona dove ci sono gli slavi, lungo le vie d’acqua fino al Mar Nero (viaggio lunghissimo e molto pericoloso): perché? Ragioni economiche: vogliono commerciare con Bisanzio, perché al sud c’è una grande domanda di prodotti nordici (pellicce di zibellino e zanne di tricheco). Prendono la “Via dai Variaghi ai greci”, fluviale, lungo la quale si impadroniscono di villaggi come Kiev e fondano città come Novgorod in modo da rendere sicuro il loro percorso commerciale: nasce così il primo Stato Russo, i regnanti sono vichinghi, il popolo è slavo. Le popolazioni nomadi delle steppe sono difficili da sottomettere.
Prima entità statale e successione del potere
Prima entità statale: Русь (femminile); l’attuale Россия viene dal greco ed è entrata attorno al XVI secolo. I Variaghi hanno dei capi militari (дружина, boiari), con milizia popolare volontaria più mercenari.
Organizzazione della città: città con parte fortificata chiamata Grad (garden: giardino recintato in inglese) dove sta il principe con la sua дружина (che è l’insieme dei suoi cortigiani, gli uomini del principe, i boiari), poi il borgo mercantile che si chiama Pòsad, l’entroterra invece è occupato da slavi e ugrofinnici che non hanno alcun contatto diretto con questa organizzazione, se non per delle scorribande occasionali; quando il principe vuole ringraziare un membro della sua дружina (corte), gli dà il corn-lieben (?) = nutrimento, ovvero non c'è un sistema di tassazione, si va nell’interno e si prendono i beni.
Sovrana Olga e la Cristianizzazione
Sovrana Olga: dice che c'è la necessità di tessere delle relazioni diplomatiche stabili con gli altri Paesi, per prima Bisanzio, quindi lei a metà del X secolo (946 - 956/7) si converte al Cristianesimo, ma il figlio non si converte, sarà invece poi il nipote Vladimir a farlo nel 988 e costringe tutta la popolazione a farlo. Bisanzio manda i bulgari a evangelizzare i russi, comincia la nascita dello slavo-ecclesiastico = dialetto antico bulgaro.
Cultura scritta e tradizione orale
Nascono dei monasteri; la cultura scritta però viene percepita come incomprensibile, perché scritta in slavo ecclesiastico, che non si presta bene ad argomenti laici; le Cronache non sono scritte in slavo ecclesiastico, bensì in un antico dialetto russo. Perché viene preferita l’ortodossia al cattolicesimo? Perché si hanno le funzioni nella propria lingua, invece che in latino, + vantaggio geopolitico; c'è un ritardo culturale dovuto a questo, perché col latino si sarebbero aperte tantissime porte su molti testi e altre culture, cosa che non succede visto che si rimane nei propri dialetti. Due testi da ricordare: Le Cronache Dei Tempi Passati e Le Agiografie.
Le Cronache Dei Tempi Passati e Agiografie
Le Cronache Dei Tempi Passati: l’autore è Nestor, un monaco delle Grotte di Kiev, nel 1113 rielabora delle cronache di un paio di secoli prima: la parte principale è copiata. Agiografie: storie di santi, 2 martiri; il popolo non si convertirà mai completamente al cristianesimo, avviene una sovrapposizione tra gli elementi (culto della dea madre con la vergine Maria, che ovviamente stona). Popolo: ha una propria letteratura orale (folklore), canti popolari, fiabe, motti e proverbi, le Byliny: canti epico-popolari con struttura fissa schematica che narrano le gesta di Bogatyr’, di valore patriottico e spirituale, tra cui il Ciclo Kieviano e il Ciclo Novgorodiano: l’eroe della prima città è molto grande e forte e difende il proprio principe (a Kiev c’è il principe e il potere), quello del secondo è un mercante che suona uno strumento popolare russo che compie le sue imprese grazie all’astuzia; durante l’invasione tedesca della Seconda Guerra mondiale, i poster per incitare la popolazione si rifanno a queste leggende (che dunque continuano ad avere un’importanza fondamentale).
Amministrazione della Russia di Kiev
Amministrazione della Russia di Kiev: XI secolo, si affievolisce l’autorità del Principe di Kiev: non esiste l’erede maschio che eredita tutto, ma possono salire al trono anche tutti i fratelli del re e i figli (impronta matriarcale); frammentazione in tante Città-Stato minori con il proprio principe, quindi quando moriva il principe di Kiev, lo diventava il principe di Novgorod, e così avanti (ognuno occupa la casella che si libera): quindi cominciano ad “aiutare la gente a morire” per avanzare di casella, inoltre non c'è interesse ad amministrare bene la propria città, tanto si vuole solo passare avanti.
Due modelli di sviluppo: Novgorod e Vladimir
Due modelli che la Russia può prendere: quello di Novgorod: nel 1136 viene cacciato via il Principe e la città diventa autogestita da un’assemblea di capifamiglia e mercanti abbienti, che scelgono un Principe ogni tanto solo quando c’è una guerra, tra cui la Battaglia del Lago Ghiacciato, dove Aleksandr Nevskij scaccia prima gli svedesi e poi i cavalieri teutonici. Secondo modello: Vladimir, città orientale, vicino a Mosca, il principe si sbarazza dell’assemblea, la città diventa dominio territoriale, esattori delle tasse, attorno alla città si formano delle città-fortini, tra cui anche Mosca (1147), nasce un regime agrario in cui i contadini diventeranno i servi della gleba, ma pochi secoli dopo passa la dominazione mongola; Kiev sceglie il modello di Vladimir.
Invasioni mongole e le loro conseguenze
XIII secolo: 1204: Sacco di Costantinopoli: i Veneziani chiedono ai crociati che tornano da Gerusalemme di radere al suolo Costantinopoli, perché hanno sovvenzionato le crociate e vogliono qualcosa in cambio; si interrompe il commercio con Costantinopoli, crisi totale. Arrivano i Mongoli: in quel periodo hanno un incremento demografico e quindi devono spostarsi, capitanati da Gengis Khan, che mentre si sposta rade al suolo tutto ciò che non è nomade. Alla fine i principi russi si riuniscono per organizzare un’offensiva ma vengono duramente sconfitti, e Kiev viene rasa al suolo, Novgorod invece si salva perché è ricca. La Russia di Kiev cessa di esistere e si creano tre aree: al nord Novgorod, zona abbastanza autonoma, che paga un tributo ai Mongoli; zona orientale, dove il principe di Kiev va in una città mongola, porta le tasse e si inginocchia, c'è presenza mongola nelle amministrazioni; la zona delle steppe rimane mongola, mentre la zona occidentale, entra in contatto col Principato di Lituania e ci si mescola, così la popolazione diventa cattolica-ortodossa. Nel XIV secolo il principe di Polonia si sposa con la principessa di Lituania e nel 1569, con l’Unione di Lublino, nasce la Repubblica Polacco-Lituana, a cui segue la diffusione cattolicesimo: c'è dunque una differenza con gli slavi orientali.
Conclusioni e sviluppo
Via commerciale che portava dal golfo di Finlandia a Bisanzio, transitata dai Vichinghi o “Variaghi”; struttura statale: un principe con la sua дружина che stanno in una zona fortificata (Grad, oggi diventata город), accanto alla quale c'era un sobborgo mercantile con artigiani, che si riunivano in assemblee di capifamiglia; l’entroterra è abitato da contadini che non hanno rapporti diretti con le città, se non per razzie e rifornire le città; 988: conversione al cristianesimo e nascita della cultura scritta, all'inizio religiosa, di traduzione, agiografie, ma anche documenti storici, cultura colta in lingua slava-ecclesiastica; cultura orale ben radicata in lingua russa con tutte le sue varianti, fiabe, racconti, che verrà poi tutto ripreso nella propaganda sovietica.
Successione del potere nella Russia di Kiev: è una lega di principati che non passano di padre in figlio, ma quando ne muore uno, c'è uno scalare (chi sta più sotto sale di una casella); crisi: piuttosto di aspettare che muoia qualcuno, faccio io la guerra; alternative: Novgorod manda via l’assemblea di capofamiglia, si autogestisce, e chiama un principe che elegge solo quando ha bisogno di essere difesa da attacchi esterni; modello due: Vladimir si basa sul commercio, sfruttamento massiccio della terra, manodopera quasi schiavizzata, il principe dice che la sua carica diventa ereditaria e appartiene solo alla sua famiglia, che diventa la proprietaria della città, e il principe ha potere di vita e di morte sui sudditi.
XIII secolo: la Russia di Kiev ha una grave crisi economia per via della fine dei commerci con Bisanzio e inoltre arrivano i Mongoli (dominazione dal XIII al XVI secolo) dalle steppe dell’Asia, che mentre si spostano inglobano altre popolazioni nomadi come i Tatari vicino al Volga. 1220-40 sconfiggono la Russia, la parte orientale finisce sotto il controllo diretto dei Mongoli con il nipote di Gengis Khan (Batu Khan). Metà del tredicesimo secolo: suddivisione delle terre in tre aree: Novgorod, che nominalmente è sotto i mongoli ma è ricchissima e quindi versa senza problemi il tributo, la parte sud orientale direttamente comandata dai mongoli (questa parte aveva già lotte intestine e problemi economici quindi dipendeva ancora di più dai mongoli), invece il sud-ovest comincia a gravitare attorno al Principato di Lituania e alla zona cattolico-polacca; i russi sono diffidenti verso gli europei cattolici: questo sentimento aumenta; nel 1431-39 Bisanzio si riunisce alla chiesa di Roma perché ha bisogno di aiuto militare contro i turchi che la assediano (1453 presa dai Turchi) invece Mosca dice di no.
La parte sotto la sovranità dei mongoli: loro se ne stanno nelle steppe e vogliono le tasse, per il resto le città sono libere, però sono i mongoli a scegliere i principi (diventati vassalli), il Principe di Mosca acquista sempre più fiducia, Mosca cresce, anche il metropolita (autorità religiosa) sceglie sempre più spesso di starci. Ivan I Kalità (una borsa in pelle di origine mongola che serviva per raccogliere le tasse) dal 1325 fino alla morte è principe di Mosca, viene riconosciuto dai mongoli come Gran Principe, ottiene il diritto che i suoi discendenti siano suoi eredi del Principato (quindi anche delle città di Vladimir).
XIV secolo: continue lotte tra le città, la principale è tra Mosca e Kiev (all’epoca molto grande); prime vittorie dei moscoviti, così il sovrano mongolo, che si è messo d’accordo anche con la Lituania, dichiara guerra al Principe di Mosca, ma i mongoli vengono sconfitti nella Battaglia di Kulikovo: non c'è cambio politico, però questo dimostra che la Moscovia è abbastanza forte. Ivan III, XV secolo: conquista Novgorod nel 1478, prende fino alla Carelia, una zona molto grande; Ivan IV non prende tante terre; 1480: Ivan III dice ai mongoli che non pagano più le tasse, i mongoli non riescono a imporsi e la Moscovia diventa indipendente, ma i mongoli vengono scacciati molto lentamente.
XVI secolo: nipote di Ivan III ovvero Ivan IV Il Terribile (ma in russo è “il minaccioso”); Mosca era un territorio a regime agrario, ma con l’acquisizione di Novgorod (1478, Ivan III) diventa anche potenza commerciale; Ivan il Terribile conquista la rotta commerciale dal Mar Baltico al Volga fino al Mar Caspio, nel 1552 il Khanato di Kazan, nel 1556 Khanato di Astrachan; le spezie erano importanti perché mascherano il sapore rancido degli alimenti; ma sconfitta con la Svezia quindi la Russia perde lo sbocco sul mare (zona Pietroburgo e Arcangelo dove arrivavano gli inglesi); inizia la conquista della Siberia, con Il Terribile sono russe pochissime terre oltre gli Urali, ma durante il ‘600 l’avanzata è velocissima, Siberia importante per pellicce e altro, ma anche ottima per segregare personaggi scomodi.
Società russa
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