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ripudiano la tolleranza degli anni 60 e il Welfare e il Race Relation Act del 1971 vieta l'immigrazione ai neri. La

Monarchia, simbolo di aggregazione tradizionalista, grazie alla TV torna a farsi sentire, anche se in modo

controproducente a causa di crisi coniugali e esenzione dalle tasse. L'abbigliamento e la musica rock diventano per i

giovani un modo di ribellarsi al sistema in crisi degli anni 70 (Rock Against Racism).

La vittoria del Partito Conservatore nel 79 segna un predominio che durerà fino al 95 (solo la Tatcher fino al 90)

ed è dovuto alla precedente crisi della sinistra. La sua provenienza dalla middle­class caratterizza la sua politica

economica fortemente liberale apparentemente contraria al suo progetto tradizionalista e razzista: il British

Nationality Act dell'81 e l'Immigration Act dell'88 costruiscono l'immagine di una Englishness compromessa da

eccessive ibridazioni togliendo la cittadinanza a chi non ha almeno un genitore britannico, scelta che scatenò sterili

proteste. Il paese era comunque in forte crisi ma la vittoria alle Falkland contro gli argentini e una lieve ripresa

assicurarono il paese alla Tatcher, che subito pose fine al sistema Welfare e tagliò moltissimi finanziamenti (anche

alle scuole, nazionalizzate e viste solo come educazione per il lavoro). La BBC venne boicottata con l'introduzione

di alternative. La lenta ripresa si bloccò nell'89 e i discorsi della Tatcher iniziano a raccogliere meno consensi,

anche tra i conservatori (contrari al libero mercato) che la depongono a favore di John Major.

6.1 La democrazia dello sguardo e le forme di dissenso

L'interventismo tatcheriano ha stimolato iniziative reazionare per varie forme di libertà. Negli anni 80 il Centre of

Contemporary Cultural Studies di Birmingham si propone come luogo di analisi della cultura popolare e sui

prodotti televisivi.

6.2 Nuove prospettive per un'analisi della cultura

Ciò che conta non è più la qualità estetica o letteraria ma il suo contributo alla costruzione culturale di gender,

class e race: è il Cultural Materialism, basato sulla nuova visione della storia nata negli USA (e poi diffusa in GB)

con il nome di New Historicism; questo modello si distacca dalla narrazione storica rigida e autorevole proponendo

vari punti di vista, documenti e microstorie. È questo il nuovo modello storico seguito dai materialisti culturali, che

mettono in dubbio l'eurocentrismo e il sistema partiarcale, fino ad arrivare ai discorsi analizzati in base

all'ideologia da cui derivano, con un atteggiamento politicamente critico, rivolto anche ai nuovi mezzi di

comunicazione. La Englishness e la sua tradizione letteraria, letti come prodotti della cultura conservatrice,

smarriscono la loro verità. Subentra una cultura policentrica e multirazziale.

La medialità è al centro della ricerca a causa delle polemiche da più fronti: quella antitecnologica (basso livello

culturale delle trasmissioni) e quella tatcheriana contro il dissenso politico della BBC. L'analisi del canadese

McLuhan, che riscuote grande successo negli anni 70 e 80, sottolinea come la TV richieda l'intero apparato

sensoriale della persona e ipnotizzi la persona sul mezzo più che sul contenuto esposto, che spesso è di basso livello

e stereotipato (cosa che permette al pubblico di immedesimarsi, sforzarsi poco e trovare i valori consolidati dalla

borghesia occidentale) sia per quanto riguarda i personaggi che le trame (horror, per esempio). Spesso, in modo

mascherato, vengono trasmessi valori nazionalistici e nostalgici (tramite le soap opera, per esempio) ma a volte

l'intento di rilanciare la figura inglese è stato palese come in “Civilization”, una serie a puntate, opposto a Ways of

Seeing di Berger, trasmesso sulla BBC, che critica lo “sguardo estetizzato” del pubblico (causato dalla storia che ci

ha plasmato), lontano dallo sguardo critico che i nuovi media possono, per Berger, potenziare; benchè la pubblicità

e programmi bassi non facciano altro che allontanare da tale obbiettivo, il giusto uso di questi mezzi permette di

diffondere arte e cultura a tutta la società, creando una coscienza critica generale.

Le nuove forme di scrittura britanniche provengono spesso da scrittori e scrittrici delle ex colonie che

rappresentano il senso di dislocazione. Il discorso è aperto, non ci sono stereotipi, punti di vista autorevoli o

identificazioni nella tradizione. La narrativa sperimentale postmoderna si pone quindi, come la TV, come un

medium freddo (McLuhan) e impreciso che necessita la massima collaborazione del destinatario. Ovviamente, i

discorsi pro Englishness non possono collocarsi in questo tipo di espressione: la centralità non può essere espressa

con questi mezzi policentrici.

7.1 Multietnie e postcolonialismo

La decolonizzazione ha creato un notevole corpus di opere sia in GB che nelle ex colonie, oltre a una critica verso le

culture egemoniche del passato. Accomunati dalla lingua inglese, questi scritti sono stati definiti letteratura

postcoloniale, termine che designa un'epoca ma anche la (ex) dipendenza da un paese egemonico. In queste opere

vengono proposte culture alternative, non elitarie, e viene criticata la nozione eurocentrica. La riflessione viene

allargata a nuove etnie e conseguenti nuovi punti di vista, passando dalla vecchia Englishness alla nuova

Britishness. La caratteristiche postmoderne, l'ironia e la contaminazione tra vari generi e lingue caratterizzano le

nuove produzioni letterarie.

7.2 Kureishi

Nato a Londra nel 54 da padre pakistano e madre inglese, si è affermato nel cinema con My Beautiful Laundrette

e nel teatro negli anni 80, ma solo negli anni 90 raggiunge il successo letterario con The Buddha Of Suburbia,

satira sui rapporti razziali londinesi, e The Black Album. Anche nei suoi saggi egli ripercorre i temi della

Britishness, la cui multietnicità è definita irreversibile. La sceneggiatura di My Beautiful Laundrette fu scritta

nell'85 per un canale televisivo commericiale e ottenne subito un buon successo. La vicenda si svolge in un

quartiere degradato di Londra popolato da neri. Omar, il protagonista pakistano, trova lavoro dallo zio per

mantenere il padre alcolizzato, ma quando accetta il lavoro di Salim, amico dello zio, si rende conto di aver

trasportato inconsapevolmente droga; decide cosi', con l'aiuto del fidanzato Johnny, di tenere per sé una partita per

finanziare la propria lavanderia, che permetterà loro un futuro onesto. Il tema della lotta tra malavitosi finisce,

quindi, con un lieto fine che premia i buoni, senza cadere nel sentimentalismo; il tema dell'esclusione del

protagonista riguarda più fronti: si estrania dalla magia pakistana, dalla società inglese (che non lo accetta in

quanto “paki”) e all'eterosessualità. Anche gli spazi sono allegorici: il quartiere degradato, la casa del padre (che

crede nell'istruzione come salvezza) e la ricca casa di Salim (ottenuta con la criminalità, presentata come efficace).

Kureishi dipinge in modo caricaturale sia la cultura razzista inglese (discorsi stereotipati) che quella pakistana

(illegalità). L'affermazione dell'omosessualità consente invece il superamento personale degli stereotipi culturali

(riflessione sul gender).

LETTERATURA POSTCOLONIALE 2 A (5.5, 7.4 no pag 10­16)

Sensi di colpa e nostalgia dell'impero

Dopo l'ottenuta indipendenza delle ex colonie inglesi, il cinema e la letteratura si sono dedicati molto al tema delle

vicende imperiali, con intenti critici ma con risultati spesso ambigui. The Jewel In The Crown di Paul Scott è uno

dei testi che esemplificano questa contraddizione, offrendo una revisione solo parzialmente critica dell'Impero.

Paul Scott: Nota Biografica

Nato nel 1920 a Londra, Paul Scott si attribuisce una seconda rinascita quando venne inviato nel 1943 in India

come soldato, dove si sente, come molte altre persone della sua generazione, a “displaced person” (una persona che è

stata obbligata a lasciare il suo paese di origine). Scott descrive l'arroganza e l'indifferenza degli inglesi verso il

volere degli indiani. Nel 64 egli vede il fallimento della colonizzazione in India: segregazione sessuale, rivalità

razziali e religiose, miseria.

L'India verso l'indipendenza: le ultime battute del Raj

Il romanzo è ambientato a Mayapore durante la Quit India voluta da Gandhi nel 42. Il momento era delicato per

gli inglesi, anche a causa degli attacchi giapponesi e tedeschi ai confini indiani. Gandhi organizzò proteste di

massa in reazione all'esclusione del Congresso dal governo: la reazione inglese fu durissima. Gandhi, Nehru e altri

leader vennero arrestati.

In questo contesto si colloca la vicenda dello stupro subito da una giovane donna inglese, da parte di indiani

contrari alla sua relazione con un indiano, Hari. Gli stupratori obbligano anche il ragazzo ad assistervi; egli, poi,

verrà anche arrestato nelle vicinanze accusato dello stupro della ragazza da parte di Merrick , un poliziotto

innamorato di lei. La ragazza morirà successivamente dando alla luca la bimba concepita durante lo stupro. Si

scoprirà poi che la bimba era in realtà figlia di Hari, il compagno di Daphne.

Il romanzo è basato sull'incriminazione della persona sbagliata. Il testo è articolato in 7 sezioni, ognuna riferita

alla testimonianza di personaggi collegati a Daphne che rispondono a domande poste da uno sconosciuto che

indaga sullo stupro avvenuto nel 42 a Mayapore. La cronologia è fortemente sconvolta, anche a causa di racconti

collaterali difficilmente riconducibili alla trama. Al termine del romanzo il lettore non può comunque ricostruire la

vicenda dello stupro in modo totale, ma solo parzialmente, unendo i frammenti raccolti durante la lettura. Il

romanzo è una miscela di elementi storici legati al periodo del Quit India e di elementi romanzeschi.

La Englishness nel costesto coloniale: ex­centrics e uomini invisibili

Le diverse ideologie (e le rispettive voci) sono presentate, nel romanzo, con imparzialità, e il lettore può avere una

propria valutazione di esse. Il punto di vista inglese viene però messo in rilevanza, dato che i nativi non hanno una

propria “voce” con cui esprimersi, anche trattando argomenti diversi da quelli prettamente coloniali. L'indiano è

spesso stereotipato e schematizzato (o contadini straccioni, o servi docili, o impiegati mediocri). Gli unici indiani

che nel romanzo esprimono il proprio pensiero sono indiani anglicizzati. Il fatto di avere una prospettiva inglese e

occidentale, mette in evidenza i lati più negativi dei nativi.

Il romanzo da spazio anche agli ex­centric, personaggi antieroici che occupano posizioni marginali nella società

come Hari Kumar (in bilico tra 2 culture, inaccettabile per entrambe, relegato all'invisibilità). Egli studiò per

integrarsi nella società inglese, senza successo. Ciò mostra chiaramente come l'Englishness proposta come

appropriabile sia invece inesorabilmente legata al colore della pelle: esistono quindi tre “gradi”: inglesi, indiani

anglicizzati e indiani. Hari capisce di essere un “uomo invisibile”, anche da come lo spazio coloniale è organizzato:

la città di Mayapore è suddivisa in un quartiere bianco e uno indiano, con l'assenza simbolica di uno spazio di

integrazione. Anche la sua relazione con la Daphe, impossibilitata ad esprimersi (per mancanza di luoghi e libertà),

simboleggia l'impossibilità dell'integrazione.

Il capitolo iniziale del libro illustra il processo di costruzione della Englishness in ambito coloniale attraverso Miss

Crane, poco importante per la trama, ma ottimo esempio di modesto funzionario inglese che gestisce concretamente

l'Impero. Ella era un'insegnante povera in una scuola missionaria figlia di un'alcolizzato, e per questo relegata al

margine della società inglese. Nella colonia, però, l'alterità è più legata ad un discorso razziale, e quindi ella viene

considerata comunque una “bianca” senza distinzioni dagli altri inglesi, recuperando cosi la sua dignità (lei è

conscia della provvisorietà del proprio recuperato prestigio sociale). Questo recupero mostra come la costruzione

dell'alterità sia legata alle contingenze storiche.

Lo stupro, la metafora della violenza coloniale nel Raj revival

Lo stupro di una donna inglese da parte di indiani è capovolto di segno e trasformato in una metafora che rievoca

la violenza del dominio coloniale. La conquista coloniale viene ricondotta alla costruzione del gender (ruolo

sessuale), mostrando la contrapposizione razziale che attribuisce il ruolo virile al colonizzatore bianco (uomini e

donne dominanti) e il ruolo femminile ai colonizzati (uomini e donne dominate). La polarità si inverte quando:

Hari “diventa femmina” come vittima dello stupro, Daphne rifiuta di collaborare con la polizia e Edwina si

suicida con il sati. Lo stupro è quindi una metafora della complessità dei rapporti coloniali, soprattutto per

l'intersezione tra razza e gender.

L'ideologia

Il romanzo di Scott descrive accuratamente anche il fenomeno dell'immigrazione degli ex colonizzati, ora parte

ferma anche della GB stessa. Il periodo di diffusione del romanzo era intriso di razzismo (simboleggiato dal

successo del partito di Powell) e malinconia per l'Impero. Il “Raj Revival” diventa quindi, tramite film e romanzi,

protagonista degli ideali della Destra inglese.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e letterature straniere moderne
SSD:
Università: Bergamo - Unibg
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher pietrolicini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura postcoloniale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Bergamo - Unibg o del prof Nicora Flaminia.

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