Letteratura persiana
Lezione 1: La lingua persiana
Il persiano è la lingua ufficiale dell’Iran. Ne viene parlata una versione più arcaica in Tagikistan e in Afghanistan: in Tagikistan viene scritto con l’alfabeto cirillico, mentre in Afghanistan si parla una versione del persiano leggermente più arcaica, il dari. Fa parte delle lingue indo-iraniche, del ceppo più grande delle lingue indoeuropee. Adesso conta 37 milioni di parlanti ed è la lingua indo-iranica più parlata, segue il curdo con 5 milioni di parlanti e il beluci con un milione.
Fuori dalla Persia si parlano altre lingue iraniche: il pashtu in Afghanistan, l’osseto nel Caucaso, il sarikoli nel Tagikistan e sia fuori che all'interno dell'Iran si parla il curdo.
Il persiano si è evoluto nei secoli passando per tre fasi: l'antico persiano, il medio persiano e il neo persiano. Nella prima fase coesistevano due lingue: l'antico persiano, scritto con caratteri cuneiformi e parlato nel periodo achemenide; e l’avestico, la lingua con cui fu scritto l’Avesta, il testo sacro dello zoroastrismo. La parte più antica di questo testo è il Gotha, attribuito allo stesso Zoroastro (VI sec. a.C.). I manoscritti a noi giunti sono molto tardi, l’Avesta è stato fissato in epoca islamica avanzata, rendendo anche lo zoroastrismo una religione con un libro sacro. L’alfabeto avestico presenta influenze greche, lettere uniche e alcuni richiami al pahlavi.
La seconda fase, quella del medio persiano, prende forma dalla caduta dell'impero achemenide per opera di Alessandro Magno nel 631 a.C. fino alla sconfitta sassanide da parte degli arabi nel 651 d.C. La lingua principale è il pahlavi, che ha un alfabeto di origine aramaica. Nello stesso periodo si parlava inoltre il partico e il soghdiano sulla via della seta e il corasmiano.
Il neopersiano, terza e ultima fase, nasce sulla base del pahlavi e del partico. Le prime testimonianze di questa lingua si hanno nel VII secolo d.C. con libri ebraici scritti in persiano. La poesia persiana nasce nella corte saffaride intorno all’865 con il Tarikh-e Sistān.
Il persiano ha avuto una grande influenza in India, tanto che, durante la dinastia Moghul, in questo paese, si parlava il persiano ed è custode di un grande patrimonio di manoscritti in lingua persiana. Con il messaggio di Mohammad e la conquista araba, il neopersiano adotta l'alfabeto arabo.
Lezione 2: L'Iran
L'Iran confina a nord con il Mar Caspio, l'Azerbaigian e il Turkmenistan; a ovest con l'Iraq; a nord-ovest con l'Armenia; a sud col Golfo Persico e il Golfo di Oman; ad est con l'Afghanistan e a sud-est col Pakistan.
“Persia” è il nome che il mondo classico occidentale ha sempre dato alle regioni del Fars; con il termine “Parsa” i Greci indicavano le tribù di Ciro che venivano da quella zona del Medio Oriente. I Greci utilizzavano quindi il termine per indicare tutta la Persia, anche se Fars indica solo una regione specifica, con capitale Shiraz. I Sassanidi, che in Persia regnarono prima dell'avvento dell'Islam, chiamavano la loro terra “Terra degli Ari”. La loro lingua era il pahlavi, che precedette il neopersiano. Le popolazioni locali chiamavano il loro paese Iran.
Due date importanti per la nomenclatura di questo paese sono il 1935 e il 1959. Nel 1935 la dinastia Pahlavi impose che il paese, da Persia, venisse chiamato ufficialmente Iran. Per motivi logistici legati alla vicinanza con l'Iraq durante la seconda guerra mondiale, la decisione sulla nomenclatura attese il 1959, data in cui il figlio di Reza Shah accettò entrambe le denominazioni. Oggi si utilizza il termine “persiano” per ciò che è associato alla cultura, al cibo, all'arte e in generale al periodo classico, mentre il termine “iranico” riguarda ciò che è la contemporaneità.
In Iran non vivono solo popoli persiani, ma anche arabi, curdi, beluci, che si definiscono tutti “iraniani”. I prodotti tipici dell'Iran sono: il tè, il caviale, lo zafferano, l'acqua di rose, il pistacchio e il melograno.
In Iran si producono tre tipi di pane: Lavāsh, sottile e simile al pane europeo; barbarì, una sorta di focaccia alta e il sangak, un pane a cottura rapida: l’impasto viene preparato e sbattuto sulle pareti di un forno d’argilla.
In Iran si trovano varie tribù turche e nomadi: Shaseven, nella zona dell’Ardabil e dell’Azerbaijan persiano settentrionale; Turcomanni, Qashqai, nel Fars, Esfahan e Kuzestan e i Qizilbash.
Lezione 3: Le regioni dell'Iran
L’Ardabil è una regione che circonda il Mar Caspio, possiede bazar dalla struttura coperta con delle volte al cui interno si possono trovare anche moschee, ristoranti, hamman, locali per il tè e il caffè. Questi bazar hanno decorazioni artistiche e hanno un importante valore dal punto di vista architettonico. All'interno vi sono vari prodotti organizzati in base al tipo di merce in vendita. In questa regione dell'Azerbaigian persiano abitano popolazioni turche che parlano l’azeri, una delle lingue turche parlate in Iran. È presente una seconda tribù turca, i Shaseven.
La regione di Gilan si trova nella zona sub-Caspio e ha come capoluogo Rāsht. È famosa per il villaggio dei tetti piatti: Masouleh. I prodotti tipici di questa regione sono il riso (bereng), il tè e il caviale.
Il Masanderān è un'altra regione della zona sub Caspio, il cui capoluogo è Sāry. Strutture architettoniche rilevanti sono i ponti. È una zona ricca di foreste. La presenza di paesaggi verdi e rigogliosi si contrappone alle zone caratterizzate da valli aride.
Il Golestān è la regione più a nord est tra quelle della zona sub Caspio. La sua capitale è Gorgan. Importante è il Gombad-e Qāboos, un mausoleo composto da una torre cilindrica dedicato a Qaboos, sovrano della dinastia ziaride. Questa dinastia fu una delle dinastie minori che prese il potere intorno all'anno 1000, quando il califfato abbaside perse di influenza sulle regioni periferiche del regno. Qaboos fu il nonno dell'autore del “libro dei consigli”, un'opera scritta per il figlio in cui viene spiegata la legge del galateo medievale persiano in ogni ambito del quotidiano. Rappresentante di un Islam tollerante, inserisce nel suo manuale di buone maniere anche consigli su come scrivere poesie.
Il Khorasan è il nome della regione più grande dell'Iran, il cui capoluogo è Mashad, città in cui è sepolto l'ottavo imam: Reza. La città ha quindi un gran valore a livello religioso. Sempre nel capoluogo è sepolto Ferdowsi, che ha gettato le basi della lingua e della letteratura persiana. La sua opera più famosa è il “Libro dei Re” che narra le storie di dinastie e re leggendari vissuti prima dell'Islam.
Nella zona meridionale della regione si estende il deserto, mentre il nord è celebre come il “granaio dell'Iran”. Da Yazd verso Mashad, la prima oasi è a Tabos, dove un giardino rigoglioso cresce assediato dalle sabbie e dal sole del deserto grazie a dei canali che trasportano l'acqua da nord a sud e irrigano tutto il giardino. Nel Khorasan si trovano molte strutture tipiche dell'Iran: le madrase, scuole di scienze coraniche con una corte centrale sulla quale si affacciano le celle degli insegnanti, e i civān, ovvero archi curvati che permettono il passaggio dalla struttura quadrilatera a quella cupolare; i morganes, strutture a civān con decorazioni.
I caravanserragli, la cui parola deriva dall'unione di due lemmi persiani: “corvan” (carovana) e “saroy” (palazzo), erano degli ostelli che si trovavano sulle rotte mercantili più importanti, ad esempio sulla via della seta. In essi si trovavano stalle, luoghi per dormire, per pregare e mense. Sono protetti da torri di controllo. Di conseguenza sono luoghi di passaggio, che nelle poesie diverranno simbolo della vita e dell'esperienza umana; i templi del fuoco sono strutture costruite in epoca preislamica e sono legate alla religione zoroastriana, in essi veniva celebrato il rito del fuoco.
Vicino a Mashad, a Nishapur, si trova la tomba di Attar, poeta mistico del 1100. La sua poesia è intrisa dello spiritualismo sufi. Egli insieme a Rumi e Sanoy è uno dei tre rappresentanti della poesia mistica classica persiana. Attar scrisse il “libro degli uccelli”: 30 uccelli cercano di arrivare presso il Simong, l'uccello mistico per eccellenza, attraversando 7 valli e numerose insidie. L'intero racconto è un'allegoria: gli uccelli, durante il viaggio, non troveranno altro che se stessi.
La regione del Sistan va Baluchistan si trova al confine col Pakistan, il suo capoluogo è Zāhedan. In questa zona si parla il beluci, una lingua iranica. Nella località meridionale di Cahbāhar i tratti somatici degli abitanti sono negroidi perché i portoghesi utilizzarono la zona per l'importazione di schiavi africani. Vi è un importante sito archeologico, chiamato Bahre Khāgef, un'antica città bruciata. In questa regione si trova Kuh-e Sivete, un luogo di pellegrinaggio per la presenza di un santuario.
L’Hormozgān, il cui capoluogo è Bandar Abbas, è una regione formata da un arcipelago di 14 isole sparse tra il Golfo Persico e lo stretto di Hormuz. Nelle isole più esterne si parla l'arabo. L'isola di Hormuz, la più estesa, tra il 1500 e il 1600 fu di dominio portoghese che eressero il famoso “castello dei Portoghesi”. A Bandar Abbas è possibile vedere donne indossare maschere, per migliorare il circolo dell'aria.
Il Golfo Persico risente molto del mondo pakistano. Sull'isola di Qeshm vi è un parco di mangrovie protetto dallo Stato. Il golfo di Hormuz ha un intenso traffico di navi petrolifere.
La regione del Fārs ha Shirāz come capoluogo.