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Letteratura per l'infanzia

Introduzione al corso

Giorgia Grilli 21-09-2015

Laboratorio di 8 ore – frequenza obbligatoria. Sono 8 e si possono scegliere in base all’argomento – un massimo di 30 persone. Tutti utili e frequentati interamente, neanche un’ora di assenza. Per chi partecipa attivamente, un punto si aggiungerà al voto di esame.

Lezioni

Una grossa parte di spiegazione con letture dai libri per bambini e proiezioni di immagini. Il visivo è fondamentale! Ci saranno anche proiezioni di film, perché il cinema spesso ci aiuta a capire meglio l’infanzia, rispetto a quanto riescono a fare le teorie.

Ricevimento

Mercoledì: 12:30 nello studio 36 di via Filippo Re durante le lezioni – per il resto dell’anno la mattina.

Testi consigliati

  • "La letteratura invisibile": un libro che denuncia la marginalizzazione dei libri per bambini, non in termini critici, non hanno la stessa importanza della letteratura. Nessuno racconta più fiabe senza leggere. Conseguenze di questo. Si perde qualcosa di fondamentale.
  • "Libri nella giungla": cerca di aiutare a capire come fare a scegliere un buon libro.
  • Un terzo libro a scelta.

Lettura di 4 romanzi per l’infanzia che devono essere scelti sulla base di un legame tematico tra di loro.

Selezione di libri per bambini

Le librerie sono come una giungla per gli inesperti. Gli editori sono spinti a immettere un sacco di titoli per bambini, quindi gli scaffali sono pieni ed è difficile da giudicare. Molto di questo materiale non vale niente. È importante saper selezionare per decidere dei buoni libri.

  • Libri commerciali: Sono i libri che hanno un unico interesse: cercare di vendere il più possibile. Vede i bambini come una fascia di consumatori. Dietro questi libri non c’è nessuna riflessione sul bambino. Vengono prodotti a tavolino e se va tantissimo un libro, si cercherà di vendere libri simili. Questo vale per tutte le fasce d’età. Non sono letteratura per l’infanzia, ma non vanno neanche censurati.
  • Pedagogica-didattica: Tutti quei libri che vogliono insegnare qualcosa ai bambini, in maniera più o meno esplicita. Va dai bambini piccolissimi agli adolescenti. I temi riguardano quelli che più interessano agli adulti. Anche questi sono libri prodotti a tavolino. Sono libri per adulti per affrontare certi temi con i bambini o ragazzi. Per lungo tempo è sempre stato così, poi nell’800, sono nati delle eccezioni, divertenti, come "Alice nel paese delle meraviglie". Il messaggio è più implicito, nascosto. Una letteratura che parte dal presupposto che gli adulti siano il punto di arrivo e che i bambini siano sbagliati, perché devono arrivare a noi. Devono cambiare e noi gli diciamo come fare. Si pensa che loro non sappiano cos’è il bene e cosa il male.
  • Letteratura per l’infanzia: Si sforza di stare dalla parte dei bambini, prova a capire quali sono le loro esigenze e che si sforza di dare peso e forza ai loro vissuti, considerandoli importanti anche se diversi da quelli degli adulti. I bambini hanno il diritto di essere diversi. Una letteratura che cerca di conoscere meglio i bambini. Dà ragione ai vissuti dei bambini, anche quando per noi sono difficili da trattare, da capire, imbarazzanti. Si dice a loro che è giusto avere questi vissuti e che è utile anche agli adulti perché illumina sull’infanzia.

Esempi di albi illustrati e libri per l'infanzia

Un albo illustrato è un libro illustrato di circa 32 pagine (ESEMPIO. "Il paese dei mostri selvaggi").

"Nel paese dei mostri selvaggi" di Maurice Sendak. Non ci viene detto per quale motivo il bambino è arrabbiato. Non importa. I bambini a volte lo sono e basta. L’autore va con il bambino, fino a dove vuole arrivare. Sa che tanto prima o poi gli passa e gli tornerà voglia di tornare come lo vogliamo noi. Questo libro quando uscì non poteva circolare perché non educava. Oggi è un classico, un capolavoro.

"Mary Poppins" di Pamela Lyndon Travers del 1934 (fu il primo libro per la letteratura dell’infanzia). Fu portata dal vento a casa Benks. È severa e rigida, ma i bambini la adorano, perché lei gli dona momenti di profonda felicità. I bambini si chiamano Giovanna e Michele e due gemelli più piccoli (Giovannino e Barbara). Da un altro libro arriverà una quinta bambina: Annabella. C’è una fase dell’infanzia in cui non sono come noi e vorrebbero essere lasciati in pace, vorrebbero essere diversi. La letteratura per l’infanzia è in grado di capire gli atteggiamenti dei bambini. Loro non si sentono capiti se cerchiamo di razionalizzare. Li dobbiamo stupire più di quanto loro stupiscono noi.

"Joseph Fipps" di Nadine Robert e Genevieve Godbout. È un albo illustrato in inglese, non pubblicato in italiano. Le autrici sono canadesi. Quello che gli succede dentro è enorme, anche se per gli adulti sono solo sciocchezze. Anche qui la voglia di evasione, ad un certo punto, termina ed è maggiore la voglia di protezione. Un libro fatto di niente, ma che prova a mettersi al posto del bambino. Dobbiamo accettare tutti i sentimenti infantili.

Creazione di un capolavoro

Per creare un capolavoro bisogna indovinare temi universalmente sentiti come importanti. Ha un contenuto fondamentale che non si può fare a meno di leggere e di continuare a leggere. La letteratura è fatta anche di forma e non solo di contenuto: si deve dare al contenuto una forma di grande bellezza. Entrambi devono essere di alto livello. Nell’albo illustrato, ovviamente, il visivo è fondamentale. ESEMPIO: Con Sendak la forma è al servizio del contenuto. Anche le parole sono importanti, che tipo di parole vengono utilizzate? Questo fa la differenza tra un libro bello e uno brutto.

Ugo Fontana ha creato più di 150 libri illustrati per bambini. Il suo saggio "Illustrare per l’infanzia" si può scegliere come terzo libro per l’esame. È davvero molto difficile illustrare per i bambini. ESEMPIO: Il figlio di Fontana voleva tutto rosso perché era il suo colore preferito. Ma come faceva l’autore in questo modo a definire le differenze? La sua illustrazione, siccome era per bambini, doveva essere fatta al meglio. Era, per lui, una sfida altissima. Spesso gli illustratori cercano un loro stile e a riprodurlo in ogni storia. Ma non è così! Ogni storia deve avere un proprio stile, quindi l’illustratore deve essere bravo a saperne usare di differenti. Fontana è bravissimo a disegnare gli animali. I bambini non sono mai banali e bisogna stupirli.

Adulti e bambini nella letteratura

Scrivere o illustrare mettendosi dal punto di vista dei bambini. Come si fa vedere il mondo come lo vedono i bambini, in quanto adulti? Lo si riesce a fare quando non si è adulti tipici, sono persone particolari. Ad esempio, sono adulti che sono stati ossessionati dall’infanzia, erano affascinati dai bambini in una maniera non comune. Volevano passare tutto il tempo possibile con i bambini: preferivano passare tutto il giorno con i bambini piuttosto che con gli adulti.

ESEMPIO: Gli autori di "Alice nel paese delle meraviglie" e "Peter Pan". Perché ci interessano questi adulti così strambi? Loro ascoltavano, parlavano davvero i bambini. Non li amavano in astratto. Erano affascinati dal loro modo di vedere il mondo, erano migliori degli adulti. Questi libri sono dei capolavori perché rubavano idee dai bambini. Hanno imparato dai bambini.

"Peter Pan e i giardini di Kensington" e "Peter Pan e Wendy" di James Matthew Barrie. Tipico dell’infanzia è antropizzare (ESEMPIO: Ciò che è grande è la mamma, ciò che è piccolo è il bambino. Lo fanno anche con le briciole del pane sul tavolo). In tutto il libro di Peter Pan l’autore sostiene che i bambini sono sempre stati degli uccelli. Barrie dichiara di aver scritto il suo libro con la collaborazione dei bambini: lui raccontava la storia, i bambini la raccontavano nuovamente e poi lui la raccontava con le loro aggiunte. Non siamo nella logica degli adulti, ma dei bambini: momenti surreali, si dicono cose che sembra non abbiano senso per noi, ma per loro lo hanno eccome. Nei bambini c’è l’imprevisto e non hanno il pensiero razionale degli adulti.

Un altro genio dell’ascolto dell’infanzia è Alan Alexander Milne, autore di "Winnie The Pooh". Il protagonista è Christopher Robin, nome del figlio dell’autore. L’autore sta parlando al protagonista, il figlio. Milne è una figura autorevole, sempre in giacca e cravatta, ma ascolta il bambino, passa con lui del tempo.

L'infanzia e la grande letteratura

In questi libri gli adulti possono avere delle illuminazioni sull’infanzia. Se la letteratura nasce per rendere migliori i bambini, la grande letteratura per l’infanzia è scritta da persone che hanno paura che i bambini cambino, perché finché sono piccoli hanno qualcosa di originale, creativo, che crescendo perderanno. Peter Pan è il bambino che non cresce mai. Barrie sperava che i fratellini che adottò non crescessero mai. Anche Carroll era terrorizzato che Alice crescesse e si sposasse. È un atteggiamento opposto a quello del pedagogista. Barrie ha lasciato tutti i suoi averi all’ospedale pediatrico di Londra.

Un altro motivo per cui gli autori riescono a scrivere i capolavori per bambini è perché sono rimasti bambini per sempre. Nel corso della loro infanzia serena hanno subito un trauma per cui sono costretti a crescere da un giorno all’altro (ESEMPIO: Essere responsabili e prendersi cura della famiglia). Spesso il meccanismo psicologico che ne deriva porta a crescere solo esteriormente e nei loro momenti di solitudine ritornano bambini, fanno quello che gli piace di più (ESEMPIO: Scrivono). I loro libri vedono il mondo capovolto, per quanto riguarda il lavoro, le priorità, e diverse sono le visioni degli adulti: fanno sempre delle brutte figure, sono incoerenti, sono dei nemici, diversamente dai libri pedagogici che vedono l’adulto come una guida.

Possibili letture e analisi di libri

  • "La prateria degli asfodeli" di Antonio Faeti, in cui cerca di riprendere in mano i libri che aveva letto da bambini (non erano classici e non si trovano in biblioteca). Prova a fare un’analisi su questi libri e avevano tutti una caratteristica: tra bambini e adulti c’era una guerra aperta. Questi libri, che gli piacevano, dicevano la verità sulla lontananza degli adulti.
  • "L’età d’oro" di Kenneth Grahame. Analisi della differenza tra adulti e bambini, dal punto di vista dei bambini. Gli adulti avrebbero potuto divertirsi e invece preferivano seguire i doveri. Vogliono sempre avere ragione. I bambini e gli adulti sono come due pianeti lontanissimi, sono troppo diversi. È un’illusione quella delle scienze dell’educazione di darci gli strumenti per capire i bambini. Non possiamo capire neanche i loro gusti. Non possiamo ragionare da adulti, ma dobbiamo metterci al loro punto di vista.
  • "Il narratore" di Saki ci racconta delle storie che gli adulti ritengono giuste per i bambini e quelle che i bambini sceglierebbero per sé. Non nasce come racconto per bambini, ma lo può essere. Quello che interessa davvero ai bambini non è quello che noi adulti pensiamo vada bene per loro. Sono due cose inconciliabili. Quindi cosa dobbiamo fare? Seguire le loro priorità, cercare di capire le loro esigenze o insegnargli l’educazione? Dobbiamo fare entrambe le cose. Ci sono cose più profonde delle regole e ciò che insegniamo con l’educazione è importante, ma non ha a che fare con ciò che i bambini realmente sognano e desiderano, con ciò che hanno bisogno profondamente.

Riflessioni di Natalia Ginzburg

Natalia Ginzburg, una grande intellettuale italiana vissuta durante la seconda guerra mondiale, che per combattere in certi momenti della sua vita, contro il fascismo, ha anche dovuto lasciare i suoi figli e la sua famiglia. Secondo lei la scuola insegna le piccole virtù, mentre la letteratura insegna le grandi virtù. Noi amiamo le grandi virtù e vorremmo che i nostri bambini da grandi le avessero, ma non le insegniamo. Queste sono frutto dell’istinto, non dell’insegnamento. La scuola non è il fine ultimo, è una semplice offerta di strumenti e i ragazzi, nel futuro, potranno scegliere alcuni di questi per essere migliori. La scuola tende a chiedere a tutti le stesse cose, tutti devono raggiungere quei risultati, quindi omologa, ma la vocazione di ognuno di noi è diversa. Il nostro compito da educatori è aiutarli a seguire questa vocazione.

Se abbiamo una nostra passione quella sarà il nostro interesse più importante ed è giusto che sia così; in questo modo non stiamo troppo addosso ai bambini. Quello che meglio possiamo dare ai bambini è l’esempio: se noi siamo veramente appassionati da qualcosa anche loro saranno appassionati di qualcosa. 28-09-2015

Natalia Ginzburg ha scritto "Le piccole virtù". È più importante avere le scarpe sane o seguire cose più importanti, seguire le grandi virtù anche a costo di bagnarsi i piedi? Le grandi virtù ci fanno sentire giusti all’interno dell’universo, se invece seguiamo le piccole virtù ci sentiremo integrati solo nella società.

Natalia Ginzburg scrive la recensione per "Le novelle della nonna" di Emma Perodi (curato da Antonio Faeti), con il titolo di "Il piacere di avere paura". Era una maestra elementare mandata a insegnare nell’appennino tosco-emiliano, in una zona molto lontana. Sta degli anni in questo paese, in cui sente raccontare delle fiabe e le mette per iscritto. Le fiabe nascono come racconti per tutti, ma anche i bambini le sentono e col passare del tempo sono state viste come solo per loro. Sono fiabe terribili, come quelle dei fratelli Grimm. I bambini di una volta spaventavano e commuovevano i bambini, ma ora si pensa che questo non vada più bene. Noi non lo sappiamo cosa fa paura ai bambini! Sono imprevedibili. I libri di paura non sono né educativi, né diseducativi, ma educativa è la possibilità di scegliere di leggerli. I bambini avevano dei segreti e la paura era una di queste. La possibilità per i bambini, che non c’è più, di accedere a libri pieni di ombra, paura, violenza…

La funzione delle fiabe e della paura

Bruno Bettelheim dice che i bambini non hanno paura perché gli raccontiamo cose che fanno paura, ma nascono già pieni di paure. Non sanno ancora di cosa hanno paura, raccontare di personaggi che fanno paura aiutano i bambini a controllare le paure e fanno capire al bambino che le paure si possono superare, che lui ce la può fare. In generale la grande letteratura è quella che non censura nulla, che accetta di parlare di tutto, anche dei tabù. La grande letteratura è tale solo se è provocatoria e sovversiva (dice Alison Lurie in "Non ditelo ai grandi").

"La letteratura come menzogna" contiene gli scritti più provocatori di Giorgio Manganelli. La letteratura non è come la cronaca, è una bugia rispetto a quello che è accaduto davvero, ma dice comunque cose più vere, perché si occupa dei profondi sentimenti che generano i fatti. La società vuole che tutti abbiano gli stessi desideri. La letteratura non è innocua, è antisociale, ma va bene così. La maggioranza dei libri si estinguono, perché non sono grande letteratura. Se dopo aver letto un libro rimane misterioso, così come l’essere umano, allora è un grande libro. Il personaggio letterario che più preferisce nella letteratura mondiale è Pinocchio. Lui esplicita in maniera molto forte la differenza tra le grandi e le piccole virtù. Disubbidisce perché ubbidisce a qualcosa di molto più forte di loro: il destino (sente la chiamata del destino). Pinocchio è un testardo! La disubbidienza, se si vuole seguire il destino (è eroico perché non guarda nessuna convenienza), è bene. Un grande autore è colui che non ha il controllo: è Pinocchio che controlla Collodi e non il contrario. I bambini hanno diritto di fare esperienza. Per i latini la curiosità è il contrario della sicurezza, basta la curiosità per infrangere la sicurezza. È più forte il bisogno di conoscere il mondo così com’è, con gli eventuali rischi che incontreranno. I bambini nella letteratura i bambini non sono cattivi, ma curiosi, seguono la chiamata della vita. Ciò significa vedere la letteratura tutto in un altro modo. La curiosità di Pinocchio viene sempre punita, ma niente lo ferma.

Conclusione

La curiosità è soprattutto voglia di vivere. Attraverso l’educazione, spesso neghiamo l’esperienza: "le cose sono così, non fate, imparate". L’impulso dell’infanzia invece è sperimentare. Nella letteratura per l’infanzia è un classico curiosare quando gli adulti non vogliono che i bambini lo facciano.

In realtà, leggendo sotto le righe, Pinocchio è un bambino più bambini degli altri e poi diventa adulto. Collodi, in realtà, lo fa finire quando viene Pinocchio viene impiccato ad una quercia. Siccome è uscito come capitoli su un giornale, i bambini si erano appassionati, mentre i genitori non volevano che finisse così, senza un insegnamento pedagogico, così l’autore fu costretto a continuare in un modo in cui lui non voleva.

Quando si scrive un libro c’è da accontentare un doppio pubblico: i bambini e gli adulti (sono infatti gli adulti che comprano i libri ai bambini).

Beatrix Potter ha scritto "La storia di Peter Coniglio", un libro a misura di bambino. Già all’inizio del libro vengono distinti i bambini buoni e quelli cattivi. Ma noi sappiamo che Peter non è cattivo.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher samantha.moscato di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura per l'infanzia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Grilli Giorgia.
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