Letteratura: le origini
Premessa
Le prime attestazioni di scrittura letteraria risalgono alla prima metà del XIII secolo e non sono scritte in lingua italiana, ma in differenti lingue regionali (volgari):
- Siciliano nel grande regno di Sicilia, che comprende tutto il Meridione;
- Dialetti dell’Italia centrale (toscano, umbro marchigiano, abruzzese);
- Dialetti lombardi dell’Italia settentrionale, con grandi aree influenzate dal francese e dal provenzale.
Si assiste quindi a un plurilinguismo nella fase iniziale della letteratura italiana.
La lingua latina nel Duecento
La lingua latina nel Duecento era quella privilegiata della comunicazione universale, perché l’unica con uno statuto letterario solido avente un codice riconosciuto e una grammatica consolidata. I volgari, per competere con il latino, dovranno creare propri statuti ed essere formalizzati. Traguardi che i volgari hanno fretta di realizzare perché ormai hanno:
- Uso pubblico (scritture notarili);
- Uso religioso, per essere compresi da chi assiste alla pratica;
- Uso letterario (letteratura in volgare).
In Italia, l’uso letterario delle lingue volgari si è sviluppato solo nel XIII secolo perché:
- Differente ruolo dell’aristocrazia in Francia rispetto a quella italiana e necessità in Italia di aspettare la nascita di una protoborghesia cittadina, ovvero tutti quei borghesi che si occupano dell’amministrazione cittadina. Il Sud deve aspettare una corte che crei uno stato centrale forte (Federico II di Svevia). Al Nord non si crea uno stato forte, ma nascono i comuni, ovvero piccole entità statali.
- Maggiore resistenza del latino in Italia per la presenza della Chiesa cattolica.
- Particolarità della situazione politica italiana, pluralità di enti politici nel centro-sud e frammentazione statuale.
Poemi di riferimento in altri paesi includono:
- Inghilterra, secolo VII, poema eroico Beowulf in lingua anglosassone (inglese antico);
- Germania, secolo XII, poema Niebelungenlied in alto tedesco medio (antico tedesco);
- Spagna, 1140 ca., poema epico Cantare del mio Cid;
- Francia, secoli XI e XII, letteratura in volgare con l’epica della Chanson de geste in lingue d’oil e la lirica provenzale in lingua d’oc;
- In Italia, solo nel secolo XIII si può parlare della creazione di vere opere letterarie in uno dei volgari presenti nella penisola, ma si ha presto una rivoluzione rapidissima: il petrarchismo influenzerà tutta l’Europa; Boccaccio diventerà l’inventore della prosa italiana.
Cultura latina medievale (mediolatina, dinamica e attiva)
Cultura mediolatina dal VI al XIII secolo;
- Forte relazione tra la cultura latina medievale e la nascente cultura/letteratura che usa le lingue volgari;
- Cultura mediolatina, ovvero una cultura europea espressa sia dal punto di vista geografico (dal Portogallo alla Polonia, dalla Scozia alla Sicilia) che linguistico, inteso come mezzo di comunicazione;
- Vitalità della letteratura mediolatina anche dopo la nascita dei volgari “letterari”, caratterizzata dall’uso del latino per scrivere e produrre cultura ancora per diversi secoli (Umanesimo e Rinascimento);
- Sostanziale bilinguismo degli intellettuali o degli scrittori dal Duecento in poi (Dante, Petrarca, Boccaccio, Poliziano, Savonarola, San Francesco laico e figlio di un mercante);
- Cultura umanistica italiana fortemente latina; il greco tornerà alla caduta dell’Impero romano d’Oriente;
- Rinascita carolingia del IX secolo durante il regno di Carlo Magno, che riesce a crescere intorno alla sua corte un cotè di funzionari (cultura latina).
Testimonianze di questo rifiorire sono soprattutto:
- Studi storiografici: Liutprando (vescovo di Cremona vissuto tra il 922 e il 972) e Paolo Diacono (VIII secolo) con l’Historia Langobardorum;
- Studi filosofici: Anselmo d’Aosta (sec. XII), Bonaventura da Bagnoregio (1221-1274), e Tommaso d’Aquino (1225-1274), con la Summa theologiae e la Summa contra gentiles.
La letteratura latina e volgare di quel periodo non sono espressioni di mondi culturali differenti. L’uso del volgare comincia sempre più a diffondersi in ambito burocratico, amministrativo o letterario, determinando quindi un allargamento del bacino di utenza culturale e degli strati sociali che non sanno né leggere né scrivere il latino.
I maggiori autori alla base della cultura medievale sono:
- Severino Boezio (480-526): de Consolatione philosophiae, con un avvicinamento alla mente di Dio;
- Aurelio Cassiodoro (490-583): il sapere si struttura in due grandi gruppi disciplinari, quello delle scienze umane e delle scienze divine, creando una gerarchia interna alle discipline.
Luoghi di produzione alla fine del VI secolo
I luoghi di produzione culturale alla fine del VI secolo sono Roma, Pavia, capitale del regno longobardo che occupa quasi tutta la penisola, Ravenna, capitale di territori bizantini che fanno capo a Costantinopoli, Monza e Verona. A partire dal VI secolo, la cultura comincia ad essere patrimonio escluso dei monasteri e in particolare di quelli benedettini, fondati da Benedetto da Norcia (480-547): Montecassino, Novalesa, Bobbio, Nanantola, Pomposa, Farfa.
Il Medioevo in Italia
Perché il Medioevo non ha prodotto in Italia una nazione come invece è successo in Francia o in Inghilterra? La risposta sta in diversi sostanziali punti:
- Rapporto con il Cristianesimo;
- Individualismo al centro-nord;
- Universalismo;
- Multiculturalismo anti-nazione al Sud per gli influssi della cultura latina, greco-bizantina, islamica, germanica e italiana.
L’apertura mentale di Federico II sarà determinante per la creazione di uno stato multietnico.
Il volgare italiano
L’utilizzo del volgare si manifesta ad un pubblico costituito anche da persone che non conoscono il latino. Il termine “volgare” non è dispregiativo, ma significa “lingua del volgo” in contrapposizione della lingua dei dotti che è il latino. Come nasce il volgare?
- Dal latino ufficiale: lingua letteraria di Roma elaborata dagli scrittori latini.
- Dal latino parlato: lingua popolare d’uso comune più umile, diffusa dai romani in tutte le regioni che conquistarono.
- Con l’Impero romano: il latino parlato conserva una relativa compattezza e unità.
- Dopo l’Impero romano (dal 476 d.C.) → formazione attraverso delle nuove lingue chiamate neolatine o romanze, perché nate dal ceppo unico del latino.
- Dalle principali lingue neolatine: italiano, francese, portoghese, spagnolo (castigliano), catalano, rumeno, sardo, provenzale, ladino.
- In Italia, con il tempo e soprattutto con l’uso letterario, grazie alla preminenza del toscano di Firenze: da volgare a lingua nazionale. Gli altri ‘volgari’ vengono relegati al ruolo di dialetti. I diversi volgari corrispondono più o meno alle diverse regioni.
Esempi più antichi di volgare non letterario
- Indovinello veronese (fine VIII – inizio IX secolo), scoperto nel 1924 presso la Biblioteca capitolare di Verona.
- Placiti cassinesi (960-963)
Esempi più recenti di volgare anche letterario
- Postilla amiatina (1087)
- Iscrizione di san Clemente (ultimi anni del secolo XI)
- Pianto cassinese (dopo il 1156)
- Ritmo cassinese (fine del XII secolo)
- Ritmo di sant’Alessio (fine del XII secolo), ritrovato incompleto e guasto in un codice conservato presso la Biblioteca comunale di Ascoli Piceno.
San Francesco (1182-1226)
Vita e opere
San Francesco nasce ad Assisi nel 1182 e dà inizio alla letteratura religiosa. Il padre Pietro Bernardoni, abile mercante di tessuti, gli garantirà un'istruzione. San Francesco conosce il latino e la cultura cavalleresca: è infatti un cavaliere che matura con un'educazione filosofica, teologica e letteraria. Sarà inoltre coinvolto in risse, problemi di gioco e relazioni promiscue con molte donne. L’azione di Francesco suscita un grande seguito popolare che lo costringe a fondare l’ordine dei Frati minori, approvato provvisoriamente da papa Innocenzo III e poi definitivamente da papa Onorio III solo nel 1223, salvandolo dall'essere giudicato eretico. Quest’attesa di oltre di quindici anni mostra un atteggiamento estremamente cauto della Chiesa nei confronti di tutti i movimenti pauperistici. Nel 1206, a 24 anni, vede per la prima volta la povertà fuori dalla città e fa riflessioni cadendo in una profonda crisi religiosa. Vive una fase di travaglio e di elaborazione di uno stile di vita angelico.