Introduzione
A chi dono... A chi dono un simpatico nuovo libretto appena ripulito con secca pomice? Cornelio, a te: tu difatti solevi pensare valer qualcosa le mie cosucce già allora, quando hai osato unico degli Italici spiegare tutta la storia con tre libri dotti, per Giove, e complessi. Dunque tieniti quanto più questo di libretto quale che sia; ma lui, o vergine patrona, duri perenne più di un secolo.
Chiedi quanti
Chiedi quanti tuoi baciamenti, Lesbia, mi sian sufficienti e di più. Quanto grande il numero di sabbia libica giace nella Cirene produttrice di laserpizio tra l'oracolo dell'infuocato Giove ed il sacro sepolcro dell'antico Batto; o quante stelle, quando la notte tace, vedono i furtivi amori degli uomini: che tu baci con altrettanti baci è sufficiente e di più per il pazzo Catullo, e che i curiosi non possano contare né gettare il malocchio con mala lingua.
Misero Catullo
Misero Catullo, smetti di impazzire, e ciò che vedi esser perso consideralo perduto. Un tempo ti rifulsero candidi soli, quando vagavi dove guidava una ragazza da noi amata quanto nessuna sarà amata. Lì, quando si compivan quei tanti giochi, che tu volevi né lei non voleva, davvero ti rifulsero candidi soli. Ora lei non vuol più: tu pure impotente non volere, non inseguire chi fugge, non viver misero, ma sopporta con mente ostinata, resisti. Addio ragazza, ormai Catullo resiste, non ti cercherà né, restia, ti pregherà. Ma tu soffrirai, quando senza valore sarai pregata. Malvagia, guai a te, che vita ti rimane? Chi ora ti avvicinerà? A chi sembrerai carina? Chi ora amerai? Di chi dirai di essere? Chi bacerai? A chi morderai la boccuccia? Ma tu, Catullo, ostinato resisti.
Furio e Aurelio
Furio e Aurelio, compagni di Catullo sia che penetrerà fra gli Indiani all’estremità del mondo dove il litorale è battuto dall’onda Eoa che risuona da lontano, sia tra gli Ircani o gli Arabi effeminati, sia tra i Sagi e i Parti che portano frecce, sia alle acque che il Nilo dalle sette bocche colora, sia che avanzerà al di là delle alte Alpi per visitare le testimonianze del grande Cesare, il gallico Reno e i Britanni orribili e ai confini del mondo, tutte queste cose, qualunque cosa porterà la volontà dei celesti, pronti ad affrontarle insieme a me, annunciate alla mia fanciulla poche parole non gentili: viva e se la spassi con i suoi amanti che in trecento tiene contemporaneamente abbracciati, non amandone nessuno davvero, ma allo stesso modo rompendo le reni di tutti; e non si volti a guardare come prima il mio amore che per colpa sua è caduto come un fiore del margine del prato, dopo che è stato toccato dall’aratro che passa oltre.
Che dire
Che dire, Gellio, che queste rosee labbruccia diventino più candidi della neve invernale, quando al mattino esci e quando l'ottava ora nel lungo giorno ti sveglia dal morbido riposo? Certo è un non so che: o davvero la fama sussurra che tu divori gli enormi manici d'un mezzo uomo? Certo è così: lo proclamano i fianchi rotti di Vittore il poveretto, e le labbra segnate dal siero pompato.
Nessuno forse
Nessuno bell'uomo forse fra tanta gente poté, Giovenzio, esserci, che tu cominciassi ad amare. Eccetto questo tuo ospite dalla moribonda sede di Pesaro più pallido d'una statua indorata, che ora ti sta a cuore, che tu osi preferire a noi, e non sai che impresa fai?
Quinzio
Quinzio, se vuoi che Catullo ti debba gli occhio altro se c'è qualcosa più caro degli occhi, non strappargli, quello che per lui è più caro degli occhi o quello che è più caro degli occhi.
Lesbia
Lesbia di me, presente il marito, dice moltissimo male: questo per quello scemo è massima gioia. Mulo, senti nulla? Se dimentica di noi tacesse, sarebbe sana: ora poiché sbraita e insulta, non solo ricorda, ma, e la cosa è molto più grave, è adirata. Cioè, brucia e parla.
Homoda
"Homoda" diceva Arrio, se mai volesse dire "comoda" e Per "insidie" "hinsidie", e davvero sperava d'aver parlato magnificamente, quando aveva detto più che poteva "hinsidie". Lo credo, così la madre, così suo zio materno libero. Così aveva parlato il nonno materno e la nonna. Inviato costui in Siria a tutti le orecchie riposarono sentivan queste stesse cose in modo liscio e lieve, né tali parole temevano per sé in seguito, quando all'improvviso giunge una notizia terrificante, il mare Ionio, dopo che Arrio era andato là, non era più Ionio, ma "Ionio".
Odio ed amo
Odio ed amo. Perché lo faccia, forse richiederai. Non so, ma lo sento accadere e mi torturo.
Celio
Celio, la nostra Lesbia, la bella Lesbia. La bella Lesbia, che lei sola Catullo più che se stesso e tutti i suoi, ora negli incroci e nei vicoli scortica i nipoti del magnanimo Remo.
Varo
Il mio Varo vistomi ozioso nel foro m'aveva portato dai suoi amori, battonella, come subito mi sembrò, non certo scortese né spiacevole, come giungemmo là, ci capitarono discorsi vari, tra cui, cosa ci fosse mai in Bitinia, come ci si trovasse, e quanto denaro mi avesse fruttato. Risposi ciò che era (vero), che non c'era nulla per gli stessi pretori, né per la coorte, perché nessuno riportasse la testa più leccata, specialmente quelli che avessero un pretore sporcaccione e non stimasse un fico la corte. "Ma tuttavia senz'altro, ribattono, cosa che si dice esser nata lì, comprasti uomini per la lettiga". Io, per rendermi più interessante per la ragazza, dico " Non mi andò così male che, per quanto sia capitata una brutta provincia, non potessi procurarmi otto uomini giusti". Ma io non avevo nessuno né qui né là che potesse mettersi sul collo il piede rotto del vecchio lettuccio. Allora lei, come s'addice al più invertito, "Per favore, dice, mio Catullo, prestameli un poco: voglio esser portata al Serapide" "Aspetta, ribattei alla ragazza, quello che ora ho detto di avere, mi scappa la memoria: il mio amico - è Gaio Cinna - lui se li comprò. Ma se suoi o miei, che m'importa? Li uso così bene come se li avessi comprati per me. Ma tu sei ben insulsa e noiosa, per causa tua non si può esser negligente"
Sallustio, De Coniuratio Catilinae
Tutti gli uomini che si impegnano ad essere superiori ai restanti esseri umani bisogna che si sforzino con il massimo impegno a non trascorrere la vita in silenzio come gli animali, che la natura creò chini a terra e schiavi delle pulsioni. Ma tutta la nostra forza è insita nell’animo e ne...