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Il Dizionario Biografico degli Italiani

Il Dizionario Biografico degli Italiani fu scritto a partire dal 1960 con l'obiettivo di scrivere la biografia di tutti i personaggi italiani importanti. Quest'opera è proceduta in maniera piuttosto lenta fino alla metà degli anni Novanta e fu pubblicata a spese dello Stato, così come l'Enciclopedia. Si era arrivati alla lettera M quando a causa della crisi economica si era proposto di eliminare quest'opera. Ci fu una raccolta di firme e l'idea di eliminarla tornò indietro, ma il testo fu molto ridotto nella lunghezza. Adesso si è arrivati alla pubblicazione della lettera R.

Storia di Giulietta e Romeo

All'inizio del 1500 viene inventata la storia di Giulietta e Romeo, poi resa famosa da Shakespeare. Siamo nel Rinascimento e gli italiani si considerano della stessa patria solo dal punto di vista linguistico e culturale mentre politicamente l'Italia è divisa sotto vari domini completamente diversi e si sentono nemici l'uno con l'altro.

La Repubblica di Venezia

La Repubblica di Venezia è uno degli Stati più importanti e da Porto vive in questo Stato ed è fortemente condizionato dalla realtà politica dei suoi tempi. Nell'Italia settentrionale il Regno di Napoli passerà sotto dominio spagnolo.

Le rivoluzioni del 1400

  • 1492 rivoluzione geografica: Cristoforo Colombo scopre l'America e cambia l'idea del mondo (prima si credeva fosse limitato a Europa e Oriente).
  • Rivoluzione economica grazie all'oro proveniente dall'America e lo sfruttamento dei nativi e delle miniere. Tutti questi metalli preziosi cambiano la realtà economica dell'Europa.
  • La stampa nella seconda metà del Quattrocento da Gutenberg che ha un'enorme diffusione in Italia. Molti stampatori tedeschi vengono a stampare in Italia, soprattutto in quella centrale. È qualcosa che cambia culturalmente le cose e darà lavoro a molte persone, soprattutto a Venezia che decide di togliere le tasse dalla stampa per agevolare gli stampatori e diventa il centro di stampa più importante. La diffusione della cultura fino a quel momento era dominata dagli uomini colti che facevano in modo che venissero copiati alcuni testi manoscritti piuttosto che altri. Quando si diffonde la stampa invece vengono stampati soprattutto i testi che avevano più successo tra il pubblico (libri più venduti sono il Vangelo e i libri di preghiera).
  • La Riforma protestante e la conseguente Controriforma concludendosi con una rottura netta.

L'importanza dell'Adriatico per Venezia

L'Adriatico è talmente tanto importante per Venezia che viene chiamato Golfo di Venezia. Era molto più facile spostarsi per mare che per terra. Per viaggiare per mare bisognava sfruttare la forza del vento oppure attraverso i remi azionati dai marinai. Per questo però era necessario stivare anche cibo per loro ed era quindi necessaria la presenza di porti per fare rifornimenti.

La dominazione straniera in Italia del 1494

  • Carlo VIII re di Francia.
  • Il Ducato di Savoia è spostato verso la Francia.
  • Il ducato di Genova in cui c'è il doge che resta in carica un numero limitato di anni.

Luigi da Porto

Da Porto nasce nel 1485 a Vicenza da una famiglia vicentina, ma per parte di madre (Savorgnan) è del Friuli. Il padre di da Porto è Bernardino da Porto e la madre è Elisabetta Savorgnan. La novella è dedicata a Lucina Savorgnan. Il padre muore quando lui è molto piccolo e viene affidato alle cure del nonno paterno.

L'importanza della famiglia materna è sottolineata dal fatto che i genitori di Luigi (o Alvise) da Porto muoiono in tenera età e Luigi e il fratello Fernandino (importante dopo la morte del fratello perché raccoglierà tutte le sue carte tra cui la novella di Giulietta e Romeo) vengono allevati dai nonni in un momento storico piuttosto agitato nell'Italia settentrionale in particolare.

Ambito storico

Venezia si sta espandendo verso Oriente, sta raggiungendo la sua massima espansione territoriale in Italia e questa preoccupa tutti gli altri Stati europei mentre all'Oriente l'espansione veneziana non preoccupa affatto. C'è una massima espansione anche dell'Impero romano che sta arrivando sempre più vicino allo Stato veneto (arriverà ai confini del Friuli) e nel 1507/8 arriverà fino a Conegliano. I Turchi quindi arrivano alle porte di Venezia e si ritirano soltanto, anche se vincitori, perché sta arrivando l'inverno: è l'inizio di ottobre e non sono sicuri di poter avere rifornimenti per tutto l'esercito.

Per Venezia era importantissimo il commercio e il suo fine era il guadagno; il massimo guadagno si ottiene:

  • Non pagando dazi o tasse.
  • Rivendendo la merce a prezzi molto superiori a quelli d'acquisto.
  • Trasportando le merci da posti in cui ci sono e costano poco ad altri in cui se ne aveva bisogno senza pagarci sopra nulla.

Questo si ottiene trasportando le merci attraverso la forza fisica o della natura, quindi per mare con rischi di tempeste (anche se navigando lungo i porti si potevano fare tratti piccoli alla volta con più sicurezza). Le navi all'epoca erano piccole, contenevano acqua e cibo per i marinai che erano limitati (perché grazie alle numerose soste ci si poteva rifornire); si cercava di stivare la maggior quantità di merci possibile e di andare su luoghi di proprietà dello Stato in cui non si pagavano dazi. I veneziani quindi hanno sempre messo come priorità il fatto di possedere lungo le coste dei luoghi di proprietà della Repubblica di Venezia dove quindi non pagavano dazi e tasse (questo lungo le coste dell'attuale Romania e Grecia e Cipro di proprietà veneziana). Cipro verrà persa nel 1570 e nel 1571 ci sarà la battaglia di Lepanto.

Questo è il momento della massima espansione in Italia della Repubblica di Venezia (si estende per tutte le coste dell'ex-Iugoslavia, Istria e Dalmazia) e i suoi confinanti erano il regno di Ungheria (in cui l'impero ottomano si stava espandendo sempre di più). I Turchi restano ufficialmente dei nemici ma con i quali si fa commercio e si arriva ad un rispetto reciproco e anche gli ottomani nei confronti dei veneziani (dai quali comprano soprattutto i vetri). Mentre i veneziani compravano da loro spezie ed altro.

L'espansione veneziana approfitta della situazione politica del tempo. Il papa non è solo un dominatore spirituale ma è anche un capo militare e signore di uno Stato. Venezia approfitta delle lotte degli altri Stati. Ravenna, Cesena sono sotto il dominio veneziano perché prese con volontà del papa per toglierle al figlio di un altro papa (Cesare Borgia che aveva cercato di fondare uno Stato nell'Italia centrale e il papa per ostacolarlo aveva aiutato Venezia). Quindi la Repubblica si estende a Est prendendo tutto il Friuli e a Ovest dove cerca di insidiare il ducato di Milano (prima indipendente e poi bramato da Francia e Spagna). A Sud ci sono piccoli domini (Ducato di Ferrara, marchesato di Mantova molto importanti) mentre il papa cerca di arrivare a Nord verso Venezia.

Venezia preoccupa sia gli Stati italiani che quelli europei quindi viene fatto il Patto di Cambrai in Francia in cui c'è un accordo di grandi potenze per andare contro l'espansione veneziana. Venezia è l'unico Stato che continua a perdurare perché governato da un'oligarchia abbastanza ampia per numero di famiglie che si controllano le une con le altre mentre negli altri Stati quando un signore prende il potere può essere abbattuto facilmente. A Venezia c'è stato un solo caso di una famiglia che cerca di diventare dittatrice che viene decapitato per volontà di tutti (doge Marin Faier). Quindi se altri avevano volontà di diventare re assoluto avrebbe fatto una brutta fine. Questo dà grande forza a Venezia grazie alla continuità di potere (è negativo avere governi che continuamente cambiano).

La Lega di Cambrai

La Lega comprende:

  • Francia con Luigi XII (morirà il 1 gennaio 1515 e gli succederà Francesco I) è a Milano.
  • L'imperatore Massimiliano I del Sacro Romano Impero germanico ha il Tirolo, la Carinzia confina a Nord ed Est con Venezia.
  • Il papa terribile, guerriero non ha nulla di religioso Giulio II (eletto papa nel 1503 e muore nel 1513 quindi 10 anni di papa guerriero).
  • Mantova.
  • Ferrara per un certo periodo e il Ducato di Urbino (con il quale da Porto ha molti rapporti).

Venezia è quindi circondata da nemici ma ha un esercito forte e in particolare due comandanti molto bravi: Nicolò Pitigliano e Bartolomeo d'Alviano che cercano di fermare l'arrivo delle truppe nemiche. Con il Patto gli Stati si erano già divisi la Repubblica di Venezia: la Francia avrebbe ottenuto tutto il territorio al di là di Milano fino a Verona (il confine sarebbe diventato il Lago di Garda), il SRI invece la parte di Verona, Vicenza, Padova, Venezia e il Friuli. Questo accordo è importante perché le invasioni verranno attuate da quegli Stati che già teoricamente quelle zone si erano presi. A Vicenza quindi ci sono i soldati di Massimiliano I.

Le guerre di Venezia

Il problema è che questi non avevano tenuto conto della forza dell'esercito mercenario di Venezia e quindi l'accordo (che avrebbe dovuto risolvere il problema in poco tempo) diventa molto più complicato di quello che sembrava. Va avanti fino alla fine del 1516. La guerra viene cominciata da Massimiliano I che chiede di passare con il suo esercito per la Repubblica di Venezia (questo significava che i soldati avrebbero messo a ferro e fuoco la terra, devastazione, conseguenze negative per i civili e i contadini) con la scusa di andare a Roma dal papa. L'imperatore occupa Pieve di Cadore e arriva con un altissimo numero di soldati in inverno, riesce ad occuparlo ma i veneziani hanno Bartolomeo d'Alviano che con un inganno riesce a far venire i soldati a valle e con l'esercito che lui aveva a Bassano li circonda da dietro e li vince. Nonostante queste vittorie nel 1509 c'è la Battaglia di Agnadello in cui si ha l'unione dell'esercito francese e tedesco contro i veneziani e i due generali non riescono a mettersi d'accordo e vengono fatte fuori entrambe le parti dell'esercito. I veneziani si ritirano e scappano e i francesi arrivano fino a Mestre. Venezia è isolata dalla laguna (il ponte della Libertà non c'era ancora ma verrà costruito nel 1846 per la ferrovia) e questa è la sua fortuna che ha evitato che la città venisse distrutta dai francesi. Tutta l'altra zona (Verona, Vicenza e Padova) viene occupata dai militari dell'impero austriaco. Quindi abbiamo una disfatta totale. Siamo nel maggio del 1509 e in questo stesso anno Vicenza e Verona sono occupate, si ribellano, si liberano, tornano sotto Venezia ma i tedeschi le rioccupano. La ribellione inizia a Padova che era occupata dai Lanzichenecchi, un esercito di mercenari che mettono la città a ferro e fuoco, gli abitanti si ribellano e i veneziani riescono a tornare. Da Padova la ribellione si sposta a Vicenza. Qui i da Porto si mettono inizialmente con i vincitori, quindi i tedeschi ma poi prendono le parti di Venezia anche quando poi Venezia perde. Venezia torna ad occupare Vicenza nel novembre del 1509. All'inizio del 1510 Vitigliano muore e viene nominato un altro generale, Andrea Gritti, che nel 1523 diventa anche doge. I dogi hanno sempre esperienza sia economica che politica e a Venezia resta in carica fino alla morte mentre invece a Genova solo 2 anni. I veneziani nel maggio del 1510 vengono ricacciati da Vicenza, che era in disastro economico a causa di questi continui cambiamenti. Da Porto vive in questa situazione. Venezia rientra nel maggio successivo.

La famiglia da Porto durante la Lega di Cambrai

A questo punto gli alleati cominciano a litigare tra di loro perché anche se la divisione era già stata fatta non avevano calcolato che questa divisione dell'occupazione sarebbe costata così tanto. Il papa Giulio II inizia a litigare con i francesi e usa anche l'arma religiosa cioè la scomunica e propone (1511) di lasciare i francesi e allearsi con i veneziani. I veneziani nel frattempo avevano cercato alleanze economiche con il mondo orientale per distruggere i commerci di tutti quelli che non erano veneziani. Accordo con i turchi perché distruggano le navi dei nemici di Venezia. Il papa va contro la Francia e si allea con Venezia. Negli anni 1513 e 14 c'è una serie di battaglie nella zona del Friuli in cui alternativamente vince Venezia e gli imperiali ma sono guerre molto sanguinose e che portano pochi vantaggi a entrambe le parti. Nel settembre del 1515 la battaglia di Marignano ha talmente tante perdite che si arriva per forza ad una pace anche per il fatto che i grandi capi (Giulio II e Massimiliano I) che avevano portato avanti questa lotta erano morti (morte naturale non in battaglia). Coloro che succedono (Francesco I di Francia e il papa Leone X Medici) vogliono la pace (erano stati spesi troppi soldi) e si arriva ad un accordo: Venezia resta con i suoi territori fino a Bergamo e non cercherà più espandersi in Italia, il papa si riprende alcune città, dominazione spagnola nell'Italia meridionale e dominazione francese nel Ducato di Milano.

La famiglia da Porto subisce le vicende della Lega di Cambrai e successiva guerra: inizialmente convinti del fatto che Venezia non possa vincere prendono la parte degli invasori e in questo momento da Porto inizia a scrivere la prima opera, le Lettere storiche. In queste racconta sotto forma di lettera (molto usata in questo periodo) come stavano andando le cose storicamente. Inoltre in una lettera personale aveva affermato che la sua famiglia era portata a sostenere chi vince (un'affermazione poco eroica). La famiglia materna sarà sempre molto importante per lui. Nell'agosto nel 1509 le truppe di Massimiliano occupano Vicenza e vengono requisite le case dei da Porto, per ospitare i generali e le alte cariche dell'esercito vengono requisite le case dei nobili. Da Porto non la vede come cosa negativa perché dice che almeno non facevano terra bruciata ma semplicemente usavano le loro cose. La dedicataria della novella di da Porto è la cugina Savorgnan. I Savorgnan sono fedelissimi della Repubblica e quindi da Porto decide di passare dalla sua parte. Venezia lo invita a iniziare una carriera militare, anche se la sua educazione era umanista. La sua educazione raffinata era stata effettuata a Urbino, in cui c'era Elisabetta Gonzaga (sorella del duca di Mantova) imparentata con i da Porto che aveva sposato il duca di Urbino. Da Urbino da Porto se ne era andato perché c'era una minaccia di peste e ritornò in Veneto. Aveva frequentato la corte della regina Cornaro ad Asolo e altre grandi corti per la sua formazione. Venezia gli dà già un grado quando lo fa entrare nell'esercito, comandante. Quando gli viene raccontata la novella di Giulietta e Romeo lui si sta spostando, perché viene mandato in Friuli come militare ma lui si lamenta perché vorrebbe essere in una zona più viva del combattimento. Il campo generale era a Cividale ma viene spostato a Gradisca (la novella è narrata durante lo spostamento da Gradisca ad Udine per vedere la situazione lì).

La carriera militare di Luigi da Porto

Nel frattempo da Porto ha partecipato ad una serie di scontri in campo aperto in cui lui si comporta da bravissimo soldato anche in maniera eroica e facendo prigionieri tedeschi anche importanti. Novembre 1510 c'è un'imboscata fatta ai tedeschi in cui di nuovo viene dimostrata l'astuzia e il valore di da Porto. Nel 1511 c'è uno scontro che sarà quello definitivo per da Porto: i suoi soldati combattono contro quelli imperiali nella battaglia del Natisone in cui vincono i veneziani ma da Porto viene ferito alla gola da cui non si riprenderà per tutta la vita. Se da Porto non avesse avuto la famosa ferita nella battaglia del Natisone avrebbe continuato a fare soltanto l'uomo d'armi. Questa ferita, che lo condiziona in maniera gravissima anche a livello psicologico, permette a noi di avere le sue opere. Quindi il condizionamento storico è fondamentale.

Italia del Rinascimento

L'Italia si sente culturalmente una nazione unica soprattutto perché si scrive nella stessa maniera (dialetti invece diversi) ma politicamente è divisa in vari Stati, nemici tra loro. Tutti gli Stati sono importanti perché in un certo senso dettano il modo di comportarsi, vestirsi e gli artisti sono scelti da uomini e donne con molto buon gusto (sono artisti che poi diventeranno importanti come Giorgione o Raffaello).

La situazione politica in Italia

  • Ducato di Ferrara con la famiglia d'Este.

Eleonora d'Aragona è figlia del re di Napoli. I figli maschi erano più importanti, le femmine usate solo per fare accordi con altri Stati. Il duca poi ha una serie di figli illegittimi. La prima figlia femmina è un personaggio importantissimo nella storia della cultura italiana. Anche Beatrice viene usata per un matrimonio diplomatico con il duca di Milano (ad Ovest). L'erede al ducato è Alfonso ed è colui che combatte contro Venezia (e da Porto) nella Lega di Cambrai. Ippolito (protettore dell'Ariosto non era un uomo molto religioso) viene indirizzato verso la carriera religiosa e a 8 anni diventa cardinale e poi Primate d'Ungheria. Gli ultimi due figli maschi: Ferrante (Ferrante è il nome del nonno materno) cerca di fare una congiura nei confronti del fratello Alfonso per togliergli il potere ma viene scoperta dalle guardie del corpo di Ippolito e gli altri congiurati vengono condannati a morte mentre Ferrante vengono imprigionati fino alla morte. Sigismondo invece era favorevole al fratello Alfonso ma aveva la sifilide perché andava con troppe donne e muore relativamente giovane.

Ippolito ha comunque figli illeciti. Alfonso ha invece un matrimonio molto importante, quello con la figlia del papa Lucrezia Borgia. Questa gode la fama terribile dovuta alla sua discendenza ma è una donna che ci tiene molto alla cultura, bellezza, stile, fascino. È, in quanto donna, strumento per matrimoni diplomatici.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/10 Letteratura italiana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher erica2507 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura italiana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Perocco Daria.
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