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Riassunto esame Letteratura inglese, prof. Vallaro, libro consigliato Inventing Ireland: The Literature of a Modern Nation, Kiberd Appunti scolastici Premium

Riassunto per l'esame di Letteratura inglese della prof.ssa Vallaro, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Inventing Ireland: The Literature of a Modern Nation, Declan Kiberd . Capitoli su: A new England called Ireland, Oscar Wilde – The artist as Irishman, Bernard Shaw, Somerville and Ross – Tragedies of Manners,... Vedi di più

Esame di Letteratura inglese docente Prof. C. Vallaro

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ESTRATTO DOCUMENTO

negli Stati Uniti contro la deportazione dei nazionalisti indiani. Sempre in

questo periodo, ad un irlandese bastava conoscere la storia della sua terra

natale per sapere cosa succedeva in India con la carestia. Se gli scrittori

irlandesi e nazionalisti non riconoscevano un’identità tra loro e i movimenti

degli altri paesi colonizzati, questo succedeva perché essi non erano abituati

al metodo comparativo, pensando che gli irlandesi fossero unici. Comunque,

nonostante queste alleanze, non si può dire che la creazione di un fronte anti-

imperiale fosse seriamente possibile, anche perché l’Irlanda e l’India erano

geograficamente molto distanti e poi gli indiani erano molto più solidali con

gli irlandesi di quanto questi ultimi non lo fossero con loro.

CAPITOLO 15

Gli studenti irlandesi che hanno studiato la letteratura inglese alla fine del

XIX secolo o all’inizio del XX, si sono ritrovati a leggere la storia di come

sono stati banditi dalla loro stessa casa (infatti ormai la lingua irlandese era

stata bandita dalle scuole). Ma allo stesso tempo i bambini così educati, una

volta diventati uomini e donne, potevano usare le potenzialità di Shakespeare

per giustificare sé stessi (Yeats stesso affermò che il fallimento di Riccardo

II nell’omonimo romanzo era dovuto ad una sensibilità e sofisticatezza nell’uomo

molto superiore a quella del personaggio negativo della storia – Bolingbroke – e

non all’inettitudine del protagonista. E dal punto di vista di Yeats, “ Richard

the Second ” era la storia dell’Inghilterra contro l’Irlanda). Quindi gli

irlandesi potevano usare Shakespeare per ripudiare le critiche di chi lo

insegnava nelle classi; e soprattutto, potevano mandare le loro riletture

sovversive (cioè le loro critiche) dello stesso autore in Inghilterra (come fece

Yeats) e questo grazie al fatto che lo avevano studiato a scuola e che avevano

studiato la lingua inglese. In poche parole per la prima volta nella storia gli

irlandesi potevano praticare la critica. Leggendo l’Inghilterra, gli artisti

impararono a riscrivere l’Irlanda e questo permise il RINASCIMENTO IRLANDESE.

Capitolo 16: Inventing Irelands

Per gli irlandesi erano teoricamente raggiungibili due tipi di libertà: il

ritorno alle radici gaeliche, oppure la ricostruzione di un’identità nazionale,

ricominciando dal principio di tutto.

La prima strada si trasformò ben presto in nazionalismo, sorretto da alcune

èlite politiche, mentre la seconda offriva liberazione, e fu appoggiata da molti

autori dell’epoca.

W. B. Yeats inizialmente appoggiò la prima forma, ma alla lunga se ne stancò,

poiché anch’egli notò che nessuno dei due modelli presentati era autosufficiente

ma avevano bisogno uno di qualche caratteristica dell’altro.

Anche la politica del “ ritorno alle origini ” presentava alcuni difetti,

difatti; le origini rimaste erano veramente poche, solo delle piccole comunità

di lingua irlandese nei villaggi più remoti.

Synge, che appoggiava questo tipo di politica, descriveva i nativi irlandesi

come il vecchio e forte stampo, da imitare, ma li accusava di recitare un po’

troppo il loro ruolo.

Effettivamente, sembrava quasi che il nativo irlandese, invece di cercare una

propria identità nazionale, volesse essere ciò che gli inglesi si aspettavano

ch’egli fosse, in una sorta di sottomissione all’Inghilterra.

L’Inghilterra costruì una nuova Inghilterra in Irlanda: gli irlandesi cercavano

di costruire uno stato non-inglese, ma in realtà cercavano di apparire non-

irlandesi.

Molti storici hanno paragonato questo comportamento dei nativi irlandesi a ciò

che J.P. Sartre scrisse sugli ebrei.

Un modo per uscire dallo stereotipo inglese era, secondo Mahon, liberare il

proprio sé, prima buttando via gli specchi e concentrandosi solo sul proprio io,

poi prendendoli e disprezzare la propria identità, fino ad arrivare ad

un’accettazione, una specie di odio-amore per la propria immagine.

Capitolo 17: Revolt into Style - Yeatsian Poetics

Yeats è convinto che lo stile sia uno strumento di redenzione, e che sia più

importante del contenuto o delle idee: infatti egli ha poco da dire e molto da

esprimere, e ciò che esprime è proprio la non importanza del contenuto. Questa

visione non si applica solo alla scrittura ma a tutti i tipi di arte, e troviamo

testimonianza di ciò in alcune sue opere.

Coerentemente, in tutti i suoi lavori, nei primi come nei capolavori, Yeats

segue questa strada, e sembra sempre dare più importanza alle parole rispetto al

messaggio: egli dona amore allo stile, poiché questo suo sogno possa prendere

forma, ma la sua paura era di “ cantare una lingua sconosciuta al popolo ” ,

ovvero di usare un linguaggio troppo complicato.

La volontà di concettualizzare questo metodo la si può ritrovare nel “ The

Moods ” , dove spiega, contro la visione puritana, che secondo lui l’arte crea le

emozioni, non le descrive.

Sempre secondo Yeats, lo stile riesce a superare il contenuto solo accennando

quest’ultimo: il suo primo lavoro in questa direzione è “ The Cap and Bells ” ,

seguito da “ the Wind among the Roads ” . Proprio grazie al loro contenuto

velato, le opere possono essere lette con più sfumature, da politiche a

religiose.

Anche Yeats parla spesso di maschere: secondo lui queste non offrono la verità,

ma un modo per arrivarci, e quindi offrono in un certo modo solo poco contenuto…

esattamente come la pensava lui.

Nell’opera “ The Magi ” , la poetica di Yeats diventa praticamente una forma

senza una sostanza finalizzante; questa stessa forma di anticlimax sarà poi

scagliata contro la cristianità dallo stesso autore.

Capitolo 18: The last Aisling - A Vision

A Vision è un’ opera di Yeats, nel quale egli si occupa tanto di politica,

secondo Kiberd, quanto di filosofia. Era infatti nelle intenzioni dell’autore

donare una fondazione spirituale alla neonata Irlanda. L’uso dell’articolo

indefinito nel titolo è però abbastanza inusuale, e ci fa capire che forse lo

stesso Yeats non era completamente convinto di questo progetto.

La maggior parte dell’opera è composta da litigi interiori, lotte con il Demone

presente dentro ognuno, e l’autore paragona queste lotte alla Guerra Civile,

fase non positiva ma prevedibile nella storia di una nazione.

Nello scritto Yeats esamina i due opposti contemplazione e azione, e cerca in

tutti i modi possibile di conciliare questi opposti, creando una “ Third Way ” :

ovviamente il significato politico è palese, poiché lo stesso Yeats paragona

contemplazione e azione a due realtà storiche: la prima è l’” A nglo Gyre ”

(democratico, scientifico, oggettivo, cristiano, realistico), la seconda è il

“ C eltic Gyre ” (gerarchico, estetico, visionario, soggettivo, pagano e

idealistico). L’unione tra questi è l’ ” Anglo-Irish ” , e Yeats estrapola questa

idea e tenta di usarla per conciliare questi opposti anche in politica e in

filosofia. La fase politica è piuttosto controversa, essendo stato il suo lavoro

additato come “ Enciclopedia fascista ” , ma anche come seguace dei Marxisti:

Yeats invece si distacca da un regime, perché sarebbe assolutamente inutile e

dannoso per l’Irlanda, però le sue idee sono simili a quelle di Hegel, che

aveva ricevuti le stesse contestazioni. Era simile ai marxisti perché Yeats

predicava la libertà, ma a differenza dei socialisti, per lui la libertà era

libertà di fare ciò che è già stato predeterminato nel modo che si vuole; altra

differenza era la concezione della storia, ciclica secondo Yeats, lineare per i

marxisti.

In campo filosofico lo scrittore invece esamina parecchi autori, estrapolando

idee qui e là: la sua concezione spazia da una visione tragica della vita ad una

visione del mondo come oggetto di contemplazione, ovviamente da accordare con

l’azione: la contemplazione deve infatti essere cercata all’interno di sé

stessi. Yeats giunge infine alla conclusione che questa “ Third Way ” che tanto

ha cercato è lo Stile, e il vivere secondo stile è la giusta integrazione tra

libertà e necessità.

Capitolo 19: James Joyce and Mythic Realism

Questo capitolo si dilunga sulla presenza nelle opere di Joyce di elementi che

parlano dell'Irlanda e in più esamina il “ Mythic Realism ” , spesso presente

nelle opere di questo autore.

La situazione di Joyce è abbastanza particolar, essendo lui emarginato

dall'Irlanda e sprezzante dell'Inghilterra, al punto di scegliere di vivere in

Italia; ma nel suo esilio portò con sè parte della cultura Gaelica, seconda la

quale la letteratura era l'unico modo per risvegliare la coscienza degli uomini.

Quindi egli scrisse, convinto di voler ricavare qualcosa di nuovo cambiando

qualcosa nel passato, cioè senza inventare ex novo. A proposito della questione

irlandese, Joyce scrisse che gli Irlandesi erano ormai ovunque, distribuiti

lungo tutta la Terra, e a questo punto si sentivano addirittura stranieri a casa

loro, perchè si era sviluppata in loro una “ mente senza casa ” ; il peggior

sbaglio che gli irlandesi potrebbero fare sarebbe però arrendersi al quello

status di colonia rappresentato nei “ Dubliners ” , dove ogni impulso, e ogni

situazione diventa un'autonegazione.

L'autore predica il distaccamento dall'Inghilterra, però egli stesso non ha mai

nè voluto, nè provato a scrivere in irlandese, proprio perchè accusava le menti

irlandesi di essere ormai troppo influenzate da quelle inglesi, fino al punto di

stabilire l'esistenza dell'Irlanda sotto il punto di vista inglese.

Mentre nei “ Dubliners ” Joyce rappresenta un' Irlanda serva inglese, in “ A

Portrait of the Artist as a young Man ” fonda un' illusione di rinascita, e

denuncia la situazione di una ex-colonia di quel periodo; in più, anche se lui

preferiva certamente scrivere che prendere parti politiche, disse che se una

colonia viene governata sotto una tirannia, logicamente non si può giudicare

sbagliata una ribellione. E aggiunse che “ tutto ciò che è stato concesso

dall'Inghilterra all'Irlanda, è stato offerto sulla punta di una baionetta ” .

Il Mythic Realism invece non è altro che l'unione fatta da Joyce nei suo

racconti tra gli antichi miti e la realtà quotidiana irlandese, di cui l'esempio

più evidente è l' “ Ulysses ” , definito come un perfetto miscuglio

interculturale. Il grande merito di questa tecnica è, secondo i critici, di aver

portato a pensare al tempo non più come una linea retta ma come un'insieme di

circoli e spirali, come avviene appunto nella succitata opera, che non segue

l'ordine cronologico ma l'ordine della mente.

Capitolo 20: Elizabeth Bowen - The Dandy in Revolt

Questo capitolo parla della visione degli Anglo-Irlandesi da parte di Elizabeth

Bowen: eccone un riassunto dei punti salienti, sottoforma di parole chiave.

Anglo-Irlandesi: Kiberd dà una lettura delle opere della Bowen in chiave

storico-politica; la scrittrice è anche lei vissuta nello stesso tormentato

periodo di Yeats, ed era un’insegnante di scuola,per di più Anglo-Irlandese:

questo ha molto condizionato la sua visione delle condizioni del mondo che la

circondava. Secondo lei gli uomini, in generale, non dovevano essere qualcosa di

preciso, ma esplorare molte strade, e non cristallizzarsi su un’unica, in modo

da non poter essere descritti con un aggettivo: significativo di questo è

l’esempio del suo racconto più noto, dove la protagonista, che per caso sente

una signora parlare di lei, comincia a far rumore e a tapparsi le orecchie, in

modo da non sentire come la giudicavano: niente etichette insomma. La condizione

degli Anglo-Irlandesi è particolare, in quanto in Inghilterra saranno per sempre

additati come Irlandesi e in Irlanda al contrario, ma secondo la Bowen bisogna

essere superiori tutto questo, e mantenere un atteggiamento distaccato.

Illusione: La Bowen dà molta importanza all’illusione, intesa come fantasia

costruita per nascondere il mondo reale. L’uomo vuole vivere nell’illusione, e

segue i propri ideali; molti conflitti possono nascere da questo, come appunto

quello tra Irlanda e Inghilterra, dato da due concezioni diametralmente opposte.

Frase topica: “ l’illusione è arte, ed è con l’arte che noi viviamo ” . Richiama

anche in qualche modo la visione di Yeats. Un forte richiamo a Yeats è presente

nella grande importanza che la scrittrice dà allo stile, di cui aveva la stessa

concezione.

Dandy: Il Dandy è una figura base negli scritti della Bowen: molti personaggi

delle sue opere infatti incarnano in modo più o meno evidente lo stereotipo

Wildiano del Dandy. Questi deve essere un grande oratore, e un gran sognatore,

in quanto deve vivere nell’illusione, precedentemente descritta. Allo stesso

momento dev’essere però in grado di vedere ed affrontare la realtà, senza

scadere però nel cinismo, che addita come pessimo difetto.

Cap.21 fathers and sons

Nelle società sull’orlo della rivoluzione,la relazione tra padre e figlio è

ribaltata.

Il Risorgimento irlandese è caratterizzato dalla rivolta dei figli contro i

padri.Questi infatti avevano perso la faccia,rifugiandosi all’interno del

circolo dell’alcolismo e della disoccupazione.

La famiglia era l’unica cosa in cui ci si poteva identificare…..la legge,lo

stato ecc. erano in un certo senso “ alieni ” .

Le donne chiedevano ai propri figli un supporto anche morale in quanto gli

uomini erano molto spesso un fallimento come mariti. Lo spazio non colmato dai

padri era occupato per lo più dalle madri che si trovavano a svolgere 2 ruoli

all’interno della famiglia.

Questi “ superpoteri ” delle donne sono molto evidenti in alcune opere

dell’Irlanda Rinascimentale.

Nessuno,in questo periodo riuscì a dare una spiegazione soddisfacente a questa

caduta della famiglia e questo successe nonostante molti poeti e scrittori,che

potevano dare una motivazione,persero il padre quando erano ancora

piccoli(Synge),ne ebbero uno inefficiente(Joyce)o uno che si rivelò un totale

fallimento(Yeats,Wilde).

La loro rivolta contro un insoddisfacente padre contribuì a modificare la

letteratura,soprattutto nei primi anni del 20°secolo.In questo periodo

infatti,il cambiamento della società,portò al concetto di generazione.

Il distaccamento tra padre e figlio aumentò ancora e questi artisti furono

costretti a scrivere solo per la loro generazione.

Con l’arrivo della rivoluzione poi,ognuno diventa autonomo e si crea i propri

valori…i padri continuano a raccomandare ai figli prudenza ma ormai questi

decidono da soli.

La rivolta dei figli non va contro la tirannia dei padri ma contro la loro

inefficienza…I giovani cercano quindi di ricrearsi un padre secondo le loro

necessità.

Questo fatto portò gli scrittori irlandesi a dover proporre una nuova visione

del passato,che cancellasse le cose negative. E se prima si faceva riferimento

al padre per determinare i valori essenziali della vita,ora non più.

I figli non accettano i consigli del padre ma non rifiutano la sua

figura,nonostante in questo periodo ne nacquero di nuove e autoritarie.

In Irlanda,dopo essere arrivati ad una sorta di indipendenza nel 1922,non solo

gli intellettuali ma anche molti giovani tra i 30 e 40 anni emigrarono.

Questo fu dovuto,non solo alla povertà e all’odio verso la legge ma anche al

fatto che a loro si presentava una vita di tipo mediocre!Questo fece si che il

Paese si trovasse privo di una generazione intermedia,che sarebbe stata capace

di mediare tra quella vecchia e quella nuova!

Cap.22 mothers and daughters

Se I figli devono sfidare I padri per diventare degli uomini,quello che devono

fare le figlie è molto più problematico.

Anche i più grandi pensatori dell’età moderna definiscono la rivolta delle donne

come un tentativo di mogli e figlie di togliersi di dosso quelle restrizioni e

quelle immagini nelle quali erano sempre identificate. Le donne iniziarono a

lamentarsi della loro poca libertà e mancanza del diritto di voto…decisero così

di “ combattere ” per i loro diritti.

Nella 2^ metà del 19°secolo,il numero di donne che lavoravano in industrie

diminuì molto…..il loro contributo nell’agricoltura sembra poco importante e

l’Irlanda diviene un Paese dove prevalgono i valori degli uomini.

Saper leggere e scrivere era 1 spada a due tagli in quanto contribuì a creare

donne molto più indipendenti;numerosi college e università furono infatti aperte

anche al sesso femminile.

La loro grande conquista voleva però essere il suffragio universale e la nascita

di una IRISHWOMAN(impegnata in casa ma anche al di fuori)! Per questo iniziarono

molti scioperi che però non scossero particolarmente gli uomini.

Quando nel 1916 la ribellione irlandese scoppiò,molte donne ne presero

parte.Molte di esse rivestivano compiti quali infermiere,cuoche o magazziniere.

Dopo tutto questo,una prima proclamazione si dimostrò incoraggiante in quanto

prevedeva uguali diritti per i due sessi.Più tardi,nel febbraio 1916 venne dato

il diritto di voto alle donne con più di 30 anni.

Il sesso femminile sostenne Sinn Féin e riuscì a farli ottenere una grande

vittoria. A questo proposito va detto che una donna divenne deputato alla Camera

dei Comuni.

Negli anni 1919-1920 le donne rifiutarono le parrucche e gli abiti

lunghi,protestando contro le irruzioni delle forze inglesi nelle case dei

repubblicani.

Nel 1922 la Costituzione diede il pieno diritto di voto alle donne.Sono proprio

loro che cercarono in tutti i modi di evitare la guerra civile.Per questo non

vennero nemmeno ringraziate,anzi,molte vennero imprigionate dalla corte

militare.

Durante la guerra civile quindi,il ruolo della donna venne limitato all’interno

delle mura domestiche.

Nel periodo del Rinascimento gli scrittori cattolici esaltavano la donna

irlandese come una emblematica madre e una cameriera senza pudore.

Gli scrittori anglo-irlandesi attribuirono ad esse il desiderio sessuale e il

potere di un eroina.

La letteratura(novelle)dei primi decenni dell’indipendenza vedeva la famiglia

non solo come un qualcosa dove identificarsi ma anche come la sede dei conflitti

tra generazioni e contro le tirannie della società.

Nel periodo invece della 2^ guerra mondiale,la famiglia era,per alcuni una

trappola,per altri una zona di resistenza dove l’amore intenso era ancora

possibile contro il mondo della politica.

Prostestant revivals

Nel maggio 1922 i protestanti chiesero all’arcivescovo se potevano continuare a

vivere nel Paese,ottenendo una risposta positiva.

Nonostante questo,in circa 20 anni il numero dei protestanti nelle scuole si

dimezzò.

Yeats si schierò contro questo fatto.Nel dibattito all’interno del Senato per

bandire il divorzio,Yeats disse che: Se si mostrava che l’Irlanda del sud era

governata solo da idee cattoliche,non si sarebbe conquistata anche quella del

nord.

Secondo lui,una legge che prevedeva un matrimonio indissolubile,avrebbe creato

troppa tolleranza e irresponsabilità nelle relazioni sessuali.

Yeats vedeva nelle idee liberali del protestantesimo,una più autentica visione

dell’Irlanda Gaelica.

Il fatto che egli non fu più richiamato al Senato confermò le sue idee: i

protestanti scelti servivano solo per raggiungere gli scopi dei cattolici e

potevano facilmente essere dimessi dalla teocrazia del nuovo Stato.

Yeats,facendo leva sulla morale,voleva che i magistrati non facessero più conto

su libri come Darwin,Proust,Marx,Balzac,Flaubert e più in generale,con tutto ciò

che aveva a che fare con il cattolicesimo.

Nello Stato si era creata intolleranza….cosa brutta se si pensa che l’Irlanda

voleva apparire come un Paese tollerante e liberale.

Yeats per questo sognava di poter unire le 2 irlande:quella gaelica e quella

inglese.Ma fu un completo disastro!

Con il tempo,i cattolici riuscirono ad avere la meglio sui protestanti che

provavano sempre più rabbia.

A Dublino,la Costituzione del 1937 fu una buona risposta:escluse i 6 territori

del nord dal “ De Facto Jurisdiction ” .

La vita della minoranza cattolica nelle 26 città divenne buona….vivevano con

tranquillità,con le loro leggi…

Dato che erano una minoranza non potevano pretendere tanto ma si accontentarono.

Erano molto spesso sostenuti e difesi da diverse organizzazioni.

Cap. 23 Protholichs and cathestants

Shaw pensa che il nazionalismo inglese è una codice utilizzato per imporre se

stessi su delle altre persone.Egli è inoltre allertato dal ruolo che la

religione sta avendo.

E’ in nome della religione che l’esercito inglese conquistava i territori,dopo

essersi impossessato del mercato,come dicono loro,come ricompensa del Paradiso.

La monarchia inglese era una istituzione protestante.Il re era nominato per

difendere la fede e per far adottare giuste regole allo Stato.Una contraddizione

è data dalla religione che cerca di evangelizzare lo Stato con una fede che

esalta l’individualismo e il giudizio personale.

Questo tipo di cristianità,portata dagli inglesi in alcuni posti come l’Irlanda

e l’India,divenne una potente arma per il Nazionalismo.

Shaw è orgoglioso di essere protestante perché secondo lui il protestantesimo

era un movimento di riforma e combattimento verso la tirannia molto più di

quanto lo erano diverse organizzazioni irlandesi.

La falsa gentilezza dei protestanti di Dublino li condusse a far diventare la

chieda d’Irlanda più un club sociale che una comunità di veri pensatori.

La falsa gentilezza dei protestanti del sud ha invece radici che risalgono al

18°secolo.

Il problema dell’Irlanda era quello di difendere la minoranza

protestante,riducendo la maggioranza cattolica….questo utilizzando metodi come

la schiavitù e la forza dell’esercito!

In nome “ protestante ” divenne così il nome di una fazione di perseguitatori.

Shaw rimproverò non solo l’Imperialismo ma anche tutti quei suoi compatrioti

stupidi che mettevano sullo stesso piano “ cattolico ” e “ nazionalista ” o che

vedevano nella rinascita nazionale il trionfo dell’Irlanda cattolica.

Lo studio della cultura protestante fu largamente diffuso nell’Irlanda

moderna.Fu per questo che molti scrittori non dissero che per loro era solo

superficiale e non lo trattarono nelle loro opere.

Gli scrittori cattolici,non si soffermarono nemmeno loro sui contenuti religiosi

ma preferirono focalizzarsi sugli effetti sociali e le conseguenze personali

della religione.

Tutti questi scrittori speravano inoltre a una fusione tra le 2 tradizioni…..non

solo quella gaelica con quella anglo-irlandese ma anche quella cattolica con

quella protestante.

Il loro sogno stava nella nascita di nuovo ibridi chiamati appunto PROTHOLICS e

CATHESTANT,nati appunto da queste fusioni.

A questo proposito proprio il padre di Yeats disse che una fusione sarebbe stata

meglio che una soma delle varie parti!

Cap.24 Saint Joan,feminist,protestant,mystic

“ Un uomo descrive inconsciamente se stesso quando descrive qualcun

altro ” scrive Shaw.

La relazione tra il protestantesimo e l’autobiografia è molto ben documentato.

Saint Joan è uno dei primi scritti esponenti della auto-interrogazione

protestante.La protagonista sente la sua voce interiore e agisce con la

convinzione che niente e nessuno può interporsi tra lei e il suo Dio.

Shaw è quindi un irlandese protestante che interpreta la carriera di questa

donna francese e cattolica.

Questo è paragonato all’emergere del protestantesimo in una società per lo più

cattolica e la vita di lei in Francia è rapportata a quella di Shaw in

Irlanda.La storia dei 2 è infatti molto simile.

Joan chiede di poter indossare la divisa di un soldato e di avere anche lo

stesso taglio di capelli.Questi sono alcuni dei motivi per i quali verrà

accusata di stregoneria….in effetti la Chiesa non poteva accettare una cosa del

genere!

Da una parte,Joan travestendosi,cambia il possibile destino di una bambina che

poteva diventare donna,dall’altra non vuole usurpare le funzioni dell’uomo ma

mantenere quelle di una donna normale.

L’inquisizione vede il travestimento come un reato in quanto donna o uomo che

siamo,davanti a Dio non c’è nessuna differenza.

Questo atteggiamento può essere superficialmente interpretato come una

superiorità dell’uomo (in quanto Joan vuole i suoi vestiti e il suo taglio di

capelli),ma non è così!

Joan è interessata ad un uomo:Dauphin,il quale ha degli atteggiamenti un po’

ambigui.

Questo conferma la teoria di Freud secondo la quale una donna un po’ mascolina,è

attratta da un uomo un po’ effeminato.

L’intera vicenda introduce il tema del femminismo!Questo movimento ebbe la sua

massima fioritura dal 1910 al 1920.

Le donne erano,nel 19°secolo,molto raffinate e proprio per questo dovevano

restare in casa,preservando i valori della civiltà.

Con il tempo ci furono le prima rivolte per entrare nella vita pubblica ed avere

il diritto di voto.

Questo movimento portò addirittura le donne a non voler avere nessun rapporto

sessuale con gli uomini. Joan si può considerare come la precursore di questa

tradizione nel suo rapporto con Dauphin.

In questo periodo si diffuse anche il misticismo. La protagonista dell’opera di

Shaw è una vera mistica,che riesce a sentire la voce di Dio.Lo trova del tutto

reale e non cambia atteggiamento o vocabolario quando parla con lui o di lui.

Per questo venne canonizzata!Come esponente dell’ultimo cattolicesimo,Joan può

ritenersi una vera precursore del protestantesimo che più avanti offrirà un

ritorno alle esperienze mistiche.

In qualsiasi modo Joan si presenti:bambina,donna,soldato,santa, rimane sempre

una delle più versatili e composte eroine della storia della letteratura.

Cap.25 The widding stairs

Shaw scrisse Saint Joan quando soggiornava in Glengariff Parknasina,nell’estate

del 1923. Qui ebbe l’opportunità di leggere ad alta voce la sua opera a 2

sacerdoti.

L’alleanza tra nobiltà e clero contro la fanciulla,la domestica,venne così rotta

da questi 2 sacerdoti che difesero i privilegi anglo-irlandesi.

Joan era un personaggio particolare,che rifiutava di ridurre se stessa ad una

formula.

Shaw cercò di esplorare la psicologia di questa ragazza sveglia e spigliata

cercando di tirare fuori la parte affascinante di questa donna-uomo.

Anche Yeats amava rappresentare ciò che c’era all’interno di un personaggio

piuttosto di quello che tutti potevano vedere.Le prime opere infatti mostravano

un mondo del tutto diverso e alternativo rispetto a quello che c’era.

Per Yeats è molto importante lo stile e non lo considera solo come

“ d ecorazione ” .Egli preferisce studiare più profondamente il modo in cui dire

le cose piuttosto che cosa dire.

Con il tempo anche Yeats finì con l’appoggiare la tesi di Shaw riguardo a una

connessione tra protestantesimo e nazionalismo.Molti poemi infatti mostravano

forti tensioni tra 2 voci rivali,come fossero dei dibattiti.

La sua poetica lo colloca all’interno di una tradizione che va alla ricerca

dell’evidenza.Quella che incoraggia la spiritualità di ciascuno a capire i

sentimenti di una persona,attraverso dei simboli come il cambiamento del tempo

atmosferico e del paesaggio.

Con l’andare del tempo,la visione di Yeats sul protestantesimo cambiò molto.Nel

nuovo Stato egli sostenne i diritti civili e i valori della comunità

protestante.

Inizialmente dalla parte dei cattolici,egli finì con l’appoggiare la minoranza

che sosteneva le libertà personali della coscienza.

Come suo padre continuò però a credere in una fusione tra le due tradizioni e il

suo progetto era quello di cattolicizzare i protestanti dell’Irlanda della sua

gioventù e protestantizzare i cattolici dell’Irlanda di quel periodo.

INVENTING IRELAND-Cap 26

RELIGIOUS WRITING: BECKETT AND OTHERS

Nell’Irlanda di BECKETT vigeva una condizione profonda corruzione religiosa; non

esisteva una vera tradizione intellettuale per il Cattolicesimo irlandese, poi

negli anni ’30 ci fu una frattura tra mondo della chiesa e mondo letterario.

Beckett, che è considerato un artista religioso, confrontò i temi supremi della

coscienza puritana: lavoro, sforzo, il bisogno di autoresponsabilizzarsi, la

poca fiducia nell’artificio e anche nell’arte. Il lavoro di Beckett può essere

considerato la risposta alle preghiere di Shaw di ridefinire il protestantesimo.

I concetti di fede e la riflessione sull’esistenza di Beckett:

- La vita dell’uomo è contraddistinta dalla sofferenza e solo nella

sofferenza troviamo l’importanza di credere che Dio esiste. Il significato

di sofferenza umana viene confrontato dall’autore in maniera più decisa

nella metà degli anni ’30. Le opere scritte in questi anni sono definibili

come “ a stain upon the silente ” (una macchia nel silenzio) e sono

erroneamente fraintese come semplici liriche d’amore, quando in realtà

sono elegie che parlano del distacco tra il singolo e la famiglia.

- L’arbitrarietà è analizzata in ogni opera in quanto il credere

nell’esistenza di Dio è semplicemente un credere in qualcosa e non una

realtà effettiva. Per esempio in “ Endgame ” il protagonista parla di Dio

così : “ the bastard, he doesn’t exist” , ciò evidenzia come il concetto

di fede sia soggettivo.

- Il concetto di fede rimane dunque oscuro; in “ Waiting for Godot ”

Vladimir dice : ” non starai mica comparando te stesso a Cristo? ” ed

Estragon risponde :” t utta la vita ho paraconato me stesso a lui ” .

La produzione letteraria di Beckett è realistica tanto da essere crudele, è

quindi definibile scettica e minimalista.

Per Beckett, come il vecchio testamento di Dio, ogni atto della creazione è un

drastico esercizio della propria limitazione e la creazione di un universo è

solo il sacrificio di questa perfezione.

Analisi di alcune opere.

- “ M ore Pricks than Kicks ” è la prima raccolta di storie. Il protagonista

è Belacqua Shuah, egli di fronte al non senso della vita sceglie di stare

a letto in posizione fetale, proprio come nel modello di Dante per

pigrizia si aspettava ai piedi del monte del Purgatorio. Viene ripresa

anche l’idea di Milton che la mente è estremamente mutevole e che si può

fare di un inferno un paradiso e viceversa.

- In “ Murphy ” il protagonista del romanzo rifiuta di seguire l’impronta

etica Protestante di cui la fidanzata Celia è portavoce. Murphy come

Beckett non si converte al cattolicesimo romano ma alle religioni dell’est

seguendo così il movimento degli anni ’60 chiamato turn east (anche Yeats

e Russell lo fecero).

- “ W aiting for Godot” , che è un’opera teatrale, rappresenta l’immagine

solitaria e arbitraria come una contemplazione Zen ed una lunga metafora

sulla vita.

- Beckett scrisse una trilogia, il primo volume è “ Molloy ” che contiene

una parodia della confessione romana cattolica e riporta anche

l’esperienza personale dell’autore. In questo volume l’ansia per il non

capire l’esistenza trova conforto nella conoscenza, vale a dire

comprendere che non è necessario cercare la spiegazione per ogni cosa.

Ogni protagonista della trilogia scopre che non può sottrarsi al proprio

fato e l’autore riprende elementi della filosofia di Schopenhauer e delle

religioni dell’est. Nelle ultime 50 pagine di “ The Unnamable ” , altro

volume della trilogia, è come se ci fosse la voce di Dio stesso e ciò

significa che la poesia è sinonimo di preghiera.

Altri scrittori religiosi sono:

- MAC GREEVY scrisse poesie in verso libero e per lui la poesia è anche

preghiera. Scrisse la raccolta di poesie “ Poems ” in cui paragonò la

presenza di Dio nella nostra esistenza ad una calamità naturale, al

terremoto e al fuoco. Sia Mac Greevy che Beckett andarono a Parigi nel

1928 ma mentre Beckett si stabilì in Francia, Mac Greevy ritornò in

Irlanda.

- DANIS DEVLIN è poeta e visse il dualismo tra corpo e anima, tra identità

sessuale e religiosa. La poesia per lui è divina e paragonabile all’amore

di un uomo per una donna.

- BRIAN COFFEY è poeta anche lui, scrisse una lettera in verso libero

indirizzata a Mac Greevy. Patriottico tanto che descrisse l’Irlanda così

: ” the only Ireland we love ” .

- AUSTIN CLARKE evocò il mondo celtico/romanesco della cristianità irlandese

medioevale come un posto di vigore e bellezza dove i valori gaelici erano

armonizzati a visioni libertarie. Voleva ritornare alle locali strutture

del monachesimo medioevale.

UNDERDEVELOPMENT:

Durante la seconda guerra mondiale l’Irlanda rimase ufficialmente neutrale

(condizione non appoggiata dai letterati ex Beckett). Il petrolio e il cibo

furono razionati e l’attività economica precipitò. A partire dagli anni ’40 ci

fu un’ondata migratoria dall’Irlanda per problemi economici e cominciò la

colonizzazione del Terzo mondo.

L’Irlanda fu dichiarata una Repubblica nel 1949 e restò una società patriarcale

e conservatrice caratterizzata da sottosviluppo e povertà.

Negli anni ’50 il Governo collassò, mentre gli anni ’60 furono periodo di

sostanziale prosperità con la nascita di multinazionali.

L’Irlanda entrò a far parte delle Nazioni Unite nel 1955.

CAP 27 THE PERIPHERY AND THE CENTRE:

L’Irlanda visse il mito della nazione rurale e fu culla per autori come Yeats,

Russell, pensatori politici come De Valera e Michael Collins (conservatore ed

esponente del pastoralismo).

Nel 1880 furono varati i Land Acts da cui derivarono differenze di classe nelle

comunità rurali. Yeats sottolineò questa situazione ( “ Major Robert Gregory ” )

enfatizzando e ironizzando la visione di una contadinanza storica = ahistorical

peasantry, anche Shaw in “ John Bull’s Other Island ” descrive i proprietari di

terre come arrivisti.

Le vittime dei Land Acts erano la gente comune e i lavoratori che furono

scavalcati dai proprietari e che quindi appoggiavano il ritorno alla condizione

sociale precedente.

In Irlanda la nuova élite era la casta media dei contadini cattolici che aveva

un ruolo di prestigio sia nelle campagne che nelle città.

In questi anni nacque un nuovo parlamento chiamato Dail che prima in gaelico

aveva il nome Pairlement.

Joyce e Shaw evidenziarono come nelle campagne ci fossero in prevalenza nuovi

proprietari terrieri, mentre nelle cittadine e nelle città i membri della classe

media.

Il mito della città fu accusato di essere la fonte che porta all’anonimato,

dando origine così al sentimentalismo. In Irlanda vi erano due tipi di pensiero

diversi: da una parte i conservatori (Collins) che erano i portavoce di ideali

pastorali e di una certa nostalgia per gli antichi valori, dall’altra parte

invece i non-conservatori (Synge) che appoggiavano ideali antipastorali.

Nonostante gli scontri ideologici l’attività politica delle città volse spesso

lo sguardo alle campagne da cui ereditò la tradizione clientelistica che portò

alla prevalenza di dibattiti tra destra e sinistra.

Le città, tra cui anche Dublino, erano caratterizzate da slums, dalla povertà ma

anche da un’attenzione particolare per i turisti per i quali venivano inscenate

opere teatrali speciali, “ The Irish short-story ” . I personaggi di queste opere

erano dotati di una forte sensibilità e spesso emigrati dalla campagna alla

città .

La presentazione dei caratteri della complessa vita cittadina riprende i

caratteri delle opere del francese Balzac, colui che per primo delineò i

caratteri di personaggi che si sono mossi dalla campagna alla città.

La città di Dublino diventò sempre più grande estendendo anche i confini del suo

hinterland. La rottura tra città e periferia fu uno dei motivi per i quali

l’Irlanda diventò una nazione problematica.

CAP 28 FLANN O’BRIEN, MYLES, AND THE POOR MOUTH

The Poor Mouth (1941) é la versione inglese di An Bèal Boch, l’opera scritta in

gaelico da Brian O’Nolan, alias Flann O’Brien, alias Myles na gCopallen.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Riassunto per l'esame di Letteratura inglese della prof.ssa Vallaro, basato su appunti personali e studio autonomo del testo consigliato dal docente Inventing Ireland: The Literature of a Modern Nation, Declan Kiberd . Capitoli su: A new England called Ireland, Oscar Wilde – The artist as Irishman, Bernard Shaw, Somerville and Ross – Tragedies of Manners, Lady Gregory and the Empire Boys, Infanzia e Irlanda, Revolt into Style - Yeatsian Poetics.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lettere (BRESCIA - MILANO)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Cattolica del Sacro Cuore - Milano Unicatt o del prof Vallaro Cristina.

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