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Egli è ricordato per le numerose short stories scritte che trattano delle tensioni della vita rurale

nell’Ulster, contemplano i problemi della gente comune e le situazioni vengono raccontate in una

prosa semplice ed efficacie.

• FRANCIS STUART:

Egli è stato coinvolto durante la guerra civile nella quale si schierò dalla parte dei Repubblicani e fu

un grande scrittore del periodo.

Egli fu infatti premiato per due suoi romanzi: “Pigeon Irish” è “The Coloured Dome”.

Nei suoi romanzi, Stuart espresse liberamente i suoi pensieri anche su argomenti come il sesso e la

religione: per lui l’artista era il dissidente per natura, con una caratteristica particolare che gli

permette di godere della massima libertà.

• MOLLY KEANE:

Molly rappresenta nei suoi romanzi gli Anglo-Irlandesi come uomini vestiti miseramente, che

vivono nella precarietà e che non hanno nemmeno il denaro necessario a pagare le bollette,

mostrando numerosi conflitti nella società come quelli tra genitori e figli.

• MICHAEL FARREL:

La sua opera principale si intitola “Thy Tears Might Cease” che è stat però pubblicata postuma.

• MERVYN WALL:

Mervyn ha ricevuto la sua educazione presso l’università di Dublino e tra le sue opere principali

ricordiamo “The Unfortunate Fursey”, “The return of Fursey” e “Hermitage”.

• FLANN O’BRIEN:

Egli ha scritto numerosi romanzi satirici in merito alla cultura gaelica, usando però materiale

proveniente dai racconti popolari.

Tra i suoi romanzi più famosi ritroviamo “At swim-two-birds”, “The third policeman”, “The

hard life”, “Irish Times” e “The best of Myles”.

• SAM HANNA BELL:

Egli è stato un grande romanziere di Belfast che, nei suoi romanzi, ha voluto rappresentare la

durezza delle comunità dell’Irlanda del Nord.

I suoi romanzi di maggior successo sono stati “Narrows ea” e “The theatre in Ulster”.

• MARY LAVIN:

Questa autrice rappresenta la vita di provincia dalla quale i protagonisti dei suoi romanzi vogliono

fuggire.

La natura dei personaggi viene ben delineata attraverso monologhi e dialoghi.

Alcuni dei suoi romanzi più famosi sono “The Becker Wives” e “The House in Clew Street”.

POETRY AFTER YEATS

• AUSTIN CLARKE:

Austin Clarke è stato considerato il successore si Yeats quando quest’ultimo morì: la sua

reputazione è dovuta ad opere come “The Vengeance of Fionn” e “The sword of the West”.

Nonostante tutto il suo stile sembra datato, in quanto la sua poesia è stata molto influenzata dalle

complesse tecniche della poesia irlandese; si interessò inoltre al periodo medievale e iniziò anche a

scrivere romanzi.

Successivamente Clarke iniziò a sviluppare un forte senso satirico, evidente soprattutto in opere

come “Ancient Lights”.

Da questo momento iniziò a godere del fatto di poter parlare liberamente, senza peli sulla lingua.

• OLIVER ST JOHN GOGARTY:

Egli scrisse nella sua vita liriche interessanti in merito a luoghi e persone.

Anche se molti dei suoi scritti non vennero pubblicati, ricordiamo come suo opera principale “An

offering of Swans”.

• PATRICK KAVANAGH:

Egli fu uno di quei poeti che si ribellarono ai canoni della tipica poesia romantica: non utilizzarono

infatti i numerosi ornamenti dai quali la poesia romantica era caratterizzata, e nemmeno i tipici

soggetti utilizzati da questo tipo di poesia.

Opere appartenenti a questi periodo sono “The Great Hunger” e “The Green Fool”.

Quando, ad un certo punto della sua vita, Kavanagh tornò a Dublino, egli visse alla giornata,

peggiorando ulteriormente il suo brutto carattere: tutto ciò rese la sua satira ancora più cattiva.

Tra le opere di questo periodo ricordiamo “A Soul for Sale”.

Dentro di sé, Kavanagh infatti, covava rancore verso tutti coloro che avevano ricevuto

un’educazione migliore della sua.

Dopo la scoperta di un tumore ai polmoni, la sua poesia cambiò notevolmente: iniziò ad occuparsi

solamente di eventi locali di piccola importanza, lui stesso iniziò a prendersi in modo più leggero,

diventando quindi più spensierato.

In questo periodo nascono quindi opere come “Come dance with Kitty Stobling” e “Collected

Poems”.

• BRIAN COFFEY:

Egli fu professore a Londra e nel Missouri e nelle sue opere sperimentò simbolismo e tecniche

surrealiste.

• DENIS DEVLIN:

Anche questo autore è stato professore all’università di Dublino, ma la sua brillante carriera fu

arrestata dalla leucemia.

Come scrittore, egli fu influenzato soprattutto da autori francesi come Eluard e Baudelaire; la sua

poesia è anche espressione della sua devozione religiosa e delle sue riflessioni in merito alla

complessità della vita moderna.

Tra le sue opere principali ricordiamo “Poems” e “The Heavenly Foreigner”.

• LOUIS MACNEICE:

Egli è nato in Ulster e nonostante abbia frequentato scuole britanniche e abbia insegnato

all’università di Birmingham, la sua poesia contiene molti elementi tipici delle poesia irlandese:

nascono infatti dal suo lavoro opere come “The Closing Album” e “Autumn Journal”.

In questo periodo Macniece mostrò nei suoi componimenti ansia per le riflessioni in merito alla

transitorietà della vita e così scrive opere come “The Burning Perch”.

Successivamente Macneice mostrò un ritorno alla sensibilità classica : le opere di questo periodo

furono “Agamemnon” e “Christopher Columbus”.

• JOHN HEWITT:

Egli scrisse molti poemi particolarmente intelligenti che avevano l’obiettivo di enfatizzare

l’appartenenza dello scrittore all’Ulster, insistendo nell’utilizzo di particolari figure tipiche

nazionali irlandesi.

• W R RODGERS:

Egli fu un importante scrittore che seppe utilizzare nelle sue opere influenze romantiche e puritane,

per creare un mondo sensuale.

Tra le sue opere più famose ricordiamo “Irish Literary Portraits” e “Europa and the Bulls”.

SAMUEL BECKETT AND THE MODERN DRAMA

• SAMUEL BECKETT:

Samuel Beckett non realizzò molte opere, ma quelle che realizzò gli permisero di ottenere una fama

a livello internazionale, oltre che il Premio Nobel per la letteratura e l’immortalità in campo

letterario.

Beckett insegnò a Belfast, Parigi e Dublino; in particolare a Parigi Beckett incontrò Joyce.

Tra le sue prime opere ricordiamo “Murphy”: questa è la storia di un uomo irlandese a Londra e,

raccontando la sua storia, Beckett mostra il suo rigetto per il nazionalismo e per i clichés del revival

letterario.

Beckett ricevette poi anche il premio Croix de Guerre per il suo lavoro per la Rivoluzione Francese

durante la guerra, quando scrisse anche la sua opera “Watt”.

Successivamente Beckett realizzò altre opere tra cui ricordiamo “Molloy”, “Malone Dies” e “The

Unnameable”.

Le opere di Beckett successive sono invece caratterizzate da minimalismo: le parole sono ridotte al

minimo, seguendo la sperimentazione di Joyce; la narrazione è costruita dividendo la parte

concernente la “mente” e quella interessata dalla “realtà”.

L’opera più importante di Beckett è sicuramente “Waiting for Godot” che fu prodotta con

l’obiettivo di sfidare il pubblico: la domanda principale attorno alla quale l’opera è costruita è

proprio quella che riguarda la figura di Godot. La conversazione dei personaggi che intervengono

nell’opera contengono inoltre parodie.

Altra importante opera di Beckett è “Endgame”, nella quale l’autore ritrae una situazione in cui

nulla è conosciuto o verosimile.

• BRENDAN BEHAN:

Behan fu un uomo irlandese che viene ricordato anche per la sua giovinezza turbolenta che ha

raccontato anche nelle sue stesse opere.

Ricordiamo per esempio “The Quare Fellow”, “The Hostage” e “Borstal Boy”.

Per esempio, “The Hostage” racconta una vicenda che ha inizio in un bordello e che ha come

protagonista un soldato inglese che è stato portato, come ostaggio, da Dublino all’Irlanda del Nord.

• HUGH LEONARD:

Egli fu un grande protagonista della televisione inglese, infatti lavorò per la Granada Television di

Manchester e adattò del materiale per la televisione.

Tra le sue maggiori opere ricordiamo “Madigan’s Lock” e “A walk on the water”.

• JOHN B KEANE:

Tra le sue opere principali ricordiamo “The Field”, “Big Maggie” e “Durango”.

• BRIAN FRIEL:

Le opere realizzate da Friel sono innumerevoli e gli hanno permesso di guadagnarsi una reputazione

importante a livello internazionale.

Tra le prime opere ricordiamo “Here I come”, in cui il personaggio centrale è un giovane di cui si

segue la vicenda la notte prima che lui parta per l’America.

In quest’opera Friel critica il materialismo che offre la vita in America, sicuramente più semplice,

ma più vuota.

Altra importante opera che ricordiamo di questo autore si intitola “Translation”.

La vicenda narrata da questa seconda opera di Friel è ambientata in una scuola in cui arriva un

gruppo di ingegneri reali che hanno lo scopo di inglesizzare tutti i nomi locali per porli sulle mappe.

Da questo argomento parte quindi la discussione in merito al degrado culturale causato dalla

mancanza di una lingua e dall’effetto del potere coloniale sulla cultura indigena.

Si contano molte ragioni per le quali è avvenuto un forte degrado della lingua irlandese nei

confronti invece della sempre più diffusa lingua inglese: tra le cause annoveriamo per esempio la

pressione economica, la riduzione della popolazione per morte o emigrazione.

L’opera “Translation” si occupa della lingua e della lotta tra gli irlandesi e gli inglesi: questo non fa

altro che mostrare ulteriormente l’impossibilità di tradurre nomi di luoghi appropriatamente.

Altra opera che dobbiamo ricordare si intitola “Making History”: in essa, l’autore esamina gli

avvenimenti che sono accaduti prima e dopo la cruciale battaglia di Kinsale.

Anche qui emerge il discorso sulla lingua: Friel rivela i diversi valori culturali che stanno dietro alle

diverse lingue.

Ultima opera è invece “Dancing at Lughnasa”: in quest’opera all’arte è affidato il ruolo di

riempire il vuoto dovuto alla corruzione politica.

La storia è quella di tre protagonisti e delle loro diverse esperienze.

• THOMAS KILROY:

Egli ha ricevuto la sua educazione presso il College di Dublino, per diventare poi professore

all’università di Galway.

Tra le sue opere ricordiamo “Talbot’s Kilroy” e “Tea and Sex and Shakespeare”.

• THOMAS MURPHY:

Egli è stato un importante scrittore a tempo pieno che si è guadagnato la sua fama con opere come

“On the Inside”, “A whistle in the Dark”, “Morning after optimism” e “Too late for Logic”.

• STEWART PARKER:

Egli era un drammaturgo che combinò la sua abilità di catturare l’attenzione del pubblico con

l’originalità dell’approccio.

Alcune sue opere da ricordare si intitolano “Northern Star” e “Pentecost”.

• FRANK MCGUINNES:

Egli viene ricordato per le sue short stories (in particolare con la raccolta “Booterstown”)ma anche

per le sue opere teatrali.

Tra di esse ricordiamo “Factory Girls”, “Observe the Sons of Ulster Marching towards the

Somme” e “Carthaginians, The Gatherers and Innocence”.

NOVELISTS FROM THE 1950s ON

• IRIS MURDOCH:

Molti dei romanzi di questa autrice sono estremamente divertenti e quasi tutti questi romanzi sono

caratterizzati da una trama complessa.

Iris Murdoch è un’autrice molto rappresentativa per il suo tempo per quanto riguarda l’indagine su

come gli individui reagiscono ai grandi problemi.

Tra le sue opere principali ricordiamo “Under the Net”, “The Flight from the Enchanter” e “The

Bull”.

Troviamo la Murdoch molto a suo agio quando si tratta di raccontare della permissiva e bohemian

Londra, città alla moda degli anni ’60.

Su questo tema nascono opere come “Bruno’s Dream” e “The Nice and the Good”.

• BRIAN MOORE:

Brian Moore è ricordato per il suo talento naturale per la narrazione: sue sono opere come “Judith

Hearne”, “The Lonely Passion of Judith Hearne” e “The Feast of Lupercal”.

In queste opere l’autore mette a tema l’aridità sociale che deriva dal conflitto tra gli impulsi sessuali

e le costrizioni imposte dalla religione.

Queste sono le maggiori opere redatte da Moore:

- “The Emperor of Ice-Cream”, opera che si concentra sulla storia di un giovane cattolico

che deve affrontare un rapporto difficoltoso con suo padre, uomo bigotto;

- “The Doctor’s wife”: questa è la storia di una donna matura sposata che si avventura però in

una storia d’amore con un ragazzo più giovane; ancora una volta l’obiettivo è quello di

enfatizzare le limitazioni e le pressioni sociali della società conformista;

- “The Luck of Ginger Coffey”: questa opera è stata scritta dopo che Moore è emigrato in

Canada, stato nel quale si trova ad affrontare una vita totalmente diversa da quella vissuta in

Irlanda. Il protagonista è u immigrato irlandese che deve far fronte alla nuova vita canadese;

- “Fergus”: questa opera tratta di conversazioni con persone defunte, attraverso le quali

Moore contempla quanto lui sia cambiato e quanto la sua vita sia diversa in Nord America.

Altre opere sempre di questo periodo sono intitolate “Answer from Limbo” e “I am Mary

Dunne”, “The Great Victorian Collection” e “The Revolution Spirit”.

Successivamente nascono opere come:

- “Catholics”: in questa opera Moore si occupa del cattolicesimo e afferma che quando la

tirannia della Chiesa cattolica è contrastata dall’anonimità della vita in Nord America,

questo crea un vuoto e una mancanza di valori e di ideali;

- “The Mangan Inheritance”: il tema predominante è il contrasto tra la voglia libertà e

invece la necessità di limitare il proprio comportamento per rispettare i valori ereditati dalla

tradizione.

Quindi, come abbiamo visto, la maggior parte delle opere di Moore si concentra sulla riflessione in

merito all’impatto della religione e della politica sugli individui.

• AIDAN HIGGINS:

Tra le sue opere più famose ritroviamo una raccolta di short stories intitolata “Asylum and other

Stories”, storie che raccontano dell’esperienza dell’autore in Sud Africa.

• WILLIAM TREVOR:

William Trevor è stato un insegnante in molte scuole e ha cominciato la carriera come scultore e

intagliatore, ma con questo mestiere non riusciva a mostrare alla gente ciò che si trovava nella sua

mente.

Così decise di dedicarsi alla scrittura per portare alla luce i suoi pensieri.

Da qui nasce il suo primo romanzo “A standard of Behaviour”, seguita poi da romanzi come “The

Old Boys”, “The Ballroom of Romance” e “Fools Fortune”.

Due opere importanti sono:

- “Collected Stories”: da quest’opera emerge il suo pensiero in merito alle short stories.

Secondo questo autore le short stories sono un genere piuttosto complesso, in quanto esse

possono essere caratterizzate da confusioni.

L’obiettivo di una short story è quella di lasciare una macchia, un segno, nella mente dei

lettori che devono impegnarsi a riflettere su questa storia;

- “The Silence in the Garden”: questa opera riguarda una cugina della famiglia protagonista

della vicenda. La cugina arriva in questa casa come governante e entra nei segreti più

nascosti della famiglia.

La grande abilità di Trevor sta nel dipingere i propri personaggi con grande realismo ed efficacia.

• JENNIFER JOHNSTON:

La narrazione della Johnston propone inizialmente ai lettori un inizio pacifico, mentre li scaglia poi

in un finale esplosivo.

Opere di questo genere sono ad esempio “The Captains and the Kings”, “The Gates”, “The Old

Fest” e “The Old Jest”.

• EDNA O’BRIEN:

Il soggetto maggiormente utilizzato da Edna O’Brien nelle sue opere sono le giovani donne che

crescono nell’Irlanda puritana tra gli anni ’40 e ’50.

Tra le opere che ricordiamo ci sono “The Country Girls”, “The Lonely Girls”, “Girls in their

married Bliss”, “Night” e “The High Road”.

• JULIA O’FAOLAIN:

O’Faolain è stata una grande traduttrice e anche una grande scrittrice di romanzi.

Tra le sue opere più famose ricordiamo “Godded and Codded”, “Women in the Wall”, “No

country for young Men” e “The Obedient Wife”.

• JOHN MCGAHERN:

McGahern è stato un personaggio molto importante in quanto è stato insegnante in una prestigiosa

scuola di Dublino.

Le sue opere principali sono state “The Barracks”, storia di una eroina morta di cancro, e “The

Dark”, romanzo che fu invece bandito.

Successivamente McGahern si è trasferito a Londra, in Spagna e infine negli Stati Uniti, prima di

ritornare in Irlanda.

Solo dopo il suo ritorno in Irlanda, John scrive “Amongst Women”, un romanzo in cui la

repressività della società irlandese è colta con grande realismo e la descrizione psicologica dei

personaggi è particolarmente convincente.

• MAEVE BINCHY:

Le sue prime storie sono ambientate a Londra e descrivono la vita in questa città: tra di esse

troviamo “Central Line”, “Victoria Line”, “Dublin 4” e “The Lilac Bus”.

• JOHN BANVILLE:

Egli viene ricordato come un moderno intellettuale e un moderno romanziere, in grado di godere

della libertà per quanto riguarda la tecnica e i soggetti e le situazioni utilizzati.

Tra le sue opere principali ricordiamo quelle dedicate a scienziati diversi, come “Copernicus”,

“Kepler”, “The Newton Letter” e “Mefisto”.

Importanti sono anche opere come “The Book of Evidence” e “Athena”.

• RODDY DOYLE:

Doyle scrisse rappresentazioni di successo per il teatro e la televisione e ha dimostrato anche la sua

capacità di attirare l’attenzione dello spettatore.

Lo ha fatto in particolare con opere come “The Commitments”, “The Snapper”, “The Van” e

“Paddy Clarke Ha Ha Ha”.

• DERMOT BOLGER:

Egli è nato nella periferia e Dublino e proprio qui sono ambientati i suoi romanzi che trattano delle

vicende che interessano la classe lavoratrice di questa zona.

Nascono quindi opere come “Night Shift” e “The Woman’s Daughter”.

CONTEMPORARY POETRY

• RICHARD MURPHY:

Questo autore viene ricordato per opere come “Sailing to an Island”, opera che raccoglie le sue

esperienze e riflessioni proprie del periodo trascorso sull’isola di Inishboffin.

Per esempio ricostruì una vecchia nave in grado di navigare e la rese un successo commerciale

noleggiandola a visitatori interessati alla navigazione e alla pesca.

Altra opera da ricordare è “The Woman of the House”, un’elegia dedicata a sua nonna, che mostra

la sua raffinatezza stilistica; con questa elegia Murphy ha anche intenzione di ricordare il passato e

le memorie della sua famiglia e dei suoi amici.

• THOMAS KINSELLA:

Thomas Kinsella ha ricevuto la propria educazione all’università di Dublino, diventando poi

professore all’Università di Philadelphia.

Il primo volume scritto da Kinsella fu “Poems”; altre opere da ricordare sono “Another

September” e “Downstream”.

Citiamo anche la traduzione di “Tain Bo Cuailnge”.

Infine possiamo anche parlare dell’opera intitolata “Blood and Family”, in cui Kinsella si occupa

della storia della sua famiglia.

• EITHNE STRONG:

Questa autrice è stata una giornalista e un’insegnante, ma anche un’autrice di grande successo che

ha scritto sia in irlandese che in inglese.

Spesso i temi da lei trattati sono il ruolo delle donne nella società, temi domestici e problemi

minori.

Ha scritto short stories, poemi e romanzi. Tra i romanzi ricordiamo in particolare “The love riddle”.

• JOHN MONTAGUE:

Montague è uno scrittore che ha risentito molto dell’influenza dei poeti americani, effetto dovuto

principalmente all’aver insegnato presso l’università di Yale. Nonostante questo però le sue

maggiori opere sono caratterizzate dal suo background dell’Ulster cattolico.

Tra le sue opere principali ritroviamo “A Slow Dance”, opera costituita da quattro poemi: la

riflessione che viene affrontata riguarda la famiglia di Montague, in cui la madre l’aveva

abbandonato, il padre era stato esiliato a Brooklyn.

Altra opera è quella intitolata “The Rough Field”: in quest’opera emerge la visione di Montague

che vede se stesso come il portavoce dell’Ulster nascosto e scrive tenendo sempre conto del passato

e della tradizione.

• JAMES SIMMONS:

Simmons ha insegnato in Nigeria e presso l’università dell’Ulster.

Egli, anche grazie alla sua passione per il jazz e per il blues, ha un grande senso del ritmo: la rima

da lui utilizzata è semplice e i suoi versi sono spesso fondati su argomenti come la sessualità.

• BRENDAN KENNELLY:

Kennelly è un autore conosciuto per l’aver sviluppato uno stile poetico suo, grazie al quale riesce ad

esprimere liberamente i suoi pensieri.

La sua poesia racchiude tutta la spontaneità della tradizione orale.

Il primo poema scritto da Kennelly si intitola “Cromwell”: il protagonista è la figura contradditoria

di un uomo che se da una parte è rappresentato come un amante della famiglia, della matematica e

della musica, dall’altra invece egli appare come un nome eternamente odiato in Irlanda.

La complessità di questo personaggio ha messo alla prova lo scrittore, che è stato stimolato ad

inseguire un’onestà brutale.

Altro tema affrontato è quello della violenza: la violenza non viene vista da Kennelly come

endemica o inevitabile, ma piuttosto come qualcosa che può nascere ovunque e in qualsiasi

momento.

Altra opera importante dello stesso autore si intitola “The Book of Judas”: in questa opera

troviamo la massima espressione dell’immaginazione dell’autore che si propone come scioccante,

blasfema.

Nell’opera “Poetry My Arse”, Kennelly ha la capacità di giocare su se stesso: è addirittura lo stesso

protagonista, Ace de Horner, a descrivere la poesia dello scrittore come “Bad, black, blasphemous

rubbish”.

Kennelly è anche famoso per le sue traduzioni di Euripide: tra le opere tradotte ritroviamo

“Antigone”, “The trojan Women” e “Medea”. La cosa particolare di queste traduzioni è che

Kennelly non conosceva una parola di greco ed è in grado così di dare una voce moderna a tutti

questi personaggi.

• MICHAEL LONGLEY:

Egli fu insegnate a Dublino, Londra e Belfast.

Molte furono le opere da lui realizzate:

- “In Memoriam”: con quest’opera egli celebra il padre, ferito durante la prima guerra

mondiale; l’opera poi diventa un’elegia dedicata a tutti quelli che hanno sofferto a causa

della guerra. Questo stesso tema viene poi ripreso nell’opera “An Exploded View”, nella

quale Longley parte dalla prima guerra mondiale e arriva a parlare delle vittime della

violenza contemporanea in Nord Irlanda, stesso tema poi ripreso anche nell’opera “The

Echo Gate”.

• SEAMUS HEANEY :

Ha ricevuto la propria educazione presso l’università di Belfast e ha insegnato al College di Dublino

prima di diventare un rinomato professore di Harvard. E’ anche stato professore di poesia a Oxford.

Tra le sue opere principali ritroviamo:

- “Wintering out”: in quest’opera utilizza l’immagine di una vittima di un assassinio rituale

per affrontare i problemi attuali che riguardano il Nord dell’Irlanda;

- “Sweeny Astay”, “Buile Shuibne” e “The frenzy of Sweeney”: queste tre opere parlano

tutte e tre del re Sweeney, il quale, essendo diventato pazzo a causa della battaglia, ora si

lamenta del suo destino e celebra la natura;

- “Station Island”: questo poema è ambientato nel purgatorio di St Patrick, la sede del

pellegrinaggio dei primi cristiani in Irlanda;

- “The Haw Lantern”: questa è una serie di poemi interrogativi, in cui Heaney si pone

domande su se stesso, sull’arte di scrivere e sulla scrittura stessa;

- “The Spirit Level”: qui Heaney esprime la sua libertà, la fiducia in se stesso e la sua

intelligente capacità di utilizzare modi di dire e luoghi comuni.

• SEAMUS DEANE :

Egli ha prodotto due volumi contenenti poemi che si intitolano “Gradual Wars” e “History

Lessons”, entrambi legati alla situazione storica del Nord Irlanda.

• DEREK MAHON :

Egli ebbe una grande carriera come giornalista letterario e i suoi adattamenti per la televisione e la

radio e le sue traduzioni sono famose.

Tra le sue principali opere ritroviamo “Night Crossing”, “Lives”, “The Snow Party” e

“Courtyards in Delft”.

• PAUL DURCAN :

Egli ricevette la sua educazione presso l'università di Cork.

Tra le sue opere più conosciute ritroviamo “O Westport in the Light of Asia Minor” e “Going

Home to Russia”: in queste opere si riconosce la sua ironia irriverente sullo stato e sulla chiesa e il

suo modo di scrivere in una lingua colloquiale.

Durcan guarda alla Chiesa cattolica con uno sguardo disincantato e pubblica opere come “Cardinal

Dies of Art Attack in Dublin Brothel” o “Priest accused of Not wearing Condom”, titoli che

sembrano i titoli d’apertura di articoli di giornale e che sarebbe stato impossibile pubblicare solo

qualche anno prima.

Questo dimostra quanto questi testi, surreali e grotteschi, siano pubblicati per impressionare il

pubblico di lettori e ascoltatori.

• EAVAN BOLAND :


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Corso di laurea: Corso di laurea in scienze linguistiche (BRESCIA - MILANO)
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