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Edmund Burke from Reflections on the Revolution in France

Questo celebre frammento consiste di una prefazione alla difesa degli antichi principi con un grande tributo alla regina francese Marie Antoinette, che viene da lui rappresentata in una visione celestiale, come la splendente stella del mattino, piena di vita, gioia, splendore, davanti alla quale non si può che provare una forte emozione (pag. 3). Questo tributo elogiativo provoca i suoi oppositori, che lo accusano di indulgenza romantica. Tra questi ricordiamo Thomas Jefferson, che ritiene che Burke abbia rappresentato la regina di Francia come un angelo, senza averne considerato i vizi e le debolezze.

Secondo Burke la rivoluzione francese è destinata al disastro: essa vuole realizzare un “impero di luce e ragione” fondato su nozioni astratte, che hanno la pretesa di essere razionalmente fondate, ma che ignorano la complessità della natura umana e della società, nelle quali hanno grande rilevanza i sentimenti del cuore, che verranno invece ridotti ad una “moda ridicola, assurda ed antiquata” (pag. 4).

Burke insiste su questo aspetto affermando che una dottrina di questo genere può essere facilmente utilizzata da coloro che detengono o concorrono al potere per giustificare delle azioni tiranniche ed oppressive (pag. 5). In questo modo sembra profeticamente preannunciare i disastri e le atrocità che verranno in Francia sotto la dittature di Robespierre, sotto il Regime del Terrore.

La Rivoluzione è, quindi, secondo lui un atto di inaudita violenza che non mira a ripristinare la libertà, ma a distruggere la tradizione, l’autorità (“spirit of a gentleman”) e la religione (“spirit of religion”), elementi senza i quali si realizza una nazione feroce, violenta, stupida, destituita dalla religione e dai valori morali di fondamentale importanza (fine pag. 6).

Letter to Richard Burke

Lettera scritta da Edmund a suo figlio Richard. La lettere prende in considerazione le lamentele dei cattolici irlandesi e si sofferma sul significato del termine “Protestant Ascendancy”.

Wolfe Tone from The Life of Theobald Wolfe Tone

Tone è un politico irlandese, uno dei fondatori del movimento indipendentista della Society of United Irishmen e precursore del repubblicanesimo irlandese. I giornali di Tone vengono raccolti e pubblicati da suo figlio William Tone, con altre edizioni pubblicate successivamente a Parigi, Dublino e Londra. Il frammento qui proposto è stato scritto nel 1797: Tone afferma che la Rivoluzione francese, con il suo tentativo di rendere la nazione “libera, felice e migliore”, ha rappresentato un’attrazione per un’Irlanda oppressa e depredata.

Lo spirito irlandese cresceva davanti all’avanzare della rivoluzione e gli irlandesi, diversamente dagli inglesi caratterizzati da un pregiudizio verso i francesi, osservavano il progresso e l’avanzamento verso la libertà con la massima esaltazione e impazienza. In poco tempo la Rivoluzione ha suddiviso l’Irlanda in due grandi partiti: Aristocratici e Democratici (epiteti presi in prestito dalla Francia) e lui si è sentito, fin dal principio, un democratico (pag. 14).

Successivamente Tone nomina Russell, politico radicale che insieme a lui e Henry McCracken ha fondato la Society of United Irishmen nel 1791: uomo apprezzato fin da subito dagli Irlandesi, che lo fanno diventare membro dei loro clubs, e che scrive a Tone una lettera, che fa nascere in quest’ultimo un’idea, un progetto, una “teoria” come la chiamerebbe lui stesso “per sovvertire il governo tirannico, per rompere i legami con l’Inghilterra, è necessario che l’intero popolo irlandese si unisca sotto il nome di “Irishmen”, andando a sostituire le varie denominazioni di protestanti, cattolici e dissenter” (+ motivazioni fine pag. 15) e trovando, quindi, un punto di incontro tra loro. Tone afferma infatti che la causa del fallimento di vari sforzi e in particolare della Volunteer Convention è rappresentata dall’ingiusta negligenza delle richieste dei cattolici.

Robert Emmet from Speech from the Dock

Emmet (1778 – 1803) nasce a St. Stephen’s Green, a Dublino, e diventa un importante membro della “Historical society at Trinity College” e della United Irishmen. Dopo la ribellione della United Irishmen, in Francia organizza un’altra sommossa con il fratello, sperando nel supporto francese. Dopo il ritorno a Dublino, inizia le preparazioni per una ribellione armata coincidente con l’attesa invasione napoleonica dell’Inghilterra nell’agosto del 1803. Ma l’esplosione di un’armata porta ad una prematura ribellione il 23 maggio del 1803: Emmet viene arrestato per tradimento e, considerato colpevole, viene condannato alla pena di morte e impiccato.

Questo frammento consiste in una sorta di autodifesa di fronte all’accusa di alto tradimento e calunnia: Emmet afferma che la sua morte non libererà il governo dalla sua presenza perché “The man dies, but his memory lives” (pag. 17) in quanto la condanna del suo corpo e della sua lingua al silenzio non saranno sufficienti per distruggerlo (pag. 18). Emmet afferma di aver agito semplicemente come un Irishman, con l’obiettivo di liberare la propria nazione dal giogo dello straniero e della tirannia: solo per questo motivo ha cercato aiuto nella Francia, pur sempre un nemico, ma meno pericoloso di quel nemico già insediato nel territorio irlandese (= inglesi) (pag. 20 – 21).

Alla fine del testo, di fronte al suo destino inevitabile, Emmet pronuncia alcune richieste: chiede la carità del silenzio, la pace nell’oscurità che lo attende, che nessuno scriva un suo epitaffio, che la sua tomba rimanga senza iscrizione e che la sua memoria sia lasciata cadere nell’oblio fino a quando altri tempi e altri uomini potranno giudicarlo. Infine afferma “quando la mia nazione prenderà il suo posto tra le varie nazioni della terra, allora, e solo allora, il mio epitaffio potrà essere scritto”.

Daniel O’Connell from Speech at Tara

O’Connell lotta per l’Emancipazione Cattolica ed è uno dei promotori del movimento per l’abrogazione dell’Act of Union. Per raggiungere quest’ultimo scopo fonda la Repeal Association ed organizza una serie di comizi in tutta l’Irlanda, definiti “monster meeting” per l’elevatissimo numero di partecipanti. Il frammento qui riportato risale al comizio organizzato a Tara, sede dei grandi re irlandesi fino al sesto secolo. A causa dell’elevatissimo numero di partecipanti qui radunati, O’Connell è stato costretto ad annullare il raduno a Contarf, nei pressi di Dublino. Nonostante ciò viene arrestato e liberato l’anno successivo quando la camera dei Lord annulla il verdetto.

All’inizio del testo l’autore esalta l’importanza del luogo nel quale sta tenendo il comizio: Tara è stata la sede dei grandi re irlandesi, di coloro che, legati alla sacra religione e all’onore, hanno difeso la propria terra da qualsiasi straniero (pag. 24).

O’Connell rifiuta l’Act of Union, la legislatura inglese sul territorio irlandese (pag. 24) e considera l’autorità inglese alla pari di quella francese, ovvero straniera. Inoltre l’autorità inglese considera gli irlandesi “alieni, stranieri nel corpo, nella religione e nella lingua” e non ha quindi il diritto di operare sul loro territorio (pag. 25).

Egli afferma che l’Act of Union non consiste in un accordo, ma in una truffa (pag. 30): l’Union si è instaurata in Irlanda con l’ingiustizia, la crudeltà, la corruzione e l’illegalità (pag. 26 - 27). Inoltre ha causato solo danni in Irlanda: egli afferma, in nome della nazione, che essa è nulla e vuota, in quanto è un’unione di legislatori, e non di nazioni, come invece dovrebbe essere per portare beneficio ad entrambe le parti (pag. 30 – 31).

Alla fine del testo elogia l’Irlanda: egli la considera la nazione più bella, più fertile e più produttiva sulla faccia della terra, in grado di produrre una grande quantità di forza fisica e di essere caratterizzata al contempo da un elevato decoro nel comportamento.

James Fintan Lalor from Letter to The Irish Felon

“The Irish Felon” è un giornale che viene fondato da Martin per sostituire “United Irishman” di Mitchell, soppresso precedentemente. Lalor collabora nella redazione del nuovo giornale e propone un programma ancor più radicale rispetto a quello di O’Connell: il suo obiettivo non è semplicemente quello di abolire l’Act of Union, di disturbare o smantellare l’impero inglese, ma di abolirlo definitivamente e successivamente di fondare una nuova nazione, fondata sulla libertà del popolo e sulla sicurezza (pag. 37).

Charlotte Brooke from Preface to Reliques of Irish Poetry

Charlotte Brooke è la figlia del poeta e scrittore Henry Brooke, che la incoraggia nello studio della lingua irlandese. Charlotte nella prefazione a “Reliques of Irish Poetry” fa un tributo a suo padre che si è occupato di lei fino alla sua morte. In questa prefazione presenta il libro come “traduzione dell’antica poesia irlandese”, nella quale sono comprese quattro specie di composizione, ovvero Heroic poem, Ode, Elegy e Song.

La scrittrice è consapevole dei propri limiti, della propria limitata conoscenza che non le permetterà di soddisfare le aspettative e la ricerca di risposte dei lettori e della sua incapacità di tradurre parole complesse senza alterarne il significato originale (pag. 43 - 44 - 45). Nonostante ciò Charlotte tenta di tradurre le opere dal valore inestimabile degli antichi geni e spera di fare un servizio utile ed accettabile alla propria nazione.

La scrittrice afferma che i “vicini inglesi” conoscono “too little” il popolo irlandese: i due popoli dovrebbero essere amici e dovrebbero vivere in un’unione cordiale. Infatti la “british muse” non è a conoscenza del fatto di avere una “sorella più vecchia” nell’isola irlandese, con la quale dovrebbe andare d’accordo. Infine Charlotte spende qualche parola riguardante il racconto annesso al suo volume: afferma che si tratta di una storia della quale non possiede l’originale, ma che non nasce dalla propria mente, in quanto è tratta dalla storia dell’antica Irlanda.

Le Chevalier de La Tocnaye from A Frenchman’s Walk through Ireland

Jacques Louis de Bougrenet è un ufficiale militare appartenente ad una famiglia aristocratica della Britannia e sostenitore monarchico durante la Rivoluzione francese. Dopo essere sfuggito alla rivoluzione, giunge a Londra senza conoscere l’inglese. Visita l’Inghilterra, la Scozia e successivamente l’Irlanda, che attraversa a piedi e dove ha la possibilità di osservare le condizioni di vita nelle città di Dublino, Cork, Belfast e nei loro dintorni rurali.

A Frenchman’s Walk through Ireland” rivela il timore dell’autore di fronte alle tendenze rivoluzionarie in Irlanda prima dell’insurrezione del 1798. Nel frammento qui riportato l’autore ci propone la descrizione delle città di Dublino, Cork e Armagh:

  • Dublino: l’autore afferma di non voler dare una descrizione topografica della città e di perdersi nella descrizione del castello e delle meravigliose costruzioni: dietro alle splendide vetture e all’apparente ricchezza delle case si nasconde una povertà inaspettata. Infatti è presente una profonda differenza tra i quartieri abitati dalla “gente per bene” e quelli dove vivono le classi sociali più basse: i primi sono di una spettacolare bellezza, mentre i secondi vengono chiamati “The Liberties”, caratterizzati da continue insurrezioni durante il 18esimo secolo, che ricordano all’autore i libertini francese sotto Robespierre. Inoltre gli irlandesi, come gli inglesi, anche se con più grazia, realizzano “parade of the death of a man”, attuano esecuzioni e spargono orrore.
  • Cork: è una città in cui piove perennemente e abitata da strani personaggi, come ad esempio un uomo che crede che chiunque voglia avvelenarlo. Non esiste un rifugio per gli irrisoluti di Cork, e la cosa più crudele e umiliante, secondo l’autore, è vedere la natura umana a un livello di degrado tale che basterebbe un solo sforzo per separare questi personaggi dalla società. L’autore afferma che recentemente Cork ha fatto grandi progressi nel commercio, nella costruzione di abitazioni e ha visto un evidente miglioramento. Se questo miglioramento verrà portato avanti, Cork, secondo il parere dell’autore, potrà diventare più importante della stessa Dublino.
  • Armagh: è una città dell’Irlanda del Nord, nella quale vengono commessi crimini o bruciate case ogni giorno, dove la legge militare è molto rigida e non permette alla gente di accendere le luci in casa e di uscire dopo le 9 con pena l’arresto. Un giorno l’autore ha assistito ad una sorta di “fiera” nella città: i soldati hanno costretto le donne che indossavano fiocchi verdi o qualcosa di simile a toglierselo. Infatti il fiocco verde è l’emblema della United Irishman. A questo proposito l’autore ricorda un piccolo aneddoto riguardante sé: un giorno girava per la città con un ombrello avente una cordina verdognola e, sotto consiglio di una donna, la tolse per evitare qualsiasi sospetto. L’autore ritiene che se in Francia avessero seguito anche solo un quarto delle precauzioni qui seguite non ci sarebbe stata nessuna rivoluzione.

John Gamble from An Irish Wake

In questo testo Gamble rappresenta una veglia irlandese, non di religione protestante, ma cattolica. Il momento della veglia non sconvolge l’autore, anzi: egli ritiene che le persone, all’interno della bara, hanno ormai smesso di soffrire, possono vivere in pace, alcune addirittura sorridono e appaiono più belle. Successivamente Gamble spiega all’autore il significato di “wraith”, ovvero di spettro, fantasma e racconta una credenza popolare irlandese e scozzese: le cerimonie eseguite la vigilia del giorno dei morti (Halloween) fanno sì che la persona che la esegue veda l’immagine del suo futuro/a marito/moglie. Per dimostrare che questa non è semplice credenza, l’autore racconta una piccola storia (pag. 59).

William Carleton from The Lough Derg Pilgrim

In questo testo viene raccontato il pellegrinaggio di Carleton a St. Patrick’s Purgatory, un antico luogo sacro situato sulla Station Island, a Lough Derg in Irlanda. Secondo la leggenda questo luogo sacro risale al quinto secolo, quando Cristo lo mostrò a St. Patrick: sulla Station Island si crede che ci sia un’entrata per accedere all’inferno. Carleton racconta la sua esperienza in questo luogo.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher glibertino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Reggiani Enrico.
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