Christopher Marlowe
Christopher Marlowe (1564-1593) è considerato il più grande drammaturgo inglese prima di Shakespeare. Creatore di possenti personaggi, con tratti degli uomini del Rinascimento divorati da passioni eccessive alle quali finiscono per soccombere, egli precorse Byron, Shelley e il romanticismo, influenzato anche da Shakespeare.
Innovazioni nel teatro
Il teatro di Marlowe fu portatore di tutte le grandi innovazioni che vennero sviluppate mirabilmente da Shakespeare, suo amico e coetaneo, il quale spesso fece riferimento a lui, in maniera più o meno esplicita, nei suoi lavori. Sotto l’aspetto stilistico, Marlowe portò alla perfezione il blank verse, il verso sciolto derivato dall’endecasillabo italiano, introdotto nella letteratura inglese da Howard pochi decenni prima e destinato a caratterizzare le letterature nord-europee fino all’ottocento. Una poetica possente ma priva di eccessi retorici, una lingua capace di attingere dai classici come dalle bettole più infime, furono le stigmate, oltreché del genio, del profeta del miracolo elisabettiano.
Caratterizzazione dei personaggi
Ma furono soprattutto i personaggi creati a fare di Marlowe un gigante del teatro di tutti i tempi. Personaggi dominati da una irrefrenabile volontà di potenza, titani neri come la pece, machiavellici trionfatori destinati alla sconfitta finale, divorati dalla loro stessa fame cannibalica. Machiavelli, appunto: non solo aleggia in tutto il teatro marlowiano (nella sintesi didascalica che si poteva avere nella Londra di quei tempi), ma addirittura compare, come un preventivo deus ex machina, a recitare il prologo ne L’ebreo di Malta.
Protagonisti e motivazioni
Ma i personaggi di Marlowe non giustificano i mezzi con la ragion di stato, non hanno nulla del principe autoritario, ma lungimirante, colto e illuminato. La loro unica giustificazione è l’avidità. Per Tamerlano è la fame insaziabile di conquiste territoriali e di sangue; per Faust (uno dei grandi archetipi della modernità, al quale Marlowe per primo diede dignità artistica) è dapprima una sete di conoscenza, altrettanto insaziabile in quanto tendente all’assoluto, di conseguenza abiurata in favore di un’orgia lunga ventiquattro anni, pagata con la propria anima; per Barabba, l’ebreo di Malta, è una sete di vendetta e di accumulo di ricchezza. Per tutti, si tratta di sprofondare nel gorgo generato dalla fede cieca nel proprio arbitrio, elevato a unica legge morale.
Così come per i protagonisti delle altre opere, a questi geni del male non si contrappongono eroi positivi altrettanto forti, ma agiscono su una scena già di per sé corrotta e proprio per questo assumono dimensioni titaniche. Il senso etico in Marlowe è limitato alle convenzioni del tempo.
-
Letteratura inglese
-
Appunti di Letteratura inglese
-
Letteratura Inglese - lezioni
-
Letteratura inglese - il teatro elisabettiano