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04\10 People UNIPI Beccone

Esistono 2 posizioni filosofiche fondamentali:

  • Realismo -> predica che la realtà esiste (versante ontologico), può essere conosciuta in maniera diretta, completa non distorta e assoluta dagli esseri umani (versante gnoseologico -> relativa alla filosofia della conoscenza) e può essere comunicata da un essere umano all’altro in maniera diretta completa non distorta attraverso il linguaggio (filosofia del linguaggio). Questa posizione filosofica forte però, non dà nessuno strumento per risolvere il problema della divergenza di opinioni -> se io dico che mi piace Totti e la mia amica dice che Totti fa schifo, ci possiamo solo menare -> sostituire a Totti una qualsiasi convinzione su qualsiasi argomento quale la pena di morte, la politica, l’immigrazione ecc. -> Per una convivenza civile questo è un problema.
  • Costruzionismo\Costruttivismo afferma che noi non possiamo sapere nulla di certo sull’esistenza della realtà, (posizione ontologica), e il motivo per cui non abbiamo la minima idea dell’esistenza o meno, è che ciascuno di noi è un soggetto finito, limitato intellettualmente, di risorse ecc. La posizione gnoseologica, ovvero relativa alla filosofia della conoscenza è che ciascun soggetto può conoscere solo la propria personale costruzione della realtà e filosofia del linguaggio -> può comunicare ad altri soggetti solo questa costruzione della realtà, ma attenzione -> Soggetto A vuole comunicare a B e C la propria costruzione della realtà, B e C non hanno accesso diretto alla mente del soggetto A, pertanto B e C recepiscono solo la propria costruzione della costruzione di A -> non è che siccome A si sbraccia a parlare con una serie di esempi, filmati ecc che tu lo capisci, tu capisci solo la tua costruzione di A, sono due oggetti completamente diversi.

In questo corso noi studieremo la seconda posizione filosofica, perché questa posizione filosofica supera il problema della divergenza di opinioni perché se noi abbiamo detto che ciò di cui ciascun soggetto fa esperienza non è direttamente la natura ultima e non distorta della realtà, ma la propria costruzione della realtà, allora mi sembra evidente che a me piace Totti e alla mia amica piace un altro personaggio, non c’è nessuna necessità di menarsi -> non bisogna fare guerre per arrivare a capire chi è che conosce la verità perché una verità assoluta non esiste; quello che si può fare è comunicare -> comunicare deriva da comune, comunicare significa mettere in comune qualcosa, e il fatto stesso che ci sia la necessità di comunicare, implica l’esistenza di una divergenza di opinioni.

Oggettivo e intersoggettivo

Oggettivo si oppone a soggettivo; se soggettivo significa relativo a un soggetto, oggettivo vuol dire relativo a nessun soggetto -> non esiste nulla di oggettivo. In una visione costruzionista\costruttivista il termine oggettivo non ha senso -> è una parola che non rientra nel nostro vocabolario e viene sostituito da un altro termine che è importantissimo che è il termine intersoggettivo -> vuol dire che è comune a vari soggetti; siccome qualunque opinione, convinzione, emozione è di un soggetto, ci sono visioni del mondo che sono evidentemente intersoggettive -> la pena di morte -> nella nostra classe quasi nessuno è favorevole alla pena di morte, ma se vado in America tutti o quasi sono favorevoli -> la pena di morte è un oggetto di accordo intersoggettivo tra persone; tutto ciò che noi consideriamo nostre convinzioni, nostre opinioni, non sono qualcosa che ci siamo inventati ma sono costruzioni sociali -> Il costruttivismo sottolinea la valenza individuale\personale di un punto di vista sugli eventi, il costruzionismo ricorda che ciascuno di noi nasce in una cultura, per cui non ha senso che io dica “ma come fanno gli americani a essere così insensibili”, sono semplicemente appartenenti a un’altra cultura. Una prospettiva costruttivista sulle visioni del mondo afferma che ciascun soggetto considera assolutamente valida la propria visione del mondo, ma allo stesso tempo è consapevole che tutti i soggetti la pensano così -> io ho una canzone preferita, tu ce ne hai un’altra, tu non ti metteresti a insultare me perché ho una canzone preferita diversa dalla tua. -> Ciascuno ha una propria convinzione. Tutto quello che ognuno di noi afferma, lo afferma in quanto se stesso.

Pensiamo alla scienza: microscopio e telescopio sono degli strumenti che potenziano ed estendono la vista, ma in una società di non vedenti questi non avrebbero alcun senso -> la scienza si basa sulla dotazione sensoriale dell’uomo normodotato -> ma non è oggettiva, è enormemente intersoggettiva per una specie e una cultura e anche dannatamente utile, però comunque non è oggettiva. “La terra gira intorno al sole” è oggettiva? Pensiamo a Tolomeo o a Dante -> Dante aveva una visione del mondo perfettamente coerente in grado di soddisfare le esigenze intellettuali di uno dei personaggi di maggiore spicco della storia e della cultura europea ma che era diversa dalla nostra -> il moto della terra dipende dal sistema di riferimento. La visione del mondo scientifica non è per definizione completa perché possono giornalmente spuntare fuori cose nuove che fino a quel giorno non si conoscevano, anche perché se la medicina avesse una visione del mondo completa, di certo non servirebbero a niente i fondi alla ricerca.

Nella misura in cui ciascun soggetto ha una propria prospettiva su ciò che esiste, questa prospettiva ne esclude delle altre -> dire “nulla è oggettivo” non significa che ognuno è libero di fare\dire ciò che vuole, vuol dire che io ho una convinzione assoluta che alcune cose siano giuste e alcune sbagliate, ma sono anche abbastanza lucido da dire che non tutti hanno la mia visione.

Solipsismo e contratto sociale

Solipsismo è un termine tecnico della filosofia che designa la forma estrema dell’idealismo soggettivo, vale a dire un solipsista è convinto che non esista una realtà e non esistano altri soggetti, ma tutto ciò che lui considera esistente sia il parto della sua mente -> c’è un soggetto solo nella vita.

“Come si fa a creare una società con delle regole comuni se ognuno ha il suo punto di vista che comunque non è conciliabile con quello degli altri?” Il contratto sociale non esiste, nessuno crea una società, semplicemente noi nasciamo in una società -> il punto del costruzionismo sociale è che la visione personale che ciascun soggetto ha degli eventi, è una variazione minore di un copione sociale che è diverso da società a società -> tutti gli americani sono a favore della pena di morte, gli italiani no -> ciò non significa che gli italiani sono tutti angeli e gli americani da mandare all’inferno, è un riflesso della loro esperienza in quella determinata società -> esempio del film “Il ragazzo selvatico”.

Esiste un problema politico ed etico con il concetto di oggettività: Il concetto di oggettività è fatto per marginalizzare alcuni gruppi svantaggiati: tutto ciò che noi consideriamo oggettivo è fatto per marginalizzare e reprimere chi non entra in una casella che dovrebbe rappresentare tutti, mentre invece rappresenta solo alcuni.

Sofisti, Kant e costruttivismo

La società va avanti a realismo; i sofisti sono scomparsi, e sono stati la prima attestazione nella storia della filosofia occidentale della posizione costruttivista cioè quando i sofisti dicono “L’uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono”; questo è un esempio della visione costruttivista; se si va in biblioteca non si trovano le opere dei sofisti, ma si trovano le opere di una tradizione filosofica, che si è costruita per più di duemila anni sulla repressione fisica fraudolenta della posizione costruttivista, posizione che è riemersa trionfalmente con Kant, è stata mazzolata dai successori di Kant che hanno fatto finta di non sentire e che è riemersa trionfalmente all’inizio del XX secolo perché una serie di studi su soggetti marginali hanno reso impossibile ignorare che l’oggettività non esisteva; uno dei fondatori del costruttivismo faceva il biologo marino, si chiamava Heinz von Foerster e si poneva il problema di capire cosa ci fosse nella testa (che non c’è) del riccio di mare -> chiunque di noi può comunicare con il cane e il gatto, nessuno con il riccio di mare -> nel momento in cui uno comincia a considerare “soggetti“ creature che nella nostra concezione sono agli estremi confini dell’animato, si rende conto che tutto quello che è dato per scontato lo deve buttare, e che ci sono due possibilità: o uno considera l’uomo il padrone della creazione, oppure comincia a prendere sul serio la teoria di Darwin, secondo cui non esiste una scala gerarchica degli esseri viventi, esiste un albero della vita, in cui noi siamo apposti su un ramo marginale e abbiamo delle priorità che sono del tutto equivalenti a quelle che ha il pipistrello o il ragno; noi non siamo meglio, siamo diversi.

Ogni essere senziente vede la sua propria visione della realtà: in un prato ci sono molti animali, ma ognuno di loro vive un’esperienza diversa; il cane sente gli infrasuoni, noi no, per la formica la gravità non è considerabile, infatti sale sul muro -> una volta che abbiamo detto che ciascun essere senziente elabora una propria costruzione della realtà, ne segue che nel momento in cui c’è un essere senziente dotato di parola che cerca di spiegare a un altro essere senziente la propria costruzione della realtà, il destinatario non ha un accesso diretto alla costruzione dell’emittente, ma elabora una propria costruzione della sua costruzione -> è evidente che qualunque nostra interpretazione del testo artistico (sonetti di Shakespeare, divina commedia, nona di Beethoven ecc.) siano NOSTRE interpretazioni perché non c’è nient’altro.

Quello che ci dobbiamo chiedere non è “se sono nostre interpretazioni” (perché la risposta è sì), bensì quali sono le condizioni di tipo storico sociale, storico culturale, che rendono alcune costruzioni più razionali di altre -> qualunque realtà eventualmente esista, esiste solo nella coscienza dei soggetti, ciascuno dei quali elabora una propria costruzione di quella realtà che è diversa da quella degli altri soggetti.

05\10

Pagina 51: “Il luogo e la data di un avvenimento scientifico non dovrebbero diventare oggetto di particolari celebrazioni “ però in realtà ci sono: noi abbiamo usato il condizionale “dovrebbero” -> non esiste lo scienziato al 100%, infatti questi sono prima esseri umani e poi scienziati, quindi anche se non dovrebbe esserci alcuna inclinazione a celebrare le valenze simboliche delle scoperte scientifiche, in realtà ciò avviene tutti i giorni perché le visioni del mondo in una persona non sono a compartimenti stagni, ma si interpenetrano -> la visione del mondo di un essere umano è fatta di aspetti largamente incompatibili che noi applichiamo in situazioni diverse e sulla cui incoerenza non ci interroghiamo, ma specularmente le nostre visioni del mondo sono caratterizzate anche da contatti, ibridazioni e mescolanze tra convinzioni che hanno ambiti di pertinenza diversi tra di loro; per cui anche una società scientifica organizza una festa per il centenario di una data scoperta -> le celebrazioni che considerano significative una data e un luogo, sono dettate da una visione religiosa dello spazio tempo perché è solo la visione del mondo religiosa che considera lo spazio e il tempo qualcosa di sacro.

Dobbiamo distinguere tra le visioni del mondo e i soggetti che hanno queste visioni del mondo, cioè le visioni del mondo hanno una loro coerenza intrinseca che però viene meno quando queste visioni si incarnano in esseri umani, perché tutti gli esseri umani sono incoerenti perché le esperienze degli esseri umani stesse sono contraddittorie -> noi possiamo essere completamente razionali ma essere convinti di avere un numero fortunato e così via.

Relativismo e visioni del mondo

Il relativismo è un insulto che un realista dà a un costruttivista -> secondo la costruzione del realista, il fatto di negare che esiste un punto di vista sovraordinato da cui è possibile costruire una gerarchia tra le varie visioni del mondo, equivale ad affermare che lo stesso soggetto può passare in continuazione da una visione del mondo all’altra -> sicuramente nell’esperienza di un essere umano qualsiasi, l’esperienza il quale punto di vista viene sistematicamente cambiato è quello dell’istruzione; un bambino entra a scuola senza saper né leggere e né scrivere e 12 anni dopo si trova all’università -> ma ovviamente non è una cosa che avviene in un giorno, quindi far cambiare la visione del mondo ad una persona è una cosa estremamente difficile ed impegnativa -> affermare che siccome non esiste una visione del mondo oggettivamente vera, semplicemente perché non esiste nulla di oggettivo, perché tutto ciò che è affermato è affermato da un soggetto, e che non esiste a meno di non supporre l’esistenza di Dio un punto di vista sopraordinato che permetta di creare una gerarchia tra le visioni del mondo, questo non è equivalente a affermare che un soggetto può essere oggi cattolico e domani ateo e poi buddista; questo non corrisponde all’esperienza di nessuno perché è psicologicamente impossibile. Quindi relativismo = le visioni del mondo si cambiano come calzini -> non è vero.

Ermeneutica letteraria

Per quello che riguarda i vincoli, i limiti, le condizioni dell’ermeneutica letteraria, vale a dire la disciplina che si occupa dell’interpretazione dei testi letterari, ci sono da dire alcune cose importanti, come che l’ermeneutica letteraria è caratterizzata da una domanda analitica (che cosa significa quel testo letterario) e da una risposta (il testo letterario significa x), che cambia a seconda dell’orientamento metodologico -> non ci sono risposte oggettivamente vere alla domanda “che cosa significa quel testo letterario”, ci sono risposte che sono razionalmente argomentate all’interno di un orientamento metodologico -> allo stesso modo un’interpretazione di un testo è convincente all’interno di un orientamento metodologico -> il critico marxista vedrà la lotta di classe, il critico psicanalista vedrà invece la depressione ecc, senza nessuna speranza di dialogo, perché stanno disquisendo di argomenti primitivi -> affinché sia possibile una qualche forma di comunicazione, sono necessari tre fattori -> un emittente, un messaggio e un destinatario -> questo vale anche per i testi artistici.

All’interno dell’ermeneutica letteraria posso distinguere 3 macro orientamenti all’interno dei quali ci sono molti sotto orientamenti. Il primo orientamento identifica il significato dell’opera letteraria con la volontà dell’autore, cioè guarda l’emittente (la lezione della ora riguarda quello che la prof voleva dire). Il secondo orientamento guarda il messaggio (la lezione della prof ha un significato intrinseco al quale è possibile attingere indipendentemente da quello che dice la prof). Il terzo riguarda il destinatario, cioè il significato di un testo artistico e l’esperienza che ne fa il fruitore -> non può esserci dialogo tra queste tre posizioni, non esiste un punto sovraordinario da cui dire chi ha ragione e chi ha torto.

Nella maggior parte della nostra esperienza universitaria noi verremo a contatto con persone che dicono che il significato del testo artistico è una proprietà intrinseca del testo stesso -> MA, esiste un orientamento metodologico estremamente rispettabile che identifica il senso del testo scritto con l’esperienza del lettore. Considerare che il significato del testo artistico va cercato nell’intenzione dell’autore, è una posizione rispettabile, ed è la posizione che appartiene alla tradizione cinese -> i pubblici concorsi sono stati inventati dai cinesi che erano focalizzati sulla conoscenza della letteratura -> in particolare, l’ermeneutica letteraria cinese, è permeata sul valore dell’amicizia con gli antichi -> loro leggevano poesie per diventare amici degli autori che non ci sono più -> l’intenzione dell’autore è il fondamento dell’ermeneutica letteraria perché un testo è un ponte per arrivare a una persona -> questa visione non è sopportabile nell’ambiente occidentale perché si scontra con la scoperta dell’inconscio -> che è stato scoperto da una serie di psicologi sperimentali francesi, in conseguenza di esperimenti sull’induzione ipnotica -> Lo scienziato ipnotizzava gli studenti poi lo interrogava sui motivi per il quale questo facesse quella cosa per cui lo aveva ipnotizzato e lui dà delle spiegazioni razionali ma senza sapere di essere stato ipnotizzato -> l’ordine di fare questa cosa ha l’origine nell’induzione ipnotica.

In quel momento per l’occidente è andata perduta l’illusione che il soggetto possa dire qualcosa di interessante su ciò che intende -> nel momento in cui la scienza medica ha fatto esperienze pubbliche del fatto che una persona sana di mente poteva abbandonarsi a comportamenti demenziali e interrogata sul motivo di questi comportamenti presentava razionalizzazioni campate in aria ma che lui trovava convincenti, allora la nostra fiducia nell’autorevolezza dell’emittente è a

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-LIN/10 Letteratura inglese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Nobody_scuola_1990 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura Inglese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Dell'Aversano Carmen.
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