INTRODUZIONE alla CIVILTÀ
LETTERARIA GRECA
Nadia Rosso
Gabriella Vanotti
a.a. 2021/2022
INTRODUZIONE ALLA CIVILTÀ LETTERARIA GRECA
Prof. Nadia Rosso e Gabriella Vanotti – 2021/2022
Esame: prima domanda a scelta, poi un paio di domande.
Testi in programma:
‣ Omero
Libri VIII-XII dell’Odissea, - fine VIII secolo a.C.
‣ Saffo: frammenti 1, 2, 31 e Nuova Saffo - VII-VI secolo a.C.
‣ Pindaro: Pitica XII
‣ Tragedie:
- Eschilo: Agamennone 458 a.C
(Prometeo)
- Sofocle: Edipo Re (data incerta, tra il 430 e il 410 a.C.)
(Antigone 442 a.C.?)
- Euripide: (Medea 431 a.C.)
(Ippolito 428 a.C.)
(Eracle)
Baccanti 405 a.C.
‣ Aristofane
La festa delle donne,
‣ Aristotele
Poetica, (capitoli 1-18 e 23-26), da leggere per intero.
‣ fonte delle muse. Introduzione alla civiltà greca.
Alla
‣ Erodoto e Tucidide: passi scelti. 03/03/2022
Lezione 1
OMERO
Il genere dell’EPICA, per quanto riguarda la letteratura greca, inizia proprio con i poemi omerici.
L’epica come genere (anche al di fuori della letteratura greca) ha dei sottogeneri:
EROICA,
-epica ad esempio Virgilio;
DIDASCALICA,
-epica nel senso che deve insegnare qualcosa, portare un messaggio. Ad es. Esiodo.
Noi ci soffermeremo sull’epoca eroica.
• epica POESIA. metro
Quando si parla di si parla di Il dell’epica è l’ESAMETRO.
La letteratura greca si fa iniziare proprio con i poemi omerici. La maggior parte degli studiosi indica
come data la metà dell’VIII secolo a.C. Siamo cronologicamente alle opere iniziali della letteratura.
• I poemi riprendevano espressioni e narrazioni precedenti a Omero che con tutta probabilità, come
dimostrato da Parry, sono stati soggetti ad un processo di adattamento e di modificazione nei secoli
successivi.
• VOLONTÀ
Solo successivamente, per un'UNICA organizzatrice si sono stabilizzati nei testi che noi
leggiamo oggi.
• Sia Iliade che Odissea sono stati oggetto di un lungo processo di “assestamento” che ha voltato poi
alla versione dell’ VIII secolo a.C che noi leggiamo oggi.
1
QUESTIONE OMERICA
Fin dall’età degli alessandrini, Alessandria d’Egitto fu centro propulsore molto importante che ebbe una
sua biblioteca intorno a cui molti studiosi si occuparono di critica letteraria, attirò attenzione il problema
chi fosse Omero
di e se dietro ai poemi omerici ci fosse un unico autore o due diversi, uno per l’Iliade
e uno per l’Odissea.
Due scuole di pensiero:
- Chorizontes, SEPARATORI,
I cosiddetti i teoria così definita dei sostenitori di due autori diversi per i
due poemi. Tra gli alessandrini comincio a prevalere, per discrepanze tra le due opere, una tesi
divisionista.
- TEORIA UNITARIA,
Contro questa tesi nacque coloro che sostenevano che vi fosse un unico autore.
Teoria che ha ragionevolmente prevalso sull’altra e infatti oggi parliamo di unica volontà
organizzatrice per i due poemi.
Ci sono anche alcune questioni secondarie irrisolte come la descrizione di Omero sotto forma di
personaggio leggendario del CIECO DI CHIO oppure la rivendicazione di dove nacque Omero.
Leggende legate alla grande fama dell’autore. Chi era Omero?
In greco Omero potrebbe significare colui che non vede.
PARRY, studioso che comprese l’apporto importantissimo dell’oralità su questi poemi.
• I poemi nacquero probabilmente in forma orale e solo in epoche successive si fissarono nei testi che
ORALITÀ -> SCRITTURA
leggiamo oggi.
• Parry fece un confronto con i bardi dell’Europa dell’est che ancora negli anni ‘50 raccontavano
lunghe storie servendosi anche di epiteti formulari.
• EPITETO FORMULARE è un oggettivazione, una posizione fissa che mi permette sempre la stessa
metrica e quindi si può inserire agevolmente all’interno di ciascun verso.
• La presenza di epiteti formulari e l’impostazione hanno suggerito a Parry l’importanza dell’oralità.
(Approfondimenti: Omero di Pawel del 2004)
TRASMISSIONE DEI TESTI
Biblioteca di Alessandria CRITICA
ha messo le radici di quella che ancora oggi noi chiamiamo
LETTERARIA.
I testi Omerici hanno status particolare dato che sono nati dall’oralità. Subirono questo processo di
modificazioni successive quindi non sono nati come testi ma nati a livello orale.
• BIBLIOTECHE
Sono principalmente le che inizialmente si occuparono della trasmissione, iniziarono
a copiarsi i testi considerati i più importanti della tradizione letteraria.
• papiro
Inizialmente si copiava su che commerciavano dall’Egitto e successivamente, quando
manoscritti
possibile, su che potevano essere pergamenacei inizialmente e poi cartacei con l’avvio
della produzione della carta.
• Questi testi hanno subito vari shock, primo fra tutti l’incendio della biblioteca di Alessandria. Se non
ci fosse stato quest’incendio probabilmente noi oggi avremmo letto molte più opere.
• cristianesimo CENSURA.
Molto dopo questo incendio ci fu l’avvento del che ha operato una (non
ha messo all’indice come accadrà successivamente) però ha fatto una sua SELEZIONE quindi gli
La festa delle donne Lisistrata,
amanuensi negli scriptoria non copiavano più opere come o la che
fortunatamente erano già state copiate, che potevano essere di contenuto non adeguato dal punto di
vista del cristianesimo ma copiavano opere che ritenevano più opportune quindi se queste opere
pagane a carattere, agli occhi di un cristiano, scabroso/erotico/più scherzoso non sono state copiate
inizialmente purtroppo sono andate perse. 2
• Se devo studiare un autore del ‘900 è probabile che abbia ciò che ha scritto direttamente.
• per studiare gli autori antichi invece dobbiamo andare molto indietro nel tempo.
• Se devo andare molto indietro nel tempo è probabile che io non abbia nulla di scritto:
- Nei casi migliori magari ho dei papiri che si avvicinano per secolo a quello dell’autore che mi
interessa
- In altri casi invece l’unica fonte magari è di diversi secoli successivi all’autore. Durante questi
secoli l’opera è stata copiata più e più volte. Nel copiare i copisti possono fare degli errori o
delle omissioni che il testo si porta avanti. Il testo che abbiamo non è quindi uguale all’originale.
Lavoro del filologo che cerca di ricostruire il testo e tornare all’originalità analizzando la
tradizione manoscritta che ha a disposizione.
• Tradizione DIRETTA, cioè appunto papiri manoscritti di quell’opera.
• Tradizione INDIRETTA, opera citata in altri testi o copie venute dopo.
DIVERGENZE TRA ILIADE E ODISSEA
Ci sono delle divergenze oggettive tra i due poemi, in particolare se pensiamo al numero di divinità che
partecipano all’azione in un poema o nell’altro.
Ad esempio nell’Odissea il numero di divinità è inferiore rispetto al numero di divinità che partecipano
all’azione nell’Iliade.
PRESENZA DELLE DIVINITÀ
• Siamo agli albori della letteratura quindi gli DEI hanno un ruolo ancora molto importante e
intervengono.
• Sono rappresentati in modo ANTROPOMORFICO, sono degli umani in realtà. Il greco antico
immaginava le divinità con connotazioni del tutto umane non soltanto a livello fisico ma anche a
livello di interventi e a livello di carattere.
• Le divinità si schierano apertamente a favore degli achei o a favore dei troiani e l’intervento delle
divinità muove l’azione. Se io ho una divinità potente dalla mia parte è facile che arrivi a un risultato
più velocemente o così almeno ci viene rappresentato nei poemi omerici.
• deus ex machina
Nella tragedia antica avranno anche la funzione del cosiddetto cioè quando un
azione non può risolversi in nessun modo l’autore antico fa intervenire una divinità che a livello
scenico entra in scena e pone fine a questa situazione di stallo drammatico.
(Approfondimento: Barbara Graziosi, Gli dei dell’Olimpo.)
Se vogliamo abbracciare la tesi unitaria dobbiamo spiegare queste divergenze, che riguardano la
presenza delle divinità, riconducendole a esigenze narrative e non a una differente visione religiosa.
- nell’Iliade abbiamo il racconto di una guerra e quindi l’esigenza narrativa di una guerra che mi porta a
schierare divinità in un certo modo
- nostoi,
nell’odissea abbiamo il racconto dei del ritorno degli eroi, in particolare di Odisseo a casa e
qui l’esigenza narrativa è completamente differente
Questa differenza nella presenza degli dei non indica per forza una differente visione religiosa e quindi
due autori differenti per i poemi.
Semplicemente a seconda di ciò che devo raccontare io schiero le mie divinità in un certo modo o
Gioco con il ruolo degli dei in un certo modo. 3
ILIADE
‣ Poema epico in esametri
‣ 51 giorni dell’ultimo anno della guerra di Troia.
Nara le vicende di L’inizio della guerra e la fine li
sappiamo solo per cenni nell’Iliade.
‣ 24 libri.
Divisa in
TRAMA
• Narra la vicenda dell’ira di Achille (personaggio centrale, il più valoroso tra i guerrieri achei) che ha
una discussione con Agamennone per la spartizione di un bottino e si ritira dal combattimento.
• Patroclo, amico di Achille, viene ucciso da Ettore. Tutti credevano che fosse Achille poiché indossava
la sua armatura.
• Achille torna a combattere per vendicare la morte di Patroclo e uccide Ettore in duello
• L’Iliade si conclude con la restituzione del cadavere di Ettore al padre Priamo. Ci sarà una cerimonia
funebre, la cremazione di Ettore e non si vede la caduta di Troia.
ACHILLE E AGAMENNONE
Perché Achille è arrabbiato? Qual è la causa dell’ira di Achille?
• pestilenza.
L’accampamento greco è colpito da Al decimo giorno di peste viene riunita
Calcante
un’assemblea e viene chiesto all’indovino di interpretare l’infausto evento, cercandone la
causa e la soluzione.
• restituire Criseide
Secondo l’indovino basterà al padre (Crise ovvero sacerdote di Apollo), offeso da
Agamennone che l’ha presa come schiava e poi placare l’ira di Apollo con un grande sacrificio.
• Agamennone si dichiara disposto alla restituzione della donna solo se verrà adeguatamente
ricompensato.
• Litigio con Agamennone, re di Argo. Ha un ruolo più importante a livello militare politico e ha
suddiviso il bottino in modo non adeguato secondo Achille.
• Achille rinfaccia ad Agamennone la sua avidità e la sua arroganza, minacciando anche di tornare in
patria.
• Briseide.
Agamennone allora minaccia Achille di prendere la sua schiava
• ritira
Achille si dal combattimento adirato.
• Nonostante Agamennone offra ricchi doni e la restituzione di Briseide, Achille rifiuta di tornare in
campo.
• Patroclo, ucciso Ettore
fedele amico di Achille, viene in combattimento da aiutato dal Dio Apollo.
• Achille, uccide Ettore
per vendicare la morte dell’amico, in duello e continua ad infierire sul suo
corpo per giorni.
• Achille ritorna a combattere nonostante la profezia dica che se tornerà in battaglia avrà gloria
imperitura ma sicuramente vita breve. (Il tema delle profezie ricorre molto spesso nella letteratura
greca.)
• Priamo
La vicenda si conclude con l’arrivo del vecchio re all’accampamento dei troiani chiedendo ad
restituire cadavere
Achille di il dell’amato figlio. menin
L’ira di Achille viene nominata già nel primo verso. La prima parola del poema é che significa
ira, aeide
appunto la seconda parola del poema è cioè canta. A muovere la trama del poema é proprio
l’ira di Achille.
Achille è il più valoroso combattente acheo mentre Ettore è il più valoroso combattente troiano.
4
Qual è la causa della guerra?
La causa della guerra nel poema si ha soltanto per cenni e riguarda il rapimento da parte di Paride,
chiamato anche Alessandro, di Elena che era considerata la donna più bella del mondo.
Elena è la moglie di Menelao, re di Sparta. Menelao diviene re di Sparta proprio sposando Elena.
Menelao e Agamennone sono figli di Atreo, noto per una vicenda molto negativa che riguarda un
banchetto di carni. Agamennone è il re di Argo.
Menelao quindi si trova senza moglie perché viene rapita da Paride e da qui gli achei muovono guerra a
Troia per riconquistare Elena e poi ovviamente per anche la città.
Da un lato abbiamo il re di Argo, Agamennone, e il re di Sparta, Menelao, con gli altri re achei e dall’altro
lato abbiamo Il re di Troia, Priamo. Greci vs Troiani.
Priamo e Ecuba ebbero moltissimi figli, una cinquantina, tra i quali Ettore, Paride e Cassandra.
(Cassandra la ritroveremo nell’Agamennone di Eschilo perché infatti sarà presa come schiava da
Agamennone dopo la conquista di Troia e comparirà nella tragedia come sua concubina.)
Perché è ancora importante Iliade? Perché la caduta della città di Troia ancora oggi continua ad
interessarci?
Molte guerre sono avvenute da allora eppure la guerra di Troia ancora oggi, per quanto sia lontana nel
tempo e nello spazio e piccola rispetto a molte altre guerre, continua a interessarci.
Questo poema continua ad essere letto non soltanto da noi studenti e studiosi ma anche come libro di
narrativa.
• Turchia,
Troia si trova nell’attuale cittadina che allora, al momento della guerra, contava non più di
10.000 abitanti. Una cittadina che per i nostri standard attuali è sicuramente piccola e lontano come
scenario da noi, ma comune continuiamo a leggerla e oltretutto a leggerla nel modo in cui la narrò un
un poeta, quindi sicuramente non con criteri oggettivi come quelli di uno storico.
• Le motivazioni per questo interesse possono essere duplici, sicuramente un punto chiave è il fatto
l’occhio sia dei vinti che dei vincitori.
che Omero ci offre la possibilità di vedere la guerra con Non
abbiamo un autore che è completamente schierato dal punto di vista di una delle due fazioni ma dà
una visione di entrambi. Questo duplice punto di vista riesce a coinvolgere maggiormente.
• Un’altra motivazione potrebbe essere il fatto che da questo testo ne sono nati molti altri che narrano
la stessa vicenda. Omero ha preordinato la sua narrazione in modo tale che essa portasse alla
creazione di nuovi testi, nuove versioni della stessa vicenda. Ad esempio Virgilio, l’Eneide che parte
dalla caduta di Troia non raccontata nell’Iliade. E questo duplice punto di vista dell’Iliade farà sì che
Virgilio narrerà la sua storia dal punto di vista di un troiano sconfitto, Enea, e non dal punto di vista di
un vincitore.
• Bisogna capire l’impatto dal punto di vista sia narrativo che narratologico.
TROIA, INFORMAZIONI STORICHE
La guerra di Troia è realmente avvenuta?
Occorre andare indietro nel tempo, guardare alle fonti. Quando si parla di avvenimenti avvenuti in
epoche così lontane nel tempo ci sono due cose da fare, guardare le fonti, scritte se possibile, e
sfruttare l’archeologia.
• Schliemann,
Secondo che condusse gli scavi fra il 1870 e il 1879 presso quella che venne
individuata come la sede della città di Troia, la guerra di Troia avvenne realmente.
5
• Schliemann
A va sicuramente il merito di aver riportato alla luce quella che è effettivamente la città
di Troia, le sue cinta murarie. (Ricordiamo che anche nell’Iliade la città di Troia veniva definita dalle
8 stratificazioni della città.
belle cinta). S. Ha individuato
• Anche se il merito della scoperta andò tutto a Schliemann in realtà il luogo in cui scavare lo trovò
Frank Calvert che tra il 1863 e 1869 aveva già iniziato gli scavi con però un budget molto limitato.
• Quando Schliemann muore a portare avanti gli scavi fu un altro archeologo tedesco, Wilhelm
Dörpfeld, che tra il 1893 e il 1894 porta avanti l’attività di Schliemann ottenendo brillanti risultati. In
realtà già dal ‘91 Dörpfeld aveva iniziato a lavorare al fianco di Schliemann.
• Bisogna poi aspettare il 1932 per incontrare nuova attenzione archeologica per Troia. Con Carl
settimo strato distrutto dagli achei,
Blegen che individuò nel quello i resti di quella che fu una
guerra.
• Molto più recentemente, nel 1988 Manfred Korfmann riprese gli scavi a Troia, ottenendo il permesso
politico dalla Turchia per poter proseguire. Gli scavi continuarono sotto il suo influsso fino al 2005.
Korfmann evidenziò il ruolo centrale che ebbe la città di Troia nell’età del bronzo in cui inizialmente
Schliemann collocò anche la guerra.
• Sicuramente vi fu un guerra in questa città, molte in realtà, quindi non abbiamo certezza di quale sia
quella descritta da Omero ma sicuramente ve ne fu una tale da attirare l’attenzione e da essere
raccontata oralmente per anni e anni, importante da essere fissata in forma scritta in un’opera
enorme di 24 libri.
• caduta XIII secolo a.C.
Le fonti greche collocano la della città di Troia nel
• l’Anatolia, controllata ittita.
In questo periodo territorio in cui si trovava Troia, era dall’impero
• Fino a fine ‘800 si seppe molto poco di questo impero. Interesse nei confronti degli ittiti partì a livello
linguistico, erano di lingua indoeuropea che fu decifrata solo all’inizio del XX secolo, di questa
Bibbia, figli di Het.
popolazione ne parla esclusivamente
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