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Il segreto del Teatro Nō

(Zeami Motokiyo)

Il è un dramma lirico giapponese sorto nel XIV sec. Fra i 3 generi classici del teatro

giapponese è quello più antico. Per Zeami Motokiyo, l’essenza del nō sta nella danza e nel

canto. La maggior parte dei nō ebbe inizio secoli dopo la morte dell’eroe che vi si porta in

scena. Ebbe la sua prima sede nei templi; nei temi buddhisti si cercavano semplici

pretesti per il piacere estetico. Fu dal XVI al XIX secolo un’arte riservata all’aristocrazia,

specialmente quella militare. In origine era destinato ad un pubblico vastissimo, oggi i

suoi testi, scritti in antico giapponese, limitano la sua diffusione ad un’aristocrazia di

cultura. Per Zeami il nō è un “lungo poema cantato e mimato, con un accompagnamento

orchestrale, interrotto da danze che possono non avere rapporto alcuno con l’argomento”.

La scena si elevava in origine all’aria aperta o nei cortili dei templi. Oggigiorno le

rappresentazioni si svolgono all’interno di piccole sale appartenenti alle varie scuole di

attori; tuttavia in queste sale si è conservata la tipica struttura tradizionale. Un tempo ci

si sedeva per terra sui cuscini, ma oggi alcune sale sono fornite di poltrone.

scena

La si compone di 2 parti: un palcoscenico (butai) e un ponte (hashigakari),

entrambi coperti da un tetto. Il palcoscenico è sostenuto da 4 pilastri (dello shite, di

riferimento, del waki e del flauto) che servono da punto di riferimento al danzatore. Lo

spazio che prolunga il palcoscenico verso il fondo è riservato ai musicisti. Dietro

l’orchestra sono seduti i sorveglianti (kōken), cioè coloro che vegliano sul buon

andamento dello spettacolo. In fondo a destra, una porticina (kirido-guchi) serve di

passaggio al coro e ai sorveglianti. All’entrata del ponte si trova il kyōgen-za, dove

prendono posto gli attori comici. Sulla parete di fondo vi è l’immagine di un vecchio pino,

diventato simbolo ed emblema del teatro. Sulla parete laterale destra sono dipinti dei

bambù. Dal centro del palcoscenico scende una scala che un tempo permetteva all’attore

vincitore in un concorso di andare a ricevere il premio. Gli spettatori sono installati di

fronte al palcoscenico e alla sua sinistra.

In scena entra per prima l’orchestra. I musicisti portano il costume cittadino dell’epoca

Tokugawa (1600-1868): vestito di seta color cupo, pantalone-gonna ampio, sopravveste

senza maniche. Gli strumenti utilizzati sono un flauto traverso (fue), due tamburi

(tsutsumi), uno grande e uno piccolo; uno tenuto sul ginocchio sinistro e l’altro sulla

spalla destra; vi è inoltre, in alcune opere animate, un terzo tamburo che lo

strumentalista batte con due bacchette. L’orchestra interviene in 3 casi: per preparare

l’entrata dell’attore e al suo ritorno; per sostenere il canto o dell’attore o del coro; per

ritmare la danza. coro

Contemporaneamente entra il (jiutai) che, composto fino a 12 cantanti, rimane

seduto a terra. Si alterna con l’attore principale quando deve mimare un lungo racconto;

spesso commenta le azioni di un personaggio o fa una descrizione del paesaggio.

attori

Gli sono composti dallo shite, il personaggio principale, dal waki, il personaggio

secondario, che è vestito da monaco e dal kyōgen, che interviene per eseguire un

interludio che dà allo shite il tempo di cambiare costume; il suo ruolo è importante per

l’equilibrio dello spettacolo: procura una tensione di serenità dopo la stanchezza

provocate dalle scene precedenti. Il suo ruolo è quello di far ridere il pubblico: satire sulla

donna, sul curato e sul signore. Tuttavia vi sono molte persone che oggigiorno, all’entrata

dei kyōgen, o chiacchierano od escono. Gli attori possono essere accompagnati anche da

accompagnanti (tsure) o compagni (tomo), che rinforzano con la loro voce la parte del loro

capofila. Gli shite si reclutano nelle 5 famiglie o scuole che, sin dal XIV secolo, si

trasmettono il nō. I waki e i kyōgen formano delle scuole a parte.


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue, lettere e culture comparate
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kumaneko93 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura giapponese I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Napoli L'Orientale - Unior o del prof Giordano Giuseppe.

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