Proust
Proust riflette sul vero io della persona e scrive un saggio molto celebre che si chiama "Contre Saint-Beuve". Saint-Beuve riteneva che si dovesse studiare la vita di un poeta o di un artista per comprendere l'opera, ma Proust dice che non è il vero io quello che scrive. Nell'ultimo tomo della "Alla ricerca del tempo perduto", egli dice che la vera vita è la letteratura.
Come funziona l'opera di Proust?
Essa funziona su delle situazioni un po' ambigue perché abbiamo un narratore che si chiama Marcel ma che non è Proust. Infatti, c'è coincidenza tra narratore e personaggio ma non tra autore e personaggio.
Inizio del romanzo
Il romanzo inizia con il narratore che ha gravi difficoltà ad addormentarsi. L'incipit della recherche è celeberrimo: "Je me suis coucher de bonne heure" e racconta di quei momenti tra la veglia ed il sonno, e quindi il narratore Marcel cerca di ritornare ad un tempo passato. Infatti, si racconta che prima di andare a dormire, il bambino (il narratore) voleva il bacio della buonanotte da parte della madre. Ma una sera la madre riceve persone a cena e quindi il bambino non può ricevere quel bacio. Lui è disperato e manda dei bigliettini a sua madre, ma solo alla fine della cena il padre fa in modo che la madre dorma con il figlio per stargli vicino.
Ricordi ed evocazione
Il nostro narratore evoca i ricordi attraverso il ricordo razionale (bacio della buonanotte). Attraverso questa evocazione non viene fuori la vera essenza di quel periodo finché un giorno il narratore ormai grande (ci sono nel testo continue analessi e paralessi) torna a casa infreddolito dopo una passeggiata e la madre vedendolo decide di preparargli un infuso caldo insieme a delle piccole madeleine (dolci). Non appena il narratore intinge queste madeleine nel tè improvvisamente ha dei ricordi che lo riportano ad un tempo passato. Ci sono vari episodi di memoria involontaria.
Contesto storico
Il romanzo, dal punto di vista cronologico, si svolge subito prima della prima guerra mondiale e poi subito dopo. Ci sono molte analessi che vanno ad un tempo passato cioè gli ultimi venti, trent'anni dell'800. Proust soffriva di asma e lavorava sempre di notte, infatti, Macchia lo chiama l'angelo della notte.
Memoria involontaria
Un altro episodio di memoria involontaria è quando il narratore deve andare ad una festa di nobili, i Guermantes. Per andare a questa festa il narratore deve passare per dei cortili, ma improvvisamente egli incespica e questo perdere l'equilibrio lo rimanda ad un passato che è quello di una sua visita a Venezia a Piazza San Marco con sua madre. La madre non c'è più ed il momento viene descritto come l'unico attimo in cui egli è rius...
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