Letteratura francese II (25/10/2004)
Quadro generale dell'Ottocento
Si presenta come una storia di un secolo particolarmente ricco e complesso. Ai numerosi eventi politici si intersecano delle correnti di idee e di eventi letterari per cui si dice che la letteratura cammina di pari passo con la politica. La letteratura entra nella politica. La Francia conosce ben sette diversi regimi politici:
- Il Consolato
- L'Impero
- La Restaurazione
- La Monarchia di Luglio (1830)
- II Repubblica
- II Impero
- III Repubblica
Abbiamo quindi tanti moti rivoluzionari come quelli del 1830, 1848, 1870 che hanno conseguenze importanti sulla storia del paese. L'Ottocento è un secolo instabile e l'inizio del secolo è influenzato dalla Rivoluzione Francese e tutta la I generazione ne sarà segnata; loro sono i romantici, figli di un grave disagio politico e sociale. Il movimento verrà espresso bene da Alfredo Dusset: "La Confessione di un bambino del secolo".
Molti scrittori s'impegnano nella lotta politica e sociale con le azioni e con le opere come, per esempio, Lamartine, Hugo, Alfred Vigny che è un poeta che si presenterà alle elezioni, Zolà diede l'impulso alla grande disputa che nacque nell'Affare J'accuse, Stendhal che si proclamava liberale nonostante la sua opera si situasse sotto la Monarchia di Luglio-1830- (Rouge et Noire).
Il Romanticismo ha una durata breve, all'incirca 20 anni, fino alla rappresentazione di Armend (?). Il Romanticismo è un monarchico però dopo gli anni '30 va verso un certo liberalismo politico e sociale.
Durante l'800 ci sono numerosi progressi scientifici e tecnici, industriali perché c'è l'influenza in Francia della Rivoluzione Industriale dell'Inghilterra. Abbiamo l'avvento del capitalismo industriale. Se il classicismo ('600) era specificamente francese, il Romanticismo è un movimento europeo che la Francia accoglie con notevoli influenze europee. Si afferma come movimento europeo e il Romanticismo è cosmopolita. I viaggi meta erano l'Italia, il Grande Tour Europeo da parte degli scrittori che volevano fare esperienza e acquisire un senso della storia europea.
Correnti letterarie del secolo
La prima corrente è il Pre-Romanticismo (1801-1815), poi c'è il Romanticismo (1815-1830) che dura circa 20 anni fino alla battaglia letteraria di Armeny scritta da Victorio Hugo. Il Romanticismo permane per tutto il secolo.
Le altre correnti sono il Realismo (1830 in poi) che si afferma come una controcorrente, spiccano Balzac, Flaubert. Il Naturalismo. Il Simbolismo.
Romanticismo
Nasce da un disagio di una generazione scossa dagli eventi politici che si ritrovano senza avere dei veri e propri ideali, questo disagio si esprime attraverso una dimensione che contempla da vicino “il ritorno verso se stesso”. Vi è il lirismo, l'introspezione psicologica, il rifiuto verso il sogno. Molto spesso il romantico è visto come un emarginato che non si riconosce nella società. Ma egli cerca una sua collocazione. I termini chiave sono: il baro delle passioni, il male del secolo. Chateaubriand ha espresso bene questo disagio. In auge è la poesia che esprime al meglio il flusso di sentimenti e di emozioni (lirismo). Ci sarà una grande evoluzione del teatro. Il Romanzo invece, esprimerà il Realismo.
Realismo
È una reazione a questo fluire del sentimento: si deve esaminare la società in cui viviamo. Ciò è dovuto all'influenza del progresso della scienza, della filosofia che esamina le cose nella loro concretezza. Agli autori come Flaubert e Balzac interessa la società in cui vivono. È il Romanzo esprime bene questa corrente.
Naturalismo
Il massimo esponente è Zolà, il naturalismo è un realismo che si fonda su delle regole scientifiche. Quello di Zolà si esprime nel fattore ereditario in quanto esamina la storia di una famiglia minata da tare ereditarie. Sono importanti il Romanzo e il Teatro.
Simbolismo
Il Simbolismo parte da un grande poeta che rompe gli schemi della poesia Romantica ed è Boudelaire. Egli comincia a fondare una poesia diversa; la magia di questa poesia nasce dal muso dell'sinestesia, delle corrispondenze. Da l'avvio al simbolismo e anche Verlaine e Rimbaud sono i massimi esponenti. Il simbolismo fa parte del Decadentismo. Il simbolismo è cercare di rappresentare attraverso i simboli le impressioni, le sensazioni (poesia e pittura camminano su due binari paralleli – impressionismo).
Pre-romanticismo
Con René la generazione romantica si è riconosciuta. Questa corrente è nata sotto il periodo del consolato e dell'Impero, ma non c'è una vera scuola letteraria o una tendenza perché Napoleone amava il Classicismo e detestava gli ideologismi e i filosofi che erano gli eredi degli Enciclopedisti del '700.
Per il bando delle idee politiche e sociali, da un lato abbiamo dei Tradizionalisti che riprendono le idee di Bosset: “la provvidenza interviene nel destino dei poveri”. A loro si opponevano i discepoli di Voltaire di stampo liberale. Saint-Simon è importante perché segna una svolta nella politica della società nel voler modificare le basi estetiche della società: “Solo il lavoro e la capacità di produzione giustificano la pretesa a dirigere lo Stato”. Ciò preannuncia il Socialismo.
Dal punto di vista letterario lo spirito conservatorio e neoclassico impedisce il rinnovamento dei generi, ciò a causa di Napoleone che ama il Classicismo. C'è un'abbondanza di poesia etica: l'Epopea – poesia giudaica e di tipo descrittivo.
Per il Teatro è lo stesso perché Napoleone amava la tragedia classica con le sue regole Aristoteliche. Dobbiamo aspettare la rivoluzione del grande Teatro Romantico per poter dare una svolta a questo genere.
Per quanto riguarda il Romanzo (non è mai stato considerato un genere nobile) che non è costretto a delle regole ferree, fiorisce in tutte le direzioni e in piena libertà, però anche nell' '800 non c'è niente di più sorprendente che Balzac considera un romanzo come un sottogenere perché la sua grande ispirazione era scrivere per il Teatro. Nel romanzo si hanno i primi segnali di rinnovamento per la sua libertà dalle regole e ciò darà luogo al Pre-Romanticismo e poi al Romanticismo. Il primo autore che spicca in questa fase è Senancour che scrive un romanzo che si chiama “Oberman”, un altro autore è B. Constant che scrive “Adolphe”. Tutti e due i romanzi hanno come titolo il nome del protagonista e a tutti i personaggi verranno analizzati i sentimenti.
Adolphe
È un giovane nobile, il padre lo manda in viaggio per terminare la sua educazione. Incontra alla corte di un signore di quel tempo, alla quale è andato per farsi conoscere per intraprendere la carriera diplomatica, una donna che, dopo essere stata sposata, diventa l’amante di un notabile. La sua posizione è irregolare ma la società non la condanna. Cominciano a frequentarsi. Adolphe si rende conto di essere una persona annoiata e pensa bene che l’amore lo possa aiutare e decide così di innamorarsi intraprendendone una relazione. Lei s’innamora e lascia il rango della società dalla quale proveniva. La storia finisce male perché quando il padre di lui viene a sapere della storia lo costringe ad abbandonarla. Lui, dopo un momento di esitazione, scrive una lettera a Eleonore che muore per il dolore. Adolphe si rende conto di aver perso l’unica cosa vera della sua vita.
Adolphe è un personaggio che ha un disagio personale, non riesce a trovarsi un interesse e quindi fa finta di innamorarsi. La generazione di quell’epoca comincia ad identificarsi con i personaggi dei romanzi.
Questo è il periodo in cui si fa strada il Cosmopolitismo e grande promotrice di questo sentimento è Madame De Staël che era l’amante di B. Constant e figlia del ministro De Cher (?). Scrive un'opera “De l’Allemande” importante perché mette a confronto la letteratura del Nord e quella del Sud (influenza della Teoria del clima di Montesqieu).
C’è una tendenza malinconica e razionale del nord molto differente da quella del sud. Fa notare le loro influenze, le loro diversità e hanno contribuito a diffondere il cosmopolitismo.
Un’altra influenza è quella del Romanzo inglese Nero, con le sue storie di fantasmi, castelli. Balzac quando comincerà a scrivere i romanzi è ispirato dal Romanzo Nero. Queste idee saranno il manifesto del Romanticismo.
Chateaubriand, Francois-René De
(Saint-Malo, Bretagne 1768- Parigi 1848)
Compie i suoi studi in un collegio della sua città, vive nella proprietà dei suoi genitori a Combourg. Scrittore e uomo politico francese, esponente di primo piano del movimento romantico. Entrò nell’esercito nel 1786, e trascorse a Parigi i primi anni della Rivoluzione. Non intendendosi schierare né con i fedeli alla monarchia né con i rivoluzionari, si recò negli Stati Uniti nel 1791, dove incomincia ad arricchire le sue esperienze attraverso i suoi viaggi. È colpito in particolar modo dal fiume Mississipi, dove canterà la sua bellezza nelle sue prose, ma soprattutto questo viaggio sarà d’ispirazione per tre delle sue più importanti prose: “Atalà (1801); René (1802); Natchez (nome di una tribù indiana).
Ritornato in Francia nel 1792, si unì alle forze controrivoluzionarie ma, ferito e malato, dovette ritornare in Gran Bretagna. Nuovamente in Francia nel 1800, riuscì ad affermarsi nel nuovo clima politico, tanto che Napoleone gli conferì un incarico, ma nel 1804 disgustato per la condanna a morte inflitta a Louis-Antoine duca di Enghien, si dimise e si schierò contro l’imperatore. Nel 1808 intraprende un altro viaggio, questa volta in oriente dove scrive un’altra sua grande opera “L’itinairaire de Paris Gerusalemme” e poi “Les Martyres”.
Prosatore dallo stile ricco e potentemente modellato, nella sua narrativa introdusse alcuni elementi che divennero poi tipici del movimento romantico, come gli scenari e i personaggi esotici, soprattutto del Nord America e delle popolazioni indigene ed espresse una vena malinconica e introspettiva, improntata al pessimismo, che affiora nei romanzi Atalà e René.
La riflessione sul cristianesimo, che lo portò ad affermare la superiorità estetica e morale di questo credo sulle altre religioni, è al centro di una delle sue opere più note, Il genio del cristianesimo (1802), che influenzò la vita religiosa e letteraria del suo tempo. Quando scrive quest'opera sembra appartenere al Buon...
Ritiratosi a Combourg riprende la redazione delle sue memoires che successivamente intitolerà “Memoirs d’AutreTombe” (1849-50), opera autobiografica in cui Chateaubriand ci fa partecipe della sua adolescenza e delle sue vicende personali. L’importanza di quest’opera è la novità del genere “autobiografico” nuovo per il periodo. Fu soprattutto in epoca romantica, con la centralità dell'esperienza individuale per decifrare e vivere la realtà, che si sviluppò la letteratura autobiografica, specie nella dimensione della "memoria". Ecco allora le Memorie d'oltretomba (pubblicate poco dopo la sua morte). È sepolto in un piccolo isolotto di fronte a Saint Malo.
René (1802)
La genesi di René è molto legata ad Atalà, in questo senso si potrebbe dire che René sarebbe in qualche modo la seconda parte di Atalà. Chateaubriand deve molto, visto l’influenza del ‘700, a Rosseau, padre del Pre-Romanticismo. Il viaggio in America esercita in lui la voglia di scrivere “d’un Epopee de l’Homme dans la nature” e quindi andare dai selvaggi e cercare un nutrimento della sua natura. Rosseau dice che l’uomo è fatto per seguire le leggi della natura. Quindi per poter comprendere meglio René, bisogna conoscere la storia di Atalà.
Atalà è una fanciulla indiana dal sangue cristiano, che s’innamora del capo indiano “Chactas”; ma la promessa fatta a sua madre di restare casta, le impedisce di legarsi a Chactas, e sceglie di suicidarsi per rispettare la promessa. (motivo per cui Chateaubriand decide di escludere questa novella dall’opera “Le Geniè du Crist.” mentre decide di escludere René dall’opera perché all’interno c’è una storia d’incesto, per cui questi due romanzi vengono pubblicati a parte). (Questo René potrebbe essere un riflesso della sua indole).
Anche “Du Vague de Passion” è un capitolo che doveva essere inserito nell’opera del Genio del Cristianesimo, ma il tema che Chateaubriand analizza in questo capitolo, è il male scaturito nella generazione del suo tempo, di cui anche lui si sente condannato. Tornando al racconto, le prime parole che si leggono sono la descrizione di René in America, dove ha trovato rifugio al suo male interiore, che finisce di confidare a Chactas ed a Persael dei turbamenti a seguito di una lettera ricevuta, in cui veniva a conoscenza della morte di sua sorella, a cui lui era particolarmente legato.
René è particolarmente inadatto a qualsiasi vita in società, cosciente del proprio male ma incapace a reagire. La tematica di René non è nuova, ma possiamo dire che si ispira a Rosseau, al sogno ad occhi aperti; c’è anche l’influenza di Goethe (Verter), ma soprattutto anche il fatto di denunciare il male interiore che fa di lui un soldato solo, trova il rimedio prima in un isolamento in montagna, poi nei suoi viaggi, poi nell’amore dove scopre in Amelié la sua anima gemella, ma quando lei gli confida i suoi sentimenti decide di chiudersi in monastero. Questo sconvolge René facendolo ricadere nel suo male interiore.
René diventa il simbolo di tutta la generazione romantica non solo in Francia ma anche all’estero, es. Byron, Leopardi, Puskin (romanzi in versi: Russia). Abbastanza strano da rilevare, è, si la soddisfazione di Chateaubriand della sua opera, ma allo stesso tempo si sentiva colpevole perché la sua opera viene presa a modello. Ciò lo scrive nelle sue “memoires” denunciando appunto che stato il volere di altri di fare di quest’opera un modello. Chateaubriand è senz’altro uno che riscopre Pascal (famoso teorico giansenista secondo il quale la grazia potevano riceverla solo gli eletti di Dio, ma dal momento che non sappiamo se ne facciamo parte, bisogna che ci comportiamo come se ne facessimo parte.)
Chateaubriand riscopre Pascal perché nel ‘700 c’era stato un gran nemico Voltaire, che predicava una filosofia più pragmatica, a vivere meglio senz’angoscia. René potrebbe apparire come qualcuno a cui la grazia è stata negata. René rimane fuori dalla religione, questo si nota soprattutto durante la scena in cui la sorella Amelié prende i voti: lui non la descrive come una cerimonia d’iniziazione ma piuttosto come qualcosa di negativo, non trova nella religione un punto d’appoggio, nessuna consolazione.
René anche in america è in esilio, anche se il racconto inizia con il suo matrimonio con un’indigena, ma in realtà poi lui non vive con lei; continua con le confidenze con Chactas e Perseal; il viaggio è un luogo in movimento ma è anche un luogo vuoto tant’è che verso la fine del racconto c’è un’immagine di una visione di un abisso (vuoto), che sta a significare che qualsiasi viaggio intraprende sfocia nel vuoto.
Anche la società dà a René il vuoto. Si potrebbe dire che sia lo spazio interiore che lo spazio esterno sono tutte e due nulli. Abbiamo una narrazione che segue un movimento pendolare (oscillazione) che danno immagini fatte da toni più alti e toni più bassi; certi critici la giudicano come una carenza narrativa. Non succede niente ma si dicono delle cose, tant’è che il racconto si sviluppa da quando riceve la lettera.
Dalla figura di René si costituisce un tipo di eroe nel senso di “Anti-eroe” per capacità dialettica che ha, che però non riesce a superare il suo malessere interno. Un’altra cosa che colpisce è la sensazione di distanza che dà delle cose materiali, vive di rendite, da parassita in senso che non pensa a far niente. Per quanto riguarda i paesaggi René racconta il tutto ambientando il contenuto nella stagione dell’autunno, come una stagione di malinconia, di agonia, dei temporali e delle piogge perenne; un’altra cosa da mettere a fuoco in René è il fatto che c’è sicuramente un richiamo spirituale (idea dell’infinito come ispirazione a qualcosa di spirituale, sopra di lui) aspetto che troveremo in tutti i brani dell’800 e avrà il suo massimo rappresentativo con Boudelaire. Lui guardando il cielo ha la sensazione che il cielo sia vuoto, non c’è la credenza in Dio, ma c’è la speranza trascendentale.
René non crede nella società, non crede nella religione, fa una meditazione sull’abisso come metafora del cielo (visto verso il basso). Di questa sua diversità ne è compiaciuto, tanto che l’unico personaggio che non compiange René è Persuel (frate cristiano, giudice severo) che rimprovera René del suo disagio.
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