Vital La Rochefoucauld
La Rochefoucauld incarna l'“honnête homme” del 17° secolo, disincantato e lucido, che frequenta i saloni mondani e vuol piacere ai suoi simili, la gente onesta. Egli è l’autore di un’opera “classica”, les Maximes, dal grande valore artistico e morale. François de La Rochefoucauld è nato a Parigi nel 1613, in una famiglia dell’alta borghesia francese. Lui ha tutto per riuscire, ma intorno a lui l’esercito, la diplomazia e la politica lo deludono.
Gli restano la mondanità e le donne: l’amicizia e l’amore lo seducono, anche la letteratura, alla quale si dona tardi. Poi egli scrive le sue Mémoires. Presto la gotta gli impedisce di spostarsi, egli riceve sul suo divano e si esprime scrivendo delle perle di saggezza classica, dettate dalla sua maturità, dalla sua conoscenza dei contemporanei e dalla frequentazione tardiva degli “Anciens”, che testimoniano la fondatezza delle sue conclusioni sulla natura umana. Queste saranno le famose Maximes, che lui scriverà dal 1658 al 1678. Muore nel 1680.
L'uomo secondo La Rochefoucauld
La Rochefoucauld analizza l’amor proprio, che è il motore di tutte le azioni umane. Egli è un moralista che osserva il suo “contemporain”. Lui coglie una verità psicologica che riguarda l’uomo, in ciò che lui ha di eterno. La lucidità che dimostra descrivendo questo ritratto pessimista lo spinge all’onestà: non imbrogliare, essere onesto con sé stesso e con gli altri.
Les Maximes
Le Maximes non sono raggruppate secondo temi: il disordine e la formulazione concisa permettono di leggerle ciascuna separata nella sua autonomia, sebbene l’insieme mostra una visione unitaria e pessimista della natura umana e dei suoi vizi. La brevità delle Maximes mette in rilievo essenzialmente due aspetti: la formulazione deve essere incisiva e efficace, ben studiata e accurata nella sua forma e siccome ogni massima mette in questione l’opinione comune o rivela un lato nascosto del carattere umano, essa lascia una sorta di spazio bianco per la meditazione. La concisione è al servizio della meditazione e dell’attenzione. Si può anche notare che la maggior parte delle massime utilizzano delle strutture linguistiche che correggono o capovolgono la prima parte della frase.