Magnolia di Paul Thomas Anderson (1999)
Terzo lungometraggio di Anderson che lo introduce alla maturità. Il titolo Magnolia ha due significati:
- Nome di un grande viale che attraversa i quartieri meridionali di Los Angeles, viale che si vede nell’ultima parte del film in cui si incrociano le macchine dei protagonisti.
- Lo si vede nei titoli di testa, Magnolia è una sorta di topografia di Los Angeles, la quale ha una divisione in quartiere che somiglia a un fiore.
Costruzione del film
Il film si svolge in 24 ore, dal punto di vista della temporalità del racconto il modello è l’Ulisse di Joyce, radiografia di una serie di personaggi seguiti da una linea narrativa di 24 ore. Il taglio del tempo è un taglio semplice e visibile, ha un perimetro geografico piuttosto visibile anche se Los Angeles è molto grande, c’è molteplicità di azioni con tantissime storie.
Il testo chiave della narrativa metamoderna è Underworld, hanno in comune una cosa chiarissima: il racconto è gestito da due voci narranti non facilmente distinguibili e comprensibili. Nel libro c’è un narratore in terza persona e un narratore in prima persona, si alternano e non è ben chiaro perché. Nel film sembra che la voce narrante sia quella del poliziotto, in realtà la voce che sentiamo nel prologo non è la voce di Jim, il quale ha l’abitudine di parlare da solo in macchina cercando di fare il punto della situazione. Anderson lo sa e confonde le due istanze.
Alla fine risentiamo le due voci, il narratore riassume il significato del film sul piano narrativo, quello che dice Nick in uno dei frammenti di Underworld fa la stessa cosa del narratore del film. Quando subentra la voce di Jim egli tra la morale della storia che ha a che fare con il perdono. Un’altra cosa che li accomuna è la costruzione a puzzle:
- Sul tetto del ragazzo che si sta suicidando c’è un 82, numero che ricomparirà varie volte, come sull’aereo per spegnere l’incendio, è la percentuale della probabilità di pioggia, è nella parte centrale del numero di Frank, è nel numero di matricola della signora arrestata, appare su un cartello del pubblico dello Show di Jimmy (Exodus 8.2 in cui il popolo degli ebrei è stato schiavizzato dal Faraone d’Egitto e Mosè gli chiede di liberare il suo popolo, una delle punizioni che subirà al rifiuto sarà la piaga delle rane).
- Nel sistema di personaggi ci sono due figure di padri “mostruosi”, Earl (produttore) e Jimmy (presentatore), attorno ai due padri ci sono otto personaggi, attorno a Earl c’è il figlio Frank, Linda (moglie), Phil (infermiere). Attorno a Jimmy c’è Claudia (figlia), Rose (moglie), Stanley (concorrente), Donnie Smith (ex concorrente), Jim (poliziotto) incontra Claudia. In totale vi sono otto personaggi satellite e due apicali.
Il primo finto finale è quando i personaggi cantano Wise Up in cui la finzione è esplicitata, tutto il film è costruito come se fosse un videoclip, la musica è talmente alta che molti dialoghi potrebbero essere incomprensibili. La catastrofe delle rane rende il tutto più esplicito, una rana fa cadere Donnie, non fa suicidare Earl.
Citazioni e tematiche
Il mercante di Venezia di William Shakespeare
Il film gira intorno alla figura dei figli e dei padri, film liberatorio, il bambino ci dice che è possibile, Anderson si chiede come sia possibile, viene detto che il bambino è un angelo ed è saggio. Il narratore dice che secondo lui non è un caso quello che accade.
Degli argomenti chiesti durante il quiz sono Chaos vs Superstring, i grandi testi sono caratterizzati da questa doppia pulsione: rappresentare la realtà senza rinviare al chaos e tentando di costruire una teoria narrativa che dia ragione a tutto.
Film pieno di riferimenti alla cultura americana come il quiz show e il personaggio di Tom Cruise che è il venditore, predicatore. Una delle parole caratterizzanti di Earl è “Cocksucker”, parola che viene da un capitolo di Underworld che si riferisce a una canzone.
Tutto su mia madre di Pedro Almodóvar (1999)
Tredicesimo film del regista. Vinse l’Oscar per il miglior straniero e venne consacrato dalla critica come suo film più maturo. È un film in cui ci sono vari registri che si uniscono, è un melodramma a tutti gli effetti ma atipico, con personaggi che stemperano la tensione. Il film può essere strutturato a tre atti:
- Primo atto: Manuela perde il figlio, i due hanno un rapporto di estrema complicità che si interrompe bruscamente.
- Secondo atto: atmosfera completamente diversa, parte più divertente del film in cui si crea una solidarietà femminile tra donne che non si conoscono.
- Terzo atto: viaggio che fa chiudere il cerchio con una riconciliazione finale tra i nonni, il nipote e Manuela ha un secondo figlio.
Soggettiva del foglio di carta: quando Esteban scrive abbiamo la soggettiva del foglio di carta, altra soggettiva è quella dell’incidente dal punto di vista del ragazzo che sta morendo.
Scelte cromatiche: Almodóvar è celebre per avere sempre film con colori molto forti, i colori predominanti sono il rosso e il blu. Esteban lo vediamo per la prima volta vestito di blu, la madre è connotata da colori rossi, Huma si chiama Rojo di cognome. Continuamente c’è questa alternanza di questi due colori, tra freddo e caldo. Rosso è anche il colore dell’aids.
Altro tema fondamentale sono gli omaggi: Almodóvar in questo film dichiara tutto il suo amore al teatro, alle attrici e ai registi che hanno segnato il suo cinema. Teatro in cui si inscrive anche il cinema. Un tram che si chiama desiderio, film del 1951 con Marlon Brando che interpreta Kowalski, in questo spettacolo si vede proprio la violenza dell’uomo. In questo film gli uomini non ci sono, se ci sono non sono completamente nella realtà (il padre di Rosa), non c’è il maschile, è un regista che mette al centro l’universo femminile.
Altra citazione è il film All about Eve (Eva contro Eva), film del 1951 sul mondo teatrale, sul meccanismo del successo e sulla paura di invecchiare, anche qui un’attrice di teatro affermata incontra questa sua fan che la segue da tempo, ad un certo punto riesce a conquistare sempre più spazio finché non la sostituisce a teatro. La citazione diventa parte integrante del film quando Manuela deve sostituire Nina.
Regista che viene omaggiato è Fellini, Agrado è una citazione di Gradisca di Amarcord. Ultimo regista che viene citato è John Cassavetes, il film Opening Night in cui un'attrice non riesce più...