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Letterature comparate

Here After - Clint Eastwood, 2010

Due sconosciuti si incontrano a San Francisco ad un corso di cucina. La prova dei riconoscimenti dei sapori instaura un clima di gioco e seduzione. Il primo a svelarsi è il personaggio femminile, che racconta la propria storia. Lui, invece, rimane più sul generico, perché non vuole dire che è stato un sensitivo per tanto tempo. C'è la situazione archetipica di Ulisse che racconta la sua storia alla corte dei Feaci e fa innamorare Nausica, ma poi deve proseguire il suo viaggio. Storie simili sono quelle di Enea e di Didone e di Otello e Desdemona.

In H.A., oltre al tema omerico (raccontare), c’è anche quello della vista (es. per riconoscere i gusti, sono bendati). Sono due temi interconnessi e inseparabili. Dopo il corso, vanno a cena a casa di lui e lì lei scopre che lui è un sensitivo (da un messaggio di segreteria). Matt Damon è un appassionato di Dickens, tanto da avere una sua foto appesa. Dickens è colui che ha narrato tutto il narrabile; è il grande narratore dell’800 inglese. Lei gli chiede di farle una seduta, una "lettura" della sua interiorità. Il narratore è colui che mette in parola ciò che accade dentro e fuori ai suoi personaggi. Matt vede prima la madre di lei, morta d’infarto. Poi si ferma. Lei insiste e lui le dice di vedere anche il padre, che le chiede scusa per quello che le ha fatto tanti anni prima. Così le fa prendere coscienza di qualcosa che dentro di lei era stato rimosso.

Lei è una figura emblematica dell’interiorità nel mondo contemporaneo e di tutte le forme di autoracconto, basate ad esempio sui social network. L’uomo moderno dà per scontato il racconto del sé, dire tutto pubblicamente. Lui è l’elemento fuori dalla storia, oppone resistenza, vorrebbe preservare una parte di sé e anche l’interiorità degli altri. Tempo dopo, a Londra, George (Matt) incontra una donna che presenta il suo libro, dopo essere quasi morta durante lo tsunami e aver avuto un’esperienza con l’aldilà. George vede in questa donna la sua stessa esperienza: la gente che non crede alla capacità di vedere; il vedere oltre; ecc.

Nella sequenza finale, lui guarda Marie e vede dentro di sé (anziché dentro l’altro) e vede l’happy ending. Poi si danno la mano e finalmente lui non vede niente. Il tema centrale del film è l’incontro tra essere diversi e la capacità di tradurre l’interiorità dell’altro (con intorno i temi della vista e del racconto).

Teoria

Il racconto è la struttura chiave della conoscenza dell’uomo contemporaneo. Barthes, nell’“Introduzione all’analisi strutturale dei racconti” (1966), parla della particolarità della specie umana, che si basa sui segni, organizzati in forma narrativa (racconti) per dare senso alla vita comunitaria. La svolta narrativa è “l’irrompere di un interesse massiccio e senza precedenti nei confronti del racconto” (Kreiswirth). L’autore la colloca nel 1984.

Il 1984 è l’anno da cui prende nome il romanzo di Orwell ed è anche l’anno del primo Macintosh (il nome dello spot è proprio “1984”). Il video per presentare il Mac, creato da Ridley Scott, vede una donna in abiti sportivi che lancia un martello contro lo schermo. Questo video ha una rete di riferimenti molto ampia: ad esempio Blade Runner, Alien, Metropolis, ecc. Lo spot viene mostrato per la prima volta durante il Superball ed è stato visto da 90 milioni di persone. In un’altra pausa della partita, viene mostrato lo spot di IBM (e del suo PCjunior).

Lo spot IBM è legato al passato: ha come protagonista Charlot di Chaplin, che culla il PC. Mentre lo spot di Apple è molto più proiettato verso un futuro apocalittico.

Il mito come sistema semiologico (Barthes)

  • Significante: Lingua (parola "elaboratore automatico di dati")
  • Segno: ("Computer Macintosh 128kb")
  • Significante: ("Computer Macintosh 128kb")
  • Significato mito: (strumento di liberazione)
  • Segno: (Macintosh come strumento di liberazione)

Lo spot deve convincere il ricevente, senza palesare le proprie intenzioni. Attraverso il riconoscimento, la visione del mondo è come anestetizzata: si smette di vedere e si passa al riconoscimento inconsapevole. L’arte dovrebbe costringere chi guarda a vedere.

La comunicazione commerciale fa il contrario: si basa sul concetto di riconoscimento e occultamento della visione. Secondo Galimberti, i miti sono la causa di tanti malesseri contemporanei, perché sono racconti e stereotipi poveri e insufficienti, in conflitto con la realtà che ci circonda (es. diffidenza verso lo straniero, che si prova inconsciamente; supremazia maschile e sottomissione della donna; ecc.).

In un film (“Sei gradi di separazione”), Will Smith (Paul) cita “Il giovane Holden” e in particolare la frase “la cosa che mi fa più paura è vedere la faccia dell’altro”. Secondo Will, l’immaginazione è l’unico strumento per accettare l’introspezione (la faccia dell’altro e quindi la propria). La capacità di elaborare racconti è l’unica facoltà che possiamo utilizzare per uscire dallo stereotipo.

Mito/mitico e mistero/mistico

MITO/MITICO: deriva dal greco Mythòs (parola, racconto), dalla radice mi-/ma- (“mandar suono”); equivalente al latino fabula, dalla radice fa- (“manifestare con la parola). Nella lingua greca appare spesso in opposizione con:

  • MISTERO/MISTICO: deriva dal greco myto (“chiudere la bocca, gli occhi”), da cui anche il latino mutus (“privo di parola”).

MITICO : MISTICO = PAROLA : SILENZIO = RAPPRESENTAZIONE : REALTÀ

Platone nella “Repubblica” (392 a.C.), contrappone MYTHOS (“discorso che non richiede dimostrazione”) a LOGOS (“discorso che richiede argomentazione razionale”). Quindi il mito è un racconto estetico, immaginativo, mentre il logos deve essere razionale è argomentato.

MYTHOS : LOGOS = INTUITO : RAGIONE = RAPPRESENTAZIONE IMMEDIATA : ARGOMENTAZIONE

Il mito serve a distanziare ed esorcizzare una realtà difficile e spaventosa. Si usano i miti per convivere con la paura. Nel ’68, con “2001: odissea nello spazio”, il computer (Hal 9000) diventa il vero protagonista. Pur senza essere antropomorfo, ha una mente che ricorda quella umana. Spostando di una lettera quelle del nome, si ottiene IBM, anche se l’autore del romanzo nega ogni collegamento.

Hal è il computer cattivo → IBM produce computer tirannici, che rendono schiavi gli uomini. Nel 1983 esce “War Games – Giochi di Guerra”, film in cui un ragazzino gioca al pc, in collegamento con la rete telefonica, e riesce ad entrare nel calcolatore della NASA: WOPR. Anche questo è un computer cattivo che, mentre il ragazzino crede di giocare, dà vita alla terza guerra mondiale. Quindi, prima dello spot della Apple (’84) i computer personaggi (no accessori) sono sempre personaggi negativi. Quando il racconto mitico fa parte di una strategia commerciale è facile da individuare (es. Mac come strumento di libertà), mentre è molto più difficile quando fa parte della vita quotidiana.

1984: Film sul futuro

  • 2010: L’anno del contatto – Peter Hyams
  • Terminator – James Cameron
  • Dune – David Lynch
  • Star Trek III: Alla ricerca di Spock – Leonard Nimoy

C’è anche un graffitaro (Haring), che nel 1984 crea diverse opere in cui mostra la fusione tra uomo e computer. Crede che l’uso della tecnologia come strumento nelle mani di chi ha potere sia un problema per l’uomo moderno, perché i potenti usano i bisogni umani per arricchirsi.

Sempre nell’84, Don Delillo pubblica un racconto intitolato “Walkman” su Vanity Fair. È l’anticipazione del romanzo “White Noise”. Due accademici statunitensi camminano e chiacchierano del loro rapporto della tecnologia. Nella loro città, una nube tossica ha iniziato a far ammalare le persone. La tecnologia può essere quindi una causa di morte, ma può anche essere ciò che ci salva. “La tecnologia è la lussuria rimossa dalla natura”. Una protesi “è ciò che abbiamo inventato per celare il terribile segreto del decadimento del nostro corpo”.

Jonathan Franzen il 21/05/2011 tiene un discorso al Chimion College, in cui dice che la tecnologia sta diventando tattile, chiave di un rapporto. La tecnologia è celebrazione del narcisismo.

La condizione postmoderna

Jean Francois è il primo a spiegare “la condizione postmoderna” nel 1979, quindi non sa cosa succederà nell’84, ma intuisce che il sapere cambiato, ad esempio attraverso i calcolatori →l’informazione per essere trasmessa deve essere computabile → trasformare il sapere in grandezza quantitativa e tutto ciò che non è trasmissibile in linguaggio macchina decade → il sapere per esistere deve essere condiviso da una comunità scientifica e quindi diventa linguaggio macchina.

“La formazione si separa dal sapere”. I grandi umanisti credono che il sapere ha senso se diventa motivo di vita. Non siamo in grado di immagazzinare tutte informazioni che ci “buttano addosso” (overloading). Oggi, il sapere corrisponde a muoversi velocemente tra un’informazione e l’altra; mentre prima il sapere corrispondeva a fermarsi in un luogo finché non si fossero aperte tutte le porte.

Il neologismo di Gibson NEUROMANTE contiene più parole omofone

  1. New romancer → Romance = romanzo cavalleresco. Il new romancer deve avere qualcosa di nuovo, contemporaneo.
  2. Neuro-mancer → neurale è l’aggettivo dei nervi. Il neuromancer è un romancer che indaga l’aspetto biochimico, perché la mente non è solo psiche.
  3. Nicro-mancer → Necro = morto. Il nuovo narratore deve dare nuovi significati alla morte, attraverso nuovi riti e viaggi. Il viaggio nell’aldilà è inteso come viaggio nel mondo degli inferi (underworld in inglese).
  4. Hearing parla di nuove risposte di razionale/irrazionale. Il romanticismo ha permesso l’introduzione dell’irrazionale.

1899: “L’interpretazione dei sogni” di Freud segna la nascita della psicanalisi. L’interpretazione è una rivoluzione attraverso cui l’occidentale percepisce se stesso. L’artista, per essere contemporaneo, deve rielaborare il Romanticismo, Freud, il razionale e l’irrazionale. Deve stare al passo con i tempi (es. “Inception” con l’arte dei sogni).

1984: L’autore di “Underworld”, Don Delillo, pubblica su Vanity Fair un racconto intitolato Walkman, che sarà un capitolo del libro. Don Delillo risponde ai 4 punti sopra. Nello stesso anno nasce “Nightmare”, una saga cinematografica sui sogni.

LIFE IS A PLOT

Secondo Muray, la vita è entropica, cioè si passa da stati di disordine a stati di disordine maggiore. Dobbiamo trovare ordine nel disordine. Vivere vuol dire trovare dei punti di riferimento in cui muoverci nel caso (es. inglese come lingua globale). Plot = trama, intreccio = piegare l’innaturalezza della vita. Viviamo costruendo una trama. Vivere significa creare dei plot, degli intrecci, tramare.

I riti funebri sono un tentativo di completare la fine = anche la morte deve essere “tramata”. Ad esempio, il funerale di Kennedy è stata una riunione collettiva; la trama è tessuta nel disordine, ovvero nella morte (che è l’elemento non raccontabile). Il funerale è l’esorcismo dell’ansia. I rituali funebri servono a raccontare la storia della morte.

READING FOR THE PLOT”: viviamo immersi nelle narrazioni. Lo scrittore contemporaneo riesce a rispondere ai 4 quesiti in modo più o meno inventivo. Underworld è un romanzo scritto al contrario (come il film “Memento”).

Negli stessi anni di “Rumore bianco” di Delillo, Carver scrive dei racconti minimalisti, ovvero costruisce trame con uno stile trasparente ed è etichettato come iniziatore dei racconti minimalisti.

Il racconto classico vs. il racconto contemporaneo

Il racconto classico

È un’applicazione sistematica della formula “dopo queste cose, quindi a causa di ciò” (Barthes), che potrebbe ben essere l’emblema del destino.

Racconto classico = lingua del destino, il destino non è altro che un racconto. È fondamentale trasformare la casualità in logica. La comunicazione narrativa classica è logica e lineare, cioè articolata intorno a un narratore e a un ascoltatore. Narrativa → lettore (narrativo). L’essere umano trova senso costruendo trame; la vita è fatta di racconti; il destino è la creazione narrativa della vita. Nel racconto classico la realtà è rappresentabile e il racconto rappresenta la realtà. È un principio che va da Omero al ‘900: il punto di non ritorno (rottura) è con Proust. Con Virginia Wolf, Kakja, Joyce, la narrativa smette di poter rappresentare il mondo attraverso legami logici.

Il racconto contemporaneo

La rilevanza digitale:

  • L’avvento di internet
  • La nascita del web 2.0
  • E dei social network
  • Trasformazioni radicali nella comunicazione narrativa contemporanea

La comunicazione narrativa contemporanea è plurivoca e multilineare. Ipertesto = più voci dentro questi racconti.

Il racconto contemporaneo è:

  • Multilineare (vari plot)
  • Polifonico (varie voci narranti o narrate)
  • Plurilinguistico (vari idioletti)
  • Pluristilistico (varie strategie narrative e generi)
  • Emula la struttura ipertestuale della rete (es. “America Oggi” è un reticolo di storie)

Preferisce la connessione per link (come nel web) o per livelli (come nel videogame) al classico collegamento causale. Si propone come racconto del possibile (virtuale) più che come racconto del verosimile (realistico) = narrativa verticale. Invece, la narrativa classica (Manzoni), credeva di essere realistica. Non pretende di esaurire la rappresentazione del reale ma rimanda a una semisfera inesauribile. Costruisce testi aperti (in “America Oggi” la Tv corrisponde a infinite porte dei media e delle storie).

Del racconto contemporaneo fanno parte Freud, che parla dell’inconscio; le 2 guerre mondiali; Darwin con l’evoluzione delle specie e la derivazione animale; Einstein con la teoria della relatività (variando le coordinate dello spazio, si mutano anche quelle temporali). Tra l’800 e il ‘900 sono cambiate le coordinate del mondo occidentale e la narrativa contemporanea reagisce velocemente (Proust, Joyce, Svevo). Il cinema è frutto di queste tempeste. Per Barthes, fruire di un racconto è proiettare legami di senso. Ogni fotogramma ha senso solo e con altri segni e noi costruiamo livelli di significato.

Da sintagmatico (sintagma = mettere insieme) a paradigmatico (costruire legami tra pezzi del sintagma e tutto il resto). Analogico = moderno. Per Barthes, il racconto contemporaneo lascia entrare l’utente. È aperto. Se la storia fosse lineare, sarebbe semplice.

Il divorzio

  1. Il testo classico è intransitivo, ovvero offre una versione del mondo chiusa, definita e incentrata sull’autore; il testo contemporaneo è invece transitivo e deve essere riscritto.
  2. Chiamiamo classico: la contemporaneità dà all’utente l’accesso al significante, ovvero alla costruzione delle storie; è collaboratore dell’autore nel mondo contemporaneo.

Testi leggibili e scrivibili

Il racconto contemporaneo può essere scritto e riscritto. È lo scrivibile. Ciò che può essere letto ma non scritto è il leggibile.

America oggi (Short Cuts) – Robert Altman (1993)

SHORT CUTS = Carver scrive 9 racconti e una poesia, da cui Altman crea un’ipersceneggiatura, ovvero intreccia le trame rendendo il tutto complesso e ogni elemento diventa un tassello. Il suo stile verrà poi copiato da altri (es. da Magnolia). Il film di Altman vince il Leone d’oro nel 1993. La locandina è pitturata con lo stesso stile di Hopper.

“Nightawks” (nottambuli) di Hopper rappresenta una scena quotidiana, con un barista e 3 nottambuli, ognuno dei quali ha la propria tazza. In “finestra con donna chiara” ci sono un uomo e una donna in un interno domestico (che è più interno rispetto a un ristorante o un teatro, ma più esterno di una casa) ed è come se ci fossero degli spettatori che aspettano l’aprirsi del sipario teatrale. Questa pittura stabilisce un canone di rappresentazione della quotidianità e della solitudine urbana.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/14 Critica letteraria e letterature comparate

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marlaclo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Vittorini Fabio.
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