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Letteratura comparata

Appunti di letterature comparate basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Rossi dell’università degli Studi Kore Enna - Unikore, facoltà di Scienze umane e sociali, Corso di laurea in Lingue e culture moderne. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letterature comparate docente Prof. L. Rossi

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la commedia e la tragedia. Il mondo culturale greco costituisce un serbatoio inesauribile di miti e

personaggi diventati patrimonio comune di tutte le letterature europee (l’Ulisse di Joice). Anche i

generi letterari trovano le basi nella poetica di Aristotele, in cui l’arte è mimesis (greco=

imitazione), della realtà, cioè imitazione di una realtà universale intesa come una serie di azioni in

cui agiscono i soggetti. La poesia appunto è vista come un modo per conoscere, ma come oggetto

il verosimile: cioè le cose che potrebbero succedere e non le cose che sono successe. Per questo la

poesia è diversa dalla storia (che si occupa delle cose già avvenute). Inoltre la cultura occidentale si

determina strettamente legata alla scrittura, grazie all’introduzione dell’alfabeto greco. In seguito

nelle scuole si cominciarono a diffondere i testi a partire dal 6 secolo. I testi a sua volta sono

considerati di grande importanza per il pensiero umano, diventano dei modelli e si crea un canone

che varia nelle epoche e contribuisce alla nascita della critica vera e propria.

SINCRETISMO ELLENISTICO ED ECUMENISMO ROMANO

Dai modelli greci nasce la letteratura latina a scopi didattici. I primi autori che scrivono in latino

sono per lo più schiavi greci, deportati a Roma. Si migra a Roma a causa dello sgretolamento

dell’impero di A. magno e della potenza romana che emerge in seguito alla sconfitta cartaginese.

Ciò fa perdere la supremazia alla civiltà greca e favorisce scambi interculturali con la civiltà.

Con la civiltà ellenistica si svolge la trasmissione del sapere in senso didattico e così si sviluppa un

nuovo genere IL ROMANZO ELLENISTICO, di ispirazione per il futuro romano medievale.

L’apertura ecunemica del mondo latino favorisce il contatto con la cultura e la lingua greca, tanto

da garantire una identità alla civiltà latina tanto quanto quella dei greci.

L’Eneide è considerata la perfezione e anche una mediazione tra l’epica classica e quella

medievale.

MEDIOEVO E VOLGARE

Nel 5 e 8 secolo crollò l’impero romano d’occidente (476 d, C) e portò l’arrivo dei popoli barbarici

germanici (visigoti), che produsse metamorfosi etniche, immissioni di elementi estranei (miti e

leggende di quel mondo) e cristianizzazione.

La civiltà del medioevo si caratterizza per la trasmissione del sapere attraverso la scrittura

(utilizzata dalle istituzioni ecclesiastiche). Successivamente si spostano i luoghi centrali del sapere

(da Sud a Nord), in letteratura si assiste a una rilettura in chiave cristiana (s. Agostino con

l’evoluzione del cristianesimo). Con lo sviluppo delle lingue romanze vi è una nuova mutazione

dell’orizzonte estetica filosofica, di cui la Francia è il punto centrale con la poesia trobadorica al

sud e con la chason de geste e l romanzo cortese al nord.

La tradizione classica si rinnova nel medioevo latino e volgare che a volte usa temi e personaggi

antichi e li ripropone

LA TRADIZIONE INTERTESTUALE

L’intertestualità 1(termine coniato dalla semiologa kristeva) si intende la relazione tra un testo e

altri testi (citazione, plagio, parodia). L’intertestualità comprende l’intertesto cioè l’insieme dei

testi. Esiste una rete formata dal testo per cui il prefisso inter- (tra) stabilisce un nesso con le altre

strutture analoghe cioè a prescindere dalla loro collocazione geografica, storica e dal contesto

sociale a cui appartengono.

Gerard Genette utilizza il termine intertestualità nella transtestualità (ciò che mette il testo in

relazione altri testi). Egli distingue 5 tipi di rapporti transtestuali:

1. Intertestualità (scritto sopra)

2. Paratestualità ciò che sta in relazione con un testo e ciò che gli sta attorno (titolo, note,

prefazione)

3. Metatestualità cioè la relazione critica tra 2 testi

4. Ipertestualità cioè la relazione che sta tra un testo anteriore A a un testo posteriore

B(l’Odissea si Omero e l’Ulisse di Joyce)

5. Architestualità cioè la relazione implicita del testo con i tipi di generi letterari per orientare

il lettore)

RICEZIONE DEL TESTO

L’opera letteraria è ovviamente rivolta a un lettore perché senno non ci sarebbe

comunicazione. Vi è quindi uno stretto rapporto tra il testo e il lettore, studiato nella scuola di

Costanza da Jauss. La teoria di Jauss è l’estetica della ricezione, che stabilisce che: i metodi e gli

strumenti di analisi usati dalla storia della letteratura classica non possono più soddisfare le né

le esigenze della critica, né fornire risposte adeguate. Cosi egli dà importanza al rapporto

testo-lettore, perchè si devono analizzare gli effetti dell’arte sui destinatari.

L’insieme delle competenze acquisite dal lettore, in base alle sue esperienze

letterarie(romanzo,teatrale,poesia), è detto da Jauss ORIZZONTE D’ATTESA ( soggetto al

mutamento in base all’epoca).

GENERI

Per quanto riguarda il genere letterario, rappresenta “una griglia di riferimento” per il lettore

nei confronti delle opere. Dal latino genus (cioè stirpe).

La prima codificazione si trova nel terzo libro sulla Repubblica di Platone che sviluppa 3 modi di

dire:

1. Modo narrativo o espositivo = dialoghi indiretti

2. Modo mimetico o drammatico = dialoghi diretti

3. Modo misto

In epoca Medievale la teoria subisce uno scarto rispetto a quella romana e classica e nascita

della chanson de geste, novella.

In epoca rinascimentale si ha la fioritura delle arti poetiche del’500 e si effettua una tripartizione

dei generi epico, drammatico e lirico.

Con Hegel viene toccato uno dei vertici della teorizzazione dell’800. Egli riflette sull’essenza

dell’arte e distingue in: epico, lirico e drammatico in base all’opposizione di due principi:

soggettivo e oggettivo. Nel genere epico emerge l’oggettività del mondo; in quello lirico la

soggettività dell’io, in quello drammatico coesistono due criteri, ma trionfa il genere Histo.

DEFINIZIONE DI CANONE

Canone deriva dal latino canon, dal greco kanòn, il quale a sua volta connesso con l’ebraico qanèh

cioè canna, strumento usato per le misurazioni e tradotto dal greco regola.

‘Canone’ possiede due significati sin dall’antichità:

1. Criterio = rappresenta il raggiungimento della perfezione dell’opera

2. Tabella = rappresenta l’insieme di prodotti letterari di una cultura

Il canone è un insieme di regole per ottenere un’opera perfetta e allo stesso tempo un insieme dei

capolavori di una letteratura.

Inoltre in canone collabora a definire l’identità di una comunità rappresentando il passato ed è in

grado di interagire con l’organizzazione del presente prefigurando il futuro.

Per canone si intende anche lo studio delle discipline umanistiche che va incoraggiato attraverso la

crescita sociale della persona, ma anche attraverso un’educazione sociale cioè ad esempio un

giovane ha bisogno di valori , che vengono introdotti dal suo paese per il rispetto della tradizione.

CANONE CONTROVERSY

È uno dei piu importanti eventi nella storia della critica del 20 secolo con John Guillory. Egli nasce

negli USA negli anni 80.

Vi fu un dibattito. La querelle, verso la fine degli anni 90. Il MOTIVO DELLA QUERELLE: instabilità

della società, nuove correnti filosofiche/letterarie, riformulazione del canone.

GEORGE STEINER

George Steiner è un critico. Scrive Real Presences (1989), propone di liberare la lettura dagli

impedimenti in cui sovrappone la libertà della lettura per instaurare un dialogo con il testo che

viene visto come ‘straniero’. Egli è strettamente connesso all’intimità individuale perché vede il

testo come un’elaborazione profondamente personale.

Per Steiner il canone è qualcosa di personale, ed ha residenza i noi. Quest’ultimo ha due

caratteristiche:

1. La relazione tra il canone personale(interno) e canone istituzionale(esterno)

2. Accettazione dell’alterità e dal dispiegamento dei suoi significati e valori, lasciando che

<<l’alterità che entra in noi ci alteri>>

HAROLD BLOOM

Harold Bloom con il volume The western Canon è diviso in 3 sezioni:

1. Una elegia per il canone

2. Galleria dei 26 scrittori divisi a sua volta divisi per 3 grandi età: età

aristocratica(Shakespeare), età democratica(Wordswort), età caotica(Joice)

3. Conclusione elegiaca

L’opera è stata criticata per la sua incompletezza (mancanza di autori come Omero); per la

centralità della letteratura anglosassone a scapito di altre (soprattutto quella francese);per la

soggettività nella scelta degli autori (Shakespeare come esempio sublime); per l’essenza di grandi

autori come Leopardi, Petrarca, Virgilio.

Per Bloom, se le opere entrano nel canone è solo per la loro eccellenza estetica che è un interesse

individuale anziché sociale. Inoltre per lui il canone è un luogo in cui si accumula un’ansia cioè

<<ansia dell’influenza>>, cioè ogni autore ha l’ansia di riuscire a creare un’opera grandiosa tanto

da metterla a confronto con le altre opere del passato.

TEMATOLOGIA

Si afferma nel 19 secolo. È il settore dello studio letterario che si occupa dell’analisi comparata dei

temi e dei miti letterari. Si basa sulla riorganizzazione delle opere letterarie degli

STOFFGESCHICHTE (è la storia di materiali e soggetti letterari, di impostazione positiva, attuano

allo stesso tempo un lavoro di schedatura di soggetti letterari ed utilizzano un carattere

frammentario). Si tratta anche della mutazione dei temi all’interno delle culture nazionali, con un

riguardo particolare alla letteratura popolare (ad esempio possiamo ricordare i fratelli Grimm che

inaugurano questo tipo di ricerca nell’800).

La ricerca tematologica, negli anni 60, con Raymond Trousson, Bachelard, Jean-Pierre Richards.

Pongono un particolare riguardo a livello critico-storico ed ermeneutico cioè lo studio di antichi

testi religiosi.

DEFINIZIONE DI TEMA

Rappresenta l’immagine, il concetto, la figura in base alla quale si struttura un’opera letteraria. Il

tema è un elemento ricorrente e costante che costituisce la base narrativa di un testo letterario.

Inoltre alcuni critici hanno cercato di creare delle classificazioni dei temi:

 Langues durée o universali tematici (legati alla città, al viaggio, alla guerra) che

hanno subito rivisitazione e interpretazioni

 Moyennes durée (legati a una mentalità o un sogno nel Barocco) che fanno il loro

ingresso in base alla mentalità di una precisa epoca

Da un punto di vista epistemologico:

 Temi di situazione che riguarda i problemi della condotta umana (amore, alienazione, tema

del doppio)

 Tipi sociali e morali (il dandy)

 Spazi caratteristici (mare, giardino, isola ecc)

MOTIVO è la particella più piccola del materiale tematico. Esso si riferisce a un elemento concreto

(es. anello, specchio).

TOPOS è un luogo comune letterario (discesa agli inferi)

TEMATIZZAZIONE

Questo argomento lo ritroviamo nell’ermeneutica (significa interpretazione e traduzione dei testi

scritti) letteraria contemporanea. Tematizzazione significa identificare il campo storico dell’opera.

IMAGOLOGIA (1)

È l’analisi delle immagini (EIKON=icona ciò che non ha esistenza sensibile; EIDOLON=idea ciò che

percepibile in forma sensibile = la menzogna), stereotipi e pregiudizi letterari che determinano il

nostro modo di schematizzare la realtà.

MITOCRITICA

Nella seconda metà del 900 la comparatistica si è interessata allo studio dei miti. Il mito è un

racconto che si sviluppa attorno a uno schema stabile.

I miti classici sono diventati principale oggetto di analisi. Inoltre si possono effettuare studi

diacronici che ricostruiscono il racconto come modello ad esempio l’iliade e studi sincronici dei

miti( cioè in un preciso momento).

FUNZIONI DEL MITO

Il mito si riferisce a una realtà complessa che va oltre la ragione. Il mito è narrazione sulle origini

dell’intero cosmo.

Pierre Brunel ha individuato 3 funzioni del mito:

1. Narrativa cioè un racconto che parla della realtà

2. Esplicativa cioè indaga le cause dei fenomeni

3. Rivelazione cioè rivela la sacralità assoluta

MITO LETTERARIO

Per mito letterario si intende un mito appunto ripreso dalla letteratura greca e latina (Minotauro,

Narciso, Medea, Ulisse) e anche delle sacre scritture (Apocalisse).

La letteratura è arrivata anche a creare dei miti, rappresentando personaggi reali (ad esempi

Amleto, Tristano e Isotta), o miti polito-eroici (ad esempio A. Magno, Napoleone, Giulio Cesare,

Giovanna D’Arco), o personaggi dei testi sacri (Golem).

Ps: mito per eccellenza l’Ulisse!

LETTERATURA DA VIAGGIO deriva dal greco hodoiporikòs, relativo al viaggio.

La letteratura da viaggio è uno dei settori più produttivi di cui si occupa la comparatistica, sia sul

piano delle teorie e sia sul piano dei metodi di lavoro. Esattamente si riferisce all'atto di spostarsi

da un luogo all'altro compiendo un certo percorso.

ODEPORICA

È lo studio della letteratura del viaggio. La possiamo riscontrare già nei primi testi scritti

dell’Odissea.

IMAGOLOGIA EMBRIONALE (2)

Nel fine 800 Hennequin e Lanson furono i padri fondatori di una imagologia embrionale cioè

un’opera d’arte intesa come rappresentazione dell’immaginario di coloro a cui l’opera si rivolge.


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AUTORE

gio.for

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DETTAGLI
Corso di laurea: Lingue e culture moderne
SSD:
Docente: Rossi Luigi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gio.for di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letterature comparate e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Kore Enna - Unikore o del prof Rossi Luigi.

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