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Introduzione

Mentre nel mondo la letteratura di Taiwan sta acquistando evidenza e considerazione, in Italia è quasi assente. L'immagine più diffusa della letteratura taiwanese è probabilmente quella di una realtà venutasi a creare dopo il 1949 e del modernismo come unico fenomeno. È stata la stessa situazione politica a rendere difficile l'approccio alle opere taiwanesi. La storia della letteratura taiwanese è stata per molti anni sconosciuta agli stessi residenti dell'isola. L'isola, colonia giapponese dal 1895 al 1945, è rimasta a lungo separata dalla Cina continentale. Dopo l'annessione, Taiwan si ritrova a vivere una nuova drammatica divisione dalla terraferma, a causa della sconfitta dell'esercito nazionalista durante la guerra civile con i comunisti. L'approdo del governo di Chiang Kai-Shek in fuga dalla Cina, pone l'isola in una situazione di rigida opposizione rispetto alla Repubblica Popolare Cinese. Dal 1945, anno della cosiddetta recessione, viene completamente oscurato il periodo di colonizzazione giapponese. Durante la seconda guerra mondiale, inoltre, il governo coloniale impose la lingua giapponese anche nella produzione letteraria.

Per anni, si è considerato la letteratura di Taiwan dopo il 1949 come prosecuzione della letteratura cinese; soprattutto quando la produzione letteraria in Cina si è dovuta limitare ad un realismo socialista inteso in modo rigido ed esasperato. Questo approccio è assai riduttivo in quanto non si tiene in considerazione l'identità culturale dell'isola. Gli esiti letterari segnano la nascita di una letteratura ispirata a principi moderni e innovativa rispetto al passato sia nelle forme sia nei contenuti; dall'altro costituiranno un punto di riferimento culturale di estrema attualità ancora negli ultimi decenni del '900. Non solo influenzati dalla Cina, ma anche dal Giappone e dall'Occidente. A causa della separazione politica dalla Cina continentale, gli intellettuali taiwanesi maturarono una consapevolezza delle proprie peculiarità rispetto ai cinesi continentali e il senso di forte radicamento dell'isola.

I primi sviluppi letterari

Taiwan è stato per molto tempo un territorio sconosciuto; le uniche immigrazioni furono quelle di gruppi appartenenti al ceppo malese giunti nel sud-est asiatico; scarsamente abitata e contesa tra pirati e giapponesi. Quando, nel 16o secolo, le potenze europee diedero un forte impulso ai commerci nel sud-est asiatico, Taiwan, in posizione sulle rotte commerciali tra estremo oriente e sud-est asiatico, entrò in contatto con esse: i portoghesi, interessati al commercio con la Cina, stabilirono una base a Macau e chiamarono Taiwan “Ilha Formosa”. Furono però gli spagnoli a stabilirsi per primi nel nord di Taiwan dal 1616 al 1642; gli olandesi si stanziarono della parte meridionale: essi resero il territorio produttivo; fu il loro bisogno di manodopera che attirò sull'isola molti contadini e pescatori cinesi in fuga dalla provincia del Fujian a causa di una carestia, determinando così la grande ondata migratoria del XVII secolo. Nel frattempo, la dinastia Ming nel 1644 cadeva davanti all'invasione dei mancesi, fondatori della nuova dinastia Qing. I Zheng, una potente famiglia aveva costituito una vasta rete commerciale, tentò di opporre resistenza. Costretti a fuggire dal Fujian, nel 1662, i Zheng si rifugiarono a Taiwan, ove, scacciati gli olandesi, instaurarono un governo che si proponeva come ultimo baluardo cinese di fronte all'invasione mancese. Nonostante fosse vietata la migrazione, si recò a Taiwan una maggioranza di popolazione denominata hoklo, originaria di Changzhou e Quanzhou nel Fujian, e una minoranza di hakka nativa del Guangdong.

Poesia e prosa: le prime opere letterarie

Il ventennio del governo Ming-Zheng segnò la prima fase di sviluppo di una letteratura a Taiwan. Si trasferirono nell'isola numerosi letterati, per lo più funzionari imperiali inviati in servizio da province lontane della terraferma ed incapaci di comprendere la lingua parlata dei residenti dell'isola. Le forme letterarie furono la poesia e la prosa. Lo sviluppo della poesia fu favorito dalla prima società poetica del luogo, la Dong Yinshe (società poetica orientale), fondata daiay nel 1685 da Shen Guangwen. Questi primi componimenti poetici furono spesso espressione di insoddisfazione per la vita in una provincia disagiata e di nostalgia per la terraferma e per la vecchia dinastia Ming, oppure testimonianza delle faticose attività per la bonifica di terre originariamente abitate dagli aborigeni, delle rivolte da essi organizzate e della durezza delle condizioni di vita sull'isola, saggi descrittivi dei paesaggi e delle usanze locali. Lan Dingyuan scrisse PingTai Jilue, breve cronaca della pacificazione di Taiwan. Nel XVII secolo, erano numerosi anche i letterati autoctoni. Tra i più noti funzionari-poeti locali, va ricordato Cai Tinglan, originario delle isole Penghu, che ricevette il titolo di jinshi, studioso introdotto nel 1844: realismo e sofferenze dei suoi conterranei. Tang Jingsong, originario del Jiangxi, è legato al passaggio dal governo della dinastia mancese alla dominazione giapponese: egli fu organizzatore di un movimento di resistenza alle forze nipponiche e che fondò un governo indipendente, la Repubblica di Taiwan di cui fu eletto presidente: il fallimento dell'impresa, lo costrinse a fuggire a Xiamen.

La letteratura durante l'occupazione giapponese

Il 17 aprile 1895, con la firma del trattato di Shimonoseki che poneva fine alla guerra sino-giapponese, il governo Qing cedeva al Giappone Taiwan e le isole Penghu, che avrebbero costituito la prima acquisizione coloniale nipponica, mantenuta per 50 anni, fino alla sconfitta del Giappone nella seconda guerra mondiale. Fu proclamata la Repubblica di Taiwan, ma non poté nulla di fronte alla potenza militare dei giapponesi. Incontrarono sempre una opposizione. Alla fine, i giapponesi riuscirono ad imporre la loro autorità ed a migliorare anche il territorio. Gli anni 20, rappresentarono un decennio liberale in Giappone: fu posto un governatore civile a capo della colonia che incoraggiò i taiwanesi a richiedere maggiore autonomia locale. Nel decennio successivo, si ebbe un nuovo cambiamento di rotta: già nei primi anni 30, il governo coloniale aveva ormai soppresso la maggior parte dei gruppi politici o sociali di tipo radicale, come il Partito Comunista di Taiwan. Dopo le ostilità con la Cina, il controllo dei giapponesi sull'isola divenne anche più severo, i governatori generali tornarono a essere militari e fu lanciata la kominka, un movimento di assimilazione forzata volto a trasformare i taiwanesi in veri sudditi imperiali, recidendo i loro legami con la madrepatria cinese attraverso l'imposizione della lingua e dello stile di vita giapponese. I suoi porti e aeroporti furono ampliati a uso militare e la popolazione dovette arruolarsi. Nel 1943, il presidente americano Roosevelt, Churchill e Jiang Jieshi stabilirono che tutti i territori che il Giappone aveva sottratto alla Cina, Manciuria, Taiwan e le Penghu fossero restituiti.

Il risveglio sociale e culturale

Dopo l'occupazione giapponese, l'attività di resistenza si trasferì in ambito culturale: si sentiva il bisogno di ribellarsi al Giapponese, di modernizzarsi, di rinnovare la cultura nazionale molto debole. Questo fenomeno sfociò in varie attività: la Xinminhui (nuova associazione popolare) fondata nel 1918 a Tokyo da alcuni studenti taiwanesi che si proponevano di favorire il risveglio culturale della popolazione e il rinnovamento politico dell'isola impegnandosi per ottenere delle riforme quali l'uguale cittadinanza. Nel 1921, Lin Xiantan fondò la "Taiwan Wenhua Xiehui" (associazione culturale di Taiwan): questa associazione liberale e moderata, che contava oltre mille membri, si proponeva di favorire lo sviluppo culturale della popolazione e le riforme sociale, incoraggiando il nazionalismo. Le due associazioni miravano in una totale accettazione dei taiwanesi come cittadini dell'impero nipponico. Furono anche pubblicate delle riviste: Taiwan Qingnian (gioventù di Taiwan) poi divenuto con gli anni Taiwan Xin Minbao (nuovo giornale popolare di Taiwan), soppresso poi nel 37. Pubblicazioni in giapponese ma con pagine in cinese. I letterati cominciano a comprendere la forza linguistica delle parole. Nel 1920, nasce il movimento per la nuova letteratura a Taiwan.

Zhang Wojun e il movimento per la nuova letteratura taiwanese

Gli intellettuali che diedero vita al movimento furono in massima parte quelli che avevano trascorso i loro anni formativi in Cina o in Giappone e che trassero dall'esperienza dei due paesi stimoli ed insegnamenti. I primi articoli riguardavano il loro movimento delle forme letterarie e il rapporto tra la letteratura e il suo tempo e offrirono lo spunto per una vivace disputa sulla vecchia e sulla nuova letteratura e sull'utilizzo del wenyuan o del baihua. Zhang Wojun, impiegato di banca, era stato trasferito nel 1921 a Xiamen; iniziò a studiare e leggere opere della nuova letteratura; poi abbandona il lavoro e si reca a Pechino dove si iscrisse all'istituto normale. Scrive e fu per un breve periodo redattore del Taiwan Minbao. Sostenitore del bai hua. Negli anni 30, si diffonde l'idea dell'unicità di Taiwan, della sua cultura e della sua lingua. Nel 1930 e 1931, Huang Shihui e Guo Qiusheng pubblicarono articoli in cui sostenevano la necessità di adottare il taiwanese in letteratura dal momento che il cinese scritto non poteva essere compreso dalle masse perché necessitava uno studio. Sosteneva che i problemi relativi al colonialismo, necessitassero l'uso del dialetto. Scrivere in dialetto taiwanese significava inventarsi una nuova lingua scritta. Le critiche a questa proposta da parte dei sostenitori del baihua furono accese sia perché non riconoscevano al dialetto dignità di lingua letteraria e sia perché sarebbe stato uno ostacolo con gli scambi commerciali con la terraferma. I sostenitori del taiwanhua si interessarono a una letteratura bentu o xiangtu ossia della terra di origine. Nasce un dibattito: i fautori del dialetto e della letteratura xiangtu, sostenevano la necessità di assumere a oggetto delle opere letterarie la realtà locale più umile. I detrattori ne evidenziavano i limiti.

Caratteristiche del movimento taiwanese

Il movimento per una nuova letteratura taiwanese presentava un diretto legame con la Rivoluzione letteraria lanciata in Cina nel 1917 e con il rinnovamento culturale seguito al movimento del 4 Maggio. Spirito di resistenza contro i giapponesi; ci sono due ordini di problemi da prendere in considerazione: il primo è costituito dalla censura, con la conseguente necessità di evitare nelle opere letterarie accuse dirette ai giapponesi e di mascherare le proprie proteste; a causa della censura, gli scrittori dovettero assumere un atteggiamento cauto. Il secondo ordine di problemi è costituito dalla dipendenza culturale dei giapponesi e dall'ammirazione che gli intellettuali taiwanesi nutrivano di frequente verso essi. Le critiche quindi erano rivolte verso un sistema imperialistico. Un altro elemento caratteristico fu la situazione linguistica: le difficoltà incontrate nella composizione di opere letterarie in dialetto, scoraggiarono infatti anche autori brillanti come Lai He e Yang Kui. Dalla fine degli anni 30, dominò invece il giapponese. L'attenzione verso il mondo rurale costituiva per alcuni intellettuali un modo per rispondere al proprio credo morale ed impegnarsi a favore delle fasce più sfruttate della popolazione, ma anche per mantenere vivo un patrimonio di tradizioni e di comportamenti dettati dall'umiltà e dall'onestà dei più semplici. Lo spirito xiangtu è il frutto di una ricerca della propria identità, messa in crisi dal colonialismo. L'esperienza dell'occupazione è stata interpretata da molti taiwanesi come un tratto distintivo dell'isola che avrebbe generato una differenziazione culturale, contribuendo a formare una coscienza taiwanese distinta da quella cinese.

Le prime opere della nuova letteratura

Durante i primi anni della dominazione giapponese, la produzione letteraria fu di carattere esclusivamente poetico. I giapponesi attuarono una sorta di politica poetica che mirava ad avvicinare i letterati dell'isola al nuovo governo. Molti intellettuali non accettarono di vivere sotto la dominazione straniera e tornarono sulla terraferma; un caso esemplare fu quello di Hong Qisheng, originario di Lugang, che alla cessione dell'isola al Giappone abbandonò il progetto di partecipare agli esami per il reclutamento nella burocrazia e si arruolò nelle truppe volontarie anti-giapponesi. Alla sconfitta, si ritirò a vita privata e si dedicò allo studio della poesia classica e alla composizione di opere in versi in cui tratteggiava la storia di Taiwan. I canoni della nuova letteratura trovarono espressione nella narrativa. Tuttavia fu solo alla metà degli anni 20 che apparvero le prime opere della nuova letteratura di un certo valore: la prima raccolta di poesia di Zhang Wojun, Luandu Zhilian (amore in una città in rivolta) e i racconti, Mai Capiao (lotteria) di Yang Yunping—ambientato in Cina continentale; il protagonista, a causa delle difficoltà economiche che gli impediscono di affrontare un viaggio di ritorno alla propria casa natale, affida le ultime speranze a una lotteria. “Guanglin” affronta invece il tema dell'adulazione della polizia giapponese da parte della popolazione locale: l'atteggiamento servile e adulatorio è visto come il risultato della pressione che l'imperialismo impone ai popoli sottomessi. L'autore, Yang Yunping, pseudonimo di Yang Youlian, era originario di Shilin, un sobborgo di Taibei, e crebbe in una famiglia colta: il nonno, famoso studioso confuciano, e il padre, medico lo iniziarono fin da piccolo allo studio della poesia classica. Negli anni 20 lesse le prime opere in baihua su riviste provenienti dalla Cina continentale. Scrisse Qiuju de Bansheng (la mezza vita di Qiuju) incentrato sulla questione femminile e in particolare sui maltrattamenti subiti dalle donne povere. Verso la fine della guerra Yang pubblicò la raccolta di poesie moderne in lingua giapponese Shanhe (monti e fiumi) che ritraggono con realismo e semplicità scene di vita familiare. Dopo il ritorno di Taiwan alla Cina nel 1945, assunse incarichi pubblici, si dedicò agli studi storici e insegnò all'università di Taiwan. In “Dounaore”, opera prima di Lai He, i chiassosi festeggiamenti in onore della dea Mazu sono occasione di ripensare alle feste del passato. Ricevette una duplice educazione, cinese tradizionale e giapponese, compì studi medici. Fu responsabile della pagina Taiwan Minbao e poi Taiwan Xin Minbao. A causa del suo impegno politico, fu imprigionato una prima volta nel 1923 e una seconda dal 1941 al 1943. Dopo quest'ultima detenzione, Lai He scrisse Yuzhong Riji (diario del carcere), in cui lasciò testimonianza delle condizioni disumane in cui vivevano i detenuti. Le sue proteste erano dirette verso un sistema produttivo di stampo ancora feudale che giustifica l'oppressione dei più deboli da parte dei potenti. Presto, le composizioni in stile classico, furono sostituite da componimenti in stile libero, scritti in una lingua vicina a quella colloquiale. Yang Yuping scelse per questi esperimenti in lingua giapponese, nella quale riusciva a trovare migliori modelli. Yang Hua espresse nei suoi componimenti in cinese la protesta per lo sfruttamento derivato dall'industrializzazione e dall'occupazione straniera: la sua raccolta più famosa, Heichao, è costituita da 53 poesie composte nel 1927 durante la sua prigionia, ma trovate e pubblicate post mortem.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vevy9090 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT o del prof Paoluzzi Anna Maria.
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