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Riassunti di letteratura cinese

La situazione politica e l'impatto sulla letteratura (1966-1976)

La situazione politica della Cina tra il 1966 e il 1976 fa in modo che la letteratura cinese sia praticamente assente dalle librerie dell'Occidente: periodo della rivoluzione culturale dove era permesso solamente decantare le lodi del partito comunista e di Mao. La morte di Mao nel 1976 è stata decisiva. Parallelamente, in Occidente, si sviluppava un interesse per la lingua e la formazione di ricercatori e traduttori. Dalla metà degli anni '90, con lo sviluppo del cinema cinese, si accentua questa passione. Gao Xingjian fu il primo scrittore cinese a ricevere il premio Nobel. La produzione letteraria cinese non è solo appannaggio della Cina continentale, essa si è sviluppata in modo originale in Taiwan e Hong Kong, oltre che nel Sudest asiatico, in Canada e in Europa, soprattutto dopo gli eventi drammatici del 1989 che hanno costretto all'esilio molti scrittori. Questa letteratura della diaspora fa la figura di "parente povera" presso il pubblico occidentale.

Dalla letteratura come strumento della politica all'annientamento della letteratura da parte della politica

La letteratura dei primi anni del regime (1949-1966) dopo il discorso di Mao a Yan'an nel 1942, la letteratura e le arti erano a disposizione degli operai e dei soldati. Gli scrittori erano pregati di riservare gli attacchi alla classe dirigente e di essere dalla parte del popolo. Questo dogma rimarrà tale fino agli anni '70 e verrà messo in discussione da qualche autore come Wang Meng o Liu Binyan. Nel 1949, dopo la vittoria del partito comunista sul guomindang, la maggior parte degli scrittori si riallinea al nuovo regime. La loro organizzazione ricalcava il modello sovietico: l'associazione degli scrittori li metteva sotto il controllo della propaganda ufficiale, ma assicurava una posizione e una rendita stabili. Nacquero riviste come renmin wenxue (letteratura del popolo) e wenyibao (la gazzetta delle arti e delle lettere). Lo stato deteneva il controllo dell'editoria con le Edizioni della letteratura popolare della Cina (zhongguo renmin wenxue chubanshe) e della loro diffusione nelle librerie xinhua shudian (nuova Cina).

Alcuni autori come Lin Yutang, Hu Shi o Liang Shiqiu ripararono a Taiwan o negli Stati Uniti. Ci furono una serie di casi celebri che hanno scandito la vita artistica e letteraria cinese. Nel 1951, scoppiò un caso in seguito all'uscita del film La vita di Wuxun di Sun Yu in cui l'eroe era un vagabondo che, alla metà del XIX secolo, aveva deciso di creare delle scuole per aiutare i giovani dirigenti. Il potere gli rimproverò di diffondere delle idee di stampo feudale, di dare prova di un certo riformismo e di mancare di spirito rivoluzionario. Hu Shi fu accusato di essersi venduto alla cultura imperialista in quanto era stato ambasciatore degli Stati Uniti.

Hu Feng scrisse al comitato centrale del partito per denunciare i "cinque pugnali piantati nel cervello degli scrittori rivoluzionari", cosa che gli valse una critica particolarmente aspra da parte di Mao. Arrestato nel 1955, fu condannato ed incarcerato fino al 1978. Altri autori, invece, scelsero il silenzio come Shen Congwen che si dedicò all'archeologia; Lao She si dedicò alla scrittura di opere teatrali e saggi. I suoi drammi sono dedicati spesso alla glorificazione del regime, ma la Casa da tè è un affresco della storia della Cina moderna. Un altro personaggio spettacolare fu Mao Dun che occupò dopo il 1949 alte cariche in seno al governo: fu ministro della cultura fino al 1965. Fino al 1966, la maggior parte dei romanzi e dei racconti esaltano il valore delle opere del potere comunista senza un reale sguardo critico, ad eccezione degli scritti di Liu Binyan o di Wang Meng, dove i due autori sviluppano l'idea che la letteratura debba "intervenire nella vita" e denunciare gli "aspetti oscuri" della società, prendendo ad esempio alcuni scrittori sovietici specialisti del reportage. Bersaglio principale delle loro opere sono gli eccessi della burocrazia e la mancanza di democrazia nelle relazioni sociali. Furono etichettati come "destrorsi" dopo il movimento dei cento fiori nel 1957. Dal 1949 al 1966, gli autori cinesi hanno tentato di continuare il loro lavoro, lottando per la loro libertà di espressione e molte opere ebbero anche successo in Cina.

Il deserto delle arti e delle lettere

Durante la rivoluzione culturale, si apre un periodo di silenzio per gli scrittori. Molti di loro si suicidarono o morirono in seguito ai maltrattamenti subiti. Guo Moruo, scrittore di grande reputazione, presidente dell'Accademia delle Scienze, preferì rinnegare i suoi scritti e intraprendere una pesante autocritica. Emerge in questo periodo Hao Ran, scrittore di origini contadine, che descrive in maniera eccellente la vita di campagna. Molto meno compiacenti, i giovani autori degli anni novanta descrivono la terribile arretratezza delle campagne che il "boom economico" degli anni '80 avrebbe dovuto sradicare. Esistevano due tipi di letteratura durante la rivoluzione culturale: una letteratura "sotterranea" o clandestina e la letteratura ufficiale al servizio del potere.

La letteratura clandestina e poesia oscura

Dei manoscritti diffusi sotto il cappotto

Per evitare la censura, alcuni autori diffusero le loro opere sotto forma di manoscritti tra amici e parenti. I lettori li ricopiavano e li facevano girare tra le loro conoscenze. Questo fu l'esempio di "La seconda stretta di mano" di Zhang Yang che narra la storia di alcuni ricercatori scientifici divisi tra amore e il dovere. Esso conteneva temi sull'amore tra uomo e donna e metteva in risalto la figura dell'intellettuale. Fu costretto a passare 4 anni in prigione e il romanzo fu pubblicato solo nel 1979. Onde di Bei Dao (Zhao Zhengkai) venne diffuso nella stessa maniera a partire dal 1974. L'opera fu pubblicata a Pechino per la prima volta nel 1979 nella rivista non ufficiale Jintian, fondata da Bei Dao e Mang Ke. Si distingue per originalità e per una grande padronanza del monologo interiore. Scrisse anche una serie di novelle che si possono ricollegare alla letteratura delle cicatrici. Poi abbandona la prosa per dedicarsi alla poesia.

Una nuova sensibilità

A partire dal 1978 nasce una poesia detta "poesia oscura", prodotta da giovani autori che ben presto si trovano a scontrarsi con l'incomprensione dei loro predecessori, un'espressione espressa con veemenza da Ai Qing, grande poeta realista, che ha scritto un testo molto commovente a proposito di suo figlio Gu Cheng. Dopo un moto spontaneo di collera, il poema di Gu Cheng, la Terra è curva, del 1981, ripropone una qualità espressiva. Le opere di questo giovane sono definite con il termine di menglong, oscure, vaghe, imprecise. In effetti, esse non obbediscono più alle leggi del socialismo reale e del romanticismo rivoluzionario imposte dagli ufficiali del partito comunista nel campo delle arti e delle lettere. Se i poeti cosiddetti "oscuri" adottarono un metodo espressivo molto moderno e vennero etichettati come modernisti, non è stato, come sostiene Bei Dao, per le influenze subite ma dalle sofferenze che quell'epoca aveva generato in loro. I poeti oscuri si ritrovavano nella rivista Jintian e partecipavano al movimento democratico del 1978-1979, chiamato "primavera di Pechino in inverno", che vede i giovani contestatori reclamare la democrazia, considerata da Wei Jingsheng, come la quinta modernizzazione, indispensabile per il successo delle altre quattro: modernizzazione delle scienze e delle tecniche, dell'industria, dell'agricoltura e della difesa. Esponenti: Bei Dao, Meng Ke, Yang Lian, Shu Ting e Gu Cheng.

Cicatrici, reportage e riflessioni

Lu Xinhua e "La cicatrice", Liu Xinwu e "Il professore"

È la pubblicazione della novella di uno studente dell'università di Fudan di Shanghai, La Cicatrice, apparsa nell'agosto del 1978 sul quotidiano Wenhuibao di Shanghai, che dà il nome alla letteratura delle cicatrici (shanghen wenxue). Lu Xinhua racconta come una giovane donna, dopo la caduta della banda dei quattro, desideri rivedere la madre ingiustamente accusata di tradimento e perseguitata. Quando può ritornare a casa, la madre è morta. La letteratura delle cicatrici affronta essenzialmente due temi: il malessere della gente comune durante il periodo della rivoluzione culturale, le persecuzioni subite e le lotte condotte; la sorte della generazione dei giovani istruiti in quello stesso periodo, e come questi si siano consacrati anima e corpo al movimento per divenirne poi ben presto il bersaglio principale. Il racconto di Liu Xinwu, Il professore, pubblicato nel 1977, inaugura questa corrente letteraria: l'autore descrive le vicende di un professore che si prodiga per riportare sulla retta via un giovane delinquente che, durante il periodo della banda dei quattro, sarebbe stato senza alcun dubbio condannato come contro-rivoluzionario e non considerato come essere umano. Il posto dell'amore nella vita, un altro racconto di Liu Xinwu, reintroduce in letteratura il tema dell'amore tra uomo e donna, un tema bandito dall'inizio della rivoluzione culturale. Queste opere segnano il punto di partenza di quella che per convenzione si è chiamata "la letteratura del nuovo periodo" (xin shiqi wenxue), che va dal 1978 ai giorni nostri. La questione dell'elogio degli aspetti positivi della società, dimenticando i drammi del passato, o la denuncia degli aspetti oscuri di essa al fine di migliorarla, si farà ancora più scottante nell'ambito della "letteratura di reportage", che si fonda sull'evocazione dei fatti reali.

Yu Luojin e "Racconto di un inverno cinese"

Il romanzo di Yu Luojin, racconto di un inverno cinese, s'inscrive nel contesto della "letteratura delle cicatrici", ma scritto in prima persona e costituito da avvenimenti reali può essere considerato anche come un reportage. Pubblicata nel 1980 in una versione ridotta nella rivista Dangdai, quest'opera autobiografica avrebbe dato il via a una nuova polemica tra critici letterari liberali e conservatori. Evocava la vita difficile di una donna relegata in Hebei e poi nel nord-est, Yu Luojin sollevava il velo sulla miseria sessuale che imperversava tra i giovani istruiti. L'eroina descrive la prima notte di nozze con il marito sposato solo per necessità e terrorizzata dal desiderio sessuale per un uomo. Il secondo romanzo di Yu Luojin, racconto di primavera, apparso nel 1981 e anch'esso autobiografico, racconta il suo divorzio da un personaggio conosciuto di Pechino. In seguito abbandona Pechino e si stabilisce in Germania.

Il reportage: Liu Binyan e "Tra uomini e demoni"

Il reportage è diventato una delle forme letterarie più in voga alla fine degli anni '70. Questo genere permetteva agli scrittori di esprimere le loro critiche, ma non era mai completamente fedele alla realtà poiché gli stessi teorici letterari raccomandavano una composizione detta dei "tre terzi": un terzo di realtà (accadimenti giornalistici), un terzo di rifinitura artistica e un terzo di opinioni personali, a volte pensiero politico. Uno dei reportage più celebri di questo periodo è Tra uomini e demoni di Liu Binyan, pubblicato nel settembre del 1979 nella rivista Renmin Wenxue. Il giornalista denunciava uno scandalo finanziario: la direttrice della compagnia di combustibili di un distretto del nord-est era stata accusata di aver sottratto una somma; riconosciuta colpevole, fu giustiziata in pubblico. Inizia un'inchiesta personale che mirava a svelare il meccanismo che aveva permesso a tale scandalo di accadere. Metteva in discussione il funzionamento del partito stesso; non metteva in discussione il regime ma cercava di emendarlo denunciando coloro che ne ostacolavano il buon funzionamento. Liu Binyan è nato nel 1925 a Changchun nel nord-est, diventa giornalista dopo il 1949 e tenta di esercitare questa professione conciliando la propaganda per il partito e la verità dei fatti. Nel 1956, pubblica Notizie confidenziali del nostro diario che mette in luce le difficoltà di un giornalista cinese combattuto tra i suoi principi e la necessità di propaganda. Nel 1958, viene mandato in campagna per la rieducazione, poi, dal 1969 al 1978, in una scuola di quadri del 7 maggio (scuole di rieducazione per intellettuali, create da Mao). Gli avvenimenti del maggio-giugno del 1989 lo costringono all'esilio negli Stati Uniti. In un'intervista del 1988, sosteneva che era troppo presto per parlare di letteratura in Cina. Egli rivendicava il diritto di parlare innanzitutto dei problemi della società piuttosto che di problemi puramente letterari.

Xu Chi e "Il problema di Goldbach"

Nel 1978, un altro reportage, Il problema di Goldbach, ebbe una grande influenza: questo testo di Xu Chi, uno dei primi modernisti del 1949, sanciva la riabilitazione degli intellettuali. L'impegno politico degli intellettuali non doveva essere più prioritario nelle loro competenze. Malgrado le condizioni di vita estremamente difficili generate dalla rivoluzione culturale, il matematico Chen Jingrun non aveva mai smesso di lavorare alla soluzione di un problema matematico puro, che nessun matematico, fino ad allora, era stato in grado di risolvere. Apparve nel 1978 sul Quotidiano del popolo e su Chiarezza e iniziava con un estratto della tesi del matematico farcito da complicate formule matematiche. In seguito vennero pubblicati numerosi reportage che trattavano problemi sociali, come il divorzio, la questione del figlio unico, etc.

La letteratura della testimonianza: Zhang Xinxin e Feng Jicai

Molto vicina al reportage, la letteratura della testimonianza è un genere in cui la romanziera Zhang Xinxin eccelleva verso la metà degli anni ottanta. La scrittrice si associò all'epoca a un giornalista di Hong Kong, Sang Ye, per intervistare dei semplici cittadini sulla loro vita quotidiana. Qualsiasi operazione letteraria era vietata, lo stile orale delle testimonianze veniva mantenuto. Lo stesso anno, nel 1986, pubblicava il resoconto di un viaggio in bicicletta lungo il Grande Canale, da Pechino a Hangzhou, Lungo il grande canale. L'insieme delle descrizioni dei paesaggi che ella attraversa e dei personaggi che incontra, alternati ai messaggi che invia ai suoi familiari, è definito dall'autrice stessa "letteratura da cartolina postale". Resta sempre sensibile ai problemi sociali dell'epoca. Il percorso di Feng Jicai è molto vicino a quello di Zheang Xinxin. Questo scrittore prolifico che nel 1979, in un breve romanzo intitolato A!, aveva descritto l'atmosfera della rivoluzione culturale e i danni che questa aveva causato nell'ambiente degli intellettuali. Solo nel 1997, pubblica la versione definitiva Dieci anni di vita di gente ordinaria. Scrisse anche i Cento fiori, il cui personaggio principale è un allievo dell'istituto d'arte di Pechino mandato in rieducazione in una fabbrica di ceramiche nei recessi di una provincia lontana.

La letteratura della riflessione: Wang Meng, Zhang XianLang e Zhang Jie

La cosiddetta "letteratura della riflessione" (fansi wenxue) o dell'introspezione, agli inizi degli anni '80, produsse un'analisi della situazione del paese durante la rivoluzione culturale e delle sue conseguenze da un punto di vista sociale e politico per il tramite del racconto o del romanzo. Agli inizi degli anni '80, Zhang Xianliang ha trascorso 20 anni in un campo di lavoro, e Wang Meng, costretto all'esilio nello Xinjiang. La pubblicazione nel 1985 di La metà dell'uomo è la donna di Zhang Xianliang ha dato luogo a violente polemiche. Al tempo stesso romanzo politico e romanzo d'amore, l'eroe è combattuto tra il suo ideale marxista e le sue pulsioni sentimentali, fu ben presto catalogato come romanzo erotico, a causa di alcune scene giudicate audaci rispetto a quello che all'epoca era concesso scrivere. Lo si accusava inoltre di essere un romanzo sovversivo, poiché non esitava a denunciare i fallimenti del socialismo. Il suo fine è di ordine filosofico: è l'uomo che lo interessa nei suoi aspetti essenziali. Ali di piombo di Zhang Jie, considerato allora romanzo politico, viene citato come prototipo della letteratura di riflessione. Questo romanzo descrive il mondo burocratico e corrotto del ministero dell'industria. Il suo romanzo è una critica aspra agli alti quadri conservatori che cercavano di ostacolare con tutte le loro forze le riforme messe in atto da Deng Xiaoping a partire dal 1978.

La riflessione degli anziani: i ricordi di Ba Jin

La letteratura di riflessione è scritta anche da veterani della letteratura, come Ba Jin, Yang Jiang, Bai Hua, Gu Hua o Lu Wenfu. Ba Jin, dal 1978 al 1986, pubblica Suixianglu (Note).

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher vevy9090 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi Internazionali di Roma - UNINT o del prof Paoluzzi Anna Maria.
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