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Cinese

Capitolo 1 - Dalla letteratura come strumento della politica all'annientamento della letteratura da parte del potere

Dopo il 1942, quando Mao Zedong pronunciò il suo discorso a Yan’an, il ruolo della letteratura e delle arti cambiò. Esse infatti iniziarono ad essere strumentalizzate per la diffusione delle idee del nuovo regime; infatti, come diceva lo stesso Lenin, erano “una piccola ruota e una piccola vite dell’ingranaggio della rivoluzione”. Gli scrittori si trovarono quindi obbligati a mettersi risolutamente dalla parte del popolo; nasce così una sorta di “letteratura proletaria”, o almeno così avvenne in un primo momento.

Nel 1949 gli scrittori aderiscono alla nuova ideologia comunista e si ritrovano così a dover sottostare allo stretto controllo della propaganda ufficiale; non mancarono gli oppositori (es. Hu Shi, condannato per le sue idee liberali), tuttavia essi finirono per essere continuamente sotto il controllo dello stato attraverso arresti, censure e denunce.

Fino al 1966 le opere letterarie esaltano il valore delle opere compiute dal potere comunista, senza il minimo sguardo critico, ad eccezione di Liu Binyan e Wang Meng sostenitori dell’idea che la letteratura debba “intervenire nella vita” e denunciare gli aspetti oscuri della società. Essi, non miravano a mettere in discussione la natura del regime ma, semplicemente, a metterne in luce gli aspetti negativi per migliorarlo.

Bersaglio principale: Burocrazia e mancanza di democrazia nelle relazioni sociali. La rivoluzione culturale apre un periodo buio per la letteratura cinese, tutti gli scrittori cinesi vengono ridotti al silenzio. A causa di questo evento la letteratura cerca di trovare vie alternative di fruizione; per cui nascono:

  • Letteratura sotterranea/clandestina (es. Hao Ran, le cui opere, incentrate sulla descrizione della vita di campagna, vengono pubblicate postume alla loro produzione)
  • Letteratura al servizio del potere (es. Guo Moruo, che preferisce rinnegare i suoi scritti per allinearsi con l’ideologia diffusa dal potere)

Capitolo 2 - Letteratura clandestina e “poesia oscura”

La letteratura nel periodo della censura circolava in modo un po’ inusuale:

  • Le opere venivano diffuse all’interno di una cerchia ristretta di parenti e amici che, a loro volta, li proponevano alla cerchia delle loro conoscenze.

ESEMPIO 1: “La seconda stretta di mano” di Zhang Yang. È la storia di ricercatori scientifici divisi tra l’amore e la scienza. Tale romanzo venne pubblicato postumo alla realizzazione visto che al suo interno venivano affrontate tematiche piuttosto invise: amore tra uomo e donna (vero e proprio tabù); figura dell’intellettuale (considerato come feccia della società).

ESEMPIO 2: “Onde” di Bei Dao. Anch’esso venne pubblicato postumo alla sua composizione e racconta la storia di alcuni personaggi che si ritrovano in balia delle onde a causa dei rivolgimenti sociali. Bei Dao, grazie a questa opera viene considerato come il “precursore nell’espressione della soggettività” poiché si era cimentato nell’utilizzo del monologo interiore e del flusso di coscienza, ancor prima del vero e proprio iniziatore di questo genere.

Senza alcun dubbio, la letteratura clandestina, in Cina, ha avuto un ruolo molto importante all’interno del panorama letterario.

Alla partire dal 1978 nasce in Cina un genere poetico, propriamente detto “Poesia Oscura”, come prodotto della sensibilità di giovani autori che ben presto si trovano a scontrarsi con la tradizione poetica (realisti e poeti degli eserciti). La poesia di questo periodo viene considerata “menglong” e cioè “oscura, vagha, imprecisa”; ciò si discosta dalla poesia realista e da quella romantica imposta dal partito.

Poeti principali: Shu Ting, Bei Dao, Gu Cheng, Mang Ke e Yang Lian.

ESEMPIO 1: Shu Ting nelle sue opere parla di un ritorno all’umanesimo in contrasto all’inumanità della società. I poeti oscuri, per il loro stile moderno, vengono definiti come “modernisti”; ciò non accade a causa delle influenze letterarie subite ma, secondo Bei Dao, scaturisce dalle sofferenze causate dall’epoca e dai sentimenti e dalle idee che essa ha generato. La poesia qui viene vista come frutto di un’esigenza interiore. I poeti oscuri si riunirono intorno alla rivista “Jintian” fondata dallo stesso Bei Dao e Mang Ke e parteciparono tutti insieme ad un movimento democratico a cavallo tra il ’78 e il ’79, chiamato “Primavera di Pechino in inverno”, attraverso il quale essi, uniti ai giovani, reclamavano la democrazia (considerata come quinta modernizzazione); il movimento fu in seguito represso duramente.

Capitolo 3 - "Cicatrici", reportage e riflessioni

Manifesto della letteratura delle cicatrici è la novella “La cicatrice” di Lu Xinhua, studente dell’università Fudan di Shanghai. Il titolo stava proprio ad indicare la grande cicatrice che 10 anni di sofferenza avevano lasciato al popolo cinese. Questo racconto scatenò un grande dibattito: “fino a che punto gli aspetti oscuri del socialismo potevano essere denunciati senza rimettere in discussione il socialismo stesso?”. Si cercava più che altro di acquisire maggiore libertà di critica alla società.

La letteratura delle cicatrici affronta essenzialmente due tematiche fondamentali:

  • Malessere della gente comune durante il periodo della rivoluzione culturale.
  • La sorte della generazione dei “giovani istruiti” in quel periodo, e come essi si erano totalmente dedicati al movimento che poi gli si rivoltò contro.

Il romanzo di Lu Xinwu “Il professore”, inaugura questa corrente letteraria. È la storia di un professore che si prodiga per riportare sulla retta via un giovane delinquente. Sempre di Lu Xinwu è di grande rilevanza il romanzo “Il posto dell’amore nella vita”, esso reintroduce il tema dell’amore tra uomo e donna. Nonostante le tematiche molto leggere e quasi naif, questi testi sono il punto di partenza per un nuovo genere di letteratura detto “letteratura del nuovo periodo”.

All’interno di questa corrente rientra la “letteratura reportage” che riprende la questione dell’elogio degli aspetti positivi della società e della necessità di denunciare le barbarie sopportate nel passato. Ci si concentra sui fatti reali. Di fatto non è totalmente fedele alla realtà poiché gli stessi teorici letterari raccomandavano una composizione altresì detta come “composizione dei tre terzi” (1/3 realtà, 1/3 rifinitura artistica, 1/3 opinioni personali).

Il reportage: Yu Luojin e “Racconto di un inverno cinese” per quanto facciano parte della letteratura delle cicatrici, rievocano per molti aspetti il reportage, dal momento che il romanzo si fonda sul resoconto di aspetti reali. Questo, come altri romanzi, generò numerose polemiche tra i critici poiché molto più audace dei soliti testi. Viene qui raccontata la prima notte di nozze di una donna che si era sposata solo per necessità, e la paura provata davanti al desiderio sessuale dell’uomo.

Liu Binyan e “Tra uomini e demoni”. Attraverso questo romanzo Liu cerca di denunciare uno scandalo finanziario che aveva sconvolto la cronaca cinese, e cioè il furto di una somma considerevole da parte della direttrice di una compagnia di combustibili che, in seguito, venne condannata e giustiziata in pubblico. Liu aveva intrapreso un’inchiesta personale per poter approfondire i meccanismi che avevano permesso che avvenisse un tale scandalo, al fine di denunciare coloro che ostacolavano il buon funzionamento del regime. Il suo intento è quello di conciliare la sua professione di scrittore con quella di giornalista obbligato (per senso di dovere) ad attenersi alla realtà.

Xu Chin e “Il problema di Goldbach”. Con questa opera si sancisce la riabilitazione degli intellettuali, i quali ebbero un nuovo ruolo all’interno della società socialista; essi non dovevano più interessarsi alla politica, ma solo alle loro competenze. Ecco perché il protagonista dell’opera è un matematico che non smette mai di lavorare alla soluzione di un problema che, fino ad allora, nessuno era riuscito a risolvere. All’interno di questo reportage, vi è la testimonianza di una nuova concezione del sapere, ormai considerato come facente parte delle quattro modernizzazioni.

In seguito vennero pubblicati numerosi reportage incentrati su problemi sociali, tra cui il divorzio, la questione circa il “figlio unico”, le condizioni economiche delle giovani coppie, la mancanza di libertà di espressione.

Letteratura della testimonianza

Zhang Xinxin (donna) eccelleva negli anni ’80 nel campo della letteratura della testimonianza. Il suo romanzo “L’uomo di Pechino” è incentrato su una nuova tecnica: intervistare dei semplici cittadini sulla loro vita quotidiana. Ciò diede vita ad una galleria di ritratti del popolo cinese in quegli anni.

Iniziatrice della “letteratura da cartolina postale”, nel suo romanzo “Lungo il grande canale” l’autrice si ferma a descrivere i paesaggi che attraversa e i personaggi che incontra. Questo nuovo genere porta, nella letteratura del tempo, una ventata di leggerezza e freschezza.

Feng Jicai e “Dieci anni di vita di gente ordinaria”. Al suo interno l’autore cerca di raccogliere le testimonianze sui danni che dieci anni di rivoluzione avevano causato. Egli si ritiene un romanziere al servizio della storia, per cui ritiene che il suo compito debba essere quello di raccontare quello che una generazione di cinesi ha dovuto sopportare a causa della rivoluzione.

Letteratura della riflessione o dell’introspezione

Essa nasce con l’obiettivo di portare avanti un’analisi del paese durante la rivoluzione culturale, e delle sue conseguenze dal punto di vista sociale e politico; gli autori di questa corrente rimangono fedeli alle loro idee politiche, nonostante le sofferenze sopportate durante la rivoluzione culturale e i movimenti di destra.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-OR/21 Lingue e letterature della cina e dell'asia sud-orientale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manu.moroni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Ceresa Marco.
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