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Letteratura cinese 1

Appunti di letteratura cinese 1 basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof.Fracasso dell’università degli Studi Ca' Foscari Venezia - Unive, facoltà di lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e culture del mediterraneo e del Medio Oriente. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Letteratura cinese 1 docente Prof. R. Fracasso

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descrivono inoltre la Via come amorale: come fondamento di tutto quanto esiste, la Via è nella

categoria del principio astratto e non si interessa al fato dei singoli uomini.

Non c’è un vero antagonismo tra le due scuole: entrambe concordano nell’affermare che ci sia

una vera Via e che l’ordine prevale se l’uomo vive in accordo con essa. Il confucianesimo del

terzo secolo afferma che la Via, insita in tutte le cose, va sperimentata nella sua totalità

attraverso la contemplazione mistica; è un e morale. La Via come insieme si manifesta negli

aspetti primari e complementari di staticità e movimento, espressi in modo evidentissimo nelle

forme non distorte della natura. A partire dal III-IV secolo d.C., il misticismo di natura, in cui lo

spirito contemplante si fonde con il paesaggio contemplato e raggiunge l’unione con la Via,

divenne un elemento importante nella letteratura e nella pittura cinesi. Soltanto il legismo sfidò

l’idea di una Via unica e immutabile, sostenendo che ogni periodo storico abbia le proprie

qualità specifiche e richieda relazioni e comportamenti altrettanti specifici da parte dell’uomo.

Questa visione non ebbe influenza duratura e fu sempre condannata come estrema eresia.

Il sovrano e la sua virtù

Tutte le scuole filosofiche della Cina antica (legismo incluso) erano concordi nell’affermare che

la responsabilità fondamentale di assicurare la diffusione e l’osservanza della Via e di

promuovere una società ordinata e correttamente gerarchica stia nelle mani del sovrano. La

situazione ideale per la società umana è quella di essere unita sotto un unico sovrano, il cui

potere si estende sul mondo intero. Il sovrano dovrebbe adempiere alle sue imponenti

responsabilità essendo un esempio vivente della Via, esibendo un comportamento e un eloquio

naturalmente appropriati a ogni contesto. Il suo comportamento esemplare verso i subordinati

indurrà in essi un comportamento parimenti corretto.

Se il sovrano riesce a ispirare il giusto comportamento nei suoi sudditi, si di che possegga il de

(virtù, forza, virtus e mana). Più grande è la sua virtù o il suo de, maggiore sarà l’ordine sociale e

cosmico che si irradierà dalla sua corte. Il sovrano è personalmente responsabile delle catastrofi

naturali.

Il sovrano idealmente perfetto “non agisce” (wu wei – nessuna azione). Egli adempie alle

proprie responsabilità rituali, ma non ha necessità di compiere altri passi concreti per interferire

nel corso degli eventi. Questo perché il suo de esercita un’influenza così forte che tutti i membri

della società automaticamente si comportano nei modi appropriati alle loro posizioni.

Il sovrano è illimitatamente responsabile del benessere del mondo. Aiutato dall’apparato del

governo, il sovrano deve provvedere a che in ogni situazione ogni persona pensi, agisca e parli

correttamente. In Cina non c’era nessun limite alla legittimazione dell’autorità governativa:

l’individuo non aveva alcun diritto dinnanzi al governo.

Non c’era divisione tra i diritti dell’individuo e quelli della società (governo). Il sovrano riuniva

nella propria persona la più alta carica spirituale e secolare di un ampio regno che veniva

definito “tutto-quanto-è-sotto-il-cielo”.

La carriera burocratica

La vita di un individuo acquista valore dal contributo che la persona offre alla sacra impresa del

sovrano di ordinare il mondo. Una carriera nel servizio governativo è l’occupazione più nobile

che un uomo possa avere. Rappresenta inoltre l’unica possibilità di essere immortali, grazie alla

fama durevole che si può acquisire per il ruolo meritorio svolto nell’opera sacra di ordinare

tutto.quanto-è-sotto-il-cielo.

Da chi governa ci si aspetta che, tra tutti i gentiluomini del regno, scelga quelli più virtuosi

perché diventino i suoi aiutanti. Idealmente, il posto occupato nella burocrazia è considerato

proporzionalmente legato al proprio de, ed è in base alla loro virtù che il sovrano promuove i

suoi subordinati.

Uno dei più antichi poemi cinesi è il lamento di un amministratore licenziato, vittima di

calunniatori, ingiustamente bandito da corte, e quindi sottratto alla sfera della beatitudine. In

questo lamento – il Lisao (Incontro al dolore) attribuito a Qu Yuan (339-278 a.C.) e incluso nel

Chuci (Canti di Chu) – c’è un uso massiccio dell’immaginario erotico dei canti sciamanici in uso a

Chu. Il sovrano è visto come un oggetto d’amore ardentemente desiderato ma irraggiungibile;

l’amministratore incompreso appare nel ruolo del corteggiatore impaziente. Il lamento del

gentiluomo non abbastanza apprezzato è un tema centrale costante nella poesia cinese

tradizionale. Se un gentiluomo viene a conoscenza di abusi di potere nell’impero, deve

denunciarli immediatamente.

La vera vocazione del gentiluomo è una carriera in seno al governo.

“Lo scopo dello studio è quello di perfezionare il comportamento”.

La letteratura, sulla quale lo studio è basato, è fatta di scritti che riportano le parole e i fatti dei

sacri sovrani e dei loro saggi consiglieri, le formulazioni della via. Tali scritti sono noti come i

Classici o “Jing” (ordito del tessuto).

Esisteva un certo numero di scritti, di solito curati da donne, riguardanti i compiti e le mansioni

femminili, il più antico di questi trattati è il Nujie (regole per le donne), scritto dalla storica

erudita Ban Zhao (48-116). L’impossibilità della donna di raggiungere una più alta istruzione e di

osare entrare nel mondo degli uomini fu resa in forma di dramma nell’antica e sempre popolare

storia di Liang Shanbo e Zhu Yingtai. Zhu Yingtai vuole a tutti i costi lasciare la casa paterna per

studiare e i suoi genitori alla fine acconsentono che lei si travesta da ragazzo e se ne vada.

Durante gli studi, lei si innamora di un compagno, Liang Shanbo, che non sospetta che lei sia una

ragazza. Zhu Yingtai insiste perché egli faccia visita ai suoi genitori per chiedere la mano di “sua

sorella”- cioè lei stessa. Quando lei torna a casa, scopre che i genitori l’hanno promessa in sposa

ad un altro. Quando Liang fa visita ai Zhu, la sua richiesta viene respinta, e poco dopo egli

muore. Zhu Yingtai chiede che il proprio corteo nuziale passi accanto alla sua tomba. La tomba si

apre e lei ci salta dentro, quindi si richiude e si vede una coppia di farfalle volteggiare sul posto.

Un altro genere popolare tra le donne era il Tan Ci (canzoni per strumento a corda), lunghe e

intricate ballate narrative.

La via e il Governo: verità e letteratura

Da un testo si evince, non solo lo stato morale dell’autore, ma anche lo stato di governo

dell’epoca in cui è vissuto.

Lo Shijing, la più antica antologia cinese, raccoglie anche alcune canzoni tratte sotto auspici

ufficiali durante i primi secoli della dinastia Zhou (1126-256 a.C.). Raccoglie canzoni che

venivano da tutto il paese e che aiutavano il sovrano a capire l’impressione delle qualità del

governo. In esso sono presenti molte allegorie amorose che in realtà parlano di politica e

governo.

“Se il sovrano e i suoi ministri non erano abbastanza virtuosi, era preciso compito del poeta

descrivere i mali sociali nella speranza di raggiungere il sovrano e migliorare il suo De. Lo stato

deve incoraggiare la letteratura corretta e proibire quella scorretta, che potrebbe dare idee

sbagliate sul De.” 

Han Yu (768-824) riverita colonna del confucianesimo. 

Dopo l’invenzione della carta, il testo dei Classici fu inciso su pietra fatto per la prima volta

nel 475 d.C.

Redazioni delle varie dinastie

A partire dalla dinastia Tang, divenne caratteristica usuale del governo la creazione di una

commissione di stato incaricata di redigere una storia della dinastia precedente o di un periodo

più lungo.

➢ 

Qijulu annotazione sulle attività

➢ 

Shilu resoconti del periodo di regno di ciascun sovrano, compilati dopo la sua morte

➢ 

Guoshi storia della dinastia in corso

Non esisteva settore nella letteratura alta in cui lo stato non fosse prima o poi implicato in

modo attivo. Lo stato poteva mettere al bando qualunque opera, se questa veniva considerata

eretica. (Es: i “Weishu” libri in cui i classici venivano interpretati come testi oracolari. Questi

libri ora non esistono più perché considerati eretici). Anche le opere di Zhuxi (1130-1200) furono

proibite per qualche tempo.

Nella Cina tradizionale la letteratura doveva essere vera, cioè fedele alla situazione morale e dei

sentimenti che evocava.

Letteratura wen li struttura immanente e concetto presente in tutta la letteratura.

NB tutta la poesia era tradizionalmente considerata come una continuazione dello Shijing.

I cinque classici ed i quattro libri

✓ Shujing libro dei documenti

✓ Shijing libro delle odi Questi sono i Cinque Classici

✓ Yijing libro dei mutamenti

✓ Chunqiu annali delle primavere e degli autunni

✓ Li libro sui riti

Lo Yijing è un manuale di divinazione, lo Shijing è una raccolta di canti rituali, il Li è una raccolta

di regole per il comportamento pubblico, lo Shujing è un’eterogenea raccolta di discorsi sulla

guerra e varie dichiarazioni regali. Chunqiu è il resoconto di uno stato minore.

Le date di composizione dei testi variano dal X al I secolo a.C. Talvolta delle opere aggiunte venivano

̴ Erya antico glossario annoverate tra i Classici

̴ Lunyu (discorsi scelti) contiene i dialoghi di Confucio

̴ Mengzi (o Mencio) contiene i dialoghi del suo seguace Meng Ke (372-289 a.C.)

Nel neo-confucianesimo viene attribuita un’importanza spirituale ai Sishu (Quattro Libri) che

comprendono:

1. Mengzi

2. Lunyu Erano inizialmente capitoli del Liji, uno

dei tre testi collettivamente

3. Zhongyong (il giusto mezzo) denominati Li. Fu Zhuxi a dichiararle

4. Daxue (grande studio) opere indipendenti.

Zhozhuan (Commentario di Zuo) uno dei commentari al Chunqiu.

I classici erano considerati una perfetta espressione della Via.

Zhuangzhi libro di poesia e sintesi.

La letteratura d’intrattenimento non poteva essere elogiata a corte: un esempio fu il Taiping

Guangji (annotazioni complete del periodo Taiping Xingguo), una serie di racconti di poco conto.

Taiping guangji quest’opera – un compendio di xiaoshuo (discorso insignificante – narrativa)

in 500 juan, ordinato per tematiche, risalente al millennio precedente – era sta completata nel

978 su ordine imperiale nell’ambito dei numerosi progetti di compilazione dei primi anni della

dinastia. Vennero mosse delle obbiezioni e la pubblicazione fu sospesa. Fortunatamente fu

conservato il manoscritto e venne pubblicato sotto la dinastia Ming.

Lingua e funzioni della letteratura d’intrattenimento

La distinzione tra letteratura d’intrattenimento e letteratura alta coincide in gran misura con

quella tra letteratura in baihua e letteratura in wenyan. Quasi tutti i testi in baihua precedenti al

ventesimo secolo appartengono alla letteratura d’intrattenimento. Alcuni testi in wenyan sono

considerati leggeri. Una delle forme più importanti di letteratura d’intrattenimento era il

racconto scritto nell’idioma classico (chuanqi – dal 2 al 6 secolo d.C.). Questo acquisì un suo

rango durante la dinastia Tang. Il chuanqi fu in parte eclissato dai biji (appunti a pennello),

raccolte di brevi annotazioni su una gamma illimitata di soggetti, a seconda dell’interesse e

dell’umore dell’autore. Ci fu un grosso ritorno del chuanqi nel primo secolo dei Ming e nel

secolo iniziale dei Qing.

I chuanqi abbracciano una grande varietà di soggetti, ma quasi sempre includono l’amore e il

soprannaturale. Famosa raccolta Liaozhai zhiyi (I racconti fantastici dello Studio Liao) di Pu

Songling (1640-1715) che contiene 500 tra storie e aneddoti.

C’è una distinzione tra i testi scritti per essere letti e quelli destinati alla rappresentazione. La

prima categoria non include soltanto i generi in wenyan del chuanqi e del biji, ma anche il

romanzo e la novella in dialetto. La seconda comprende le varie forme di teatro così come le

ballate narrative (shuochang wenxue). Lo shuochang wenxue include molte forme di testo

narrativo, in prosa e in versi, che l’artista in scena doveva narrare, declamare o cantare a

seconda delle convenzioni specifiche della forma in questione. Questi cosiddetti bianwen (testi

in trasformazione) dei Tang sono racconti edificanti in un’alternanza di prosa e versi. Teatro e

shuochang wenxue includono letteratura sia scritta che orale.

Shujing – libro dei documenti

È il più antico esempio di storiografia giunto fino a noi. È costituito da 50 testi ordinati secondo

la cronologia degli eventi ai quali si riferiscono. Tratta di eventi storici sino al 626 a.C. con un

evento accaduto nello stato di Qing.

Il corpus del libro si può dividere in:

• Testi riferiti alla storia degli inizi della dinastia Zhou

• Testi che trattano dei sovrani sacri dell’antichità, databili tra il IV e il II secolo a.C.

Viene utilizzato un linguaggio conciso con un modesto uso del parallelismo.

Il Chunqiu – Annali delle primavere e degli autunni – e lo Zuo Zhuan – commentario di Zuo

Il Chunqiu (Annali delle primavere e degli autunni) è l’opera cronologicamente successiva allo

Shujing. È una cronaca dello stato di Lu, che copre il periodo dal 722 al 479 a.C. Vengono

riportati gli eventi in stretto ordine cronologico con stile succinto. È diffusa la credenza che sia

stato redatto dallo stesso Confucio. Molti furono i commentari scritti su di esso, tra cui i più

importanti sono:

- Gongyang Zhuan

- Guliang Zhuan

- Zuo Zhuan

Lo Zuo Zhuan (commentario di Zuo) è composto da due parti, un’esegesi testuale e una

descrizione coincisa e dettagliata degli eventi presenti nel Chunqiu.

Sia il Chunqiu che i suoi tre commentari sono considerati dei Classici.

Il Guo Yu è un testo che tratta degli stessi eventi dello Zuo Zhuan, ma non è annoverato tra i

Classici. Sia il Guo Yu che lo Zuo Zhuan sono attribuiti come opere a Zuo Qiu Ming.

Zhanguo Ce – intrighi degli Stati Combattenti

Parla degli eventi degli Stati combattenti dal 403 al 221 a.C. con l’unificazione della Cina. Questo

componimento comprende 452 testi. Essi sono spesso discorsi o lettere ideati per convincere il

sovrano o un altro ministro a seguire o evitare una certa condotta: le argomentazioni sono

spesso aiutate dal ricorso a fiabe o aneddoti. Spesso sono esercizi di persuasione basati su

scenari ipotetici. Il Zhanguo Ce fu compilato da Liu Xiang (79-8 a.C.). Esso segue il modello del

Guoyu con un ordine cronologico approssimativo.

Liu Xiang compilò anche altre opere come lo Shuoyuan (giardino della persuasione), con una

raccolta di aneddoti storici ordinati per tema, e il Lienu Zhuan (biografie di donne esemplari).

Sima Qian e lo Shiji – memorie del grande storiografo

Fu iniziato da Sima Tan e portato a termine dal figlio Sima Qian (145-87 a.C.). È una storia della

Cina dai primordi fin al regno dell’imperatore Wu (140-87 a.C.)

È composto da 130 libri:

❖ I primi 12 sono gli annali

❖ I dieci successivi sono le tavole, con un riepilogo dei regni e dei sovrani succedutisi sotto

i Zhou o nei feudi sotto gli Han

❖ Il terzo gruppo, con 8 libri, sono trattati su diversi argomenti come musica, riti, politica

❖ Il quarto gruppo, con 30 libri, sono i casati ereditari che contengono anche la biografia di

Confucio

❖ Il quinto gruppo, con 70 libri, raccoglie “tradizioni esemplari”, una raccolta di biografie

“illuminate”

Lo Han Shu – il libro degli Han – e le altre storie dinastiche

Lo Han Shu fu redatto su modello dello Shiji e modellato come suo seguito da Ban Gu (32-92

d.C.). Quest’opera di 100 libri si divide in quattro parti, saltando i casati ereditari. Viene trattata

la storia degli Han dai primordi, nel 209 a.C., fino all’ascesa di Wang Mang nel 23 d.C. . Essa servì

come modello per le storie dinastiche scritte nei secoli seguenti.

La maggior parte delle opere dinastiche furono compilate da una commissione, fa eccezione la

Xin Wudai Shi (nuova storia delle cinque dinastie) del famoso statista, poeta e scrittore di prosa,

Ouyang Xiu (1007-1072).

Altre forme di scritti storici in periodi più tardi

Un’altra forma di scritto storico era la cronaca continuativa. Un esempio è lo Zizhi Tongjian

(specchio generale per il governo) di Sima Guang (1019-1086) che copre il periodo dal 405 a.C.

al 959 d.C.

Un’altra forma di scritto storico, derivata dallo Zizhi Tongjian, fu il jishi benmo (note su questioni

dal loro inizio alla fine). Tale forma fu introdotta da Yuan Shu (1131-1205).

C’erano anche storie in forma di saggio, che trattavano lo sviluppo delle varie istituzioni

governative nel corso di parecchi secoli, come ad esempio il Tong dian (canone continuo) di Du

You (735-812).

Biografia e autobiografia

La biografia cinese tradizionale è di solito brevissima. Si sviluppa molto più tardi il nianpu

(biografia annalistica), in cui venivano riportati in stretto ordine cronologico tutti i fatti noti della

vita di una persona, dalla nascita alla morte. Suggerisce l’idea di uno schedario.

Un altro genere è quello del riji (appunti quotidiani, diari) che appare notevolmente

impersonale al lettore moderno.

Il genere cinese che maggiormente si avvicina all’autobiografia occidentale è lo xu (spiegazione,

apologia – prefazione), dove l’autore di un libro spiega perché e in che circostanze lo abbia

scritto. Un famoso esempio è quello scritto da Sima Qian per il suo Shiji.

Le scuole filosofiche

La divisione dei Filosofi in nove scuole (jiu jia) risale allo Yiwen zhi (trattato sulle lettere) dello

Han shu di Ban Gu. Le nove scuole sono:

1. I confuciani (ru jia)

2. I taoisti (dao jia)

3. I naturalisti (yinyang jia)

4. I legisti (fa jia)

5. I logici (ming jia)

6. I moisti (mo jia)

7. I diplomatici (zongheng jia)

8. Gli eclettici (za jia)

9. Gli agronomi (nong jia)

Una decima scuola venne identificata con quella dei “narratori di fiabe” (xiaoshuo jia).

Forme di scritti filosofici

➢ 

Lunyu serie di dialoghi di Confucio con i suoi discepoli.

➢ Mengzi di poco posteriore al Lunyu, contiene dialoghi un po’ più lunghi e abbastanza

raggruppati per argomento.

➢ Xunzi contiene gli insegnamenti di Xun Qing (?-238 a.C.).

➢ Zhuangzi sotto forma di aneddoti, è la più importante opera taoista scritta in parte da

Zhuang Zhou (369-286 a.C.). Contiene molti passaggi in forma poetica.

➢ Han Feizi il più importante libro legista, dove ogni argomento è un capitolo a sé stante.

➢ 

Lun heng (bilancia delle discussioni) raccolta di saggi di Wang Chong (27-97).

➢ Daode jing (libro della via e della virtù) con parti scritte anche in versi ed attribuito al

leggendario Laozi.

➢ Mozi basato sul pensiero di Mo Di (?-392 a.C.), molti dei suoi ponderosi sermoni

vengono ripetuti in tre versioni praticamente identiche.

I Confuciani

Lunyu (detti scelti) è la più antica opera confuciana con dialoghi suddivisi in 20 libri messi insieme

in periodi diversi. I detti e i dialoghi sono spesso brevi e coincisi. Hanno spesso una forma

aneddotica. Non c’è abbozzo di alcuna registrazione sistematica del dialogo.

Mengzi (Mencio) annota gli scambi tra Meng Ke (372-289 a.C.) ed i sovrani o altri contemporanei. I

dialoghi sono raggruppati in sette libri, di due parti ciascuno. È presente una dettagliata evoluzione

ed argomentazione delle idee. Una delle idee fondamentali è che l’uomo è buono.

Xunzi ha come idea fondamentale che l’uomo sia di natura malvagi. Comprende 32 saggi

indipendenti.

Alcuni passaggi dello Xunzi ricorrono identici nel Liji (appunti su riti). Insieme al Zhou li (riti di

Zhou) e allo Yi li (regole e riti), quest’opera costituisce il Li (riti), tradizionalmente considerato uno

dei Cinque Classici.

Il Liji, una raccolta di 49 testi, fu compilato da Dai Sheng nei primi anni del I secolo a.C. Due dei

capitoli, il Daxue (Il grande studio) e il Zhongyong (Il mezzo centrale) vennero in seguito designati

da Zhu Xi (1130-1200) come due dei Quattro Libri (sishu) che dovevano servire da introduzione

generale al confucianesimo. Gli altri due libri erano i Lunyu e il Mengzi.

Il Xiaojing (libro sulla pietà filiale), un dialogo tra Confucio ed un suo discepolo, sottolinea

l’importanza del xiao, la virtù cinese tradizionale di riverenza e obbedienza che i giovani devono

osservare nei confronti dei più vecchi.

Il Chunqiu fanlu (Abbondante rugiada di Primavere e Autunni), opera in 82 sezioni attribuita a

Dong Zhongshu (179-104 a.C.), è importante per la trattazione delle relazioni tra Cielo, Terra e

Uomo.

Nel Fanyan (Parole esemplari) di Yang Xiong (53 a.C. – 18 d.C.) ogni capitolo tratta di un

argomento in forma di dialogo.

Dagli Han in poi anche lo Shijing fu considerato uno dei Cinque Classici.

Il Kongzi jiayu (Discorsi della scuola del Maestro Kong) è una raccolta di materiale tradizionale

legato o attribuito a Confucio, ma non incluso nei Lunyu.

I moisti e i logici

Il filosofo Mo Di (?-389 a.C.) è famoso per la sua difesa dell’amore universale e del pacifismo

(dottrina sull’amore universale). Gli scritti della scuola moista sono raccolti nel Mozi.

Il Gongsun Lonzi (maestro Gongsun Long) è l’unica opera sulla logica giunta fino a noi. Il più antico

trattato completo sulla guerra conservatosi è il Sunzi (Maestro Sun).

I legisti

Le opere più importanti della scuola legista sono: 

̴ Shangjun shu (scritti del signore di Shang) contiene l’insegnamento di Wei Yang

̴ Han Feizi (Maestro Han Fei) consta 55 libri ed è stato scritto dallo stesso Han Fei con

calzanti ricorsi alla fiaba e all’aneddoto.

I taoisti

Gli scritti più importanti sono: 

๑ Daode Jing (libro della Via e della virtù) di Laozi, costituito da suggerimenti indirizzati al

sovrano ideale.

๑ Zhuangzi (maestro Zhuang) contiene 33 libri, costituiti da argomenti specifici, seguiti da

alcuni aneddoti. È esplicito nel suo attacco al confucianesimo. Questo scritto è rivolto

all’eremita. È il più importante dei libri filosofici.

๑ Liezi (Maestro Lie) opera in 8 libri, simile al Zhuangzi.

Gli eclettici

- Guanzi (maestro Guan) forse opera legistra, tra IV e III secolo a.C.

- Yanzi chunqiu (Primavere e autunni del maestro Yan) contiene consigli ai sovrani

sottoforma di dialoghi tra Yan Qing e i duchi di Qi in successione. È divisa in 8 libri.

- Lushi chunqiu (Primavere e autunni del signor Lu) fu compilato da eruditi sotto il

patrocinio di Lu Buwei, cancelliere di Qin. È inteso come un esaustivo compendio dello

scibile umano.

- Huainanzi (maestro Huainan) inteso come compendio dell’umano. Redatto da eruditi

sotto il patrocinio del principe di Huainan, Liu An. È classificato come taoista.

- Yantie Lun (Dibattito sul sale e sul ferro) di Huan Kuan, riferisce un dibattito tenutosi a

corte nell’81 a.C. Questa discussione provocò un violento scontro tra i promotori di politica

confuciana e legista.

- Bailu tong(yi) (Dibattito nella sala della tigre bianca) Ban Gu parla di un dibattito tenutosi

a corte nel 79 a.C. sulla corretta interpretazione dei Classici.

- Lun heng (bilancia delle discussioni) opera filosofia Han in 85 capitoli di Wang Chong.

Attacca le forme convenzionali di superstizione.

Sotto la dinastia Song, la Tradizione Centrale prese a prestito dal buddhismo chan (zen) l’uso degli

yulu (annotazioni di conversazioni). Erano resoconti di conversazioni tra maestro e discepolo.

POESIA

Lo Shijing – libro delle odi

Contiene 305 poemi, databili tra 1000 e 600 a.C. Viene menzionato e citato nei Lunyu.

Presenta quattro sezioni principali:

1. (guo)feng 160 poemi (arie degli stati) sono divisi fra i 15 staterelli della piana cinese

settentrionale. I soggetti sono estremamente vari e i poemi brevissimi (4 sillabe). Sono i più

recenti.

2. xiaoya (odi minori) 74 poemi. Riguardano gli aspetti della nobiltà. Poemi lunghi.

3. daya (odi maggiori) 31 poemi. Riguardano gli aspetti della nobiltà. Poemi lunghi.

Comprende anche poesie che cantano le lodi delle gesta dei grandi sovrani Zhou.

4. Song (inni) 46 poesie. Inni che venivano cantati o recitati durante le cerimonie religiose

presso la corte Zhou. Sono i più antichi.

Molte poesie trattano questioni di stato importanti. Nei daya e nei xiaoya ci sono poesie di

malcontento. Tutte le poesie, presenti nello Shijing, vengono viste come dichiarazioni politiche.

Il Chuci – Canti di Chu

È un’antologia compilata da Liu Xiang (76-5 a.C.), contenente moltissimi canti religiosi. Tra questi i

Tianwen (Domande celesti), una sorta di catechismo in versi dell’antica mitologia cinese, i Zhaohun

(Evocazioni dell’anima) e i Dazhao (Grandi evocazioni). Negli ultimi due l’anima di un re defunto

viene richiamata nel suo corpo per mezzo di uno stratagemma che elenca prima le cose terrificanti

che si possono incontrare in tutte le direzioni e poi cataloga i piaceri raggiungibili a palazzo. Altri

esempi di poesia religiosa si trovano nella sezione chiamata Jiuge (Nove canti). Essa contiene canti

sciamanici, divisi in due parti. Nella prima lo sciamano descrive i preparativi per un viaggio alla

ricerca di un dio e il viaggio stesso; nella seconda parte egli esprime il disappunto per il fatto che

non è stato possibile trovare il dio o perché costui, una volta trovato, se ne è andato. Relazione

sciamano e dio erotica.

Lisao (incontro col dolore) è il poema che apre il Chuci. È attribuito a Qu Yuan (IV-III secolo a.C.)

È un lungo poema (374 versi) dove predominano due temi. Il rammarico per un’età degenerata in

cui si è attuato un rovesciamento dei valori e il viaggio che il poeta compie nel cosmo in cerca

dell’amato; la ricerca ha esito negativo. La ricerca dell’amato e la delusione finale rappresentano la

lealtà del ministro al sovrano e la sua caduta in disgrazia causata dall’influenza di calunniatori.

Il fu di Sima Xiangru e altri

Il fu è un tipo di poema in cui un oggetto, azione o sentimento vengono descritti con grande

dettaglio.

Il fu era ideato per essere letto ad alta voce, non cantato. Hanno una lunghezza variabile, i versi

pari sono in rima e al cambio di rima, in genere, si accompagna un cambio di argomento.

Alcuni hanno un notevole valore letterario. Come ad esempio il Feng fu (il vento), nel quale il

vento così come è sentito dal sovrano è paragonato per contrasto al vento nelle vite della gente

comune, dove il vento rappresenta stile di vita e influenza; il Gaotang fu (Monte Gaotang),

descrive il monte Gaotang, dove si pensava che la dea del monte Wu si fosse offerta a un re di Chu

in sogno; e il Nusheng fu (La dea) che descrive l’apparizione della stessa dea del monte Wu.

Il fu più antico è il Funiao fu (il gufo), composta da Jia yi (200-168 a.C.). Dedica ampio spazio alla

riflessione filosofica, con un atteggiamento di rassegnazione. Il poeta Mei Cheng è l’autore del Qi

fa (Sette incitamenti). Questo poema cerca di riportare all’attività il depresso presentandogli

un’invogliante descrizione di sette delizie, ma alla fine l’unica cosa che può smuovere l’uomo dal

suo letargo è la prospettiva di partecipare ad una discussione con gli eruditi.

L’autore di fu più famose è Sima Xiangru (179-118 a.C.), originario di Chengdu. Il suo Zixu fu (signor

Fantasia) descrive le tenute di caccia dei principi di Qi e Chu. Scrisse anche lo Shangling fu (il parco

imperiale) per l’imperatore Wu che descrive le tenute di caccia imperiali. Queste due opere

vengono unificate in un’opera singola, lo Shangling fu.

L’erudito Yang Xiong (53 a.C. – 18 d.C.) è l’autore di sei fu conservati. Il più famoso, il changyang fu

(alti pioppi), è l’eccellente descrizione di una caccia imperiale nei pressi del palazzo di Chanyang.

Nella sua opera posteriore Fanyan (parole esemplari), si ribella al fu con la motivazione che le

descrizioni sfarzose fomentavano una condotta impropria.

Anche lo storico Ban Gu (32-92) scrisse dei fu. Il più noto è il Liang du fu (le due capitali), in cui

Chang’an, capitale Han Occidentali, è paragonata a quella degli Han Orientali, Luoyang. Zheng

Heng (78-139) scrisse il Liang jing fu (le due metropoli), dove la semplicità di Chang’an è in

contrasto con il lusso di Luoyang.

Tutti questi fu sono lunghi.

Ci sono anche fu brevi, come il Guitian fu (ritorno ai campi) di Zhang Heng e il Meng fu (l’incubo) e

lo Wangdun fu (l’orango), entrambi di Wang Yanshou.

L’invenzione della carta e la crescita del corpus letterario

La messa a punto della carta come materiale idoneo alla scrittura alla fine del I secolo è un fattore

decisivo nello sviluppo della letteratura cinese.

A partire dal II secolo d.C., cominciamo a imbatterci nelle “raccolte” (ji) di un numero sempre

maggiore di autori, e le raccolte si fanno sempre più corpose con il passare del tempo.

Le opere di autori individuali sono state conservate secondo un’ampia varietà di forme, rilegate o

sciolte, fu e shi, memoriali (biao), trattati (lun), lettere (shu), scritti biografici.

I generi in prosa breve

Nell’ampio settore della prosa andavano differenziandosi parecchi generi distinti. La nomenclatura

dei generi si basava solo parzialmente sulle caratteristiche formali. La classificazione dipendeva più

che atro dalla funzione dei testi nell’ambito della società, soprattutto in quello del governo.

Tra i generi in prosa, molti tra i più importanti erano quelli spesso usati nella burocrazia. Il brano

burocratico, soprattutto il memoriale al trono in cui lo scrittore metteva per scritto i suoi

sentimenti su una data questione sociale, era una delle forme letterarie più importanti. Svariate

raccolte di singoli autori sono costituite da brani burocratici, con predominanza di memoriali. Il

memoriale si suddivideva in vari tipi.

Uno dei generi più comuni era la lettera ad un amico o ad un parente. Tra gli altri poteva esserci la

prefazione ad un libro, il commento ad un libro o ad un’opera d’arte di recente acquisizione, la

nota di apprezzamento su un dipinto o il suo soggetto, la cronaca o la descrizione di un evento

notevole o il saggio su un argomento controverso.

Un altro gruppo importante comprende i vari tipi di testi scritti in occasione della morte e della

sepoltura di una persona. Per citarne solo alcuni, c’erano il lamento, il testo sacrificale, l’epitaffio e

il profilo biografico.

I memoriali parlavano dei compiti del governo e dei problemi sorti nel corso del loro

adempimento. Le prefazioni davano un’idea di un libro e del suo autore. Gli epitaffi tessevano le

lodi del defunto.

Tutti i generi in prosa breve sono concisi. Sono costituiti da non più di due righe. La cosa più

importante in tutte le forme di prosa era dopo tutto la conclusione, il giudizio, il sentimento e

l’opinione dello scrittore.

La prosa parallela - pianwen

Il testo è caratterizzato dall’artificio stilistico del parallelismo e dell’antitesi. L’uso del parallelismo

non è limitato alla prosa, anche in poesia è ampiamente usato.

Il fu, tra il 100 e il 700, restò una delle forme poetiche preferite in questo periodo, nonostante il

graduale imporsi dello shi.

Un esempio di fu lirico è il Denlou fu (scalando la torre) di Wang Can (177-217), in cui il poeta

esprime la propria nostalgia di casa, essendo in esilio a Chu. Alcuni presentano una descrizione

allegorica del poeta, come nello Yingwu fu (il pappagallo) di Mi Heng (173-198): il pappagallo in

gabbia simboleggia il gentiluomo di grande abilità i cui doni e i cui talenti lo conducono a perdere

la propria libertà.

Luoshen fu (la dea del fiume Luo) di Cao Zhi (192-232), figlio minore di Cao Cao, descrive il poeta

mentre attraversa il fiume Luo e coglie un’occhiata della dea del fiume, che però non gli concede i

suoi favori. È stato interpretato come un’espressione dell’amore non corrisposto di Cao Zhi per

una cognata più anziana, ma anche come una protesta per non essere riuscito ad ottenere una

posizione di rilievo nella carriera governativa.

Il Qin fu (la cetra) di Xi Kang (223-262) descrive l’origine e la costruzione dello strumento oltre alla

tecnica per suonarlo. Si tratta anche di un lamento sulle difficoltà di trovare un amico che capisca

la sua musica, cioè che sappia apprezzare i talenti dei gentiluomini.

Uno dei più importanti poeti fu della seconda metà del III secolo fu Pan Yue (247-300). In Qiu xing

fu (riflessioni autunnali), dopo una minuziosa descrizione dei fallimenti e dei rischi di una carriera

burocratica, il poeta decide di ritirarsi in campagna per godersi una vita libera da pastoie. [lamento

per il mancato riconoscimento delle proprie abilità]

Il fu più noto di Zuo Si è il San du fu (le tre capitali). Nella prefazione l’autore sostiene di aver

verificato personalmente tutte le affermazioni contenute nel poema.

Il Wen fu (il testo) di Lu Ji (261-303), descrive il processo di stesura di un testo. È scritto in 19

stanze. È una pietra miliare nello sviluppo della critica letteraria cinese.

Lo You Tiantai shan fu (vagando per i monti delle Terrazze Celesti) di Sun Cho (314-371) descrive

un viaggio verso la cima di un monte popolato da immortali. Il viaggio simboleggia lo sviluppo di

un’introspezione mistica in cui l’ego si fa tutt’uno con l’universo.

In Wucheng fu (la città in rovina) di Bao Zhao, la contemplazione del fiorire e del decadere di una

città porta il poeta a realizzare l’inevitabile transitorietà di ogni sforzo umano.

L’ultimo grande poeta di fu è Yu Xin (513-581). Il suo Ai Jiangnan fu (lamento per il sud) descrive la

fine violenta della dinastia Liang con un lignaggio allusivo.

Durante la dinastia Tang c’era una forma di composizione nota come il lufu (fu regolato). Adottava

determinate rime e osservava regole rigidissime per quanto riguardava il parallelismo e il

contrasto con i toni. Come reazione a questa composizione, nell’XI secolo nacque il wenfu (fu in

prosa). È un poema piuttosto breve in cui l’autore è libero da questioni di lunghezza del verso,

rima, parallelismo e contrasto tonale. I più famosi sono il Qiusheng fu (i suoni dell’autunno) di

Ouyang Xiu (1007-1072) ei due Chibi fu (la scogliera rossa) di Su Shi (1037-1101).

La critica letteraria fa la sua comparsa nei primi anni del terzo secolo. Cao Zhi con il fratello

maggiore Cao Pi (187-226) si concentrarono sulla valutazione dei proprio contemporanei; Cao Pi

sottolineò il valore dei testi come mezzo per acquisire fama eterna.

Il Wen fu di Lu Ji

Descrive il processo di scrittura. Consta 19 stanze con uso di rime particolari. La prima stanza

descrive l’istruzione dell’autore e la sua preparazione personale; l’ultima ci parla dell’influenza

civilizzante dei testi. Le altre 17 possono essere divise in due gruppi. Le prime 9 riguardano

l’ispirazione, la gioia di scrivere, la scelta del genere e dello stile e cinque tecniche specifiche. Le

altre 8 trattano cinque errori comuni nella scrittura, nonché il dispiacere causato all’autore dalla

propria inadeguatezza d’espressione.

Il Wenxin dialong e il Wenxuan

La più alta sintesi di teoria e critica letteraria di questo periodo fu compiuta da Liu Xie nel suo

Wenxin diaolong (il cuore letterario e l’intaglio dei draghi). Questa opera consta di 50 capitoli,

l’ultimo dei quali è una breve autobiografia dell’autore, più un’introduzione al testo e al suo titolo.

I primi 25 capitoli trattano dell’origine della letteratura e dei singoli generi. Liu Xie definisce wen la

manifestazione esteriore del dao. La migliore espressione del dao è nei jing (classici). I capitoli dal

quinto al venticinquesimo discutono i generi in prosa, di solito due per capitolo. I ventiquattro

capitoli seguenti riguardano svariati argomenti letterari generici. L’opera è scritta interamente in

prosa parallela ed è considerata una degli esempi più belli in questo stile.

Subito dopo la realizzazione del Wenxin dialong, venne compilata un’antologia poetica sotto la

supervisione di Xiao Tong. È nota come Wenxuan (testi scelti) o Zhaoming wenxuan (testi scelti da

Zhaoming). Per molti versi può essere considerato come un’illustrazione concreta dei giudizi critici

espressi nel Wenxin dialong.

Storie e aneddoti soprannaturali

Nei racconti miracolosi (zhiguai xiaoshu), vengono adottate le prove dell’esistenza di dei, fantasmi

e spiriti. L’opera più importante è il Soushen ji (investigazioni sul soprannaturale) di Gan Bao che

contiene le prime versioni conosciute di molte leggende popolari assai note in Cina.

Il libro di aneddoti più famoso, lo Shishuo xinyu (nuove informazioni su aneddoti famosi),

compilato da Liu Yiqing (403-444), contiene parecchie centinaia di aneddoti e bon mots di

personalità di spicco del III e IV secolo, divisi nematicamente tra vizi e virtù. Fornisce un panorama

affascinante della società aristocratica in un periodo turbolento.

Scrittori della Cina Settentrionale dei secoli V e VI

Lo Shujing zhu (commentario al libro dei corsi d’acqua), di Li Daoyuan, è famoso per le descrizioni

naturalistiche, che si ritiene abbiano esercitato un’influenza importante sui saggi paesaggistici di

epoca più tarda di cui fu autore Liu Zongyuan (773-819). I Luoyang qielan ji (monasteri di Luoyang),

scritto da Yang Xuanzhi dopo una visita alle rovine di Luoyang nel 547, evoca le glorie perdute di

quella città, già capitale degli Wei Settentrionali. La descrizione dei monasteri buddhisti è infarcita

di materiale leggendario.

Lo statista Yan Zhitui (531-590) deve la propria fama letteraria allo Yanshi jiaxun (ammonizioni ai

membri della famigli Yan), una raccolta di saggi su argomenti filosofici e filologici. A Yan Zhitui è

attribuita anche la paternità di un libro di storie soprannaturali, lo Yuanhun ji (anime maltrattate).

La nascita della poesia shi

Durante gli Han Orientali nacque una nuova forma di poesia chiamata shi. I poemi shi sono

caratterizzati da versi di lunghezza stabilita e rima alla fine dei versi pari. I versi sono di cinque o

sette sillabe. Il cambio di argomento è denotato da un cambio di tema. Tendono ad essere brevi.

Durante la dinastia Tang si svilupparono i jinti shi (poesia in stile moderno); per contrasto, le forme

più antiche e più sciolte finirono con l’essere chiamate gu(ti)shi (poesia in stile antico).

I temi della poesia shi

L’autore è tenuto ad esprimere dei sentimenti sinceri consoni alla situazione. La descrizione di un

avvenimento o di un paesaggio è anche la descrizione dei sentimenti che evoca.

In quali occasioni era necessaria la poesia? Negli avvenimenti importanti a corte o nella burocrazia.

Anche le attività del sovrano e del governo potevano ispirare il poeta. La poesia di critica sociale

occupava un posto molto importante nella letteratura cinese. La scelta formale cadeva sullo yuefu.

Un altro mezzo era il poema allegorico. Si ricorreva al poema su argomenti storici per criticare

illeciti contemporanei.

Anche l’amicizia era un fonte primaria di ispirazione poetica.

In molte di queste poesie, gli autori esprimono la conoscenza della brevità della vita, l’esiguità

dell’uomo nel tempo e nello spazio e l’irrevocabilità della separazione e sella morte. L’autunno e la

sera evocano un sentimento di malinconia in quanto ricordano al poeta l’approssimarsi della sera

della propria vita. Anche la primavera lo intristisce, poiché il ritorno annuale di gemme e fiori gli

rammenta ancora una volta che egli non ha che una vita da vivere.

Il ruolo marginale della poesia religiosa e d’amore

Con l’accezione del fu descrittivo, la poesia tradizionale cinese è prevalentemente lirica. Nella

poesia shi, gli esempi narrativi sono limitati alle categorie gushi e yuefu. I pochi poemi narrativi

famosi, come il Changhen ge (canto dell’eterno rimorso) di Bai Juyi (772-846), che narra della

disastrosa passione dell’imperatore Xuanzong per la Preziosa Consorte Yang, devono la loro fama

al fatto di essere tanto insoliti nell’ambito della tradizione. Ha 120 versi ed è considerato un

poema lungo.

In linea di principio la poesia lirica cinese ha infiniti argomenti: ogni situazione evoca sentimenti

che uno scrittore potrebbe plausibilmente esprimere in forma poetica.

In pratica, la scelta degli argomenti rimase piuttosto limitata nel corso dei secoli, in parte perché i

temi privati erano evitati quasi radicalmente. Il poeta scriveva principalmente in seguito a eventi

sociali in generale o sollecitato dalla visione di paesaggi esterni. Il verso religioso e la poesia

d’amore sono assenti in Cina.

La poesia religiosa secondo l’accezione occidentale è assente se non in alcuni inni sacrificali nello

Shijing e in alcuni canti sciamanici del Chuci. La poesia cinese non concede spazi alla disperazione

sulle nostre presunte colpe né alle lodi verso un Dio salvifico.

Dato che la vita sociale delle donne d’alto rango era separata da quella degli uomini, non ci fu

alcun modo che si sviluppasse una poesia d’amore cortese in cui un uomo di basso lignaggio

avesse potuto esprimere l’inappagato anelare a una nobildonna maritata.

Non mancano, nella poesia cinese, numerose poesie sul triste fato di cortigiane abbandonate e

dame di corte trascurate. La figura della donna reietta simboleggia in realtà qualsiasi talento

misconosciuto, in particolare quello del gentiluomo virtuoso che non riesce a ricoprire una carica

governativa.

È soltanto nella poesia popolare che le questioni amorose giocano un ruolo primario. Anche i

generi come lo ci e il qu, che erano nati nell’ambiente delle case di piacere e che non ottennero

mai la rispettabilità dello shi, offrono molte opportunità a queste tematiche. Anche in queste

forme, però, il poeta si concentra soprattutto sulla descrizione dei sentimenti della donna

abbandonata.

La poesia yuefu e il gushi shijiu shou

All’interno della categoria della poesia “stile antico” c’è un insieme di poemi chiamati yuefu

(ufficio della musica). Il nome risale alle Yuefu (Ufficio della Musica) fondato sotto l’imperatore Wu

degli Han, per dotare di musica i rituali e le feste di corte e per raccogliere melodie appropriate.

L’unico testo yuefu giunto fino a noi sono gli inni. Nei secoli seguenti la parola yuefu venne usata

come termine generale per i canti destinati ad essere cantati

Sebbene gli yuefu siano in maggioranza lirici, il genere include anche due famosi poemi narrativi.

Kongque donna fei (i pavoni volano a sudest), III secolo, narra la triste storia di una coppia di sposi

che, costretti a separarsi, si suicidano. L’eroina di Mulan shi (la canzone di Mulan), IV o V secolo, è

una ragazzina che prende segretamente il posto del padre quando questi viene chiamato al

servizio militare.

Tra i primi poemi shi ci sono i Gushi shijiu shou (19 poemi antichi), I e II secolo d.C. Tra gli

argomenti trattati ci sono il dolore della donna abbandonata, la solitudine del viaggiatore, le feste

a corte e le tombe al di là delle mura di cinta della città. Tipici di queste poesie sono una visione

tetra e pessimistica della vita, la disperazione dinnanzi alla separazione e alla morte e un

atteggiamento da carpe diem.

Poeti shi del III secolo

I primi poeti vissero negli ultimi anni della dinastia Han. Il più importante è Cao Zhi (192-232). I suo

shi sono per la maggior parte poesie occasionali. La sua opera più importante è il Luoshen fu (la

dea del fiume Luo).

Il poeta più importante della dinastia Wei fu Ruan Ji (210-263). È famoso per il suo Yonhhuai shi

(poesia in cui canto i miei più intimi sentimenti), un gruppo di 85 poesie, satire allegoriche sulla

situazione politica verso la fine dei Wei.

Pan Yue (247-300) scrisse famose poesie shi in memoria della moglie defunta. Lu Ji (261-303) è

famoso per il suo Wen fu. Zuo Si fu famoso per il suo San du fu (le tre capitali), e fu inoltre il

creatore del genere yongshi shi (poesie su argomenti storici).

Poeti shi del periodo 350-450

I poeti più importanti sono:

▪ Tao Qian (365-427) noto anche come Tao Yuanming. Nei suoi shi canta le gioie della vita

rurale e i piaceri del vino come consolazione alla propria disperazione. La sua opera è il

Taohuayuan li (memoria delle sorgenti del fiore di pesco) che narra la storia di un

pescatore che, smarritosi, cade in una cavità posta in una scogliera e da lì giunge in un

mondo felice di pace e prosperità, che, una volta lasciato, egli non è più in grado di trovare.

▪ Xie Lingyun (385-443) fu decapitato come ribelle. Ebbe un profondo interesse verso il

buddhismo. È considerato il primo poeta cinese di paesaggi (montagne e fiumi). [la natura

non è più un elemento terrificante e minaccioso bensì una diretta manifestazione della Via

o della Natura del Buddha]

▪ Bao Zhao (m. 466) la disillusione è un tema predominante nella sua poesia. Fa un uso

frequente della personalizzazione. Un suo famoso fu è il Wucheng fu (la città in rovina).

Poesia di palazzo

Tra la fine del V e l’inizio del VI secolo, la vita culturale tendeva ad essere dominata da salotti

letterari (gruppi di scrittori che gravitavano attorno a certe persone di corte). I membri della

famiglia Xiao erano i patroni di salotti in cui si scriveva un tipo di poesia tecnicamente curata ma

nematicamente limitata. Questa divenne nota come poesia di palazzo (gongti shi), così chiamata

perché i temi che sviluppa sono per la maggior parte tratti dai vari aspetti della lussuosa vita di

palazzo. Uno degli argomenti preferiti è la noia delle dame di corte trascurate dall’imperatore. La

poesia di palazzo era riunita nello Yutai xinyong (nuove canzoni della terrazza di giada). Dall’epoca

Tang, questo genere viene condannato perché frivolo. Il poeta più importante è Yu Xin (513-581).

È famoso come ultimo grande poeta di fu.

Contrasto tonale

La prima formulazione delle regole per l’applicazione dei toni nello shi è attribuita a Shen Yue

(441-513). Nel V e VI secolo si distinguevano quattro toni. I toni venivano definiti piani (ping) o

obliqui (ze).

L’alternanza di toni piatti e obliqui conferisce al verso un certo ritmo. Viene evitata l’eccessiva

ripetizione dello stesso tono.

Il contrasto deve funzionare nelle sillabe di due versi in successione. Quando viene usato il

contrasto tonale, è normale che lo schema di toni piani e obliqui nel primo verso di un distico sia

identico a quello del secondo verso del distico precedente. Questo fenomeno è chiamato

“incollatura” (nian).

Nel VI e VII secolo, l’ulteriore codificazione delle regole tonali portò all’emergere della “poesia

moderna” (jinti shi) che poteva assumere 3 forme: jueju, lushi e pailu.

Poesia in stile antico e poesia in stile moderno

Tre nuove sottoclassi di shi si formano e vengono collettivamente definite come jinti shi (poesia in

stile moderno).

Le forme della poesia in stile moderno

I tre tipi diversi di poesia in stile moderno sono:

- jueju (versi troncati) costituito da 4 versi, di solito di 5 o 7 sillabe. I critici posteriori

assegnarono una funziona a ciascuno dei quattro versi: inizio, sviluppo, variazione e

conclusione.

- lushi (poesia codificata) 8 versi di 5 o 7 sillabe. I de distici interni devono essere

caratterizzati da parallelismo. Nel distico finale si incontra spesso l’enjambement. Non è

permesso il cambio di rima.

- Pailu (versi concatenati codificati) il cambio di rima è il più possibile evitato.

I temi della poesia Tang

Il vasto corpus poetico resta costituito da versi occasionali, che esprimono i sentimenti dell’autore

a proposito di eventi significativi nella propria vita sociale di burocrate. Molti di questi poemi

furono scritti su richiesta di un collega o in risposta ad una sua poesia. I sentimenti espressi sono

spesso convenzionali.

La critica politica di solito è espressa in termini convenzionali, allegorici; i poeti spesso scelgono la

forma di yuefu così da dare alle lagnanze dell’autore lo stile della parlata di contadini. Rare le

poesie d’amore, benché ce ne siano parecchie sulle cortigiane. La poesia paesaggistica occupa una

posizione modesta.

La periodizzazione della poesia Tang

I critici cinesi tradizionali distinguono 4 periodi nello sviluppo dello shi durante la dinastia Tang:

1. Chu Tang – albori della dinastia Tang (VII secolo) la poesia è una continuazione della

poesia di corte dei secoli precedenti.

2. Sheng Tang – apogeo della dinastia tang (700-785) la poesia in stile moderno conosce la

sua prima fioritura.

3. Zhong Tang – periodo centrale della dinastia Tang (785-835) la poesia è descritta come

ricercata, a volte a tal punto da risultare artificiosa.

4. Wan Tang – tarda epoca Tang (835-900) la poesia shi del X secolo è una flebile sua

continuazione.

La poesia Tang fu pubblicata nella sua quasi totalità nella raccolta Quan Tang shi (raccolta

completa delle poesie Tang). Quest’opera, del XVIII secolo, contiene più di 49.000 poemi di circa

2200 autori. Un’antologia su cui si sono basati molti studi e traduzioni occidentali è il Tang shi

sanbai shou (trecento poesie Tang), che resta un classico proverbiale in Cina fin dalla sua

compilazione avvenuta nella metà del XVIII secolo.

Albori della dinastia Tang

I poeti più famosi degli albori della dinastia Tang sono:

- Chen Zi’ang (659-700) esortò i poeti a ritornare allo stile delle dinastie Wei e Jin. La sua

influenza è stata il motore principale all’improvvisa fioritura della poesia shi nel secolo

seguente.

- Zhang Ruoxu (660-720) sono state conservate solo due poesie: è famoso per il poema

Chunjiang huayue ye (un fiume a primavera, una notte di fuori e di luna), una satira sul

crescente potere dell’imperatrice Wu Zetian.

Apogeo della dinastia Tang

I poeti più famosi dell’apogeo della dinastia Tang sono:

- Wang Wei (?-761) ci sono molte poesie occasionali su avvenimenti di corte. È famoso per

la poesia paesaggistica. Era un credente buddhista. È ricordato anche come pittore.

- Li Bai (701-762) la sua preferenza andava allo shi in stile antico, yuefu compreso. Le sue

poesie, caratterizzate da uno stile semplice e da una frequente variazione nella lunghezza

dei versi, trasmettono un forte senso di spontaneità. Tipica è la tendenza all’uso di giocose

iperboli e personificazioni. Egli scrisse anche poemi permeati di coscienza sociale. La sua

poesia trabocca di desiderio di fuga dal mondo verso il conforto nel vino. Si creò la

reputazione di bohèmien, in Cina definito zhexian – un immortale in temporaneo esilio dal

paradiso.

- Du Fu (712-770) nelle sue poesie mostrò una netta propensione per le forme in stile

moderno. La poesia codificata divenne uno strumento perfetto. I suoi poemi sono

stilisticamente complessi. Fa un cosciente uso dell’ambiguità. Nelle sue poesie migliori

troviamo il ciclo di otto poemi intitolato Qiuxing (meditazioni autunnali). Notevoli sono

anche alcuni poemi dedicati alla moglie. La sua opera riporta i segni delle sue personali

implicazioni nei problemi del tempo. La sua condotta personale nella vita pubblica e la sua

poesia di coscienza sociopolitica gli sono valse, nei secoli seguenti, il titolo di shi sheng (il

santo della poesia).

Altri poeti di questo periodo. Meng Haoran (689-740) è noto per le sue poesie di paesaggio e per i

versi in cui lamenta la mancanza di riconoscimenti. Gao Shi (702-765) e Cen Shen (715-770) sono

entrambi famosi per le poesie sulla vita dei soldati di stanza presso i confini cinesi settentrionali.

Wei Yingwu (737-792/93) è ricordato per la sua poesia paesaggistica, che descrive i paesaggi

coltivati.

Periodo centrale della dinastia Tang

I poeti più famosi del periodo centrale dei Tang sono: Bai Juyi con l’amico Yuan Zhen e Han Yu con

l’amico Meng Jiao.

✓ Bai Juyi (772-846) sottolineò più volte il valore politico e morale della letteratura come

nella famosa lettera a Yuan Zhen (Yu Yuan Jiu shu) dell’815. Scrisse gran parte della sua

poesia in un linguaggio semplice pensato per essere compreso anche dalle vecchie

ignoranti. Scrisse anche un certo numero di pailu di 200 versi ciascuno. Fu un grande

ammiratore di Du Fu. Nell’809 scrisse 50 poesie xin yuefu (nuovi yuefu) in stile popolare

che mettevano in satira i mali sociali e politici del momento. [l’autore di xin yuefu si sceglie

un argomento] Due successi imperituri sono i suoi lunghi poemi narrativi:

a. Changhen ge – canto dell’eterno rimorso risale all’809. Narra la storia del

disastroso amore di Xuanzong per la Preziosa Consorte Yang, la rivolta di An Lushan,

la loro fuga e la morte di lei, nonché i tentativi di uno sciamano, su disperata

istigazione di Xuanzong, di rintracciarla nell’aldilà.

b. Pipa xing – la ballata del liuto risale all’816. Narra dell’incontro di Bai a Jiujiang

con la moglie di un mercante, un’ex cortigiana, che gli svela i particolari della sua

vita infelice; il poeta, allora in esilio, identifica il destino della donna con il proprio.

✓ Yuan Zhen (779-831) la sua poesia fu popolare e fu apprezzato per l’abilità nell’uso della

rima. Il suo racconto Yingying zhuan (la storia di Yingying) è rimasto uno dei chuanqi

(racconti in lingua classica) di gran lunga più conosciuti.

Liu Yuxi (772-842) scrisse poesia in uno stile semplice. Dopo la morte di Yuan Zhen,

divenne il principale corrispondente in versi di Bai Juyi.

✓ Han Yu (768-824) fu un eminente scrittore in prosa e anche un poeta di grande rilievo.

Dapprima scrisse poemi linguisticamente semplici, ma didatticamente pesanti. Negli anni

del suo decadimento professionale scrisse poesie molto difficili, caratterizzate da un

virtuosismo tecnico; un esempio famoso è il Nanshan shi (poesia delle montagne del sud).

Una volta ritornato famoso, scrisse facili versi occasionali.

✓ Meng Jiao (751-814) la sua opera mostra un chiaro sviluppo dalla poesia relativamente

semplice al verso ermetico e ad un vocabolario originale.

Li He (790-816) nella sua poesia abbondano sciamani, spettri, figure miracolose e

macabre. Utilizza un intenso e non convenzionale linguaggio immaginifico.

Tarda epoca Tang

̴ Li Shangyin (813-858) esponente di maggior rilievo. Le sue poesie su soggetti storici non

sono altro che satire mascherate. Le sue poesie senza titolo si riferiscono forse ad una

storia d’amore segreta. Gran parte della sua opera è difficilmente comprensibile, con

oscure allusioni e citazioni che prestano il fianco a varie interpretazioni.

̴ Du Mu – Xiao Du (803-852) fu un leggendario bon vivant. È famoso per i suoi jueju. Il suo

Ebang gong fu (il palazzo Ebang) descrive la brama di lussi sfrenati dell’imperatore Qin, che

portò la propria dinastia allo sfacelo e alla rovina.

̴ Wen Tingyun (812-866) scrisse poesie notevoli su donne dissolute.

̴ Wei Zhuang (836-910) il suo lungo poema narrativo Qinfu yin (lamento della donna di

Qin) descrive gli orrori dell’occupazione di Chang’an da parte delle forze del ribelle Huan

Chao. [uno dei primi importanti autori ci insieme a Wen Tingyun]

Critica poetica

Non è stata conservata molta critica poetica di epoca Yang.

▪ Monaco Jiaoran stilò le Shi shi (regole per le poesie), in cui vengono affermate un certo

numero di regole formali.

▪ Poeta Sikong Tu (837-908) scrisse lo (Ershisi) shi pin (Classificazione dei [24 stili di]

poemi), in cui 24 definizioni di due caratteri ciascuna vengono applicate a un egual numero

di stili poetici; ciascuno stile, con annessi gli argomenti e gli appropriati stati emotivi, viene

descritto in un componimento rimato in 12 versi quaternari.

▪ Monaco giapponese Kukai autore del Bunjyo hifuron (dissertazioni dal ricettacolo

segreto dello specchio della letteratura), una raccolta di testi e di esempi sul parallelismo e

il contrasto tonale, ad uso dei giapponesi esperti in poesia cinese.


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Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture del mediterraneo e del medio oriente
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A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ilaria.maestrini di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Letteratura cinese 1 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Fracasso Riccardo.

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