Lezione 1: Gli scrittori angloamericani
Introduzione ai migranti dall'est europeo
I primi scrittori sono migranti che giungono dall’est europeo. Sono ebrei. I migranti dell’est europeo erano costretti sotto l’impero zarista, erano visti come nemici dello zar. Costretti nelle zone di residenza. Chiusi dentro villaggi poverissimi, asserragliati e sotto la minaccia di violente azioni e capricci dello zar.
L’America a fine 800 ha bisogno di manodopera, bisogno di hands. Gente che lavori in fabbrica, America in preda al capitalismo, industrializzazione che galoppava. L'America lancia un messaggio di accoglienza, invito seducente. Melting pot crogiolo di varie nazionalità e viene fuori l’homo americanus, frutto delle etnie coinvolte che danno il loro prezioso contributo. Alcuni partono per questi viaggi terribili, ignoto più totale. Si imbarcavano in stiva. Non vedevano niente per tutta la traversata e vedevano solo all’approdo la Statua della Libertà, questa visione offriva loro grandi speranze però poi infrante.
Le sfide degli ebrei migranti
Veniva loro imposto il modo di vivere americano. Gli ebrei dell’est erano coltissimi, avevano il loro culto del libro. Amore per la scrittura. La continuità della cultura ebraica si mantiene non nello spazio ma nel tempo. Sostiene e unisce gli ebrei il comune amore per il libro. Hanno abitudini molto consolidate e rituali. Diventano difficilmente assimilabili alla vita americana. Gli ebrei cercano in America riparo sicurezza e possibilità di poter esercitare la libertà di culto. Sognano la cultura. L’amore per il libro in America si laicizza e diventa amore sconfinato per la cultura. Templi della cultura: università e biblioteche. Sognano di acquisire tutto quel sapere.
L’americanizzazione ha un costo altissimo per loro, l’istruzione viene loro spesso negata. Gli americani non accettano che questi immigrati accedano alle loro università, per loro sono destinati solo corsi professionali. Potevano aspirare soltanto a una professione manuale. L’America non è generosa con loro. Scarto tra ideale e reale. Sogno americano dei migranti e realtà che sarà un brusco risveglio.
Anzia Yezierska: una voce di spicco
Autrice: Anzia Yezierska. Voce di spicco della letteratura ebraico-americana delle origini. Autrice sui generis. Nata intorno 1880 in un villaggio misterioso nella zona tra Russia e Polonia. Sotto l’impero zarista questi autori parlavano la lingua della nazione in cui erano nati, lo yiddish e il russo. Non ha mai rivelato la sua data di nascita, romanzava la sua esistenza. Arriva nel 1890 in America e tenta la scalata sociale negli Stati Uniti, compie ogni tipo di lavoro e nel contempo coltiva ambizioni di scrittura.
Si avvale di programmi assistenziali pensati per gli immigrati che però erano destinati solo a lavori pratici. Ottiene una borsa di studio per la Columbia University ma potrà studiare solo economia domestica cosa che lei odiava nel profondo in quanto voleva studiare filosofia. È costretta a farlo. Aveva una gran faccia tosta. Mentre era a lezione sapendo che John Dewey (pedagogista) che predicava un’uguaglianza dei migranti all’interno della nazione quindi una vera melting pot. Lei fa irruzione nell’aula in cui lui insegnava, lui resta pietrificato.
Il rapporto con John Dewey
Lei lo rimprovera di predicare bene e razzolare male. Gli presenta il controsenso dell’epoca, lei deve studiare economia domestica ma non la assume nessuno come docente perché non ha i soldi per potersi comprare l’abbigliamento che era richiesto agli insegnanti e non poteva curarsi nella presenza come le era chiesto. I loro programmi li ghettizzano. Lui rimane folgorato dalla giovane, fa sue le rivendicazioni di Yezierska e la prende proprio a cuore, si innamora nonostante sia sposato ma lei non ricambia. John Dewey udiventa poeta. Lui le donerà la prima macchina per scrivere e le consiglia di non americanizzare la sua scrittura e di scrivere del suo difficile percorso e di quale difficoltà ha dovuto affrontare.
Il successo e le difficoltà
Le storie di immigrazione all’epoca piacevano tantissimo. Hungry hearts la sua raccolta. Suscita un tale interesse nel pubblico che Hollywood offre del denaro a Yezierska per acquistare i diritti per le sue storie per trarre un film. Si realizza il sogno americano. La cenerentola delle fabbriche, lei sta al gioco dei giornali che dipingono questa donna come cenerentola sbarcata da una nave e che aveva riversato nei suoi racconti tumulti e passioni che viveva nel quotidiano negli Stati Uniti.
Lei racconta gli inizi a Hollywood, l’atmosfera che si viveva lì. Non si trova bene, detesta la città. Vive con tutti i lussi che all’epoca ci si poteva permettere ma lei non riesce a sopportare l’ipocrisia di Hollywood e la sua patina dorata. Lei per cultura pur avendo desiderato tanto il benessere economico non approva il lusso, non ce la fa. Un proverbio ebraico dice che la povertà adorna l’ebreo come un fiocco rosso su un cavallo bianco. Gli esiti del capitalismo più sfrenato viene ripudiato dagli ebrei che hanno il culto per i libri e la spiritualità.
Crisi e ritorno alle origini
Ad Hollywood non riesce più a scrivere. Ha un blocco della scrittura. Entra in crisi nonostante la sorella sia con lei. Lei scappa, lascia la sceneggiatura e torna nel ghetto newyorkese. La sua narrativa è autobiografica come quella degli altri autori, storia del loro tentativo di integrazione non puoi essere immigrato due volte dice Yezierska. Non riuscirà ad andare oltre questo tipo di narrativa, non possono rifarsi alla loro cultura di provenienza e non ce la fanno a fare propria la cultura americana.
Scrivono in inglese ma non è un inglese madrelingua sebbene Yezierska abbia una padronanza perfetta della lingua. Lei nel tentativo di trovare nuova ispirazione cerca di ripetere l’esperienza e torna in Europa. Si imbarca di nuovo nella stiva per reimmergersi nella situazione. Ma non ce la fa. Presa dal disgusto, dalla povertà e dalla carenza di igiene decide di viaggiare in seconda classe. Arriva in Europa, va a Parigi conosce gente influente. La crisi del 29 la distrugge, sparisce e tornerà a scrivere intorno agli anni 60 quando ci sarà un revival e si tornerà a parlare di lei. Lei era una convinta femminista. Intorno agli anni 80 alcune studiose parlano nuovamente dei suoi scritti, si crede alla sua finzione letteraria di donna appena sbarcata in America.
La figlia di Yezierska invece svelerà tutti gli altarini, il fatto di essere stata abbandonata dalla madre che non si riteneva in grado di essere mamma, che Yezierska non era appena sbarcata ma era laureata in America.
Letteratura ebraico-americana: un equilibrio difficile
Letteratura ebraico americana: due culture stanno in equilibrio, perenne ricerca dell’equilibrio che non si riesce a realizzare. Gli autori della prima generazione sono spinti da una forza centripeta, cercano di americanizzarsi il più possibile. La generazione di autori successiva è una generazione già nata negli Stati Uniti. Malamud, Roth ecc sono completamente diversi, sono madrelingua, crescono in famiglie molto osservanti, crescono con l’ebraismo in casa ma frequentano scuole e università americane.
Questi autori fanno anche servizio militare in Europa durante la guerra, sono americani e servono il loro paese. Si sentono completamente americani. Dalla marginalità della prima generazione c’è un’americanizzazione. Non vogliono che vengano loro ricordate le origini ebraiche. Si sentono ghettizzati quando vengono descritti come ebrei, vogliono essere al centro della cultura americana. Diventano loro stessi il canone perché dopo la guerra si crea un grande interesse per le figure dei New York Intellectuals ossia dei pensatori ebrei intellettuali che diventano dei leader culturali nel paese.
Essere ebrei significava essere alla moda, visione cosmopolita, visione ampia che apriva l’America al mondo. Essere così colti e cosmopoliti diviene la moda, essere ebrei ormai non ha niente di religioso ma è una forma culturale laica. Gli autori si giovano di questo clima, Bellow e Malamud scrivono delle dichiarazioni di americanità. Primo romanzo di Malamud: titolo “Il migliore”, si riferisce al mondo del baseball. Baseball tipicamente americano, dichiarazione di americanità (1952).
Bellow scrive un’eco a Huckleberry Finn, romanzo tipicamente Americano. Quindi la loro appartenenza ebraica è elaborata nelle loro opere, è un background culturale. Loro hanno una cultura vastissima dalla quale attingere. Vogliono creare romanzi che esprimano valori universali.
Philip Roth e la conclusione dell'esperienza ebraico-americana
Philip Roth farà un passo avanti rispetto agli altri, Il lamento di Portnoy. Scandalo a livello nazionale, la pubblicazione verrà ostacolata. Pone la parola fine all’esperienza ebraico-americana. Un giovane compie atti di autoerotismo, Roth con questo romanzo distrugge l’ambiente sociale di borghesia ebraica che lui considera ipocrita e nauseante e portatore di valori non più attuali, vernici dietro le quali non c’è nulla. Prende i punti forti che rendono stabile la borghesia e li distrugge.
La figura della madre ebraica ha una certa importanza e diventa ora una befana insopportabile e ingombrante. Ossessiona il protagonista. La figura paterna non è più detentore del sapere, non è una figura da venerare. È ora una specie di larva, viene ridicolizzato. Morbosità degli aspetti sessuali, mette in ridicolo le figure genitoriali. Gli ebrei accusano Roth di aver pubblicato un romanzo pornografico. Roth avrà il merito di introdurre nel lessico comune un sacco di termini tipici ebraici. Schiksa figura della donna bianca protestante. È usato oggi nell’inglese corrente.
Questi autori diventano loro il canone, soprattutto Bellow che vince anche il Nobel. Oltre a diventare i punti di riferimento per gli scrittori di tutto il mondo qualche critico inizia a dire che ora la letteratura ebraica è al centro della letteratura americana e di conseguenza la letteratura anglo-americana è morta a causa della loro eccessiva bravura. Non c’è più la marginalità che c’era nella prima generazione. Cala il sipario sul primo atto della letteratura ebraico-americana. Questa letteratura però non è morta. Si apre il secondo atto a partire dagli anni 60.
Il secondo atto della letteratura ebraico-americana
Sono anni molto tumultuosi in cui ci sono proteste studentesche e contestazioni da parte di gruppi culturali che erano stati silenziati. Ascesa della unmeltable ethnics, emerge un’immagine dell’America come saladbowl, insalatiera che contiene diverse componenti. I gruppi silenziati a partire dai afroamericani, femministi e omosessuali. A questo punto anche gli ebrei cominciano a sentire la loro diversità rispetto agli americani e vogliono essere valorizzati.
In questo periodo Israele vince la guerra dei sei giorni contro il mondo arabo e questo fa inorgoglire molto gli ebrei statunitensi. Preoccupazione genuina, gli ebrei statunitensi devono pensare ai 6 milioni di deportati del nazismo. Contrazione enorme della popolazione ebraica che è decimata. A partire dagli anni 60 si intensificano i matrimoni misti, nella tradizione ebraica non ci si può unire a qualcuno che non sia ebreo o si esce dalla comunità. Gli ebrei sono quindi sempre di meno.
Ci si attiva per promuovere la memoria della popolazione ebraica altrimenti essendo troppo americanizzati si finirebbe per estinguersi. Gli ebrei trovano come tema comune la shoah, si uniscono nel ricordo comune della shoah, un segno distintivo che li unisce. Tra il 65 e il 70 fa capolino una serie di autori che mette in primo piano il pericolo della continuità della popolazione ebraica, essi decidono quindi di tornare alle origini, forza centrifuga, dai margini al centro.
Ozick e il ritorno alle origini
Iniziano a guardare di nuovo alle origini e in particolarità alla religione. Ozick afferma che bisogna far rivivere la cultura ebraica per ricreare una comunità mitica, un’accademia roccaforte del culto del libro dopo la distruzione del tempio di Gerusalemme. Creare una contaminazione giudaica, profondità ed echi delle sacre scritture. Creare addirittura una lingua letteraria che sia l’inglese e che abbia un eco delle sacre scritture. Questa è un’utopia.
Gli Stati Uniti sono laici non si possono ricreare gli echi delle sacre scritture in ebraico antico, Ozick afferma che però è possibile creare una letteratura che presenti in maniera interessante i temi e problemi tipici della religione ebraica ad esempio il tema dell’idolatria, il problema della creazione che dovrebbe essere solo propria di dio. Rapporto tra arte e sacre scritture, solo il divino può creare. Questi temi sono tipici della teologia ebraica ma lei li affronta in modo ironico e divulgativo. Lei inizia il secondo atto della letteratura ebraico-americana.
Ozick ha dedicato alcuni racconti a tematiche ebraiche ma è innamorata di Henry James ossia la letteratura inglese, vive di paradossi. A volte si dedica fortemente ai principi della letteratura ebraica ed altre volte si dedica alla letteratura inglese.
Esame: Tema, critiche, legare vari temi e problemi
Prima domanda argomento a piacere. Riflessioni critiche.
Lezione 2: Dai margini al centro
Il percorso di americanizzazione
Parte negli Stati Uniti da una posizione di marginalità. Proprio come i maggiori esponenti, migranti. Letteratura che si muove dai margini al centro. In un salto generazionale ossia i figli dei primi esponenti, questi autori nati ed educati nelle scuole statunitensi si sentono assolutamente americani e diventano loro stessi il canone. Alcuni critici gridano alla fine della letteratura ebraico-americana. L’esperienza ebraica legata alla marginalità etnica è destinata ad esaurirsi. L’esperienza della seconda guerra mondiale farà sì che nel dopoguerra, soprattutto negli anni 60 con il risveglio di diverse posizioni culturali (rivendicazioni femministe e del black power), gli ebrei che avevano fatto di tutto per americanizzarsi iniziano a rivendicare la loro specificità religiosa.
Definizione di letteratura ebraico-americana
Definizione di letteratura ebraico-americana: risposta non univoca. I critici si pongono il problema. I fattori:
- Determinismo biologico? Ossia figli di madri ebree.
- Tematiche? Pur non essendo ebrea se scrivo di tematiche che sono prettamente tipiche della letteratura ebraico-americana posso essere definita così? Etica, impegno nella quotidianità, amore per la parola scritta, imperativo del ricordo ossia onorare il passato e Jaweh attraverso le scritture. Temi religiosi tipicamente ebraici. È questo ciò che definisce la letteratura ebreo-americana?
- Lingua? Yiddish? È la lingua che definisce questo genere di letteratura?
Come faccio a dire che un autore è esponente della letteratura ebraico americana o no? Quali fattori influenzano questa letteratura? Ci si è basati su una dimensione elettiva. Si intende un corpus di testi scritti in lingua inglese da autori statunitensi di origini ebraiche o convertiti all’ebraismo (determinismo biologico non fondamentale quindi) i quali scelgono di scrivere sulla vita e identità ebraica all’interno della società americana. Dimensione elettiva: sono ebreo e scelgo di scrivere temi inerenti l’ebraismo oppure non sono ebreo ma mi converto e decido di scrivere su queste tematiche. Si può anche scrivere di questi temi senza essere ebreo, anche se è molto difficile che un autore non ebreo punti l’attenzione sull’identità ebraica.
È ebreo chi per nascita, scelta consapevole, conversione formale o meno ossia chiunque scelga di occuparsi di tali temi. Ci sono degli autori che pur essendo nati e cresciuti in una cultura ebraica non hanno mai scritto nulla di questo genere. Questi autori scelgono l’invisibilità parziale o totale. Mailer si definisce il “non-jewish jew”. Ebreo che non si occupa minimamente di temi ebraici. Lo sono anche Miller, Salinger e West.
L’etichetta di letteratura e di scrittore ebraico-americano e il ruolo di questa letteratura è descritto da critici che fanno parte del gruppo egemone. Etichetta imposta da statunitensi gentili (ossia non ebrei). Gli autori ebraico-americani si sono sentiti ghettizzati e alcuni di essi hanno respinto questa etichetta. Esponenti di altissimo livello sono giunti a negare l’esistenza della corrente ebraico-americana. Roth nel 67 dice “non sono uno scrittore ebreo. Sono uno scrittore che è ebreo” in primo luogo lui è scrittore, ebreo è solo una caratteristica. Anche Malamod rifiuta l’esistenza della corrente ebraico-americana. Non volendo vivere alcun tipo di ghettizzazione culturale questi autori si sono cimentati in imprese narrative assolutamente americani come appunto il baseball. Bellow sono americano nato a Chicago, afferma l’individualismo tipico della cultura statunitense. La cultura ebraica invece non sostiene questo individualismo ma è più comunitario.
Autori spinti verso la cultura egemone fino a diventare loro stessi modello e cultura egemone. Accomunati da una simbiosi ideologica. Sono tutti innamorati dell’America. La seconda generazione scrive così bene da diventare il modo che tutti imitano.
Mary Antin: un esempio di americanizzazione
Mary Antin diventa un fenomeno negli Stati Uniti, nel 1894 emigra negli Stati Uniti dalla Bielorussia. Il padre istruisce le figlie al libro e alle sacre scritture nonostante fossero precluse alle donne. Antin fa prima la venditrice in una merceria e al contempo studia. Modello di assimilazione per gli immigrati, acquisisce perfettamente la lingua inglese. Nel 1912 pubblica “The Promised Land” e in questa autobiografia lei racconta il suo percorso dal vecchio al nuovo mondo. Racconta la sua americanizzazione. Dice di essere rinata come persona totalmente nuova negli Stati Uniti, emblema di un’americanizzazione ben riuscita. Lei implicitamente sconfessa l’ideale della melting pot come crogiolo in cui tante etnie si mescolano per far venire fuori l’homo americanus ossia il meglio di tutte le etnie. In realtà c’era un’americanizzazione imposta dall’alto. La Auntin è testimone di un esito positivo di questa immersione nel crogiolo. Lei si definisce il risultato perfetto del melting pot, nel suo americanizzarsi ha
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Letteratura angloamericana 2
-
Letteratura angloamericana - Modulo A
-
Letteratura angloamericana
-
Letteratura