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LEGISLAZIONE BANCARIA II
LEZIONE 1
Noi ci siamo lasciati con l‟Art. 37. Ora saltiamo un po‟ di articoli, che riguardano la
specializzazione residua dal punto di vista operativo (che si studia a diritto
bancario).
TITOLO III – VIGILANZA
Noi abbiamo già visto che la riforma della vigilanza è stata una delle pietre miliari
della riforma arrecata dal TUB nel „93. Ricordiamoci qualche idea di fondo:
la vigilanza affidata al paese d‟origine (home country control);
la concorrenza tra gli operatori;
si esalta l‟aspetto dell‟autonomia imprenditoriale del banchiere;
si passa da una vigilanza strutturale ad una vigilanza prudenziale.
Qui è opportuno fare una piccola divagazione; quando si parla di vigilanza, molto
spesso si usano dei sinonimi, come supervisione, o controllo. Nel primo caso il
termine utilizzato è corretto, ma non si può dire altrettanto del secondo. E non è un
caso che il TUB parli di vigilanza e non di controlli, perché questi sono solo una
componente dell‟attività di vigilanza. Cosa significa controllare (qui non si intende il
controllo dell‟articolo 23)? Significa che sono state prefissate delle regole e che
l‟autorità di vigilanza si presta a controllare a posteriori il rispetto di tali regole.
Quindi il controllo è necessariamente ex-post.
La vigilanza ha un significato più ampio, in quanto si occupa anche di scrivere le
regole (vigilanza regolamentare) e lo fa prima che queste vengano applicate e prima
che siano effettuati dei controlli.
Come già detto il TUB ha portato un cambiamento nel modo di fare vigilanza,
passando da vigilanza strutturale ad una vigilanza prudenziale:
- VIGILANZA STRUTTURALE è la vigilanza precedente all‟avvento del
TUB, che incideva direttamente sulla struttura del sistema bancario, a partire
dall‟accesso al mercato del credito (autorizzazione all‟attività bancaria), fino
ad arrivare ai provvedimenti di crisi. Si parlava di vigilanza strutturale perchè
c‟era molta discrezionalità in capo alle autorità creditizie. Le autorità
creditizie potevano stabilire ad esempio se salvare una banca in crisi, o se
permettere l‟apertura di nuovi sportelli, o ancora se concedere le varie
autorizzazioni concernenti l‟attività bancaria, l‟acquisizione di partecipazioni
ecc. Questo perchè nel binomio tra stabilità ed efficienza, il legislatore del ‟36
aveva dato preferenza all‟elemento della stabilità della banca sacrificando la
concorrenza.
- VIGILANZA PRUDENZIALE Qui la prospettiva è completamente
rovesciata. La vigilanza prudenziale è una visione in continuo (in inglese si
parla di vigilanza online, perché è una vigilanza costante) ed è maggiormente
orientata al mercato. Prudenziale vuol dire che le autorità di vigilanza fissano
preventivamente delle regole tecniche considerate proprie del bravo
banchiere. Se queste non sono rispettate, la banca non sta agendo secondo i
canoni di sana e prudente gestione. Si tratta di regole quantitati
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Scienze giuridiche
IUS/05 Diritto dell'economia
I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del
Publisher Andreapaso13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni
di Legislazione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione
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dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Urbani Alberto.
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