Che materia stai cercando?

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

ria di bilancio. Segnalazioni periodiche, le banche hanno un dovere nei confronti della BdI. Non

vengono inviate solo quando vengono richieste ma sempre (matrice dei conti). Ogni altro dato e do-

cumento richiesto cosa significa? È uno dei casi nei quali i poteri sono determinati alla luce del-

l'articolo 5. Può chiedere tutte le informazioni ma con il “faro” dell'articolo 5, che ne prefissa gli

obiettivi. 3 aprile 2013

Come raccoglie la BdI le informazioni? Con la matrice dei conti.

Tutte le banche sono tenute ad inviare in BdI una serie di informazioni contenute in un file, sono

delle tabelle da compilare tendenzialmente mensile, talvolta trimestrale, semestrale o annuale (bi-

lancio).

Istruzioni di vigilanza titolo 6 capitolo 1.

rielaborando le informazioni che arrivano dalla matrice dei conti la BdI dovrebbe essere in grado di:

Vigilare sull'osservanza delle disposizioni.

Constatare la sana e prudente gestione.

Elaborare statistiche di politica monetaria e situazione economica reale del paese.

Una banca va sempre valutata in base all'andamento generale controllando come si muovono gli ag-

gregati rispetto alla concorrenza.

Il flusso di ritorno fornisce delle informazioni integrative molto importanti per elaborare le strategie

future.

È molto importante la tempestività e la qualità delle informazioni trasmesse. Una informazione in

ritardo è già una “non informazione”.

Uno dei controlli tipici della BdI è proprio quella di controllare le informazioni.

La BdI raccoglie tutte le informazioni, che portano il nome P.U.M.A. Procedura telematica che con-

sente l'invio della matrice dei conti.

Periodicità mensile, vanno inviate entro il giorno 25 del mese successivo del mese di riferimento.

BdI fa un primo riscontro e rileva che non ci siano errori eclatanti. I puffi erano le segnalazioni car-

tacee, non esistono più perché è tutto elettronico.

La matrice dei conti poi diviene definitiva e la BdI procede con le proprie rielaborazioni, si genera il

flusso di ritorno. Enorme banca dati arricchita dal confronto con le altre banche del sistema.

Se la banca dolosamente fornisce informazioni scorrette? Come risponde l'esponente aziendale? La

BdI richiede che accanto all'inoltro della matrice tutte le banche inviino in BdI in formato cartaceo

una lettera di attestazione. Se si rinnovano le cariche va re-inviata.

Presidente del CdA, Presidente del Collegio Sindacale e Direttore Generale.

La matrice dei conti: serie di voci indicate da un numero.

Voce delle sofferenze: tra le più importanti.

Una volta inviato il flusso di ritorno la BdI apre una attività di analisi su quella banca. Il vero com-

pito della vigilanza è proprio quello di studiare i dati di matrice e non solo, perché deve dare un giu-

dizio sulla banca. Può dare un giudizio sintetico di mese in mese. Ogni tre mesi indagine più appro-

fondita e ogni anno invece è molto approfondita e si da un vero e proprio giudizio sulla banca.

Ogni banca in BdI è seguita da una persona o più in base alle dimensioni.

Fino a qualche anno fa queste attività erano coperte da un segreto assoluto, le banche non sapevano

i giudizi della BdI. 1996 per la prima volta la BdI ha pubblicato un documento molto importante di-

chiarando i criteri generali seguiti per dare un giudizio sulle banche.

Inizialmente le aree erano 5: adeguatezza patrimoniale; redditività; rischiosità; organizzazione; li-

quidazione.

La scala andava da 1 (particolarmente sana) a 5 (particolarmente grave). Si faceva la media e si

dava un giudizio complessivo sulla banca. L'analista però poteva cambiare il giudizio dato dal siste-

Il giudizio è molto rilevante perché determina gli interventi di vigilan-

ma. Il giudizio è prospettico.

za che la BdI farà nei confronti di quella banca.

Rischio di credito: quando non avviene la restituzione del denaro dato a prestito si ha una situazione

di anomalia, nascono le partite anomale (attività finanziarie deteriorate). Si dice attività perché si fa

riferimento a qualunque attività, non solo crediti.

Quali sono le partite anomale più rilevanti?

In assoluto le più importanti sono le sofferenze. Più gravi dell'incaglio. Dubbi esiti, non si sa se si

recupereranno o meno. Dubbio esito=perdita su credito.

Che cos'è una sofferenza? Intera esposizione per cassa nei confronti di soggetti in stato di insolven-

za, anche non accertata giudizialmente. Anche persone fisiche, non necessariamente fallite.

Alla BdI interessa sapere se ci sono clienti di quella banca che sono clienti anche di altre banche che

hanno segnalato sofferenza.

Sofferenza rettificata (allargata): quando un soggetto ha una posizione dichiarata in sofferenza in al-

cune banche e in altre no.

Partite incagliate: temporanea situazione di obiettiva difficoltà. Non è insolvenza, è difficoltà. In

questo momento non riesce a pagarmi ma la ritengo una situazione momentanea.

Partite ristrutturate: il cliente x aveva un mutuo decennale con una rata di 1000€ al mese, poiché

non è più in grado di pagare ristrutturiamo il debito e lo trasformiamo in un mutuo ventennale, in

modo che pagherà 600 anziché 1000. è comunque un soggetto a rischio, va segnalato.

Dubbi esiti (rettifiche di valore): si scrive quante sofferenze penso di perdere del tutto.

Principio di proporzionalità: le banche non sono tutte uguali. 5 grandi categorie:

intermediari con significativa presenza internazionale (unicredit);

• intermediari a rilevanza sistemica nazionale (le banche con attivo pari almeno a 20mrd);

• intermediari medio-grandi;

• intermediari minori;

• sottoposti a regime di vigilanza particolare CIMEL.

Processo di revisione e di valutazione prudenziale SREP.

Valutazione periodica.

Aree di rischio:

strategico;

• di credito;

• di mercato;

• di liquidità;

• di tassi d'interesse;

• operativo e reputazionale.

Profili trasversali: sistemi di governo e di controllo – profilo di redditività – adeguatezza patrimo-

niale.

La scala è da 1 a 6: 1 favorevole – 2 in prevalenza favorevole – 3 parzialmente favorevole – 4 par-

zialmente sfavorevole – 5 in prevalenza sfavorevole – 6 sfavorevole.

Azioni: 1 niente – 2 niente – 3 lettera – 4 interventi precisi – 5 interventi precisi – 6 liquidazione

coatta amministrativa.

L'analista può cambiare i giudizi del sistema. Ad ogni punteggio segue un'azione della BdI.

Se nella lettera invita si deve fare, se prega si può fare (è un consiglio).

Si fa riferimento significa a una nota scritta dalla Banca; si fa seguito significa a una banca propria.

Articolo 52: non è soltanto vigilanza informativa. Si occupa di un potere particolare dell'organo di

controllo. I sindaci delle banche hanno compiti in più, obbligo di segnalare le anomalie riscontrate

in BdI. 4 aprile 2013

Articolo 52 Tub.

Collegio sindacale o organo di controllo (se dualistico o monistico).

Problemi applicativi.

Il vecchio articolo era solo comunicazioni del collegio sindacale. Informativa speciale che deriva da

un accadimento speciale. Se c'è un'irregolarità grave (criminalità organizzata) il sindaco non può li-

mitarsi a far risultare questa cosa a verbale, ha l'obbligo di darne comunicazione in BdI.

Si tutelano gli interessi della banca, responsabilizzando molto i sindaci delle banche.

I verbali: il collegio sindacale deve essere formalmente riunito. Il sindaco può procedere però anche

ad atti di accertamento individuali. Ma ciò che va trasmesso in BdI è solo frutto della riunione con

tutti i sindaci. Se il sindaco rileva individualmente fatti gravi non può comunicarli senza verbale del

collegio riunito.

La trasmissione può avvenire entro 10 giorni dalla riunione. 10 giorni possono essere tantissimi.

Sarà il presidente a doverlo trasmettere alla BdI a nome del collegio. È accaduto che l'irregolarità

sia stata commessa dal presidente del collegio sindacale (erogazione del credito in suo favore). Uno

dei sindaci rileva l'irregolarità, il presidente non lo manda in BdI o genera lungaggini. Ecco perché

l'articolo 52 è stato più volte rimaneggiato.

Una norma come il vecchio 52 trovava un corrispondente nella legge antiriciclaggio, dove si preve-

de che il collegio sindacale debba informare senza indugio di tutte le irregolarità concernenti la ma-

teria di antiriciclaggio.

Problemi: nel vecchio 52 c'era scritto 10 giorni, nella legge antiriciclaggio c'è scritto senza indugio.

Entro quando la deve fare la segnalazione?

Una tesi si basa su un criterio di specialità oggettiva, che vede la legge antiriciclaggio prevalere sul

Tub.

La seconda tesi invece si basa sulla specialità soggettiva della legge, il Tub è specifico per le ban-

che, la legge antiriciclaggio riguarda più soggetti.

Articolo 52 attuale. la BdI. Duplice obiettivo: uniformare la disciplina anti-

Il collegio sindacale informa senza indugio

riciclaggio al Tub; eliminare i 10 giorni che erano troppi.

il che vuol dire che non è necessaria una vera e propria riunione, il colle-

Non si parla più di verbali,

gio sindacale è più libero nelle forme di organizzazione. Nel caso di inerzia del presidente il verbale

o l'informazione può essere trasmessa anche da un altro membro.

Poi tiene conto della tipologia di struttura organizzativa della banca: tradizionale; dualistico; moni-

stico.

Questi stessi compiti sono affidati anche al soggetto incaricato alla revisione legale dei conti. L'og-

getto della comunicazione è parzialmente diverso, non può avere un giudizio sull'intera attività della

banca perché si occupa solo degli aspetti contabili. Quindi bilancio e profili strettamente contabili.

Problema di applicabilità o meno al mondo delle banche dell'articolo 2409 (denuncia al tribunale).

Si applica? Si risolve con una norma che apre le procedure di crisi, articolo 70.

Articolo 53 vigilanza regolamentare.

Fissare preventivamente dei criteri, delle regole indispensabili per la sana e prudente gestione della

banca e la stabilità. Fini compendiati nell'articolo 5.

Le autorità creditizie hanno la possibilità (dovere-potere) di prescrivere delle norme di comporta-

mento per le banche e i gruppi bancari. Regole di carattere generale, valevoli nei confronti dell'inte-

ro sistema bancario, e norme di carattere speciale, riguardanti una singola banca.

Due commi: 1 e 3.

Il primo comma si occupa di norme di vigilanza a carattere generale. Di chi è la competenza? In

conformità con le delibere del CICR, che fissa alcuni criteri generali.

Il terzo comma si occupa di provvedimenti di carattere individuale, non porta riferimento al CICR,

la BdI provvede direttamente.

Se si fissa un principio di carattere generale, la BdI non può mai trattare in modo agevolato un sog-

getto rispetto ad un altro ma può trattarlo in modo più severo.

Articolo 1, elenco una volta formato da 4 punti, ora ampliato.

La lettera d diceva solo organizzazione amministrativa e contabile e controlli interni. Si aggiungono

governo societario, i sistemi di remunerazione e di incentivazione, (d-bis) il pubblico.

a) Adeguatezza patrimoniale:

per ogni tipologia di rischio la banca deve accantonare una parte del proprio patrimonio per fronteg-

giare.

Il patrimonio di vigilanza è l'indice della capacità della banca di fronteggiare tutti i rischi della ge-

stione. La quasi totalità delle regole si presenta come dei coefficienti patrimoniali. Logica di vigi-

lanza prudenziale. Il patrimonio di vigilanza ha normalmente un'entità minore rispetto al patrimonio

netto perché la logica è prudenziale.

É una somma algebrica. Due grandi aggregati: il patrimonio di base + il patrimonio supplementare.

Nel Tier 1 ci sono gli elementi considerati più sicuri:

capitale sociale; riserve; strumenti innovativi; utile del periodo; filtri prudenziali positivi.

Vanno dedotte: azioni proprie; avviamento; immobilizzazioni immateriali; rettifiche di valore su

crediti; perdite registrate in esercizi precedenti e in quello in corso.

Nel Tier 2 ci sono elementi un po' meno sicuri:

le riserve di valutazione; ecc. … e strumenti ibridi di patrimonializzazione e passività subordinate

(non sono ugualmente sicuri perché possono essere rimborsati solo se sono stati già soddisfatti tutti

i creditori o si ha ottenuto l'autorizzazione dalla BdI).

Limiti di computabilità:

patrimonio di base integralmente ammesso nel calcolo;

il patrimonio supplementare entro un ammontare massimo non superiore al patrimonio di base.

Di quanto deve essere il patrimonio di vigilanza? Non può essere inferiore al capitale iniziale richie-

sto per l'autorità bancaria.

b) contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni: attività bancaria è attività d'impresa,

quindi rischi.

C'è un dato che si posiziona a cavallo ed è il coefficiente di solvibilità. Titolo II° capitolo 1 n.d.v.

Il coefficiente di solvibilità mette in proporzione il patrimonio di vigilanza con il credito.

Il credito viene misurato anche in relazione alla propria qualità. Il rischio di credito è un rischio

ponderato, tanto più è rischioso e tanto più la banca dovrà accantonare patrimonio di vigilanza.

Coefficiente del'8%.

Rischio ponderato in base alla controparte.

Rischio paese, estremamente rilevante, anche a riguardo del rischio di cambio.

Garanzie ricevute, possono accompagnare il credito e ne riducono la ponderazione.

Il coefficiente di solvibilità è a cavallo tra la lettera a e la lettera b. come può una banca arrivare a

rispettare il limite? Può combinare le due vie, aumentare il patrimonio di vigilanza o migliorare la

qualità dell'attivo.

Cosa succede se la banca scende sotto l'8%? Sarà sanzionata.

Il calcolo del coefficiente di solvibilità individuale si effettua con periodicità trimestrale, con riferi-

mento alle date del 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre e 31 dicembre.

Il coefficiente di solvibilità riferito al 31 dicembre di ciascun anno è calcolato con gli stessi criteri

adottati per la redazione del bilancio, anche se quest'ultimo non è stato ancora approvato.

Tale disposizione si applica anche al calcolo del coefficiente riferito al 30 giugno di ciascun anno.

In relazione a ciò, gli amministratori procedono, ai fini del calcolo del coefficiente, alle valutazioni

delle attività di rischio risultanti dalla situazione in essere al 30 giugno con gli stessi criteri previsti

per la redazione del bilancio.

La Banca d'Italia ha facoltà di stabilire nei confronti di singole banche un più elevato requisito mi-

nimo di patrimonializzazione anche mediante modifiche nella formazione degli aggregati e nelle re-

lative ponderazioni.

b) rischio di credito, rischio di liquidità. Il rischio di liquidità si fronteggia con la cosiddetta funzio-

ne di trasformazione delle scadenze. Pongono dei vincoli alla banca dal punto di vista quantitativo

sul fronte della raccolta e degli impieghi. Sono rimaste in vigore fino ad alcuni anni fa ma è stata

abrogata la funzione (?2006?).

Oggi ci sono ulteriori strumenti tecnici che permettono di raggiungere lo stesso obiettivo.

Rischi di mercato: attengono al comparto finanziario di una banca. Nuova tipologia di rischio. Va

fronteggiato con accantonamenti.

Rischi operativi.

Rischio di controparte: capacità di rimborso del debitore. Un tempo con la l.b. C'era il limite di ac-

crescimento degli impieghi. Di anno in anno % massima di accrescimento in base al buon senso. È

diventata la disciplina della concentrazione dei rischi (disciplina dei grandi fidi).

Riguardano sia la singola controparte sia l'ammontare complessivo delle posizioni di importo rile-

vante. Quanto si può prestare? È determinato in ragione del patrimonio di vigilanza, coefficiente di

tipo patrimoniale. Ciascuna banca non potrà prestare più di 25% in proporzione al proprio patrimo-

nio di vigilanza.

In caso di esposizione nei confronti di una banca, di un’impresa di investimento o di un gruppo di clienti

connessi di cui sia parte una banca o un’impresa di investimento, la posizione di rischio può superare il 25%

del patrimonio di vigilanza purché siano rispettate le seguenti condizioni: 1) l’ammontare della posizione di

rischio non sia maggiore di € 150 milioni; 2) la somma delle posizioni di rischio nei confronti di eventuali

clienti connessi alla banca o all’impresa di investimento, che non siano a loro volta banche o imprese di inve-

stimento, non sia superiore al 25% del patrimonio di vigilanza; 3) la banca valuti, secondo criteri di pruden-

za, che l’assunzione della posizione di rischio sia coerente con la propria dotazione patrimoniale e, in ogni

caso, non superi il 100% del patrimonio di vigilanza.

Le singole banche appartenenti a gruppi bancari sono sottoposte a un limite pari al 40% del proprio patrimo-

nio di vigilanza purché, a livello consolidato, il gruppo di appartenenza rispetti i limiti sopra elencati.

Controllare anche il profilo societario, al forma organizzativa, la situazione economica, ecc.

Per i grandi fidi contano anche i soggetti collegati, tutti anche il conto terzista.

La somma di tutti i grandi fidi concessi non deve superare l'ammontare di 8 volte il Pvig.

Istruttoria di fido. Procedure per l'assunzione dei grandi rischi. Sezione V 263

Norme che sembrano ovvie ma non lo sono. Sono norme attuative. Non indica solo regole di sana e

prudente gestione, se fa un accertamento e vede che la banca non segue i clienti nel tempo può san-

zionarla. Non sono petizioni di buon comportamento, non basta, sono NORME, giuridicamente vin-

colanti. conoscere i

Le banche devono attenersi a regole di comportamento che garantiscano la possibilità di

grandi rischi, valutarne la qualità, seguirne l'andamento nel tempo.

archivio che la BdI ha attivato come prima al mondo. La sua prima configura-

Centrale dei Rischi:

zione risale al 1962. Tutte le banche inviano delle segnalazioni riguardo le loro posizioni di credito

che superano una determinata soglia. È a livello nazionale, manca una forma armonizzata.

Uno strumento importantissimo che ci è stato copiato da molti paesi.

Come funziona? Istruzioni di vigilanza titolo IV capitolo 13

Una banca deve segnalare correttamente e tempestivamente, altrimenti arreca danni anche alle altre

banche. La BdI vigila e sanziona pesantemente l'errato utilizzo di questo strumento.

Si comunica mensilmente alla CR la propria esposizione creditizia verso ciascun cliente qualora su-

peri i previsti limiti di censimento.

Il limite era di 150 ml di £, poi 80.000€. Le banche hanno dato vita autonomamente ad una centrale

privata (centralina dei rischi) che coprisse la fascia 35.000-75.000. Sono nati soggetti privati (CRIF)

che censiscono il rischio anche per importi inferiori ai 35.000.

Perplessità di Urbani: soggetti poco controllati.

Dopo l'origine spontanea della centralina dei rischi la BdI obbliga tutte le banche ad aderirvi. Veni-

va gestita dalla SIA.

Dopo un periodo di promiscuità la BdI ha abbassato la soglia a 30.000€, così da porre fine all'uso

della centralina.

Il cliente viene identificato con un codice CR. Ci saranno dei tabulati per cui si dice che il cliente

numero 023943094 ha avuto una apertura di credito per 100.000 poi un mutuo per 150.000, ecc. Si

ricava anche un dato riguardante il ramo di attività economica. I vari impieghi sono vivi o sono in-

cagli o sofferenze? Deve dire anche le % di sofferenza. Dato molto importante.

2 servizi:

flusso di ritorno personalizzato, viene fornita la posizione globale di rischio nell'intero siste-

– ma. Se la banca si dimentica di fare una segnalazione non avrà il flusso di ritorno. Per que-

sto motivo lo fanno tutte.

La CR si finanzia con il servizio di prima informazione. Interrogare la CR per riconoscere la

– posizione di soggetti diversi da quelli segnalati. È un servizio a pagamento.

La banca non sa qual'è la banca segnalante dai tabulati della CR.

Azione revocatoria fallimentare. Ci sono pagamenti anomali che il fallito ha fatto prima di fallire? Il

curatore revoca tutti i pagamenti effettuati nel periodo di 1 anno anteriore alla dichiarazione di falli-

mento.

Una banca avrebbe tutto l'interesse a non segnalare o a ritardare il più possibile le segnalazioni delle

sofferenze. In primis per la vigilanza, ma anche nei confronti delle altre banche, mettendole a cono-

scenza della pericolosità del cliente. Chiedo al cliente di rientrare e spero stia in piedi per almeno 6

mesi o 1 anno, in modo da consolidare la mia posizione. 5 aprile 2013

Rischio di credito (circolare 263)

Vigeva un limite sull'accrescimento degli impieghi (non è un segnale positivo);

• Concentrazione dei rischi: limiti che riguardano sia le posizioni complessive sia verso la sin-

• gola controparte;

Grande rischio quando superi il 10% del Pvig;

• Si considerano anche i fidi concessi ai soggetti collegati (differenza tra snc e srl), riferito ai

• gruppi di carattere meramente economico;

Limite individuale del 25% del Pvig;

• Grandi rischi (sezione V);

• Centrale dei rischi:

• archivio informatizzato risalente al 1962;

◦ peculiarità propria dell'Italia;

◦ non è ancora armonizzata nel panorama europeo;

◦ rileva le posizioni di rischio in Italia.


ACQUISTATO

1 volte

PAGINE

15

PESO

112.18 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in economia e finanza
SSD:
A.A.: 2015-2016

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Pietro Paolo Piccoli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Legislazione bancaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Ca' Foscari Venezia - Unive o del prof Urbani Alberto.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Legislazione bancaria

Legislazione bancaria 1 - Appunti parte II
Appunto
Legislazione bancaria 2 - Appunti parte II
Appunto
Legislazione bancaria 2 - Appunti parte III
Appunto
Legislazione bancaria 1 - Appunti parte III
Appunto