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Le province romane: Africa proconsularis e Numidia

L’Africa proconsularis e la Numidia, che corrisponde all’attuale Tunisia e parte della Libia, rientrano nell’ambito delle province d’Africa:

  • La Mauritania, che corrisponde all’attuale Algeria. È uno di quei territori che entrano in possesso di Roma in età relativamente tarda, perché parliamo dell’età di Ottaviano. Sull’esempio di quanto avviene a Pergamo, viene lasciata in eredità: il re Bocco II lascia in eredità a Ottaviano nel 33 a.C. il regno, che viene trasformato in un regno cliente. Viene dato il comando a un discendente di Bocco, Giubba II, amico di Ottaviano, nel 25 a.C. Con Caligola (37-41), il quale uccide Tolomeo, figlio di Giubba, nel 40, il territorio viene trasformato in 2 province, che poi vengono sottoposte all’amministrazione di 2 governatori da Claudio, e abbiamo la Mauritania Tingitana e la Mauritania Cesariense. Questa situazione continua fino al 300, quando i territori vengono scissi in altri 2 territori.
  • L’Africa proconsularis et Numidia, la cui costituzione risale al II sec. a.C., inizia con la distruzione di Cartagine nel 146. A seguito della battaglia di Taps del 46 a.C., con la sconfitta di Pompeo ad opera di Cesare, viene annessa tutta l’area della Numidia, e quindi la provincia assume il nome di Africa et Numidia. Con la riforma di Augusto nel 27 a.C., le 2 province assumono il nome di Africa proconsularis et Numidia. C’è poi un tentativo di Caligola di separare le 2 province, ma con Settimio Severo torna ad essere unitaria. Viene annessa dal II sec d.C. anche la zona della Tripolitania; però questa zona è caratterizzata da poche città ed è culturalmente diversa dalla zona di Cartagine. Ciò significa che la loro unione è solo formale.
  • La Cirenaica, geograficamente facente parte dell’Africa settentrionale, non è compresa nelle province africane, perché la Cirenaica occupa la parte orientale dell’attuale Libia. Nasce a seguito di fondazioni coloniali greche, quindi il carattere della Cirenaica è un carattere greco. La Cirenaica verrà unita a Creta, quindi rientrerà nell’ambito greco.
  • L’Egitto, conquistato dopo il 31 a.C., sarà una regione a sé stante, con un carattere sia amministrativo, poiché in questo territorio si potrà andare solo sotto il consenso dell’imperatore, e il governo sarà sempre amministrato da un procuratore, sempre sotto il mandato dell’imperatore. Dal punto di vista culturale sarà sempre influenzato dalla religione egizia preesistente.

Il territorio dell’Africa proconsularis

Il territorio dell’Africa proconsularis ha due componenti importanti:

  • Uno sviluppo costiero, con insediamenti temporanei, poiché derivano dalla frequentazione fenicia
  • Un ulteriore parte, più meridionale, proiettata sulle zone desertiche, quindi ha una frequentazione di tipo nomadico, ad opera delle tribù berbere, che percorrono l’entroterra desertico immediatamente vicina alla costa.

Lungo la costa c’è un'importante via, che si trova tra due punti notevoli:

  • Cartagine
  • Alessandria

Questa linea costiera, che aveva un centro importante in Cirene, era molto importante sia per il commercio, sia per il trasferimento di maestranze e di modelli architettonici e culturali, iconografici. Anche tecniche e modelli stilistici, tanto che in generale questi territori saranno più influenzati dallo stile e dalla cultura greca o alessandrina che da quella romana. Inoltre, in questi territori conviveranno sempre la lingua punica e quella latina.

L’altro elemento importante è che alcuni di questi centri sono dei capisaldi delle rotte carovaniere, che portano le merci dal Sahara interno, dalla Nubia, fino alla costa. Ad esempio, Leptis Magna è il porto dove sbuca la famosa via in Mediterraneum, che portava avorio, oro e bestie feroci. Queste città sono quindi molto ricche durante l’impero, e saranno oggetto di numerosi saccheggi delle tribù berbere.

Sfruttamento del suolo

L’altro aspetto interessante è costituito dallo sfruttamento del suolo, soprattutto la Tripolitania e la costa di Cartagine, dal punto di vista agricolo: la zona della Tripolitania è buona produttrice di olio. Altre attività produttive sono date dalla presenza di 2 importanti marmi:

  • Il marmo giallo antico, cavato nella zona di Chentou, in Algeria, dopo il confine con la Tunisia, uno dei marmi più preziosi del mondo antico, a pasta gialla piuttosto uniforme, una variante con venature di colore rosso brunastro e una variante che presenta inclusi bianche. Questo materiale è usato per la realizzazione di statue di barbari, perché è considerato adatto alla rappresentazione dei barbari orientali sia di quelli della costa africana, poiché indossavano vesti colorate, sia come lastre di rivestimento per interni di particolare pregio.
  • L’altra cava di marmo molto utilizzata è quella del marmo greco scritto, che presenta venature molto sottili di colore grigiastro, che creano una sorta di ondulazione, che si usa principalmente per i rivestimenti, e ha un commercio più locale rispetto al giallo antico.

Occupazione del territorio

Dobbiamo distinguere 3 categorie diverse:

  • La presenza di una serie di centri precedenti l’arrivo dei romani, di origine fenicio-punica
  • Centri di origine ad opera delle popolazioni autoctone
  • Centri costruiti a seguito della presenza romana

Centri di origine fenicio-punica

Si trovano tutti lungo la costa, perché, a parte il caso di Cartagine, sono tutti centri che hanno un’origine temporanea, nel senso che sono centri che si sviluppano in funzione del commercio che veniva realizzato dai fenici lungo le coste dell’Africa e del Mediterraneo. Questo commercio è raccontato da alcune fonti antiche, tra cui Erodoto: le fonti ci dicono che le navi fenicie, quando arrivavano in un porto o in una zona adatta alla sosta e al commercio, quindi doveva avere delle caratteristiche ben precise:

  • Doveva avere un golfo, che facesse mettere al riparo le navi
  • Doveva avere un promontorio
  • Doveva essere un punto in cui potevano arrivare, e quindi essere legato ad una via di percorrenza interna, una via carovaniera
  • Doveva essere un porto in parte difendibile anche dall’entroterra

Quindi si sviluppano i centri di Leptis Magna, di Sabrata, perché questi territori, che hanno tutte quelle caratteristiche, nella zona interna hanno una serie di colline che difendono la zona costiera. Questo, da parte dei fenici, è una sorta di modello, che viene replicato in quasi tutte le situazioni. Scelte queste zone naturali, i fenici scendevano dalla nave, esponevano le loro merci, e risalivano sulla nave; le popolazioni che erano interessate si avvicinavano, esaminavano la merce, e lasciavano un quantitativo di argento o comunque un giusto compenso per la merce che volevano acquistare, e si facevano indietro. Dopodiché, dalla nave scendevano i mercanti, valutavano il compenso e decidevano se accettare lo scambio.

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

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