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Le principali classifiche sulla qualità della vita

In Italia, da diversi anni, vengono realizzate classifiche e pubblicate alcune che confrontano la qualità della vita nelle città, province o regioni. Le più note sono predisposte da Istat, Legambiente e “Il Sole 24 Ore”.

Le classifiche dell'Istat

La classifica stilata dall’Istat contiene analisi comparative a livello nazionale e internazionale, confrontando sia i dati delle regioni italiane sia quelli relativi agli stati membri dell’Unione Europea.

Le classifiche di Legambiente

Quella di Legambiente è invece incentrata soprattutto sulla qualità ambientale e sull’ecosistema urbano. La classifica di Legambiente è basata su un ampio numero di indicatori, raccolti in quattro gruppi diretti “ad accertare, per ciascun comune, il carico e la pressione generata sull’ambiente dalle attività umane (presenza di aziende a rischio, consumi di acqua potabile, di carburante e di elettricità, produzione di rifiuti solidi urbani, tasso di motorizzazione, densità di popolazione), la qualità dell’ambiente fisico (smog, rumore, inquinamento idrico, verde globale, malattie dell’apparato respiratorio), il livello delle politiche ambientali messe in campo dall’amministrazione pubblica (raccolta differenziata, trasporto pubblico, depurazione delle acque, intensità energetica, verde urbano), la consistenza dei sistemi di monitoraggio (rilevamento dell’inquinamento acustico e atmosferico, grado di divulgazione di informazioni sulle tematiche ambientali)”.

In questi gruppi va segnalata l’introduzione di due parametri importanti: la presenza di industrie a rischio nel comune e la percentuale di territorio non urbanizzato.

Le classifiche de “Il Sole 24 Ore”

La classifica de “Il Sole 24 Ore”, pubblicata sul quotidiano a fine anno, confronta invece la qualità della vita nelle province italiane sulla base di 36 diversi parametri, che riguardano i seguenti sei temi:

  • Il tenore di vita (per esempio reddito pro capite, depositi bancari ecc.);
  • Gli affari e il lavoro (occupazione, numero di start-up, ecc.);
  • La sicurezza (tassi di criminalità, furti, ecc.);
  • La salute (accesso ai servizi sanitari, aspettativa di vita, ecc.);
  • Il tempo libero e il benessere (accesso a strutture sportive, aree verdi, ecc.);
  • La popolazione e il territorio (densità demografica, urbanizzazione, ecc.).

L’ultima classifica riguarda, in particolare, la speranza di vita libera da disabilità, il verde pubblico, la pratica sportiva, la povertà relativa, le disuguaglianze nella distribuzione del reddito, la distribuzione delle autovetture per mille abitanti e l’ammontare dei depositi bancari per abitante.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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