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Le notificazioni civili

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Il capo del codice di rito intitolato alle forme degli atti e dei provvedimenti finisce con la sezione IV intitolata delle comunicazioni e notificazioni, dagli articolo 136 a 151. Soltanto il primo di tali articoli è dedicato alle comunicazioni, i seguenti sono dedicati alle notificazioni.
Comunicazioni e notificazioni costituiscono atti del processo che mirano a far partecipare... Vedi di più

Esame di Diritto processuale civile docente Prof. F. De Santis

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Le notificazioni

Il termine notificazioni indica quel procedimento attraverso il quale l’attività di un soggetto

particolarmente qualificato (ausiliario del giudice), l’ufficiale giudiziario, porta un determinato atto

giudiziale o stragiudiziale a conoscenza di uno o più soggetti determinati. Ciò mediante consegna

di una copia conforme e l’attestazione, sull’originale, dell’avvenuta consegna (la cosiddetta relata

di notifica).

I soggetti della notificazione sono:

1. La parte che dà impulso, il notificante;

2. Colui nei cui confronti si vuol determinare la presa di conoscenza, il destinatario dell’atto;

3. I consegnatari, colo i quali sono autorizzati dalla legge a ricevere materialmente l’atto

perché la legge ipotizza che questi provvedano a comunicarlo all’effettivo destinatario;

4. L’ufficiale giudiziario che è definito figura centrale del sistema notificatorio. E’ soggetto

super partes particolarmente qualificato ad agire come intermediario tra la parte istante ed

il destinatario.

Nella normativa recente del 2009 ha dato la possibilità di notificare gli atti a mezzo di posta

elettronica certificata. La notifica in questi casi avviene comunque a mezzo di ufficiale giudiziario.

Negli scorsi anni si è assistito ad un fenomeno, introdotto con una serie di previsioni legislative,

che hanno sminuito la centralità dell’ufficiale giudiziario nel sistema notificatorio: se prima era

intermediario indispensabile ora, in parecchie previsioni notificatorie, non è più così. Ci si riferisce

all’ufficiale esattoriale in tema di riscossione esattoriale. Nel processo tributario la notifica viene

fatta direttamente dalle Commissioni tributarie. Oppure l’autorità che ha emanato l’ordinanza-

ingiunzione amministrativa per cui la notificazione viene effettuata diversamente dal sistema del

codice di rito civile.

Nel 1994, la legge n. 53, ha previsto la possibilità di attribuire potere notificatorio anche agli

avvocati che, sotto autorizzazione del Consiglio dell’Ordine e attraverso una serie di formalità,

hanno la possibilità di fare le notifiche personalmente. Cioè direttamente da avvocato ad avvocato

senza ufficiale giudiziario.

Con il dlgs n. 5 del 2003 che ha introdotto il nuovo rito societario, abrogato nel 2008, prevedeva la

possibilità di notifica diretta tra i difensori piuttosto che a mezzo di ufficiale giudiziario.

L’articolo 151 cpc prevede la possibilità di effettuare la comunicazione al testimone di comparire

per rendere la prova testimoniale può essere fatta non più per il tramite dell’ufficiale giudiziario ma

direttamente dall’avvocato a mezzo lettera raccomandata con ricevuta di ritorno.

Sono aggiustamenti che il legislatore ha fatto per rendere meno centrale la figura dell’ufficiale

giudiziario e velocizzare il procedimento notificatorio.

Il procedimento di notificazione può essere distinto in 3 fasi fondamentali:

1. Istanza del notificante che richiede la notifica all’ufficiale giudiziario: la parte consegna

all’ufficiale giudiziario l’atto da notificare. Nel corso degli anni sono emerse problematiche in

ordine alla legittimazione del momento dell’impulso notificatorio. Per un attimo si è pensato

dovesse essere il notificante personalmente a richiedere la notifica. Oggi si ammette che

ciò può essere fatto da qualsiasi soggetto purchè delegato non necessariamente per

iscritto;

2. Trasmissione dell’atto: il passaggio nel quale l’ufficiale giudiziario provvede a consegnare

l’atto al destinatario. Quanto alla trasmissione si fa riferimento al tempo delle notificazioni

nel senso che è previsto, dall’articolo 147 cpc, un periodo orario durante il quale è possibile

notificare;

3. Consegna dell’atto alla parte destinataria. Con la consegna il procedimento notificatorio si

intende perfezionato quando l’atto arriva nella sfera di disponibilità del destinatario. Si

parla, in questi casi di conoscenza legale (non necessariamente effettiva! Il destinatario è,

cioè, solo messo in condizioni tali da poter conoscere l’atto).

Scissione del momento perfezionativo del procedimento notificatorio

Occorre innanzitutto distinguere 3 teorie fondamentali:

1. Teoria della percezione: identifica il momento perfezionativo della notifica con la

conoscenza effettiva, reale, dell’atto da parte del destinatario;

2. Teoria della ricezione: il momento perfezionativo coincide con il momento in cui l’atto entra

nella sfera di disponibilità del destinatario;

3. Teoria dell’indifferenza: valuta la notifica perfetta al momento dell’espletamento della serie

di formalità individuate dalla norma indipendentemente dal fatto che l’atto sia effettivamente

percepito o ricevuto dal destinatario.

Nel nostro ordinamento processuale oramai è immanente il principio, di natura giurisprudenziale,

secondo cui nel procedimento di notificazione di un atto processuale viene prodotto l’effetto

processuale e preliminare dell’osservanza di un termine decadenziale sin dal momento in cui l’atto

viene consegnato all’ufficiale giudiziario. Ciò perché la successiva attività dell’ufficiale giudiziario è

sottratta al controllo ed alla sfera di disponibilità del notificante.

Questi effetti che maturano al momento della consegna all’ufficiale giudiziario sono

provvisoriamente anticipati solo a favore del notificante perché si completano solo al momento

dell’effettiva consegna dell’atto al destinatario. Solo dal momento della consegna dell’atto al

destinatario si producono tutti gli altri effetti sostanziali e processuali che l’ordinamento ricollega

all’atto conosciuto.

E’ questo il principio della scissione del momento perfezionativo del procedimento di

notifica. Momento perfezionativo della notifica significa che il nostro ordinamento prevede due

momenti in cui la notifica si deve intendere perfezionata, uno per il notificante e l’altro per il

destinatario.

Per quanto riguarda il notificante, il momento perfezionativo è quello in cui l’atto viene consegnato

nelle mani dell’ufficiale giudiziario. Per quanto riguarda il destinatario, invece, il momento

perfezionativo è quello della effettiva ricezione dell’atto che deve essere notificato.

L’esigenza di scissione è nata, fondamentalmente, con riferimento alla notifica a mezzo posta di

cui all’articolo 149 cpc.

Ciò che si vuole evitare è qualsiasi effetto pregiudizievole al notificante che possa derivare

da situazioni non a lui imputabili.

Per il destinatario, gli effetti processuali e sostanziali dell’atto si producono solo al momento della

ricezione dell’atto.

Il principio trae origine dalla sentenza Corte Costituzionale n. 477 del 2002 che dichiarò

costituzionalmente illegittimo l’articolo 149 cpc che disciplina la notificazione mezzo posta, nella

parte in cui prevedeva che per il notificante e destinatario la notifica si perfezionava al momento

della consegna.

Nel 2004 è diventata fondamentale la sentenza interpretativa di rigetto della Corte

Costituzionale n. 28, con cui ha espressamente sancito che le norme censurate vanno intepretate

nel senso che la notificazione di perfeziona nei confronti del notificante al momento della consegna

all’ufficiale giudiziario quale principio oramai presente tra le norme generali sulle notificazioni degli

atti. Pertanto il principio è stato, da quel momento, individuato come principio generale che regola

l’intero sistema notificatorio e che non è più riferito solo alla notificazione a mezzo posta ma tutti i

tipi di notificazione (anche nella notificazione a mano!).

Nel 2006 ha materialmente acquisito l’orientamento giurisprudenziale l’art. 149 adeguando la

disciplina a questo principio.

LEGGE ART. 149 ulti. comma.

Vediamo come il codice disciplina le diverse forme in cui può avvenire la notificazione. Cioè i

diversi procedimenti notificatori.

Innanzitutto l’art. 138 disciplina la notificazione in mani proprie che continua ad essere definita la

forma ideale di notificazione. Con questa forma di notificazione si raggiunge la perfetta coincidenza

tra il destinatario e colui che materialmente consegna l’atto.

LEGGE art. 138 cpc: ogni ufficiale giudiziario ha un ambito territoriale che coincide con la

circoscrizione del giudice. Non potrà provvedere alla notifica a mano al di fuori della propria

circoscrizione.


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DESCRIZIONE APPUNTO

incipit:
Il capo del codice di rito intitolato alle forme degli atti e dei provvedimenti finisce con la sezione IV intitolata delle comunicazioni e notificazioni, dagli articolo 136 a 151. Soltanto il primo di tali articoli è dedicato alle comunicazioni, i seguenti sono dedicati alle notificazioni.
Comunicazioni e notificazioni costituiscono atti del processo che mirano a far partecipare i destinatari degli eventi relativi a fatti processuali accaduti.
Entrambe appartengono al novero degli strumenti ritenuti funzionali a portare a conoscenza dei soggetti interessati notizie relative a fatti accaduti nel processo o in occasione del processo.
Tuttavia la prima distinzione da fare è che la comunicazione, di norma serve a rendere noti i fatti in maniera succinta. Semplicemente viene resa nota l’esistenza di un determinato provvedimento.
Invece la notificazione svolge la funzione propria di portare a conoscenza determinati atti del processo nella loro integrità.
Nella comunicazione viene indicato soltanto che stato emanato un determinato provvedimento o una parte del provvedimento. La notificazione consente di ricevere la copia conforme dell’atto che si intende notificare.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in giurisprudenza
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lucagiordano1989 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto processuale civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof De Santis Francesco.

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