Capitolo 8: Le forme di governo
La forma di governo indica le modalità con le quali la funzione di indirizzo politico, ovvero la scelta delle politiche pubbliche che dovranno essere attuate, è ripartita tra gli organi costituzionali e le relazioni che intercorrono tra questi. Così come per le forme di stato, anche per le forme di governo sono stati elaborati alcuni modelli attraverso il metodo della comparazione e dell'astrazione. A tal fine sono state considerate non solo le norme costituzionali che disciplinano i rapporti tra i poteri, ma anche le fonti che le attuano e le integrano e le prassi che riempiono gli spazi non disciplinati da norme scritte. Una precondizione per poter parlare di forma di governo è la separazione dei poteri, in quanto se tutti i poteri fossero concentrati in un unico soggetto, forma di stato e forma di governo coinciderebbero. Quindi solo a partire dallo stato liberale di diritto si può distinguere tra forma di stato e forma di governo.
Forma di governo costituzionale pura
In tale forma di governo esiste una netta separazione dei poteri: al re e al suo governo spetta il potere esecutivo, al parlamento il potere legislativo, alla magistratura il potere giudiziario. Il re e il parlamento sono entrambi titolari dell'indirizzo politico, ma hanno una legittimazione distinta, in quanto il re manteneva la legittimazione dinastica mentre il parlamento era formato sulla base del principio rappresentativo (nonostante fosse una rappresentazione debole a causa delle restrizioni del diritto di voto). Tale forma di governo si sviluppò in Inghilterra alla fine del 17esimo secolo. Sul continente europeo, la separazione tra stato e sovrano avvenne più tardi, nel periodo delle costituzioni "octroyées". In tali esperienze il potere esecutivo era affidato al re e al suo governo, il potere legislativo era del parlamento (formato da due camere, di cui una elettiva mentre la camera del senato era di nomina regia), ma il sovrano aveva un diritto di veto sulle leggi tramite la sanzione regia, e il potere giurisdizionale era affidato alla magistratura che lo esercitava nel nome del re, quindi era raro che la magistratura godesse di un’effettiva indipendenza nei confronti del governo regio.
Forma di governo parlamentare
Questa forma di governo deriva da quella costituzionale pura, ed è la forma di governo nella quale il governo è legato al parlamento da un rapporto di fiducia, che fino a quel momento definiva il rapporto tra re e ministri. Questa trasformazione avvenne gradualmente, attraverso un'evoluzione che per lungo tempo si sviluppò tramite consuetudini e convenzioni. Il primo segnale di tale forma di governo si ebbe in Inghilterra con la prassi di re Giorgio I di disertare le riunioni del governo, che determinò l’emersione di un ministro che assunse un ruolo di coordinamento fino a diventare il cosiddetto primo ministro.
Con questa evoluzione si venne a creare una forma di governo parlamentare dualista, nella quale il governo aveva una doppia fiducia essendo legato sia al parlamento che al re. Successivamente con l’allargamento del suffragio giunge la forma di governo parlamentare monista, nella quale "il re regna ma non governa" ovvero il re perde ogni possibilità di incidere sulla composizione del governo, che è determinata unicamente dalla volontà del parlamento. In quasi tutta l’Europa con la forma di governo parlamentare, il ruolo del parlamento era sempre più accentuato, infatti era l’unico titolare della funzione di indirizzo politico.
Questa forma di governo funzionò bene nello stato liberale, in quanto c’era una omogeneità all’interno della camera rappresentativa. Agli inizi del XX secolo i Parlamenti si trasformarono in un luogo dove si proiettava il conflitto sociale così che divenne sempre più difficile assicurare la stabilità governativa. Di fronte a queste situazioni si cercò di razionalizzare la forma di governo parlamentare, scrivendo in Costituzione delle regole sul rapporto di fiducia che fino ad allora si erano sviluppate solo nella prassi. Esempi di esperienze di parlamentarismo razionalizzato possono essere l’Italia (costituzione 1948), Germania (cost. 1949), Spagna (cost. 1978). Per assicurare la stabilità dell’esecutivo è prevista una mozione di sfiducia costruttiva, secondo la quale il parlamento può votare la sfiducia al primo ministro solo se ne elegge contestualmente un altro. La forma di governo parlamentare, nel suo funzionamento, è fortemente influenzata dal sistema partitico. In particolare, in sistemi bipartitici, il governo tende ad essere stabile ed avere un ruolo di indirizzo, mentre in sistemi multipartitici, l’indirizzo politico si sposta verso il parlamento e i governi tendono ad essere deboli e di breve durata.
Forma di governo presidenziale
La forma di governo presidenziale fu introdotta negli Stati Uniti alla fine del 18esimo secolo. Basandosi su una rigida separazione dei poteri assomiglia a quella costituzionale pura, ma si caratterizza per la presenza di un potere esecutivo...
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