mercoledì 10 maggio 2017
Le Corbusier e i CIAM
Le Corbusier
Le Corbusier è il grande animatore del movimento moderno, è molto impegnato nel dibattito, scrive molti
slogan, presenta varie idee di progetto per redarre un programma per il movimento moderno.La sua
attività per un certo periodo si intreccia con quella dei CIAM.
Il suo vero nome è Charles Edouard Jeanneret-Gris. Nasce nel 1887 in una cittadina della svizzera
francese, La Chaux-de-Fonds., cittadina segnata dall’industria degli orologi. Egli si forma non come
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architetto negli anni di inizio secolo (1902-07) nel settore di arti applicate nella scuola di arti applicate di
La Chaux-de-Fond (scuola da disegnatore). In questo suo percorso nella scuola di La Chaux-de-Fonds
incontra un maestro al quale riconoscerà sempre un debito, Charles L’Eplattenier , che lo aiuterà a
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sviluppare uno sguardo molto vasto e non chiuso solo nelle arti applicate . Preso il diploma nel 1907, il
vero cantiere dove svilupperà la sua firma però sarà sia la attività professionale, che i suoi viaggi, che
hanno un ruolo molto importante nella sua biografia. Egli era molto convinto della propria genialità, molto
poco modesto, che promuove sé stesso in tutte le forme e che nel corso del tempo costruisce il
monumento a se stesso facendosi grande protagonista del modernismo dando alle stampe un’opera in 7
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volumi riguardanti il suo genio.
I principali viaggi che hanno aiutato la sua formazione sono 2:
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1. 1907_Italia (stile grand tour) viaggio realizzato con un vecchio compagno di studi, un amico: Le Pen;
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si portava sempre i carnet dove annotava le sue visite, in cui disegnava tutto ciò che catturava la sua
attenzione (architettura non solo antica ma storica di tutte le epoche). Seppur il movimento moderno
per differenziarsi dovrà staccarsi completamente dalla storia, egli ha una grande suggestione per la
storia e rivendica un porsi in continuità ideale con la storia, con i concetti, con i principi e di forme. Ciò
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si capisce sin dal suo primo viaggio in Italia dove mostra il suo grande interesse per i monumenti del
passato (opponendosi all’estremismo del movimento cui fa parte). Attraverso il suo carnet mostra di
non esser tanto interessato ai dettagli (in un suo disegno propone dei capitelli abbastanza
schematizzati, non gli interessa ricreare esattamente le forme di un capitello romanico e gotico anche
perché non ha l’intenzione di riutilizzarlo in un suo progetto) ma al volume, al corpo degli edifici. Tema
1 siamo ancora in un periodo (quello di fine ‘800) dove ancorai tema della formazione, del diploma riconosciuto è in corso d’opera:
non esiste ancora una norma univoca per la formazione degli architetti. In Italia questo avverrà con la Legge Gentiloni nel 1923 che
porterà alla nascita prima delle scuole di architettura e poi nel 1933 le facoltà di architettura.
2 sarà lui a dargli il soprannome di Le Crobusier che poi prenderà come pseudonimo ufficiale per firmare le sue opere architettoniche
3 nel ‘900 il discorso tra architettura e arti applicate si era molto legato
4 di fatto non si tratta di una biografia, ma di testi in cui parla di sé in forma autobiografica e di cui i suoi viaggi occupano una parte
molto importante
5 all’inizio del 1900 si continua la tradizione del grand tour: ci si forma vedendo le cose, viaggiando; soprattutto per gli artisti, l’Italia
rimane una meta privilegiata
6 taccuino di viaggio
7 Le Corbusier riprende il tema della proporzione quando parlerà dell’idea del modulo standard 1
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molto importante per lui sono i volumi e i giochi di ombre e luce : nel carnet raffigura una loggia
concentrandosi sulle zone d’ombre che crea.
2. 1911_In oriente. Il suo interesse per l’oriente era già iniziato in italia, più precisamente a Ravenna con
la scoperta del mondo bizantino. Il viaggio riguarda in realtà l’est Europa (Vienna, Balcani, Grecia,
Turchia) dove scopre due cose: da una parte l’architettura dell’antica Grecia, soprattutto del Partenone
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e dall’altra quella che verrà poi chiamata architettura mediterranea . 10
nel 1908-09 inzia, appena preso il diploma, a lavorare a Parigi nello studio di Perret
nel 1910 vincerà una borsa di studio per un anno per studiare le arti applicate in Germania, dove ha
occasione di conoscere il meglio del dibattito internazionale di quel momento; inoltre a Berlino dal 1909 al
1910 si è tenuto un importante congresso del Werkbund al quale partecipa Le Corbusier come
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spettatore. Durante il suo soggiorno in Germania inizia un praticantato nello studio di Behrens; periodo
importante non solo perché ha a disposizione un grande maestro come insegnante, ma anche perché qui
ha occasione di conoscere Groupius e Van der Rohe che in quel periodo lavorano da lui con i quali stringe
un legame inizialmente personale, di amicizia, e poi di lavoro che porterà poi a un’organizzazione di
architetti del movimento moderno.
Le Corbusier ha avuto dunque come maestri due grandi protagonisti del
periodo precedente a lui; da Perret prende l’interesse per il cemento armato
che userà quasi sempre nelle sue opere. Prima della guerra realizza una
serie di 7-8 ville unifamiliari come villa Jacquemet in cui inizia a utilizzare il
cemento armato soprattutto per i solai, e dall’altra parte segue un po’ lo stile di
Perret che non era interessato alla decorazione quanto
più alla costruzione totale. Villa Schwob sistema in cemento armato lasciato in
evidenza, anzi esplicitato tramite piccoli pilastrini (che poi lui chiamerà pilotis) e
nella quale evidenzia i montanti e gli elementi orizzontali come fosse un elemento
strutturale. Questo è ancora un esperimento in cui ricerca il suo linguaggio facendo
tesoro degli elementi della sua formazione.
Primo dopoguerra, 1917 a Parigi. Frequenta le avanguardie degli anni ’10-’20, una Parigi molto fervida di
eventi e sollecitazioni che alimentano la grande passione che ha sempre mantenuto per la pittura ; quindi
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frequenta le avanguardie, tra cui il purismo che dopo il distruttismo delle avanguardie precedenti, cerca di
ricostruire sia un riferimento oggettivo ai soggetti rappresentati che delle forme solide contrastando la
frammentazione del volume che lo aveva preceduto; questo movimento è sicuramente una continuazione
del cubismo, ma di esso ne critica l’aver presentato l’oggetto con più punti di vista contemporaneamente e
l’aver frammentato i volumi. Comunque rimane ispirato al cubismo ma riletti in chiave di sottolineare i
8 nel 1923, quando scriverà il libro Vers un Architecture, darà una definizione di architettura definendola come “il gioco sapiente dei
volumi sotto la luce”
9 architettura che è stata sperimentata in Italia, soprattutto nella zona di Capri, ma che si trova anche in Grecia; case molto semplici,
intonac
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Le Corbusier
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I maestri del Movimento Moderno: Le Corbusier, Van Der Rohe, Gropius
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