L'analisi dei sogni
Considerazioni generali sulla psicologia del sogno
Il sogno è una formazione psichica che, al contrario di altri contenuti della coscienza, non rientra in apparenza nella continuità dell'evoluzione dei contenuti della coscienza; esso appare un fatto apparentemente causale. Il considerare il sogno come un fatto casuale è dato dal fatto che esso è percepito come privo di continuità logica e come residuo dell'attività psichica diurna. Invece, affermiamo che il sogno non è estraneo alla continuità della coscienza poiché possiamo ritrovarvi particolari provenienti da impressioni, pensieri, stati d'animo del giorno; in questi limiti esiste quindi una certa continuità rivolta prevalentemente all'indietro.
Ma, possiede anche continuità rivolta in avanti, poiché a volte il suo contenuto ha effetti sulla vita psichica cosciente, in forma di alterazioni sullo stato d'animo. Per via di questo esile aggancio al contenuto della coscienza il sogno è una struttura labile per quanto riguarda la possibilità di ricordarlo. Le sue rappresentazioni non sono guidate logicamente, ma il loro nesso è fantastico, ovvero un'associazione che fornisce nessi estranei al pensiero che solitamente si svolge nella realtà.
Affermiamo che il sogno possiede un significato nascosto grazie alla scoperta freudiana attuata per mezzo del metodo scientifico, in maniera empirica e non deduttiva. Inoltre, un altro argomento a favore di un possibile significato nascosto nel sogno è la correlazione fra le fantasie oniriche e le fantasie in stato di veglia.
In più, attraverso il procedimento analitico possiamo scomporre il contenuto manifesto; in questo modo tratteremo il sogno come ogni altra struttura psichica; ciò, porterà a poter affermare che come qualsiasi struttura psichica il sogno può essere considerato dal punto di vista causale e dal punto di vista finalistico: ogni struttura psichica, considerata dal punto di vista causale, è la risultante di contenuti psichici precedenti e che inoltre, se considerata dal punto di vista finalistico, ha un senso e uno scopo tipicamente suo nella vita psichica attuale.
Ci si interrogherà di conseguenza sul senso del sogno, per quella persona il particolare, aiutandosi anche con le conoscenze degli eventi antecedenti. Tuttavia, prendere in analisi solo quest'ultimi sarebbe superficiale, interverrà quindi anche il metodo del ricordo spontaneo, il quale fornisce materiale spontaneo ed eterogeneo che si è dimostrato essere legato in forma associativa al contenuto del sogno.
Nella raccolta di materiale è necessario considerare solamente ciò che è necessario per comprendere il significato al sogno; il materiale raccolto dovrà essere adesso trattato secondo il punto di vista causale e finalistico, dove con finalità si intende la immanente tendenza psicologica a un fine, il senso finale. Tutti i fenomeni psicologici hanno insito un senso del genere.
Applicando al materiale raccolto in riferimento al sogno un punto di vista causale, riduciamo il contenuto onirico manifesto a certe tendenze o pensieri fondamentali che il materiale rappresenta; in quanto fondamentali, queste tendenze e pensieri sono generali. Freud difatti legge il sogno attraverso un approccio causale. Jung, invece, considera il sogno finalisticamente, affermando che i fatti interpretati secondo il metodo freudiano, i materiali, restano i medesimi, ma vengono letti attraverso la questione del senso, chiedendosi a cosa serva il sogno e quale effetto vuole ottenere; qual è la ragione e qual è il fine, poiché ogni struttura organica consiste in una costruzione complicata di funzioni finalizzate e ogni funzione va disgiunta anche in una serie di fatti singoli orientati secondo un fine.
La funzione equilibratrice dell'inconscio consiste nel fatto che, grazie a una minore presenza del processo cosciente durante il sogno, i pensieri, le inclinazioni e le tendenze della personalità umana troppo sottovalutate nella vita cosciente, entrano per via di allusioni nello stato sogno, in cui il processo cosciente è notevolmente "disinnescato".
A che serve ciò se il sognante non capisce il sogno? La comprensione non è un processo esclusivamente intellettuale poiché innumerevoli cose influenzano l'uomo e possono convincerlo in maniera pervasiva senza che esse siano capite intellettualmente; l'inconscio è ciò di cui, in un dato momento, non abbiamo conoscenza e non sorprende quindi che il sogno apporti in ogni situazione psicologica cosciente tutti gli aspetti che sarebbero essenziali per esaminare la situazione da un punto di vista totalmente diverso. Questa funzione del sogno rappresenta un bilanciamento psicologico, una compensazione indispensabile all'agire ordinario.
Difatti vediamo che durante il sogno affiorano, in particolare per allusioni, tutti i punti di vista che durante il giorno sono stati considerati troppo poco o non lo sono stati affatto, ovvero tutti quei punti di vista inconsci.
Simbolismo dei sogni
Quanto al simbolismo dei sogni, la sua valutazione è diversissima a seconda che venga considerato dal punto di vista causale o finalistico. La concezione causale di Freud esplica in termini di desiderio onirico rimosso e bramosia; questa bramosia è sempre relativamente semplice e nonostante possa celarsi dietro vari livelli, tende all'univocità, ovvero a significati simbolici fissi.
Il punto di vista finalistico, invece, attribuisce alle immagini del sogno un proprio valore; qui l'elemento significante risiede nella diversità delle manifestazioni simboliche del sogno e non nella loro univocità. La concezione finalistica vede nella mutata immagine onirica l'espressione di una mutata situazione psicologica, per la quale non esistono significati simbolici fissi; le immagini oniriche sono importanti per sé, recano in sé stesse il significato al quale emergono nel sogno.
Nella concezione finalistica il sogno è un aiuto per l'educazione pratica dell'individuo. Trattando terapeuticamente tutti gli aspetti inconsci delle cose che i materiali onirici ci presentano, si potrà educare l'individualità alla sua completezza e alla sua autonomia, per attuare l'assimilazione di tutte le funzioni che finora, come già detto, erano troppo poco chiare per la coscienza. Ricordiamo che Jung afferma che, seppur l'approccio freudiano causale sembri avere fondamenti scientifici, tale non è sufficiente in quanto dovrà essere fuso con l'approccio finalistico.
Jung, elaborando una serie di sogni, è arrivato ad affermare che esistano dei sogni tipici, i quali però non sono troppo frequenti e che, se considerati finalisticamente, perdono la loro importanza (a differenza di chi in questo caso li considera causalmente con simboli permanenti). In questo caso sarà utile far ricorso ai motivi tipici dei sogni, poiché è possibile compararli ai motivi mitologici, i quali spesso condividono lo stesso significato. Questo testimonia che il pensiero onirico vada concepito come un modo di pensare filogeneticamente più antico. Un esempio è il furto della mela, che si ripropone nei sogni degli uomini ma anche nella mitologia e fra i simboli religiosi; è una delle immagini umane universali che possono riaffiorare in maniera autoctona in chiunque e in ogni epoca. Tale visione apre la strada ad una psicologia comparata generale, che si ripromette la comprensione dell'evoluzione e della struttura della psiche umana.
Il sogno ci trasmette quindi in linguaggio metaforico pensieri, giudizi, e tendenze, che a causa della rimozione erano inconsci. Poiché tali sono contenuto inconscio, e poiché il sogno è un derivato dei processi inconsci, esso contiene una rappresentazione dei contenuti inconsci. Fornisce perciò un'esposizione a quei contenuti che sono scelti per via della momentanea associazione della coscienza. Difatti, per una sua corretta interpretazione, bisogna considerare la condizione momentanea della coscienza poiché il sogno ne contiene l'integrazione inconscia, vale a dire il materiale costellato dall'inconscio dalla situazione momentanea della coscienza.
Senza questa conoscenza è impossibile interpretare un sogno con sufficiente esattezza. Nonostante tutti i sogni siano compensatori rispetto al contenuto della coscienza, rettificando la situazione e apportando ciò che manca per completare il quadro e così facendo migliorare l'atteggiamento, non accade in tutti i sogni che la funzione compensatrice emerga chiaramente. Benchè il sogno liberi automaticamente tutto ciò che è stato rimosso o è passato inosservato, il suo significato compensatore spesso non è evidente.
Vi sono però compensazioni psicologiche che sembrano in apparenza estremamente remote; in questi casi non bisogna dimenticare che ogni uomo rappresenta in un certo senso tutta l'umanità e la sua storia, e ciò che è possibile in grande nella storia dell'umanità è di conseguenza possibile in piccolo anche in ogni individuo.
Per Freud il sogno ha una funzione compensatrice rispetto al mantenimento del sonno; gli elementi disturbanti vengono celati sotto altri emotivamente meno intensi in modo da non disturbare il sonno. D'altra parte non si può trascurare che sono proprio i sogni a disturbare principalmente il sonno, riguardo ciò quando un sogno è così emotivamente intenso da svegliare l'individuo, afferma Freud, la censura non è stata in grado di reprimere l'affetto sgradito.
La concezione junghiana, invece, ammette che i sogni si comportano in maniera da compensare la situazione cosciente di volta in volta presente. Quando possibile conservano il sonno, quando però la loro funzione lo esige lo interrompono anche, quando cioè i contenuti compensatori sono così intensi da riuscire a porre termine al sonno. Un contenuto compensatore è particolarmente intenso quando ha un'importanza vitale per l'orientamento cosciente. Però l'orientamento finalistico dell'inconscio non corre parallelamente alle intenzioni coscienti; di norma il contenuto inconscio è...
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