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TESINA

L’AGGRESSIVITÀ NELL’AMBITO DEI GIOVANI E DELLA SCUOLA

Sommario: 1.1 Premessa. 1.2 Le cause. 1.3 Le forme. 1.4 La prevenzione.

1.1 Premessa.

Il presente elaborato è volto ad approfondire le dinamiche relative all’espressione

dell’aggressività, con particolare riferimento all’età adolescenziale. Innanzitutto, a parere di chi

scrive, sembra opportuno operare una distinzione tra i concetti di violenza ed aggressività,

spesso utilizzati alternativamente e ai quali si attribuisce pari significato.

La violenza, come enarrato nel libro della Genesi, si è manifestata sulla Terra fin dai

primordi dell’esistenza umana. Il fratricidio di Abele (da parte di Caino) secondo la tradizione

L’etimologia della

costituisce de facto il primo delitto della storia. parola (violentia), dal latino

“vis”, originariamente intesa come forza, vigore, prepotenza, è stata in seguito associata al

concetto di far forza, opprimere, distruggere. Eppure, a leggere Bergeret la violenza non

avrebbe un’accezione negativa: «l’origine della parola violentia consegue dal radicale

La parola violenza si ricollega all’idea di

indoeuropeo che in greco diviene bios e in latino vita. 1

vita, di forza vitale e non implica nessuna connotazione distruttiva o erotica» .

Abbracciando il pensiero di esimi filosofi e psicoanalisti si può essere concordi nel

ritenere che la violenza si presenta a noi con molteplici sfumature, è fonte di vita ma allo stesso

tempo di distruzione, può garantire la sopravvivenza di una specie ma anche l’annientamento

di un’altra. Inoltre, sono diversi gli autori che sottolineano la difficoltà nel definirla in maniera

univoca. Secondo la De Zulueta, pensare alla violenza «significa rendersi conto che non ci

troviamo necessariamente di fronte a un istinto, a una pulsione o a una predisposizione» poiché

«un breve esame della letteratura scientifica rivela che quanto sarebbe definito come tale,

secondo l’Oxford English Dictionary, è in realtà riportato come aggressività, il che implica

2

generalmente che sia una manifestazione comportamentale innata del nostro assetto genetico» .

1 Bergeret J., La Violence et la Vie, Paris, pag. 93, 1994.

2 De Zulueta F., Dal dolore alla violenza, Milano, pag. 3, 1999.

1

D’altra parte, il termine aggressività deriva dal verbo latino “adgredior” (composto

“ad” “gredior”,

dalla particella traducibile con verso, contro, più il verbo camminare) e assume

il significato di andare incontro, avvicinarsi, ma anche aggredire, assalire. È evidente dunque

che l’aggressività contiene.

la componente relazionale, di moto verso un oggetto, Nonostante il

che concorde,

dibattito circa una possibile definizione sia ancora fervido e tutt’altro

l’aggressività è in primis «considerata una componente istintuale della natura umana (così come

3

di quella animale), che gli etologi ritengono fondamentale per accrescere la possibilità di

sorta di energia di cui l’organismo può disporre in caso

4

sopravvivenza della stessa specie» , una

di bisogno. poiché l’aggressività

Ne discende che è ritenuta a tutti gli effetti una forma di

l’interpretazione

5

comportamento sociale , mentre la violenza è che viene data a una forma di

comportamento sociale, questa si configura come una variabile dipendente dal contesto di

come “violento”

riferimento. Bollare un comportamento significa tener conto della dimensione

interpersonale di quel comportamento.

Sebbene emeriti studiosi concordino nel sostenere che il XX secolo abbia rappresentato

6

la fase più pacifica della nostra storia , a prescindere da qualsivoglia opinione si intenda

sostenere in merito, è «incontrovertibile che la violenza sia diventata una presenza perseverante,

della civiltà, dell’organizzazione sociale, delle scoperte scientifiche, e

nonostante il progresso

delle tecnologie. Al contrario si è evoluta, diventando talora meno visibile ma non meno

incisiva e pericolosa, forse proprio per l’impiego delle tecnologie nel perfezionamento di

7

metodi brutali finalizzati alla conquista di potere» . Vittime incolpevoli sono loro malgrado le

minoranze etniche, le comunità religiose, i rappresentanti politici, i membri della comunità

riteneva che l’aggressività

3 Konrad Lorentz nel suo Das sogenannte Böse: zur Naturgeschichte der Aggression

fosse un istinto che necessitasse di scaricare periodicamente l’energia accumulata. Lorentz fu un medico, psicologo

famoso per la sua teoria dell’imprinting. ‘30 del secolo scorso si dedicò

e zoologo austriaco, A partire dagli anni

allo studio delle specie animali nel loro habitat naturale, basato sull’osservazione scientifica e la comparazione.

Tra i comportamenti più studiati ed analizzati rientra quello aggressivo, appartenente alla categoria di quelli

istintivi.

4 Aleandri G., Giovani senza paura: analisi socio-pedagogica del fenomeno bullismo, Armando Editore, 7-125,

2008.

5 Krahé B. nella sua opera The Social Psychology of

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

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