Laboratorio: analisi del movimento
Scopo
Analizzare il movimento.
Materiali necessari
- Due telecamere
- Qualcosa per la calibrazione
Svolgimento
Eseguo la calibrazione: devo mettere un oggetto di dimensioni note nel campo visivo e do le coordinate, a questo punto conosco la posizione dell’oggetto rispetto alla telecamera. Lo faccio per entrambe le telecamere, quindi così risalgo alla posizione reciproca delle due telecamere.
Le telecamere hanno dei difetti ma, siccome gli do i punti, il sistema entro questi li corregge in automatico. Se esco dall’oggetto usato dalla calibrazione, però, il sistema non sa come la telecamera deforma, quindi o aumento la curva o allontano la telecamera.
Dopo la calibrazione devo cercare il “cdm” del corpo. Infine calcolo F = M*A. I marcatori vanno messi sui centri articolari. Inizio le riprese.
Calcoli
Lavoro complessivo = Lavoro Interno + Lavoro Esterno (non ha molto senso usare questa formula per calcolare il lavoro, meglio usare i metaboli metri). Il lavoro interno è lo stimolo, quello esterno L = M*A.
L’accelerazione è un vettore con modulo, direzione, verso e punto dove è applicato, è da considerarsi nel centro di massa (punto dove si immagina concentrata tutta la massa del soggetto). Per calcolare il centro di massa avevano pensato di usare gli integrali ma è un lavoro incredibile, quindi han pensato di schematizzarlo (modello di Hanvan), avremo: Xcdm = (Xcdm testa * M testa + Xcdm busto * M busto + … / M). È importante conoscere lo strato di grasso.
Lezione: test sul MED
Scopo
Forza esplosiva e potenza degli arti inferiori.
Materiali necessari
- Il MED (formato da due pedane, carrello e velocimetro)
Svolgimento
Ha due pedane di forza (una per piede), il soggetto è seduto su un sedile (che non gli permette di usare il busto e le braccia) che scorre lungo una rotaia (che con appositi fermi non permette il contromovimento), al sedile è connesso un velocimetro. Il carrello è inclinato di 15° (peso del soggetto * sen alfa) perché se no non muoverei tutto il mio peso. Ne ricaviamo un segnale elettrico per padana e uno per il velocimetro, viene convertito in digitale per poterlo utilizzare col software.
Taratura delle pedane
Le metto orizzontali e carico uno alla volta tre pesi noti. Tramite il software individuo i tre scalini corrispondenti ai pesi aggiunti alle pedane. Metto in tabella e trasformo i Kg (moltiplicando per 9.81) in newton. Tramite il grafico Forza (N) asse Y e Forza (V) asse X ricavo un’equazione Y = a*x + k, so quindi per ogni valore in volt il corrispettivo in Newton.
Taratura velocimetro
È costituito da un rocchetto che avvolge un filo, maggiore è la velocità maggiori saranno i volt in uscita. Misuro la distanza che percorre il carrello e faccio arrotolare il rocchetto a tre velocità diverse (la prima lo lascio e basta, la seconda lo spingo, la terza spingo più forte). Creo un grafico con Velocità (m/sec) sull’asse Y e velocità (V) sull’asse X e ricavo l’equazione tramite la quale per ogni valore in volt riesco a ricavare il corrispettivo in m/sec.
Posizionamento del soggetto
Deve avere la schiena e il sedere ben appoggiati e le mani agganciate, i piedi paralleli, e un angolo al ginocchio di 110° (si è visto essere l’angolo a cui si sviluppa la forza maggiore, lo posiziono e metto i fermi al carrello). A questo punto il soggetto è pronto ed evitiamo che esegua un contro movimento. Chiediamo all’atleta di spingere più forte che può (fare un buon riscaldamento). La velocità aumenta fino a quando i piedi sono attaccati alle pedane, poi va a zero. Fin quando la differenza tra i due arti è nell’ordine del 10% va tutto bene (è fisiologico), oltre potrebbero esserci problemi.
Calcoli
Nel computer avremo sotto forma di grafico la forza dell’arto sinistro e quello destro, la forza totale. La velocità e la potenza. Dal software ricavo il valore di potenza assoluto, devo normalizzare per Kg di massa corporea o ancora meglio per Kg di massa magra dell’arto inferiore.
Considerazioni
I test da campo (Abalakov, Seargeant, salto in lungo da fermo ecc.) sono semplici ed economici ma ci danno solo una stima indiretta. Sono nate poi le piattaforme di forza che dalla forza impressa dal soggetto in ogni istante ricavano accelerazione, velocità e quindi la potenza. Purtroppo, le procedure di calcolo sono complesse e inoltre non valuto solo la prestazione fisica ma incide anche.
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