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“LABORATORIO DISTURBI DELL’APPRENDIMENTO APPUNTI”

28/2/14

David Wechsler (1896-1981) ha fatto delle scale per misurare l’intelligenza nei bambini.

James R. Flynn (anni ’80) ha scoperto che, più si va avanti con il tempo, più sale il quoziente

intellettivo indipendentemente dalla cultura di appartenenza e, inoltre, che in alcune subculture era

ancora più alta, “l’intelligenza fluida” (questo si chiama “effetto Flynn”). “L’intelligenza fluida” è

la nostra capacità in relazione ad un problema presente nel contesto e ti trovarvi un rimedio anche

senza avere nozioni a riguardo. “L’intelligenza cristallizzata”, invece, si basa sulle conoscenze che

già abbiamo acquisito (contesto sociale, contesto familiare). Tutte le scale di misura vengono

“standardizzate”, cioè tarate, sulla cultura e sulla lingua in cui devono essere usate. Tutti i bambini a

cui andiamo a somministrare questa scala, verranno confrontati con il campione di base. Ogni 15-20

anni circa, le scale vengono riguardate e, in caso, aggiornate. A ciascun soggetto sottoposto al test

viene attribuito un QI detto di “deviazione”. Il “QI di deviazione” indica di quanto un soggetto

devia dalla prestazione media fornita da individui della stessa età. Per la WISC-III il punteggio

medio è “100” e la deviazione standard è “15”. 100 + o – qualche 1 deviazione standard = QI nella

media.

La WISC-III è somministrata a soggetti di età compresa tra 6 e 16 anni e 11 mesi. Viene

somministrato individualmente con una durata di 60-80 minuti. Questa scala è costituita da 13

subtest, suddivisi in 2 gruppi. 6 subtest sono per la scala verbale e 7 subtest per la scala di

performance. “Solo 10 subtest sono obbligatori mentre, gli altri 3, sono facoltativi”. I subtest della

scala verbale sono:

1) informazione;

2) somiglianze;

3) ragionamento aritmetico;

4) vocabolario;

5) comprensione;

6) memoria di cifre (facoltativo).

Il punteggio alla scala del bambino risente tanto “dell’ansia da prestazione” (in questi casi risulta un

QI più basso). Per questo motivo, è meglio che a somministrare il test sia una persona più esperta.

Le informazioni aggiuntive di questa scala sono quattro quozienti di deviazione fattoriale (QDF):

1) comprensione verbale (CV);

2) organizzazione percettiva (OP);

3) libertà dalla distraibilità (LD);

4) velocità di elaborazione (VE).

La comprensione verbale è un fattore che, spesso, si sottovaluta ma che è importante nel

determinare l’intelligenza del disturbo. La WISC è usata prevalentemente per ottenere informazioni

oggettive inerenti alle difficoltà di apprendimento. Grazie alla possibilità di interpretazione

qualitativa delle risposte fornite ai subtest, può essere un utile strumento per la valutazione

neuropsicologica. Questa scala può anche essere usata per valutare gli aspetti cognitivi del bambino

(per es. dopo un forte trauma cranico, dopo il risveglio parziale dal coma farmacologico). Il subtest

del “completamento di figure” valuta la capacità di riconoscere e visualizzare (memoria visiva a

lungo termine) oggetti comuni, la capacità di prestare attenzione ai dettagli e di distinguere fra

dettegli essenziali e non, la capacità di analisi visiva e “ricerca visiva”. Su questa scala, non cadono

i bambini con ritardo mentale ma bambini con disturbi di neurovisione e disturbi dell’attenzione. In

questa scala non si può suggerire la risposta al bambino ma solo fare in modo da sostenerli

l’attenzione. Il subtest consente di valutare le conoscenze e gli interessi del soggetto, la sua capacità

di assorbire e ritenere informazioni dall’ambiente circostante e di richiamarle al momento. La prova

è un buon indice del livello intellettivo e culturale dell’individuo nonché del suo adattamento

ambientale. Accade che alcuni soggetti vanno benissimo in alcuni subtest ma, molto peggio in altri.

“Cifrario”: la prova richiede destrezza visuo-motoria. Ci sono dei subtest di questa scala che fanno

cadere quei bambini che non hanno intelligenza semantica. Il “riordinamento di storie” figurate si

associa spesso al calcolo aritmetico. I bambini hanno problemi con le dozzine. Il subtest del

“ragionamento aritmetico” richiede capacità di utilizzare i concetti astratti di numero e di operazioni

numeriche per risolvere problemi matematici. Il subtest del “disegno con cubi” implica una abilità

di natura visuo-motoria relative alla concettualizzazione non verbale, al pensiero concreto ed

astratto, alla pianificazione e all’organizzazione generale. Il subtest del “vocabolario” viene

considerato più di una prova di ragionamento verbale che di semplice conoscenza di vocaboli ed è

indicativa del grado di apprendimento verbale accumulato dal soggetto e delle sue conoscenze

legate innanzitutto alle acquisizioni dovute all’ambiente familiare e, poi, a quelle derivanti

dall’ambiente scolastico. Implica un ragionamento verbale. Il subtest della “ricostruzione di

oggetti” misura la capacità di analizzare e sintetizzare flessibilmente gli indizi visuo-percettivi di

elementi isolati giungendo a. Il subtest della “comprensione” valuta la capacità di acquisire

informazioni utili dalla vita quotidiana e di saperle appropriamente utilizzare, la capacità di

affrontare nuove situazioni, di non reagire improvvisamente ma di prevedere e valutare le

possibilità esistenti scegliendo quelle socialmente e praticamente valide; in sintesi ragionamento

pratico e capacità di orientarsi nelle situazioni di vita.

Esercitazione in classe (nella figura individua cosa manca):

D 1 Orecchio

D 2 Lato del cartone

D 3 Naso

D 4 Unghia a sinistra

D 5 Zampa posteriore a sinistra

D 6 Cinturino dell’orologio

D 7 Cardine

D 8 Bambola dallo specchio

D 9 Manca l’1 (sull’11)

D 10 Pomello

D 11

D 12

D 13

D 14

D 15

D 16

D 17

D 18

D 19

D 20

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D 30

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Fonologia: riguarda la capacità di discriminare i suoni linguistici e di riprodurli.

Morfologia: riguarda l’uso dei suffissi e del genere.

Sintassi: riguarda l’organizzazione e la combinazione delle parole in un enunciato o testo.

Semantica: riguarda la capacità di convogliare specifici significati attraverso i suoni linguistici.

Pragmatica: coincide con la funzione comunicativa del linguaggio con l’uso di simboli in modo

appropriato in relazione al contesto sociale.

Molto spesso, i bambini che presentano dei disturbi nella comunicazione presentano anche un

disturbo nel comportamento. La scrittura ha una funzione “auto-narrante”.

Abilità di scrittuta:

- capacità di scrittura;

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Edo1511 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Laboratorio Disturbi Dell'apprendimento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università Maria SS.Assunta - (LUMSA) di Roma o del prof Grimaldi Capitello Teresa.
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